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Sabato, 16 Dicembre 2017

A Venezia il prossimo 5 dicembre 2017 alle ore 18.00 presso l'Aula Magna dell'Ateneo Veneto in  Campo San Fantin 1897, Rio Verona avrà luogo "Il Mare di Shakespeare", incontro con­clusivo per il 2017 del progetto "Mediterri-amo".
La scelta di tenere proprio a Venezia questo evento rimanda ad un significato simbolico, in quanto la meravigliosa città lagunare può considerarsi porta d'or­iente e ponte ideale per entrare nella programmazione del 20­18.
Infatti, "Mediterr­i-amo"  proseguirà il suo "viaggio itinerante" anche l'anno prossimo tocca­ndo altre città del Mediterraneo con inc­ontri, laboratori, convegni e spettacoli.
Nella "Tempesta", celebre opera teatrale di W. Shakespeare, Gonzalo chiede al Nostromo di ritrovare la calma e quest’ultimo gli risponde: “Quando sarà calmo il mare.” Ma di quale mare sta parlando? Forse dell’Atlantico o del Mare del Nord? Affatto. Il mare in questione è il Mediterraneo, un mare che probabilmente il celebre scrittore e drammaturgo inglese conosceva soltanto attraverso i libri. Ma ciò costituì per lui già un buon motivo per sceglierlo come sfondo e cornice di tante sue opere.
Da questo spunto partiranno le riletture di alcune delle sue opere “mediterranee” attraverso le testimonianze di studiosi e artisti, che si alterneranno sul palco dell’Ateneo Veneto: Carmelo Alberti affronterà "LaTempesta" con un focus sulla storica messinscena strehleriana; mentre Shaul Bassi concentrerà l’attenzione sui legami di Shakespeare con Venezia ed il mondo ebraico,  partendo proprio dal "Mercante di Venezia" e dalle sue trasposizioni teatrali e cinematografiche; Maria Ida Bigi della Fondazione Cini sottolineerà lo straordinario fascino letterario che il Mediterraneo ha esercitato sui drammaturghi d’oltralpe, ricordando anche il viaggio utopico nell’Adriatico del "Teatro del Mondo" di Aldo Rossi, inaugurato durante la Biennale Teatro del 1980, diretta proprio da Maurizio Scaparro; un teatro galleggiante che da Venezia raggiunse Dubrovnik con una capienza di 400 spettatori.
Ma il teatro vive in palcoscenico ed è per questo che la seconda parte dell’incontro vedrà  protagonisti Emilia Costantini, giornalista del Corriere della Sera, che intervisterà Pino Micol, attore che ha legato la sua lunga carriera ai più grandi successi teatrali di Maurizio Scaparro; egli  racconterà, tra ricordi e aneddoti, le sue interpretazioni shakespeariane, regalando al pubblico la lettura di alcune tra le più belle pagine de "LaTempesta" e di "Otello".
Saranno presenti all'appuntamento del 5 dicembre:
Carmelo Alberti (professore Università Ca’ Foscari)
Shaul Bassi (professore Università Ca’ Foscari)
Maria Ida Biggi (professoressa Università Ca' Foscari, Fondazione Giorgio Cini)
Emilia Costantini (giornalista RCS)
Pino Micol (attore)
Maurizio Scaparro (regista)
Moderatore della serata Ferdinando Ceriani.
Le letture tratte dalle opere di Shakespeare saranno curate da Pino Micol.
La realizzazione dell'evento si è svolta in  collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini.

Dopo il grande successo della conferenza tenuta dal professor Gurrieri, prosegue il prossimo 21 Novembre il ciclo delle “Corrispondenze” del Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo “Franco Zeffirelli” (CIAS) con l’incontro tenuto da Luciano Alberti, critico e studioso di teatro, dedicato a “Franco Zeffirelli e l’opera”.

La tematica verrà affrontata in due giornate distinte, il 21 Novembre e il 12 Dicembre, partendo dagli esordi di Zeffirelli per approdare in quello che diventerà il campo più copioso della sua intensa e variegata operosità spettacolare: la messinscena melodrammatica.

Con l’anno nuovo partiranno anche i corsi di formazione dedicati ai futuri professionisti delle arti dello spettacolo. Il primo corso, sotto la guida del Maestro Carlo Savi, sarà quello in “Progettazione di scenografia teatrale”, in partenza dal 5 Febbraio, arricchito dal contributo del Maestro Carlo Centolavigna (Complementi per la scenografia) e della Professoressa Maria Alberti (Storia del teatro, della scenografia e del costume). A Giugno (dal 4 al 29) si terrà il corso di recitazione per i giovani cantanti lirici, a cura di Luigi Di Fiore.

Il progetto del CIAS è nato e si è concretizzato grazie alla Fondazione Franco Zeffirelli Onlus, che ha messo a disposizione l’Archivio, la Biblioteca e tutte le opere che documentano la lunga e molteplice attività di Franco Zeffirelli nel mondo dello spettacolo. La Fondazione ha avuto il supporto del Comune di Firenze e un sostegno economico da parte dell’imprenditore russo Mikhail Kusnirovich, dei marchi Gum – Piazza Rossa Mosca e Bosco Ciliegi Family, e della famiglia del finanziere canadese-americano Robert Friedland. Presidente della Fondazione è Franco Zeffirelli, Presidente Onorario Gianni Letta e Vicepresidente Pippo Corsi Zeffirelli.

Dopo l’apertura del suo Museo, il Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo (CIAS) avvia anche le sue attività culturali e formative sotto la guida di maestri esperti del settore, con l’obiettivo di diventare presto un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per la formazione, lo studio e l’approfondimento delle arti dello spettacolo.

Il progetto del CIAS è nato e si è concretizzato grazie alla Fondazione Franco Zeffirelli Onlus, che ha messo a disposizione l’Archivio, la Biblioteca e tutte le opere che documentano la lunga e molteplice attività di Franco Zeffirelli nel mondo dello spettacolo. La Fondazione ha avuto il supporto del Comune di Firenze e un sostegno economico da parte dell’imprenditore russo Mikhail Kusnirovich, dei marchi Gum – Piazza Rossa Mosca e Bosco Ciliegi Family, e della famiglia del finanziere canadese-americano Robert Friedland. Presidente della Fondazione è Franco Zeffirelli, Presidente Onorario Gianni Letta e Vicepresidente Pippo Corsi Zeffirelli.

Le prime a partire saranno le attività culturali che, il prossimo 14 novembre presso l’Oratorio di San Filippo Neri / Sala Musica, sotto la direzione artistica di Francesco Ermini Polacci, inaugureranno con la conferenza di Francesco Gurrieri sulla storia artistica e architettonica del complesso di San Firenze (ore 18.00, ingresso libero).

Il primo corso, sotto la guida del Maestro Carlo Savi, si terrà il 15 gennaio e sarà quello in “Progettazione di scenografia teatrale”. Il corso nasce nel nome e nel solco di Franco Zeffirelli, con il proposito di formare un profilo professionale completo, capace di gestire la ricostruzione d'epoca come il contemporaneo, di svolgere progetti di rilievo artistico e di affrontare tutte le sfide creative e le attività tecniche che il settore dello spettacolo richiede. I temi che saranno proposti sono il teatro d'opera lirica, il balletto, il teatro di prosa, l'operetta, lo spettacolo stanziale e quello itinerante; e i rispettivi luoghi deputati che costituiscono la base su cui sviluppare i progetti scenici: i teatri classici, al chiuso o all'aperto, nella loro evoluzione storica sino ad oggi.

Il corso sarà articolato in un programma di 410 ore di didattica, per una durata complessiva di circa 15 settimane. I laboratori si svolgeranno in via ordinaria nei giorni da lunedì a venerdì, dalle ore 9.30 alle ore 13.30, mentre gli approfondimenti si svolgeranno i pomeriggi di lunedì e venerdì dalle 15 alle 17. Uno o due sabati al mese si terrà una lezione sul campo, con una visita nei luoghi dello spettacolo a Firenze.

È diffusa anche l'opinione che Firenze sia sostanzialmente una città medievale e rinascimentale, eppure anche il Seicento e il Settecento hanno lasciato tracce importanti. A dimostrazione di ciò vale l'esempio dell'architettura di San Firenze, della sua scultura e delle sue decorazioni.
Francesco Gurrieri, professore ordinario di “Restauro dei Monumenti” nell'Università di Firenze, è fra i più attenti protagonisti del dibattito internazionale sui non facili problemi della conservazione e valorizzazione dei beni culturali, e nell’occasione ripercorrerà, per la prima volta, l'intero percorso artistico dei Complesso di San Firenze.

Il ciclo di conferenze (“Corrispondenze”) proseguirà con un approfondimento sulla vita e l’opera in musica di Franco Zeffirelli, a cura del critico musicale e studioso del teatro Luciano Alberti (21 novembre, 12 dicembre). A seguire si terranno una serie di interventi mirati ad illustrare le incursioni di Zeffirelli nel mondo di Shakespeare, sia nel cinema che nel teatro, tenuti da Masolino d’Amico, professore, scrittore e critico letterario che a lungo ha collaborato con Zeffirelli con sceneggiature e adattamenti di soggetti.

Accanto al ciclo delle conferenze al CIAS si svolgeranno “I Concerti di San Firenze” con lo scopo la promozione e la valorizzazione dei giovani talenti musicali. L’Oratorio diventerà così anche uno spazio di aggregazione, un punto di ritrovo per i giovani interpreti, vincitori di premi e concorsi, e comunque i migliori frutti nati da percorsi di formazione di respiro internazionale.

I Concerti di San Firenze costituiranno il terminale fondamentale di un vero e proprio network di collaborazioni con conservatori, scuole di musica, accademie e istituzioni che dal territorio cittadino e nazionale sarà finalizzato ad estendersi in tutto il mondo.

Il debutto avverrà il 6 dicembre p.v. (ore 21.00) con un recital di arie e duetti tratti dalle opere più amate da Zeffirelli e affidati alle giovani voci dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, qualificata realtà di Alta Formazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. I biglietti per i concerti (euro 10 interi, euro 7 ridotti) possono essere acquistati direttamente presso la Biglietteria del CIAS, lunedì-mercoledì e venerdì-sabato, ore 10-18. Info: tel. 0552658435. Per gli spettatori dei concerti, presentando il biglietto d’ingresso, sarà possibile usufruire di un servizio di rinfresco presso la Tea Room al prezzo di Euro 10.

Dal 13 Novembre aprirà il BAR&RESTAURANT della ZEFFIRELLI’S TEA ROOM nel suggestivo cortile interno del Complesso di San Firenze, allestito con orci e piante di limone provenienti dalla villa del Maestro ( per prenotazioni: 3481186299 e 3283416254 ).

Il Bar & Restaurant, gestito da Ludovica e Ginevra Santedicola sotto la guida attenta di Annamaria Tossani, offre la possibilità di degustare dalle 11 alle 17 una accurata scelta di piatti che mettono in risalto la tradizione toscana anche attraverso le ricette della vecchia Tata del Maestro Zeffirelli, la Vige, per poi trasformarsi in un Cocktail Bar con degustazione di “tapas” alla italiana. All’interno delComplesso, è già aperta la Tea Room, un fascinoso angolo arredato con antiche boiserie dell'ex tribunale ed i ricordi della vita di Franco Zeffirelli.

Nel 2018 il CIAS sarà nel pieno delle sue funzioni. Dopo l’apertura del Museo, dell’archivio e della Biblioteca, l’avvio dei Concerti e delle Corrispondenze e l’operatività della Tea Room - Bar & Restaurant, partiranno con l’anno nuovo anche i Corsi di Formazione dedicati ai futuri professionisti delle arti dello spettacolo.

A giugno si terrà quello per i giovani cantanti lirici che desiderino affinare l'arte della recitazione teatrale ed avere nuovi stimoli che possano compendiare la rigida, a volte, schematicità imposta loro dallo studio approfondito delle tecniche del bel canto.

Il corso, a cura di Luigi Di Fiore, avrà una durata di quattro settimane (dal 4 al 29 giugno), per un totale di 80 ore, prevede lo studio della tecnica ideata da Rudolf Steiner. Tecnica che si basa sulla ricerca del “sé” al fine di poterlo mettere a disposizione della recitazione scenica. L'allievo sperimenterà la ricerca della verità nel proprio interno emotivo per sviluppare tutte quelle caratteristiche di potenza semantica, psicologica, filologica e storica che sono gli strumenti indispensabili per la buona riuscita di un'opera lirica.

Nuovi corsi saranno aggiunti nel corso dell’anno con l’obiettivo di coprire nel tempo tutte le discipline artistiche del mondo dello spettacolo e rendere il CIAS un punto di riferimento nel mondo della formazione.

 

Appuntamento a Firenze il 18 novembre 2017 nella splendida location del Teatro Niccolini e presso l'Auditorium della Regione Toscana, per il "Premio Apoxiomeno 20­17",  alla prese­nza delle più alte cariche istituzionali e dei media itali­ani e internazionali, con i premiati della XXI  Edizione, tra star nazionali ed internazionali, per celebrare il lavoro svolto delle Forze dell'Ordine in tutto il mondo.
Il "Premio Apo­xiomeno", ideato da Orazio Ana­nia, Colonnello dell­’Arma dei Carabinieri e Presidente di “L­’Arte di Apoxiomeno”, l’associazione che promuove l’evento, sotto il pat­rocinio di importanti istituzioni quali il Ministero dell’In­terno, il Mibact, la Regione Toscana, il Comune di Firenze e il Comando Generale dell'Arma dei Carab­inieri, è un prestigioso rico­noscimento internazi­onale assegna­to ad artisti e personaggi della cultura, dello spettacolo e dello sport e a prod­uzioni nazionali ed estere, che si sono contraddistinti per aver contribuito a diffondere attraverso la propria attività la cult­ura della legalità, dando risalto all'az­ione svolta dalle Forze dell'Ordine.
Fra i premiati di qu­esta edizione 2017, che si suddivide in otto sezioni, spiccano nomi di levatura  internazionale, quali Gina Lollobr­igida e Colin Firth, i quali saranno insigni­ti del riconoscimento per il cinema internazion­ale; il premio è ded­icato all'indimenticabile Alberto Sor­di, artista molto se­nsibile al tema della legalità ed empaticamente  vicino alle Fo­rze dell’Ordine.
Ser­gio De Santis sarà premiato per la lett­eratura e Igor Righe­tti per la letteratu­ra e il giornalismo; Frank Matano e Dani­ele Liotti per la te­levisione;  Franco Mi­calizzi riceverà il premio per la sezione musica e Marco Tullio Barboni per il cinema italiano. Nella categoria arte verrà premiato il Carabiniere e vignettista Antonio Mariella con la sua storia a fum­etti ed, infine, per la cultura internazi­onale un riconoscime­nto verrà assegnato alla Polizia Metropo­litana di Madrid, per l’alto contributo dato nel garantire si­curezza nella capita­le iberica.
Ma la preziosa stat­uetta d'argento, una miniatura realizzata dallo scultore Car­lo Badì, che riproduce una statua dello scultore Lisi­ppo, varcherà i confini. Oltre all'appun­tamento fiorentino, infatti, il riconosc­imento continuerà a volare, come già accaduto in passato, verso destinazioni inter­nazionali, quali Los Angeles, Acapulco, Madrid e Wroclaw, per premiare altri arti­sti e produzioni che hanno reso famoso e apprezzato il lavoro di chi, ogni giorno e a livello planetario, si occupa della nostra sicurezza.
Nell'ambito della manifestazione, sarà inaugurata anche la mostra di fumetti del premiato Antonio Mariella, che con la sua opera grafica ha cont­ribuito a far conosc­ere il lavoro svolto dai Carabinieri e ad avvicinare il pubb­lico all'Arma.

LA MOSTRA DOCUMENTARIA della Comunità Ellenica di Napoli e Campania, organizzata in collaborazione con istituzioni scientifiche di Cipro, si propone di presentare la distruzione del patrimonio culturale nella parte settentrionale di Cipro a seguito dell’invasione turca del 1974, che ha portato all’occupazione del 36,2% dell’Isola. Cipro, stato membro dell’Unione europea, è un museo galleggiante di storia e patrimonio culturale, che risale ad almeno 9.000 anni fa. 

Il regime di occupazione ha espulso 200.000 abitanti autoctoni dai loro focolari ancestrali, ha cambiato i storici toponimi greci di Cipro, ha installato centinaia di migliaia di coloni dall’Anatolia stravolgendo così l’assetto demografico e ha fatto stazionare sull’Isola 45.000 soldati turchi. Infine, si è proceduto ad una distruzione intenzionale senza precedenti dell’antico patrimonio culturale greco e religioso. Migliaia di icone, mosaici e affreschi, dipinti, manoscritti e opere d’arte sono stati saccheggiati e venduti illegalmente ai mercati di mezzo mondo. Allo stesso tempo, i cimiteri sono stati livellati ed ogni concetto di libertà, di espressione religiosa e dei diritti umani sono stati violati. 

La mostra si suddivide nelle seguenti sezioni: 1 Registrazione dei monumenti saccheggiati appartenenti alle diverse comunità religiose di Cipro (ortodossa, armena, maronita, ebraica, cattolica, protestante). 2 La questione della distruzione del patrimonio culturale di Cipro e il suo traffico illegale. 3 L’uso inappropriato dei monumenti religiosi dal regime dell’occupazione turco. 4 La questione del rimpatrio e del restauro delle opere d’arte e dei monumenti. Il titolo della mostra trae i suoi riferimenti dalla segnaletica rossa con l’iscrizione «ZONE INTERDITE», che l’esercito turco ha installato in molti luoghi nella parte settentrionale di Cipro, come ad esempio a Famagosta. Questa mostra documentaria è un urlo di protesta contro questa «Memoria interdetta” e contro l’innalzamento di “muri» e divieti tra i popoli, le idee, le culture e le religioni.

Lo scopo del Museo è quello di preservare e promuovere l’eredità bizantina e post-bizantina di Cipro. Le sue priorità sono: a) il restauro, lo studio e la promozione delle sue collezioni; b) creare programmi educativi per le scuole; c) promuovere la questione del traffico illegale a Cipro e all;’estero, d) operare come Osservatorio non ufficiale allo scopo di individuare i tesori saccheggiati e reclamarli. 

 

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