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Sabato 25 settembre presso il Plaza Eventi Live di Mendrisio dalle ore 15.30 si terrà la cerimonia di premiazione della 1^ edizione del Premio letterario Internazionale Switzerland Literary Prize;  la manifestazione è organizzata dall’Associazione Pegasus di Cattolica in collaborazione con l’impresario Morandini di Mendrisio e con il Patrocinio del G.E.I. di Losanna.

L’associazione è conosciuta a livello internazionale per gli eventi e i premi letterari quali il Premio Milano International e Il Pegasus Literary Awards di Cattolica al quale partecipano ogni anno i più prestigiosi marchi editoriali e personaggi di spicco della cultura.

Lo Switzerland Literary Prize è il nuovo grande premio della Svizzera Italiana nato per accomunare le popolazioni di tutto il mondo, condividere emozioni e valorizzare le culture linguistiche. Un punto d'incontro dove mettersi in gioco in un paese dalla forte connotazione, paesaggistica, storica e culturale.

Il concorso si occupa di rilanciare la cultura letteraria stimolando la creatività dei giovani e dei meno giovani, nonché di scoprire nuovi talenti, occupandosi nel contempo di celebrare coloro che negli anni si sono particolarmente distinti in campo culturale.

La kermesse ha incoronato Cristiana Pedersoli figlia del celebre attore Bud Spencer con l'opera “Bud un gigante per papà” edito da Giunti, e Chiara Albertini 2^ Classificata con l'opera “Vento dall’Est”, edito da Rizzoli mentre il premio Zurigo va a Marco Tullio Barboni sceneggiatore e scrittore (Lo chiamavano Trinità)  con “Matusalemme kid alla scoperta di un cuore bambino”.

Numerosi gli autori stranieri, dalla scrittrice polacca Joanna Longawa  allo spagnolo Ernesto Ruiz De Linares; dalla scrittrice Siriana Masal Pas Bagdadi autrice di Betsellers (Bompiani - Giunti) alla giovanissima e promettente  Nella Papouskova proveniente dalla Repubblica Ceca.

Tra i prestigiosi premi alla Carriera citiamo quello a Aldo Dalla Vecchia, uno dei maggiori autori televisivi italiani Quadrio - Mediaset - Rai e all'attrice Lucia Modugno (ha lavorato con Roberto Rossellini, Ettore Scola ,Dino Risi).

Tra i superospiti Francesco Vecchi conduttore di Mattino cinque (Canale 5 Mediaset).

Interverranno i Presidenti di alcuni dei più prestigiosi circoli Svizzeri in Italia.

Grazie alla Presidente del Occhio dell'Arte  Lisa Bernardini che ci ha mandato la notizia "volevo informare il Corriere del Sud, che lo sceneggiatore e scrittore Marco Tullio Barboni  , di cui seguiamo da anni le iniziative ed i riconoscimenti culturali in giro per l'Italia, continua ad inanellare un successo letterario dietro l'altro! Appena arrivata la notizia ufficiale del Premio Zurigo per il suo "Matusalemme Kid - Alla scoperta di un cuore bambino" - (Edizioni Paguro). Vi mando la comunicazione  ufficiale diffuso dagli organizzatori".

A Saccolongo (Padova), domenica 5 settembre 2021 alle ore 11:00  presso la Casa del Sacro Cuore avrà luogo la presentazione  dell'ultimo  libro di Michele Nicolè dal titolo  "La Madonna Lo Vuole - Suor Rosetta, l'Architetto di Maria".
Si tratta di un'opera di 160 pagine con più di 50 foto inedite che parlano  dei luoghi, dei pensieri e delle opere che Suor Rosetta Dalla Libera ha compiuto durante la sua operosa vita.
L'autore, insieme  alla zia Nadia Dalla Libera,  illustrerà il volume  alla presenza dei Fati, del Sindaco e delle Autorità locali; sarà un'esperienza intrisa di spiritualità e di significati di cui far tesoro.
Michele Nicolè, nato a Saccolongo (PD), dove ancora vive, si è diplomato Maestro d’Arte presso l’Istituto d’Arte “P. Selvatico” di Padova;  quindi ha conseguito il Diploma Accademico in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Affermato imprenditore nel settore dell’advertising, è un artista poliedrico; oltre alle arti figurative, si diletta anche nella scrittura e nella poesia.  Iniziando dall’esperienza pittorica, ha attuato una ricerca in grado di offrire nuovi stimoli sensoriali ed emotivi, condividere esperienze, rielaborare il conosciuto, sperimentare forme plastiche, scrittura, immagini e percezioni, miscelando i colori eterogenei e variegati di nuovi mondi virtuali e surreali, costituiti da persone, idee, esperienze, interazioni, attrazioni, percezioni di varia natura e provenienza.
La creazione dell’universo nicoliano parte da un immaginario mai pago di scoperte; è un viaggio nel “sempre presente”, alla ricerca della bellezza e dell’infinito.
L'artista Nicolè nel corso di una recente intervista ha dichiarato -
"Quando zia Nadia, dopo la morte della sorella maggiore Rosetta, mi mostrò il suo diario e mi chiese di trascriverlo, pensavo si trattasse di un compito semplice.
Io la ricordavo per il suo sorriso luminoso e carico di affetto, i suoi abiti da religiosa divenuti larghi  negli ultimi anni di vita, le tasche sempre piene di caramelle per i bambini e la testa spessissime volte altrove, in un’altra dimensione, immersa costantemente nella  preghiera.
Cominciando il lavoro, inaspettatamente, sono stato presto assorbito da una storia impegnativa, dai profondi risvolti umani e mistici, che mi ha posto di fronte a numerosi interrogativi sulla figura di suor Rosetta e costretto a prendere una posizione nei confronti di quanto ho scoperto e capito, e quindi ad assumere la mia parte di responsabilità al fine di  renderlo pubblico. Mi sono reso conto di conoscere ben poco in merito alle vicende biografiche di mia zia e della sua interiorità. Quindi, ho sentito il bisogno di raccogliere delle testimonianze per rafforzare e completare il racconto. Con questo percorso di ricerca, e non mi riferisco solo a  documenti, a vecchie memorie oppure a testimonianze, ma a una profonda ricerca spirituale; ho capito finalmente quanto io le dovessi.
Col tempo, le sue preghiere, costantemente rivolte al benessere delle nostre famiglie e a quello delle persone che incontrava, la sua esistenza pervasa da una fede profondissima e totalizzante, le sofferenze fisiche e morali tenute in gran parte nascoste e sopportate in silenzio, hanno reso zia Rosetta la persona a cui affidavamo naturalmente le nostre difficoltà, le malattie e le sofferenze, quelle di tutti i giorni e quelle inattese. Era una grande dispensatrice, non solo di piccoli doni materiali, ma soprattutto di grandi doni spirituali: la sua sconfinata fede ha contribuito a rafforzare i valori saldi ricevuti dalle nostre famiglie,  ancorandoli alle virtù, a renderci migliori. Con lei eravamo sicuri di essere esauditi, grazie a lei abbiamo imparato a pregare, a rivolgerci prima a Dio per comprendere e affrontare le nostre vite, a sopportare e accettare anche l’insostenibile, a diventare più forti e resilienti.
Conoscere suor Rosetta attraverso il suo diario, incontrarla attraverso le prime testimonianze che sono riuscito a raccogliere, vederla attraverso gli occhi di chi le porta riconoscenza, mi ha fatto ripercorrere alcuni tratti della sua strada; mentre camminava accanto a me, sentivo fiorire la sua anima, ed è così che, pian piano, mi ha purificato il cuore".                                                                    
Il ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto
agli ambulatori Caritas di Saccolongo e di Mestrino (PD)

BIOGRAFIA DI ROSETTA DALLA LIBERA

Nacque da Gino Dalla Libera e Costanza Pozza il 30 agosto del 1930 a Creola di Saccolongo, un antichissimo paesino nella campagna padovana; quarta di dieci fratelli. Era una bambina buona, dal carattere tranquillo, bella e graziosa nei modi, in pratica, il giocattolo di fratelli, cugini e zii.
Da ragazza amava giocare con i maschi, si aggregava alle birichinate e non preferiva andare in chiesa. Piuttosto, lavorava nei campi e in officina con il padre. Quando, dopo numerosi ostacoli, decise di entrare in noviziato per diventare Figlia di Maria Ausiliatrice, soffrì molto per il distacco, mentre il padre pianse per lei ogni sera per un anno intero.
Era davvero risoluta, Rosetta: la determinazione con cui ha difeso e portato avanti la sua vocazione e le sue scelte, a costo di grandi prove, derisioni e infinite sofferenze morali e fisiche, hanno dimostrato il suo immenso coraggio. Affrontava con ardore la sua missione attraverso  la preghiera del Rosario e affidando la propria vita e quella delle persone care al Cuore Immacolato di Gesù e alla Vergine Maria Ausiliatrice o a San Giovanni Bosco e agli Angeli Custodi, ma fu soprattutto il suo rapporto speciale e diretto con la “Mamma Celeste” a fare di lei un personaggio piuttosto “scomodo e ingombrante”, per cui venne spesso contestata; quando, per esempio, chiese il permesso di poter benedire i malati e persino nelle sue imprese per diffondere la pratica del Rosario, oppure quando si prendeva una giornata per andare a raccogliere doni e offerte per il convento e i più bisognosi.
Nonostante tutto, ebbe una vita straordinaria, in cui vestì con coerenza l’abito della tolleranza e della più umile e gioiosa semplicità.
Si era distinta sin dal noviziato per il suo grande senso pratico e la sua ingegnosità, tanto da essere soprannominata “Marconi” dalle consorelle; era in grado di svolgere tutti i lavori prettamente maschili – il meccanico, l’elettricista, il muratore, il contadino, il giardiniere, l’autista.  Pertanto, il suo aiuto era molto apprezzato.
Consapevole delle grandi difficoltà che sta attraversando la Chiesa Cattolica, offrì le sue sofferenze a Dio, in modo particolare per i consacrati e per i giovani, che coinvolgeva con grande entusiasmo promuovendo incontri di preghiera e tante attività con il G.A.M. (Gioventù Ardente Mariana).
Nella sua vita limpida ebbe tante attenzioni verso le necessità e la salute della gente comune che lotta ogni giorno per avere un lavoro, una vita dignitosa e serena, per i più piccoli, nonché per gli ultimi.
Rosetta ebbe la fortuna  di incontrare, come padri spirituali e confessori, alcuni personaggi di grandissima levatura, umana e spirituale, che la stessa Chiesa Cattolica ha già riconosciuto, quando non sono addirittura state avviate le pratiche per la loro  canonizzazione; ebbe vicini don Luigi Mazzucato, il Vescovo Martino Gomiero, don Carlo De Ambrogio, padre Daniele Hekić.  Trovava conforto nelle loro parole che, insieme alla sua fede, le bastavano per andare avanti.
Non esitò a offrire amicizia e sostegno a Paola Maria Albertini, nonostante la Chiesa mantenga la cautela riguardo i messaggi comunicati dalla veggente.
Anche nell'ultimo periodo della sua vita, nonostante fosse malata e l’età avanzata le creasse più di qualche problema, infondeva attorno a sé la grande forza che le dava la sua fede; si era sempre avvicinata alla morte cantando perché non la vedeva come una fine, ma l’inizio di una vita nella Luce, accanto a Gesù e alla sua Mamma Celeste.
Suor Rosetta morì il 19 gennaio del 2019, dopo una vita straordinaria, in cui vestì con coerenza e umiltà l’abito della tolleranza e della semplicità.

Manalive è una organizzazione di volontariato formata prevalentemente da giovani e giovanissimi nata a gennaio del 2020 che, in breve tempo, è riuscita ad organizzare e realizzare molti progetti sia in Italia sia all’estero. 

In pochi mesi Manalive è riuscita a costruire, oltre il pozzo a Djakpo II in Togo, una biblioteca multimediale per gli orfani di Gyumri in Armenia e una chiesa in Liberia i cui lavori di costruzione sono ancora in corso e termineranno prima dell’estate tutto questo succede nel totale silenzio dei media e delle istituzioni, proliferano in tutto il continente gruppi affiliati allo stato islamico. Inoltre numerose ONG direttamente riferibili al governo turco stanno portando avanti un progetto di islamizzazione forzosa nei confronti di molte popolazioni africane. 

Oltre alla violazione dei diritti umani a danno di queste popolazioni, c'è da riscontrare un pericolo imminente per l’Europa. A tal proposito Manalive, dopo aver costruito un pozzo d’acqua potabile in Togo, sta ora costruendo una chiesa nel nord della Liberia per dare un luogo di preghiera alla numerosa comunità cristiana della zona. La nostra intenzione è quella di implementare ulteriormente la nostra attività in Africa, poiché, oggi più che mai alla luce di quanto evidenziato prima, aiutare l’Africa vuol dire anche difendere l’Europa.

Durante la guerra tra Armenia e Azerbaijan, nell’autunno dello scorso anno, Manalive in pochi giorni è riuscita a raccogliere oltre una tonnellata di vestiti invernali e coperte per gli sfollati del Nagorno-Karabah. Grazie alla stretta collaborazione con l’ambasciata armena in Italia, sono giunti a destinazione prima dell’inizio del rigido inverno armeno.

“Manalive grazie all’accordo con NFT Europe ha dato il via al “NFT No Profit Project”-dice al Corriere del Sud il Presidente dell’associazione No Profit Manalive, Gianmarco Oddo-“il progetto porterà sul mercato un’opera digitale NFT, messa all’asta, consistente in una fotografia che ritrae dei bambini africani in Togo che bevono da un pozzo appena costruito da Manalive, il primo pozzo del villaggio Djakpo II.

NFT Europe, in collaborazione con l’organizzazione no profit Manalive e grazie alle più avanzate tecnologie nella riproduzione di opere d’arte in digitale, metterà in vendita il primo NFT europeo senza scopo di lucro sulla piattaforma opensea.io. Il ricavato dell’asta sarà completamente devoluto in beneficenza grazie all’organizzazione umanitaria Manalive. Il ricavato di questa asta servirà per avviare e sostenere nuovi progetti umanitari in Africa, Armenia e Italia.

Questo nuovo progetto testimonia come Manalive sia proiettata verso l’innovazione e la ricerca di nuovi strumenti di foundraising per il terzo settore...
Cosi dopo la realizzazione di molti progetti in Italia, Armenia, Liberia e Togo, si e' impegnata a costruire una biblioteca multimediale presso la casa-famiglia di Arrameras in Albania attraverso una missione che portera' due volontari in Albania da oggi e fino al 11 agosto di quest'anno.

L’associazione, come si legge in una nota "crede fermamente che tramite l’apprendimento e la cultura ogni persona possa uscire dall’assoluto stato di povertà e abbandono in cui si trova e ambire così ad avere un futuro dignitoso. È proprio per tale ragione che i membri di Manalive considerano l’istruzione come un diritto non negoziabile e che deve essere garantito a tutte le persone".

Il presidente Gianmarco Oddo ha dichiarato al Corriere del Sud : “Abbiamo deciso di dedicare questo importante progetto all’eroe albanese Skanderbeg, padre degli albanesi e difensore di tutti i popoli europei. Ricordiamo come Skanderbeg difese strenuamente le tradizioni, la storia e la cultura europee dall’imperialismo ottomano e dalle sue mire di conquista in Europa.

La realizzazione di questa biblioteca multimediale, primo progetto umanitario di un programma ambizioso che punta ad istituire una missione permanente nel paese entro il 2023, ha anche il compito di rappresentare simbolicamente un supporto nel processo di integrazione nell’Unione Europea che sta affrontando l’Albania. La nostra casa comune, l’Europa, fu salvata proprio da Skanderbeg ed oggi noi abbiamo il dovere di tendere una mano verso i nostri fratelli albanesi”.

Fonti Manalive




 

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