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Venerdì, 24 Febbraio 2017

«Ho raccontato le difficoltà dei giovani a diventare giornalisti o magistrati, oggi siamo qui a parlare di legalità, specialmente ai giovani che hanno bisogno di una sponda culturale», cosi il consigliere di Cassazione Vincenzo Pezzella intervenendo alla presentazione del suo libro “Toghe, banchieri e rotative” nel locale “Amico Bio” a Santa Maria Capua Vetere al convegno sulla legalità.

«Il mio libro vuole essere uno spunto per parlare di legalità, un modo di raccontare fatti e persone con cui sono venuto a contatto, un modo per raccontare Napoli e l’Italia con i fatti accaduti in tanti anni». Nel libro Pezzella racconta come a diciannove anni aveva vinto un concorso del Banco di Napoli e la sua successiva sofferta decisione di lasciare un sicuro impiego per  seguire le sue aspirazioni: studiare e fare il giornalista. L’incontro con Siani forse è stato decisivo, quando Siani andò a fare l’abusivo a “Il Mattino”, il nostro andò fare l’abusivo al quotidiano “Napoli Notte”. I ricordi di Carlo Azeglio Ciampi sono fra i più suggestivi, infatti Pezzella lo troviamo all’Ufficio Stampa della Banca d’Italia al fianco di Ciampi che aveva, ci viene svelato, un profondo amore per Napoli, anche se i napoletani non lo compresero. Roberto Conte, Project manager e direttore della comunicazione del Festival della Letteratura nel segno del mito, ha moderato il secondo incontro  della seconda edizione dal tema “Eroi valorosi valori - I am Spartacus”, “Io sono Spartacus” la frase pronunciata dai gladiatori vinti e destinati al supplizio nella celebre pellicola di Stanley Kubrick (Spartacus, Usa 1960) dedicata al leggendario schiavo tracio che proprio nell’anfiteatro dell’antica Capua (l’attuale Santa Maria Capua Vetere) diede inizio a quella che è considerata la prima rivoluzione della storia.

Sventurato quel popolo che ha bisogno di eroi”, fece dire Bertold Brecht - nella “Vita di Galileo” - al grande scienziato dopo l’umiliante abiura di fronte al Tribunale dell’Inquisizione. Il Festival è intitolato alla “memoria degli elefanti”  vuol dire  ritrovare la memoria con una mobilitazione culturale che risvegli la coscienza civile di un territorio martoriato da camorra e rifiuti.

Introducendo i lavori ha detto Roberto Conte:« Questo Festival è dedicato a Spartaco la cui rivoluzione è partita proprio da Santa Maria Capua Vetere - dall’Anfiteatro che era secondo solo al Colosseo - definita da Cicerone l’altra Roma». La costruzione fu iniziata  tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. in sostituzione della più piccola arena. L’edificio, in genere adibito agli spettacoli dei gladiatori, presentava in origine i quattro ordini di spalti, accessibili attraverso scale interne ed esterne. Il piano dell’arena era costituito da tavoloni di legno cosparsi di sabbia per consentire lo svolgimento dei combattimenti, al si sotto del quale vi erano i sotterranei, accessibili attraverso quattro scalette, dietro il podio vi erano i macchinari e gli apparati scenici.

«Oggi si è riusciti a valorizzare degli importanti monumenti come la Reggia di Caserta - ha continuato Conte - che ha visto lo scorso anno aumentare notevolmente il numero dei visitatori. I manager incaricati dal Ministero  generalmente non sono natii del luogo o provengono dall’estero, innamorati del nostro patrimonio culturale. Auspichiamo che anche Capua con il suo Anfiteatro possa diventare un importante attrattore culturale». Il Festival della letteratura nasce dalla consapevolezza che oggi si debba riprendere il filo di un discorso interrotto. Per provare a ritrovare la memoria, quella degli elefanti di Annibale, che proprio a Capua fece una lunga pausa di riflessione.  La memoria della narrazione del passato è alla base di ogni futuro possibile. Gli eroi costituiscono un invito ad un esame di coscienza  per esercitare il loro ruolo nel nostro sentimento.

E’ seguito un animato dibattito, nel quale si è posto in luce il binomio cultura-legalità, a cui hanno partecipato magistrati, sindaci, giornalisti, rappresentanti dell’Università e il sacerdote Peppino Palmese che - con un colorito linguaggio -  ha riportato il discorso sulla legalità ai temi concreti della dura realtà quotidiana. Dopo il convegno tutti a tavola ad assaporare le eccellenze del ristorante “Amico Bio” di  Bruno Zarzaca, amministratore di “Amico Bio Food & Beverage Srl”. Il ristorante è l’ unico in Italia aperto dal 2013  all’interno di scavi archeologici, si vanta di utilizzare prodotti biologici a chilometro zero, provenienti dall’omonima azienda di famiglia. Alla fine ci si attendeva che il cameriere portasse il “conto”, invece per i tavoli è passato il “Conte” (Roberto), per salutare e ringraziare i numerosi intervenuti.

Si terrà giovedì prossimo, 23 febbraio, presso la Biblioteca pubblica comunale di Borgomanero, in provincia di Novara (via Achille Marazza 5, ore 21) un incontro sul tema “Famiglie numerose: una frontiera, una necessità”. Promosso dall’Associazione "Popolo della Famiglia Novara e Verbano-Cusio-Ossola" interverranno all'evento Mario Adinolfi, giornalista e scrittore, direttore del quotidiano "La Croce" e presidente del movimento Popolo della Famiglia e l'autore del libro “Filosofia della vita dei Servi di Dio Licia Gualandris e Settimio Manelli” (Ladolfi editore, Borgomanero 2017), che sarà presentato nel contesto della serata e racconta la vita straordinaria di questa coppia di coniugi (nella foto), genitori di ben 21 figli. Sono previsti inoltre gli interventi di Alberto Cerutti, presidente dell’Associazione Popolo della Famiglia Novara e VCO, e del dottor Errico Alfani, notaio di Borgomanero. Verranno affrontate alcune tematiche di stretta attualità legate al ruolo della famiglia naturale fondata sul matrimonio nella società attuale, come il declino demografico, che in Italia ha ormai raggiunto livelli drammatici, il ruolo dell’immigrazione ed il valore aggiunto che le famiglie costituiscono, come garanzia per il futuro e formidabile “ammortizzatore sociale” nel presente.

In questi giorni hanno preso il via le iscrizioni alla I edizione del Concorso Internazionale di Poesia Una Poesia per Scampia una manifestazione culturale per i ragazzi organizzata in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Virgilio IV del rione di Scampia (Napoli), della Regione Campania e dell’U.M.P. (Unione Mondiale Poeti).

Il concorso, ideato ed organizzato al fine di coinvolgere su vasta scala nel progetto bambini ed adolescenti, si pone l’obiettivo di promuovere la cultura per contrastare ed arginare il più possibile le devianze minorili, la diserzione scolastica, fenomeni piuttosto frequenti all’interno del nostro tessuto sociale.

È importante incoraggiare i giovani verso le loro congeniali attitudini, sollecitando la loro creatività, qualora se ne ravvisino le potenzialità. Tutto ciò può rivelarsi utile nel loro delicato processo di formazione.

Tuttavia, a prescindere da quella che può essere la vena creativa del bambino, il compito della famiglia e degli insegnanti è quello di promuovere progetti volti a favorire la curiosità e il confronto dialettico soprattutto nella fase dell’età evolutiva, affinchè la comunicazione e l’interesse nei riguardi della cultura vengano recepiti dai più piccoli in modo del tutto naturale, con risultati che si rifletteranno nelle loro prospettive di uomini del domani.

I giovani rappresentano il futuro; quindi, è nostro dovere indirizzarli verso l’istruzione in generale, improcrastinabile necessità nell’attuale momento storico di totale disorientamento e scarse motivazioni, condizioni particolarmente visibili fra talune realtà.

Il Concorso prevede la partecipazione di ragazzi, ma anche di poeti adulti, residenti su tutto il territorio nazionale, aprendo inoltre le porte all’estero, in una visione cosmopolita della cultura ed è suddiviso in tre specifiche sezioni e in due sottosezioni:

A)    Adulti poesia singola edita e inedita in lingua italiana

 

B)    Adulti poesia singola edita e inedita in lingua napoletana

 

 

C)    Ragazzi sezione speciale e gratuita dedicata ai ragazzi delle scuole elementari e medie

 

La sezione C è a sua volta suddivisa in due sottosezioni:

       C1) Rivolta a ragazzi che non abbiano superato l’undicesimo anno di età

       C2) Rivolta invece ai ragazzi che non abbiano superato il quindicesimo anno di età

Si partecipa con una sola poesia in lingua italiana o in lingua napoletana, con una lunghezza  massima di 30 versi. Alle sezioni A e B si può partecipare con un massimo di tre componimenti a tema libero e non superiore ai 50 versi.

Le poesie dovranno essere redatte in 6 copie dattiloscritte, una sola dovrà riportare nome, cognome, indirizzo, e-mail e numero di telefono dell’autore, o di chi ne fa le veci. Per i minori la copia con i dati dovrà avere la firma di un genitore, o da chi ne esercita la patria podestà. Per gli istituti scolastici si accettano plichi cumulativi. Si può partecipare a uno o più sezioni, purché per ognuna di esse si versi la quota di partecipazione. Il plico contenente gli elaborati dovrà pervenire alla segreteria del premio in forma cartacea per posta, oppure può essere recapitato a mano al seguente indirizzo:  I.C. Virgilio IV, via Antonio Labriola- lotto 10/H- rione Scampia- Cap 80144 Napoli entro e non oltre il 30 marzo 2017; farà fede il timbro postale, o eventuale ricevuto a mano del responsabile del premio.

Successivamente, e solo per gli adulti, le opere dovranno essere inviate anche all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Le liriche inviate non verranno restituite.

La serata della premiazione avverrà nella terza decade del mese di maggio 2017.

La giuria è anonima e verrà resa nota solo durante la serata della premiazione.

Il giudizio della giuria è insindacabile e inappellabile.

Buon lavoro a tutti e ricordiamo sempre che la cultura non è un lusso, è una necessità (Gao Xingjian).

 

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