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Giovedì, 17 Agosto 2017

Venerdì 11 agosto 2017 alle ore 21.00 a Serracapriola (Foggia) - Largo Vittorio Emanuele, davanti al meraviglioso Castello medioevale avrà luogo l'XI edizione del reading poetico dal titolo "Una poesia per l'Arte", un connubio vincente e consolidato fra arte e letteratura.
La manifestazione è organizzata dal Comitato Culturale "Insieme per l'Arte" in collaborazione con l'Assessorato al Turismo e il Comune di Serracapriola (FG), nelle persone di Sabina Ferrero e il Sindaco Giuseppe D'Onofrio e la locale Proloco.
Il Comitato Culturale "Insieme per l’Arte", sin dalla sua prima edizione,  ha fortemente creduto nella valorizzazione del territorio attraverso l'afflato della poesia e l'aulico valore dell'arte,  facendone un caposaldo della sua attività di ricerca e promozione. In un'ottica volta alla collaborazione e al coinvolgimento delle realtà del territorio, dei talenti artistici e delle varie espressioni dell'arte, si è  giunti  ad un altro appuntamento culturale.
L'atteso evento vedrà la partecipazione di autori provenienti da tutta Italia e personaggi dello spettacolo e della musica, come il soprano Gina Palmieri, il Maestro Pietro D’Amicis, la prof.ssa Antonella D’Amicis e la flautista Maria Chiara Orlando ed è patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, dalla Regione Puglia, dalla provincia di Foggia e dal Comune, in  partnership con Radio Athenabeat Production, che realizzerà uno short movie a tema e il “Meglio della Puglia” Associazione di promozione del territorio dell’alto Tavoliere.
Il tema conduttore della XI° rassegna artistica-letteraria, è “Poesia e fotografia raccontano Serracapriola”, un borgo della provincia di Foggia che fa parte del Parco Nazionale del Gargano,  scrigno di rara bellezza alle porte della Puglia.
La serata, presentata dalla giornalista Tiziana Primozich e dalla fotomodella pugliese Luna Filippetti, si caratterizzerà per la lettura di liriche dedicate a Serracapriola tratte dall’antologia “Un paese mai visto”, realizzata per l’occasione a cura della dott.ssa Maria Pompea Carrabba e della dott.ssa Ella Clafiria Grimaldi, entrambe medico con la passione per la poesia,  che dal 2012  collaborano in un consolidato sodalizio, in qualità di promoter, all’organizzazione e cura del progetto culturale del Comitato “Insieme per l’Arte” – una poesia per l’arte.  Le poesie saranno intervallate a perfomance musicali e teatrali, come la recitazione della attrice Annamaria Giannini e Laura Balice.
L’antologia poetica “Un paese mai visto” è un altro tassello che si inserisce in quell’ambizioso progetto, artistico-letterario iniziato nel 2012, di “Una poesia per l’arte”, laddove autori, che appunto non hanno mai visto il paese che decantano, attraverso la lettura del territorio loro proposto e le emozioni e suggestioni suscitate dalle immagini, che fotografano vie, case, particolari e ambientazioni, riescono con la forza dei loro versi a percorrere questo viaggio ideale all’interno del paese, descrivendolo con amorevole cura e passione, come se fossero loro stessi a camminare e vivere per le vie del borgo. Un paese mai visto, è anche quel paese che spesso resta sconosciuto o sfugge agli occhi dei suoi abitanti, poiché distratti o forse troppo abituati alle bellezze dell'ambiente in cui vivono. Luoghi che spesso anche chi vive nel territorio  non ha mai visto, o non conosce, o non ricorda più di aver visto.
Quello che sarà  realizzato è un percorso, un racconto attraverso immagini e poesie. Le immagini utilizzate e proposte, con l’obiettivo di raccontare un territorio e mettere a fuoco la sua identità culturale e autenticità, sono le istantanee artistiche realizzate con maestria dal fotografo pugliese Pasquale Volgarino.
Hanno collaborato alla realizzazione del progetto autori eccellenti di fama nazionale, quali l’attrice Rai e Mediaset Beatrice Buzzi, la giornalista e  pluriaccademica letterata Daniela Cecchini, Sonia Giovannetti scrittrice e critica letteraria, Rosanna Affronte poetessa pluripremiata , la prof.ssa Fabia Baldi redattrice poetessa e critica letteraria, Maria Pompea Carrabba premio internazionale poesia sacra, Annabella Ciardiello giornalista campana, Corinna Corneli poetessa e giornalista romana, Lilly De Siati affermata  poetessa pugliese, Annamaria Giannini attrice e performer romana, Anna Ursula Giuliani poetessa pugliese, Michele Carmine Giuliano scrittore di origine pugliese che vive a Milano, Ella Clafiria Grimaldi presidente del Comitato , Paola Maria Leonardi poetessa romana, Adele Libero poetessa partenopea, Antonio Bellino promoter del Comitato, Donatella Mandunzio referente con le istituzioni locali, il Cavaliere Laura Pingiori poetessa sarda, Michele Mandunzio promoter del Comitato, Lorenzo Pais poeta torinese, Gina Palmieri cantante lirica e poetessa pugliese, Simonetta Paroletti poetessa della Tuscia, Salvatore Pasquale e la sua poesia in vernacolo napoletano, Carmelo Trianni Polizia di Stato e il Cavaliere Felice Zinno  Dir. Funzione Pubblica Caserta.
La poesia come strumento per porre l’accento e mettere in rilievo luoghi paesani e rurali, che caratterizzano una parte del nostro Paese, per dare alle comunità che ancora vivono i borghi consapevolezza d’identità e fierezza, e spronare a quella rigogliosa voglia di essere e di sentirsi più partecipi nel loro paese, essere più ambiziosamente propositivi, così da mettere in campo iniziative concrete e sistematiche per custodire, preservare e migliorare il loro/nostro patrimonio artistico e culturale.
ll Comitato "Insieme per l’Arte", movimento di volontariato culturale, ha lo scopo di rendere prima di ogni altra cosa i cittadini più consapevoli delle ricchezze del loro territorio e più disponibili ad attivarsi in prima persona per tutelarle, spronando  le istituzioni ad un maggiore interesse  verso i beni comuni.  Questa è la cultura che vince, questa è l’emozione, la più virtuosa, di persone convinte che uniti si possa andare avanti, produrre e raccogliere buoni risultati.

Gente di Jazz, un libro-verita' sul jazz, di Gerlando Gatto "Qualunque idiota al mondo puo' imparare a suonare, anche benissimo, uno strumento, ma non a fare musica". E' un aforisma che Joe Zawinul raccolse da un amico pianista e che Gerlando Gatto ha fissato su carta, fra tanti altri, nel suo volume Gente di Jazz Interviste e personaggi dentro un festival jazz (KappaVu, Udine, 232 pag., euro 14,00).

Non si tratta di un lavoro per soli jazzofili ( anche se non sempre chi ascolta jazz su disco o live vi affianca la lettura di riviste e pubblicazioni specializzate).

Il libro e' un ampio squarcio su un mondo, quello jazzistico, visto dall'interno, partendo cioe' dal vissuto di una serie di indiscussi protagonisti intervistati dall'Autore, critico militante nonche'

direttore della rivista on line A proposito di Jazz, con approccio amicale quasi socratico. Lo scopo e' quello di favorire delle risposte a quesiti e curiosita' il piu' possibile naturali e dirette, fuori dai tecnicismi. Insomma tendenti piu' a svelare il senso della musica prodotta, il modo in cui viene elaborata stilisticamente, le esperienze a monte del musicista, i progetti, le aspettative.

Risposte che Gatto riannoda nel riproporne altre, centrando i tratti principali nella personalita' dell'artista che ha di fronte, messo in condizioni di "confessarsi" su temi nevralgici come, ad esempio, la creativita', l'improvvisazione, la ricerca del Suono.

Il mondo del jazz, inquadrato sul palco di Udin&Jazz, e' rappresentato nel libro ai massimi livelli: pianisti (Mc Coy Tyner, Petrucciani, Rubalcaba, Solal, Walton, Bollani, D'Andrea, Battaglia, Rea, Cojaniz, Pieranunzi), sassofonisti (Giammarco, Fasoli, Bearzatti, Schiaffini), batteristi (Gatto, Carnovale), percussionisti (Cinelu), chitarristi (Onorato), flautisti (De Mattia), trombettisti (Rava, Fresu). Ed e'

quest'ultimo, in prefazione, a sottolineare che "le parole degli artisti, in movimento come la loro musica, possono risultare utili a esplicare il pensiero che si cela dietro la scelta di divenire jazzisti, seppure le quattro lettere che formano la parola "jazz", cosi' brevi, siano limitanti nel racconto dei cento anni della sua storia". Affermazioni che nelle pagine del volume hanno il sapore della verita', lontane da certi redazionali preconfezionati, e da rigide schedature repertoriate. In una narrazione stimolata, richiesta, dunque scaturita, da cui lasciar fuoruscire quella "essenza segreta" citata da Fabio Turchini in postfazione.

“In queste ore stiamo iniziando la traversata in alta quota. Iniziamo ad affrontare le montagne che dominano lo splendido lago di Calalzo di Cadore. Tanti gli incontri anche dal valore umano e sociale. A Codissago ad esempio abbiamo incontrato Giuseppe Vazza sopravvissuto alla tragedia del Vajont che ha definito strage e Giuseppe ci ha anche illustrato la vita dei vecchi zattieri. Consegneremo al Presidente Tajani il libro scritto da Giuseppe. Poi abbiamo incontrato Paolo, caro amico della famiglia Buzzati. Abbiamo avuto la possibilità di visitare la villa di Dino Buzzati. Attraversando i boschi del Castagno, con Moreno Gioli di Limana ci siamo soffermati sul valore del territorio. Adesso stiamo per affrontare la parte dura, quella dell’alta quota e ci arriviamo dopo aver fatto a piedi più di 1500 Km. A breve lasceremo l’Italia per l’Austria e poi dopo aver attraversato una valle austriaca rientreremo in Italia”. Lo ha annunciato poco fa Marco Saverio Loperfido, Guida Ambientale Escursionistica AIGAE  parlando con il corriere del sud che con la guida Marinaed il cane Bricco stanno davvero compiendo una grande impresa. I postini di una volta sono partiti a piedi il 1 Maggio dal Lazio e dopo quasi 2 mesi hanno raggiunto le Alpi. I tre arriveranno a Bruxelles il 18 Ottobre, al Parlamento Europeo, dove saranno ricevuti dal Presidente in persona. Hanno già attraversato ben 50 borghi italiani, a piedi. Dopo Vittorio Veneto i 3 “postini” di una volta si sono fermati a Serravalle, dove c’è anche un castello, Revine grazioso borgo con il Santuario di San Francesco di Paola.

“Poi abbiamo iniziato ad attraversare Pian delle Femene che si trova a 1140 metri di altezza e affaccia sulla laguna. Da lì ho ripensato al nostro arrivo a Venezia – ha proseguito Marco Loperfido - ormai risalente a circa 15 giorni fa. Sembrerà presuntuoso dirlo ma mi è sembrato che fosse la stessa Venezia ad essere emozionata di vederci arrivare. Era come se una bellissima donna ci dicesse: “Ogni giorno migliaia di turisti vengono, mi usano e se ne vanno. Scivolano laidamente per le calli, sudati e grassi. Per loro sono solo una merce da fotografare in ogni posa. Voi invece mi avete corteggiata per mesi, avvicinandovi gradualmente, con delicatezza, un passo alla volta. Mi avete immaginata ogni giorno, ripercorrendo le vie d’acqua che mi raggiungono dal mare. Non siete arrivati col treno o con la macchina, siete arrivati a piedi, facendomi sentire amata veramente, come lo ero una volta”. Dunque abbiamo attraversato per 4 ore e 30 minuti, a piedi, Pian delle Femene, mappando i sentieri. Siamo arrivati a Castegne Maor raggiungendo poi la sorgente del Torrente Limana, il piccolo borgo di ValmoreÈ possibile ammirare il monumentale castagno di oltre 400 anni. Ed ancora i prati bellissimi della Valpiana. Al Pizzocco abbiamo visto il tiglio molto grande dove Dino Buzzati era solito recarsi per scrivere e godere dello splendido paesaggio sulle valli e le montagne. Poi abbiamo raggiunto la Baita Alpina – Gruppo Limana. C’è un itinerario dedicato proprio a Dino Buzzati e lo abbiamo percorso. È facile seguire questa via perché il sentiero taglia tutti i tornanti. Ogni tanto si attraversano delle zone abitate, ogni tanto si usano strade asfaltate, fino a raggiungere il villaggio fortificato e la chiesa della Madonna di Parè. Da qui si ha una splendida vista su Belluno e la corona delle montagne, nonché su Limana in basso. Siamo entrati in Giaon, e lo abbiamo evinto dal murales dedicato ad un Ex Voto ricopiato dal libro di Buzzati, una Grazia Ricevuta ambientata proprio a Giaon.

 

Abbiamo raggiunto Belluno, splendida città, splendente della luce delle Alpi, dove è possibile trovare dei murales che illustrano la storia e il viaggio che il legname faceva nel passato dal Cadore a Venezia. È lo stesso nostro itinerario, ma al contrario. La legna scendeva da Sappada, noi andremo a Sappada. I tronchi venivano trasportati verso la Serenissima, noi veniamo da lì. Siamo dunque degli zattieri controcorrente? E qual è la merce che trasportiamo? Quale serenissima sensazione proveremo mai alla meta? Siamo arrivati a Belluno partendo da Limana- ha affermato Marco Saverio Loperfido - con la chiesetta della Madonna del Caravaggio, da vedere, dopodiché abbiamo superato un secondo torrente ed ad un certo punto si è aperta la vista sulla Schiara e il Monte Serva. Siamo giunti in prossimità della chiesa di San Pellegrino, di colore rosso, con un delizioso piccolo campanile. Poi al Ponte della Vittoria, sul Piave, proprio sotto alla città di Belluno. Oltrepassato il ponte è possibile vedere i murales di Marta Farina che illustrano la storia e il viaggio del legname da Sappada, lungo il Cadore e poi a Venezia e dunque anche il lavoro dei zattieri. Dopo Belluno siamo arrivati a Soverzene, prima però siamo passati per la Chiesa di Santa Lucia, della Madonna di Vedoja, per la diga con la centrale idroelettrica “Achille Gaggia” ”.

 

Marco, Marina ed il cane Bricco sul Vajont

Anche una breve e facile escursione può diventare intensa. Succede quando si arriva in alcuni tragici posti. Sali un tornante, svolti a destra e passi con un ponte sopra ad un torrente, un torrente del tutto simile agli altri mille che hai visto finora. Ma quello non è un torrente qualsiasi, è il torrente Vajont. Alzi lo sguardo e vedi la diga, che serra le pareti di roccia – ha commentatoMarco Loperfido - come una mano farebbe con la propria bocca, sconcertata per quel che ha appena fatto. E rimane così, ferma per sempre a chiedere scusa.

Una targa poco più in là riporta quanto segue: “Lo spirito di conquista dell’uomo violò i segreti della natura e divenne strumento di un’immane distruzione”. Abbiamo conosciuto ed incontrato Giuseppe Vazza, sopravvissuto a quanto accadde nell’Ottobre del 1963”. Poi diritti verso Codissago. A Codissago c’è il Museo Etnografico degli zattieri del Piave. Lasciandoci dietro Castellavazzo senza esserci passati siamo entrati in un paesaggio stupendo, dentro a gole rocciose e sotto montagne altissime. Poi dopo nemmeno 1,5 km siamo arrivati a Termine di Cadore, piccolo e delizioso paese dove abbiamo trovato anche una buona fontanella, proprio davanti alla scuola elementare.

Le pareti di roccia si stringono sempre più al passaggio, il Piave scende verso le profondità della gola, mentre parallelamente le montagne si alzano verso le nuvole. Linee immaginarie nella mente di chi cammina, uno spartito su cui si compongono i pensieri più alti. Dunque siamo giunti ad Ospitale di Cadore. Qui ci sono strade asfaltate super panoramiche, di quelle che quando passi in macchina vorresti che ci fosse qualcun altro a guidare per sporgerti dal finestrino. Farle a piedi è bellissimo anche perché godono dello spostamento del traffico su quelle più veloci e di recente costruzione. Sono deserte, passa una macchina ogni ora, mentre una volta erano impraticabili per chi camminava. Ci sono solo ciclisti che scendono da Monaco e che ti salutano, corvi che volano, il Piave che scorre in fondo e l’erba che cresce negli interstizi del catrame. Sarà così bello attraversare il mondo quando finirà il petrolio? Siamo passati per Perarolo, una volta paese molto ricco, paese del cidolo, dove gli zattieri lavoravano alacremente, ma anche per Santa Maria del Cadore. A Pieve di Cadore una splendida vista sul lago, Calalzo, Domegge ed il Monte Tudaio e Monte Antelao. Un vero balcone panoramico dal quale raggiungere Calalzo.

 

In questo momento Marco, Marina e Bricco stanno raggiungendo l’Eremo dei Romiti ed i rifugi Cercenà e Padova. Iniziano i percorsi alpini in alta quota, tutto a piedi con sole e pioggia. Una grande impresa per mappare i sentieri italiani, unirli a quelli europei e per scrivere un diario socio-culturale da consegnare al Parlamento Europeo con i desideri, i sogni, i progetti provenienti dal mondo del volontariato.

L’intero diario giornaliero di Marco, Marina e Bricco è sul blog Paese Europa.

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