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Domenica, 04 Dicembre 2022

«Come l’acqua del mare» è l’ultimo romanzo di Daniela Saraco, autrice partenopea che nel suo libro accosta il fluttuare dei sentimenti a quello del mare. Come il mare, l’amore autentico, si evolve e può essere sconfinato, ritirarsi o espandersi. È proprio la vastità di questo sentimento, in tutte le sue sfaccettature che descrive nel suo romanzo, la cui protagonista è Felicia, una giovane donna, segnata sin da piccola dalla mancanza di conferme in famiglia, tanto da rimanere vittima del suo bisogno d’amore. L’unica che le offrirà amore incondizionato sarà la tata Germana, che gioirà dei suoi successi e del suo temperamento umile e semplice, sino alla fine dei suoi giorni. Le starà accanto anche la sua amica, Cristina, di umile estrazione, ma con un simile vissuto, accomunato dalla mancanza di figure di riferimento nella sua crescita. Un legame forte e indissolubile tra le due donne complementari - tanto profonda e sensibile l’una, tanto estroversa e impenetrabile l’altra - che si evolverà, senza subire i contraccolpi del tempo. E infine, Salvo, l’amore “patologico”: un sentimento profondo in cui Felicia affonda con tutta se stessa, desiderosa di bere a pieno nel calice della vita, dopo un’infanzia segnata dalla freddezza patologica dei suoi genitori. Un finale non scontato, che racconta la presa di consapevolezza della protagonista, che trova nell’insegnamento la sua strada e riesce a perdonare la propria famiglia d’origine, aprendosi a un sentimento più autentico: l’amore per se stessa. La prefazione approfondita è a cura della psicologa Rosaria Varrella, che prepara il campo alla comprensione di un romanzo che aspira a leggere tra le righe più recondite della nostra anima.

Daniela Saraco è originaria di Castellammare di Stabia, dove è nata nel 1980 e ancora risiede. Docente, giornalista scopre di essere cardiopatica all’età di 32 anni e senza remore si sottopone a due interventi al cuore che modificano il suo approccio alla quotidianità. Inizia ad apprezzare la bellezza delle piccole cose, dei valori, della famiglia e dei sogni. Figlia di divorziati e madre divorziata a sua volta, ha conosciuto a fondo la sofferenza e ne ha fatto tesoro, acquisendo maggiore consapevolezza sul valore dei sentimenti autentici. È amante della lettura e della buona musica e della scrittura in modo smisurato, che rispecchia la sua primaria esigenza di comunicare e trasmettere ciò che ha appreso nel suo percorso di vita. Pubblica a luglio di quest’anno “Come l’acqua del mare”, dopo “Il bianco e il nero” (2016), “Gli inadeguati” (2017), “Il diario di Aylen” (2019) ed “È andato tutto bene? Parliamone”, di cui è coautrice.

Il marchio CSA (Cultura, Scienza, Arte) Editrice nasce nel 2006 a Castellana Grotte e si ripropone subito di orientarsi verso il mercato nazionale e internazionale. Pubblica opere di “varia” che vanno dalla saggistica alla manualistica, dalla narrativa alla poesia. Nel 2016 nasce la CSA Editrice Srl che oltre ad acquisire l’intero catalogo della CSA Editrice, genera i marchi editoriali Planet Book (per le opere di autori italiani), Let’s Print Edition (per chi vuol pubblicare da autore indipendente), e l’agenzia letteraria IBA (International Book Agency, che rappresenta nel Mondo opere di scrittori italiani e di altre nazionalità). Con il marchio CSA Editrice vengono attualmente pubblicate per l’80% opere di autori stranieri.

Fonte: e foto A. L. Grasso

Da qualche settimana è uscito un agile volumetto pubblicato dalla Fondazione Thule Cultura di Palermo sul Papa polacco, “Giovanni Paolo II e il suo vivo magistero”, una pubblicazione di appena ottanta pagine, autore Domenico Bonvegna, un appassionato cultore di storia, studioso e ricercatore. Il testo é prefato dal professore Alberto Maira, reggente regionale di Alleanza Cattolica per la Sicilia. E’ un lavoro, scrive Maira “frutto di un amore razionale, ma anche ricco di sentimenti profondi per quello che è stato il Papa della nostra vita, ha la caratteristica e il pregio della antologia che permette a quanti volessero un primo approccio con il pensiero e la sensibilità di Karol Wojtyla. Una introduzione generale ad una miracolosa grandezza umana e spirituale”.

L’opera  è nata in occasione della canonizzazione di Giovanni Paolo II. L’autore ha inteso rendere omaggio alla grande figura del Pontefice polacco, leggendo e studiando una serie di testi (per la precisione ventitre), fornendo così ai lettori un’interessante miscellanea. Bonvegna inizia con un testo originale e singolare, curato da Saverio Gaeta, “50 Parole per il nuovo millennio”, in poche pagine il volumetto riassume tutti i temi che caratterizzano il pontificato di Karol Wojtyla, il dolore, la libertà, la famiglia, la giustizia, pace, la libertà,i giovani e altri. A seguire l’autore presenta il testo di Aldo Maria Valli, “Il mio Karol”, edito da Paoline (2008). Il giornalista descrive il Papa dei record. Atletico, sportivo, nuotatore, sciatore. I 104 viaggi all’estero, centocinquanta visite pastorali in Italia, 317 visite nelle parrocchie romane. Un Papa che si sentiva come San Paolo, un Papa viaggiatore, perché prima di tutto, era un missionario. Wojtyla fu un grande comunicatore, ha utilizzato i nuovi strumenti di comunicazione a cominciare dalla televisione. Nel 2° capitolo, il testo tratta “L’Italia di Giovanni Paolo II”. Per affrontare l’argomento Bonvegna ha presentato due testi, il primo di Antonio Scornajenghi, “L’Italia di Giovanni Paolo II”, (San Paolo, 2012), il secondo di Renzo Allegri, saggista e mariologo, “Papa Wojtyla, pellegrino di Maria” Edizioni Medjugorje (2004).

Nel 3° capitolo è dedicato interamente alla monumentale opera del teologo americano George Weigel, Testimone della speranza. La vita di Giovanni Paolo II, protagonista del secolo”, Mondadori (1999). Un grande raccolta di informazioni e testimonianze di quasi milletrecento pagine. Bonvegna ci tiene a precisare che ha letto e studiato tutti i libri che raccoglie nella sua anomala antologia di testi sul grande Papa polacco.

Dopo l’elezione del primo papa slavo in assoluto, “Il capo del KGB Yuri Andropov - scrive Weigel - mette in guardia il politburo sovietico sul pericolo che hanno di fronte [...]”. Pericolo che si aggraverà per il sistema comunista quando Wojtyla nel giugno del 1979 tornerà nella sua terra innescando la rivoluzione di coscienza che produrrà il crollo non violento dell’impero sovietico. Per Weigel quello di Wojtyla è un pontificato tra i più importanti dei secoli per la Chiesa e per il mondo. Alexander Solzenicyn, definì il Pontificato di Wojtyla, come la cosa migliore che ha offerto il secolo XX. Certamente Giovanni Paolo II è “il Papa più visibile della storia”, anzi per il teologo americano si potrebbe dire che è “l’uomo più visibile della storia”. E’ “il paladino, il campione della causa della libertà umana”. Weigel cerca di descrivere anche le caratteristiche “politiche” del Pontefice, che certamente non possono ridursi a quelle categorie politiche risalenti alla Rivoluzione Francese: destra/sinistra, conservatore/progressista. Per Weigel non esistono due Wojtyla: il fondamentalista in materia di dottrina e il socialprogressista su questioni politiche ed economiche. C’è un solo Wojtyla.

Nei successivi capitoli l’autore sviluppa l’itinerario “politico” del grande Papa del XX° secolo. E’ forse questo l’aspetto che più di ogni altro Bonvegna vuole evidenziare di Giovanni Paolo II. Si comincia con il primo viaggio in Polonia, giugno 1979: “I nove giorni che cambiarono il mondo”. Bonvegna ha scelto il libro di Stanislao Dziwisz, il segretario del papa, “Una vita con Karol” (Rizzoli, 2007). Monsignor Dziwisz racconta un episodio curioso: mentre l’aereo si avvicinava alla pista di atterraggio, il papa era teso, emozionato e parlava talmente piano che si faceva fatica a sentirlo.

Un evento straordinario, in pratica, si trattava della prima visita di un Papa in un Paese comunista. In un mondo diviso in due, Usa e Urss, che si reggeva di fatto sull’equilibrio del terrore e della paura reciproca di un conflitto nucleare. Il Cremlino aveva fatto di tutto per impedire che Giovanni Paolo II tornasse in Polonia. “Quest’uomo porterà solo guai”, aveva detto Breznev. Furono nove giorni di successo per il Papa, un popolo intero si è raccolto intorno al loro Papa. Un viaggio entusiasmante, un “pellegrinaggio”, che ha toccato i più importanti luoghi della storia della Polonia. Da Gniezno a Cracovia, passando per Czestochowa e le reliquie di san Stanislao.

Dopo il viaggio in Polonia, “Giovanni Paolo II aveva vinto una grande battaglia, - scrive Weigel -  aveva segnato un punto di non ritorno”. Dopo qualche anno di pontificato scoppia la “Rivoluzione dello spirito”, il movimento operaio Solidarnocs di Lech Walesa, comincia la sua battaglia. Wojtyla aveva liberato il suo popolo dalla schiavitù, aprendo la strada a un grande movimento non violento, di autodifesa sociale. Per questi avvenimenti seguo la biografia di Alain Vircondelet, e poi soprattutto di Bernard Lecomte, “La verità prevarrà sempre sulla menzogna”, col sottotitolo significativo: “Come papa Giovanni Paolo II ha sconfitto il comunismo”, pubblicato da Mursia nel 1992. E’ un racconto che entusiasma ancora, la rivoluzione silenziosa, guidata per certi versi dal papa slavo, “ha riportato la speranza a milioni di cattolici polacchi, cechi, ungheresi e ucraini. Non temete, la Verità vincerà!”

Della rivoluzione non violenta, affrontata dal Papa polacco, Bonvegna utilizza ancora un testo del più grande studioso di Giovanni Paolo II, mi riferisco a George Weigel, e al suo saggio, L’ultima rivoluzione. La Chiesa della resistenza e il crollo del comunismo”.

Nel libro Weigel si domanda, “Come è potuto accadere che uomini e donne, all’apparenza rassegnati a subire la loro sorte all’interno di un regime totalitario e corrotto, si siano infine ribellati?”. Il teologo americano vuole dimostrare come la Chiesa, un’istituzione religiosa tradizionalmente moderata, conservatrice, abbia contribuito a demolire una delle maggiori roccaforti del totalitarismo ateo del ventesimo secolo.

Un capitolo importante dell’antologia di Bonvegna è il tema dell’Europa. Per Andrea Riccardi, il papa polacco si percepisce come un vero e proprio primate d’Europa. Non solo per i suoi numerosi interventi, “quasi mille” che ha dedicato all’Europa e poi anche per l’esortazione apostolica, “Ecclesia in Europa”. Per questo argomento sono stati utilizzati i testi, “Memoria e Identità”, del Santo Padre, e un bellissimo testo storico, “Sacrum Poloniae Millennium. 966-1966”, pubblicato proprio in occasione dei mille anni della Polonia cattolica, infine “Un’altra Europa è possibile”, di monsignor Aldo Giordano e Alberto Campoleoni.

“Se sarete quello che dovete essere metterete fuoco in tutto il mondo”, dice il Papa ai giovani, usando la frase di S. Caterina da Siena. E siamo all’argomento “Giovani”. Per questo argomento Bonvegna utilizza il testo di monsignor Boccardo, organizzatore delle GMG, insieme al giornalista Renzo Agasso, “Il ‘Mio’ Giovanni Paolo II”. E poi la monumentale opera di don Salvatore Rumeo, “Giovanni Paolo II e i giovani insieme”, uno studio di ben 856 pagine.

Le ultime schede del libro pubblicato dalla Fondazione Thule Cultura affrontano il tema della Missione. Si dà spazio al pamphlet di Marco Invernizzi, “San Giovanni Paolo II. Un’introduzione al suo Magistero”, pubblicato da Sugarco (2014) e alla singolare intervista di Vittorio Messori al Papa, in “Varcare la soglia della speranza”. Infine, “In difesa della Fede”, di Giovanni Miccoli. In questi testi emerge la Dottrina del Pontificato di Giovanni Paolo II, la Nuova Evangelizzazione, attraverso lo strumento privilegiato del Catechismo della Chiesa Cattolica.

La morte di Giovanni Paolo II ha segnato in maniera profonda molte persone, per questo quella sera del 2 aprile 2005 molti dissero: “Se ne è andato il mio Papa”. Perché “mio”, risponde la giornalista Cristina Siccardi con la sua biografia, pubblicata dalle Edizioni Paoline. Insieme a questo testo Bonvegna ha letto e proposto in questa antologia, Le donne secondo Wojtyla. Ventinove chiavi di lettura della ‘Mulieres Dignitatem’”, della compianta giornalista Maria Antonietta Macciocchi. Vengono segnalati gli interventi di Régine Pernoud e Armanda Guiducci.

L’ultimo testo preso in esame da Bonvegna è quello del giovane studioso Daniele Fazio,In difesa dell’umano. La filosofia di Karol Wojtyla”, si dà spazio all’aspetto filosofico e teologico della poliedrica figura di Giovanni Paolo II. Forse un aspetto trascurato dagli studiosi. Se il testo di Invernizzi, si presenta già nel titolo come un'introduzione al grande Magistero di Giovanni Paolo II, anche l’agile saggio di Domenico Bonvegna potrebbe essere un ottimo e sintetico strumento per introdurre i giovani, e chi non lo ha conosciuto allo studio del Pontificato di Giovanni Paolo II.

 

L’Auditorium dell’Ara Pacis di Roma ospita il 25, 26 e 27 novembre MITI ED EROI. La nascita di Roma, un ciclo di tre reading per raccontare Roma, recuperando storie e narrazioni sulle origini della città, le sue istituzioni e la sua identità culturale, quella di una comunità che fu un crogiuolo di civiltà e culture. Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio sarà Maurizio Bettini, classicista e scrittore, che con la sua capacità narrativa, incalzato dalle letture dell’attore Jacopo Rampini, porterà alla luce aneddoti, curiosità e leggende del passato, dando voce ogni sera a un personaggio diverso: prima Enea, poi Romolo e infine Numa.

Enea, Romolo e Numa prenderanno la parola per raccontare in prima persona le vicende che sono state loro attribuite dalla tradizione, storie antichissime e leggendarie, alcune affidate alla tradizione orale, altre documentate e trascritte nelle opere di Livio, Plutarco e Dionigi di Alicarnasso, che ancora oggi leggiamo. Una pluralità di racconti che narrano episodi come l’arrivo di Enea nel Lazio, la fondazione di Alba, quella di Roma, il ratto delle Sabine, l’istituzione del Senato e così via.

Nel corso delle tre serate, in programma alle ore 21.00, Maurizio Bettini assumerà dunque, di volta in volta, l’identità di ciascuno di questi eroi e racconterà in forma drammatizzata le loro vicende e la nascita delle istituzioni che hanno creato, illustrando così la genesi della “cultura romana”. Attraverso le voci di Enea, Romolo e Numa si rifletterà quindi sull’essenza stessa della civiltà, ciò che i romani ritenevano rilevante e fondativo delle loro leggi, dei costumi e delle istituzioni.

Sul palco, al fianco dell’eroe, ci sarà una voce fuori dal tempo, quella di un giovane personaggio interpretato dall’attore Jacopo Rampini, capace di incalzare il racconto con curiosità, letture di passi letterari e aneddoti che la storia ha saputo tramandare intorno alla figura dei protagonisti.

Fonte Zetema

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