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Mercoledì, 21 Aprile 2021

«Il calcio non è per signorine»: una frase che risale al 1909 e fu attribuita a Guido Ara, mediano della Pro Vercelli, la squadra che in quegli anni otteneva grandi successi grazie ad un gioco combattivo e «maschio». Se non era per donne il gioco, lo era lo spettacolo: tra le piccole folle di appassionati della belle époque spiccavano spesso volti e, nelle cronache mondane, nomi femminili.

Il tingersi di rosa degli spalti non ha avuto fino ad ora in Italia un corrispettivo nella pratica sportiva: nel 1996 erano tesserate 8.800 atlete, una cifra bassissima in confronto alle centinaia di migliaia di praticanti dei paesi scandinavi e della Germania, per non dire dei 3 milioni e mezzo di atlete statunitensi. E fu proprio il paradosso americano a dare una spinta decisiva all'ingresso della versione femminile del calcio nella famiglia olimpica in occasione dei giochi di Atlanta del 1996.

In Italia il calcio femminile fece le sue prime, fragili esperienze nel 1946 a Trieste, dove furono fondate due squadre, che per un po’ di tempo girarono la penisola per portare il vessillo della città, allora amministrata dalle autorità anglo-americane. Le calciatrici, negli intenti delle forze politiche promotrici dell’iniziativa, avrebbero potuto contribuire a risvegliare negli italiani sentimenti di amore patriottico per Trieste.

 

Ma il calcio femminile italiano,ora sta crescendo. In altri Paesi,sia equiparato a quello maschile, ma quasi. In Italia sta ancora un po indietro. Ultimamente tante altre ragazze facciano questa scelta, che non hanno nulla da invidiare agli uomini e tecnicamente possono arrivare agli stessi livelli.

 

Una grande espressione del calcio femminile Italiano e Cristina Coletta, ex capitano e attaccante della Lazio Women, passata ora alla Ternana, che grazie al suo contributo, sta scalando la classifica, Cristina Coletta in ogni suo gesto e parola, abbraccia l'amore per questo sport. 

Conosco Cristina da quando aveva 4 anni, e l'ho seguita in varie partite di calcio, conosco il suo talento per questo sport, devo dire che nel suo genere Cristina potrebbe essere il migliore 10 di qualsiasi squadra maschile,ma il calcio femminile purtroppo sta adesso a emergere e speriamo che viene seguito come quello maschile....

ha iniziato per caso Cristina Coletta, senza neanche rendersene conto. Accompagnava suo padre Roberto agli allenamenti e per passare il tempo, dava qualche calcio al pallone, oppure giocava con altri bambini. Aveva circa sei anni, forse poco meno, e qualcuno l ha notata e ha detto a suo padre: “Ma hai visto come gioca sua figlia?”. Così i  genitori l hanno iscritta al Bettini a Cinecittà, era l'unica bambina e sono rimasta lì per tre anni.

Ecco i suoi momenti più belli, le gioie e i ricordi di una lunga carriera raccontate a un collega del palcoscenico..  

E quando è arrivata alla Lazio?

Prima ho giocato con il Quarto Miglio per altri due anni, prima di passare alla Lazio. Ricordo che quando sono stata scelta dal club biancoceleste a casa abbiamo festeggiato. Non solo ero stata selezionata in una squadra importantissima, ma in famiglia siamo tutti laziali, dunque giocare per la propria squadra del cuore ha un gusto in più.

Lei è un attaccante, cosa le piace di questo ruolo?

Mi piace stare al centro dell'attenzione nel bene o nel male, e l'attaccante fa discutere parecchio, sia quando si fa gol che quando si sbaglia. Così, fin da quando era piccola, ho sposato questo ruolo così particolare.

Torniamo alla Lazio, quanti anni è stata in questa società?

Dieci anni, a seguire ci sono stati quattro anni al Sezze, tre anni a Capo D'Orlando, e il ritorno definitivo alla Lazio per altri sette anni. Quando me ne sono andata, avevo deciso di finire la mia carriera, ma poi l'amore per il calcio è stato il richiamo più forte che mi ha spinto a continuare. Per me il calcio è una forma di espressione, sono quasi trent’anni che sono legata a questo sport.

La Ternana l’ha fortemente cercata e voluta…


E’ vero e per me è un onore portare questa maglia e questi colori che mi stanno dando una grande soddisfazione. I suoi gol si stanno dimostrando decisivi, si vede che c’è una bella intesa di squadra con le altre ragazze.

E’ vero, ho trovato un ambiente giovane, carico di energie e voglia di crescere.

Il calcio femminile italiano è in crescita, anche se ancora non è paragonabile a quello delle altre Nazioni…

La sua è una carriera lunga e piena di soddisfazioni, ha ancora un sogno nel cassetto?

Certo, ne ho uno ben preciso: portare la Ternana in Serie A. E quando punto un obiettivo, di solito faccio gol. Vediamo se mi riesce anche questa volta!

 

Fonti : da una intervista data al : il palcoscenico

L’Ekipe Orizzonte ritrova il successo e lo fa centrando una vittoria importante sul campo della Sis Roma, battuta 8-6 al termine dell’ennesima sfida tiratissima tra le due squadre.

Tre punti che fanno morale per le catanesi, brave a superare le capitoline con una prova generosa, che permette alle rossazzurre di archiviare la delusione per il KO subìto all’esordio del Preliminary Round Scudetto contro il Plebiscito Padova.

Le etnee sono tornate a mostrare la grinta giusta sin dal primo tempo del match odierno, pareggiato 3-3, conquistando il secondo parziale per 1-0. Terza frazione ancora in equilibrio, chiusa sul 2-2, e quarto tempo nuovamente a favore dell’Ekipe Orizzonte, stavolta per 2-1.

La top scorer delle catanesi è stata Valeria Palmieri con tre reti, mentre Arianna Garibotti, Rosaria Aiello, Claudia Marletta, Giulia Emmolo e Jelena Vukovic hanno segnato un gol a testa.

Il bilancio tirato a fine partita dal coach dell’Ekipe Orizzonte traccia la strada per i prossimi impegni, con la certezza di aver ripreso la retta via: “Dobbiamo lavorare ancora moltissimo – ha detto Martina Miceli – , però le ragazze mi sono piaciute perchè ci hanno creduto dall’inizio alla fine. Lo hanno fatto anche quando hanno commesso degli errori e sono state unite nel farli. Quando sbagliava una in pratica sbagliavamo tutte insieme. Oggi va bene così, perchè pur dovendo migliorare in alcuni aspetti sappiamo dove è necessario farlo. Siamo state più coraggiose e meno vili, questa era la cosa fondamentale. E quando fai bene almeno una cosa alla fine porti a casa la vittoria. Adesso continueremo a lavorare e lo faremo dando il massimo in vista delle finali di Coppa Italia, in programma la prossima settimana”.

Nell’altra sfida di giornata il Plebiscito Padova ha battuto 11-7 il CSS Verona e ora guida il girone a quota 9 punti, seguito da Ekipe Orizzonte a 3, CSS Verona e Sis Roma a 1. Le catanesi e le veronesi hanno una partita in meno.

IL TABELLINO DEL MATCH:

SIS ROMA-EKIPE ORIZZONTE 6-8 (Parziali: 3-3; 0-1; 2-2; 1-2)

SIS ROMA: Sparano, Tabani, Galardi 1, Avegno 2, Giustini 1, Papi, Picozzi 1, Sinigaglia, Nardini, Di Claudio, Storai 1, Bianchi, Brandimarte. All. Capanna

EKIPE ORIZZONTE: Gorlero, Ioannou, Garibotti 1, Viacava, Aiello 1, Barzon, Palmieri 3, Marletta 1, Emmolo 1, Vukovic 1, Riccioli, Spampinato, Condorelli. All. Miceli

Arbitri: Collantoni e Severo

Note: Nessuna uscita per limite di falli. Superiorità numeriche: Sis Roma 2/5 + un rigore, Ekipe Orizzonte 2/6 + 2 rigori.

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Questo è il dilemma. Alla vigilia ci si aspettava delle conferme in casa Copral, che arrivava all’appuntamento forte delle tre vittorie di fila (due delle quali in trasferta consecutive) e consapevole che con una vittoria avrebbe consolidato maggiormente il secondo posto. L’Acquachiara però è stato avversario ostico e ha costretto i Muri Antichi ad un pareggio acciuffato solo nelle battute finali di match. Un merito va dato ai ragazzi di Scorza, bravi a recuperare dal -3 e a sopperire in tutti i modi alla condizione fisica non perfetta del portiere Ruggieri, che in settimana ha accusato un problema ad un dito. Qualche lacuna difensiva, soprattutto in avvio, ha condizionato la gara in negativo per la Copral, costretta per tutto l’arco del match ad inseguire. Pronti via infatti ed è 2-0 per i partenopei, Muscuso accorcia ma Tozzi con una palombella e Aiello portano Acquachiara sul 4-1. In avvio di secondo parziale la Copral mette dentro la palla del 2-4 in superiorità con Schilirò, Lanfranco suona la carica per i suoi, ma Muscuso e Zovko a 30” dal termine portano i Muri sul -2. Il 4-7 non viene trattenuto da Ruggieri ma Muri non molla e agguanta il -1 con Muscuso a 14” dalla fine del terzo parziale. Lanfranco da una parte e Schilirò dall’altra senza paura dalla distanza trovano gloria. Sul -2 l’esperienza dei Muri viene premiata e anche la concretezza con l’uomo in più grazie a Tringali e a Zovko che a 25” dalla fine della gara mette dentro il pallone del definitivo 9 pari.

“Per come è andata la partita vedo il bicchiere mezzo pieno – ammette Scorza – all’inizio della gara abbiamo pagato un brutto approccio difensivo, poi con l’uomo in meno abbiamo difeso bene e siamo riusciti a recuperare terreno. Il pareggio premia gli sforzi, i ragazzi ci hanno creduto e hanno dato tutto con il nostro Ruggieri che si è sacrificato al massimo. Adesso pensiamo alla prossima, intanto confermiamo il secondo posto”.

“Per quello che erano le aspettative ci aspettavamo di più – dichiara Spinnicchia – ma sapevamo di avere il problema dell’infortunio di Ruggieri. Nella prima parte di gara c’è stato molto timore e inoltre lamentiamo il fatto che alcuni dai nostri giocatori più rappresentativi non sono in perfetta forma. Lo spirito della squadra però mi è piaciuto molto, i ragazzi ci hanno creduto ed è da qui che dobbiamo ripartire”.

COPRAL MURI ANTICHI-ACQUACHIARA ATI 2000 9-9

COPRAL MURI ANTICHI: P. Ruggieri, A. Schilirò 2, S. Longo, D. Zovko 2, G. Polifemo, M. Marangolo, S. Camilleri, A. Tringali 1, I. Castagna, V. Belfiore, L. Muscuso 3, F. Basile 1, P. Lazzara. All. Scorza.

ACQUACHIARA ATI 2000: M. Rossa, A. Pellerano, P. Musacchio, K. Araki, I. Occhiello, E. Aiello 1, M. Rocchino, M. Aiello 1, M. Lanfranco 4, V. Tozzi 1, S. Mauro 1, L. Briganti 1, C. Alvino. All. Occhiello.

Arbitri: Boccia e Nicolai.

Note: Parziali. 1-4, 3-2, 2-1, 3-2. Usciti per limite di falli Musacchio (A) e Mauro (A) nel quarto tempo. Ammoniti i tecnici Occhiello (A) e Scorza (M) nel terzo tempo. Superiorità numeriche: Copral Muri Antichi 5/12 e Acquachiara Ati 2000 1/8.

 

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