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Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato i tre progetti presentati dalla giunta comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, nell’ambito del programma innovativo nazionale per la Qualità dell’Abitare. Si tratta di attività che, per un ammontare complessivo di 45 milioni, cambieranno il volto di quartieri importantissimi della città: Arghillà nord, Modena-Ciccarello e Reggio Sud-Gebbione.

Ogni progetto ha un'identità precisa ed è finanziato per 15 milioni di euro ciascuno. Un piano ambizioso, presentato nelle scorse settimane dagli assessori alla Pianificazione, ai Lavori Pubblici ed al Patrimonio Comunale, Mariangela Cama, Giovanni Muraca e Rocco Albenese che, seguendo gli indirizzi indicati dal primo cittadino, hanno parlato di un programma nato immaginando la “Città in un quarto d’ora” ideata dal sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, e rilanciata dal Comune di Milano.

"A M.E.N.O. C.H.E." è l’intervento che interessa Arghillà. «L’acronimo – hanno detto i delegati di giunta – sta per “A Mali Estremi…Nuova Organizzazione di Comunità in Habitat Essenziali” ed esprime appieno la filosofia di un piano di valorizzazione ecologica urbana, welfare comunitario e servizi essenziali dove cittadini, istituzioni, società civile, profit e non profit si possono alleare, tramite nuove azioni collaborative, per attivare e fruire di nuovi servizi». L’intervento mira a trasformare un ghetto urbano in laboratorio sperimentale di buone prassi, attraverso azioni rigeneranti per riqualificare il quartiere e rendere la comunità protagonista. Previsti, dunque, l’ammodernamento di 50 alloggi di residenza pubblica, attualmente in condizioni di estremo degrado, attraverso soluzioni di messa in sicurezza, efficientamento energetico e abbattimento delle barriere architettoniche, nonché la realizzazione di orti domestici e playground negli spazi comuni di pertinenza. Il progetto contempla, anche, la realizzazione di impianti fotovoltaici integrati sui tetti degli edifici per i fabbisogni condominiali e soluzioni per il riuso delle acque piovane e usate, da riutilizzare per scopi irrigui negli orti domestici e a fini antincendio. È contemplata, ancora, la riqualificazione delle parti comuni degli edifici al piano terra da destinare alle “Officine di Comunità”, spazi attrezzati per i servizi socio culturali ed attività economiche-produttive e commerciali di prossimità. Verranno ripristinati gli spazi pubblici dismessi o degradati, spesso ridotti a discariche urbane, mediante la realizzazione di piazza d’acqua, nonché la rigenerazione delle infrastrutture viarie principali con boulevard e frutteti urbani. Il parco di Ecolandia, invece, ospiterà laboratori educativi e didattici di “scuola all’aperto in tutti i settori” per contrastare il rischio di povertà educativa, combattere la privazione della possibilità di apprendere, sperimentare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni dei giovani del quartiere. Inoltre, è stato programmato il recupero delle antiche infermerie militari, edifici dismessi da oltre un secolo, per realizzare spazi di formazione e ospitalità per fasce meno abbienti.
Il progetto “E.S.S.E.R.E.” (Equità Sociale, Sostenibilità Ecologica Residenziale), invece, riguarda il rione Modena-Ciccarello da rendere accessibile, sicuro, inclusivo, sostenibile e resiliente sotto il profilo dell’equità sociale e culturale, del benessere personale e abitativo e dell’innovazione tecnologica.

Qui si punta a rigenerare gli edifici di residenza pubblica cosiddetti “Vele” ed a riqualificare l’area dell’ex Polveriera attraverso il recupero di un fortino militare di grande valore storico, architettonico e paesaggistico e di immobili dismessi creando, oltretutto, un sistema di orti urbani e giardini tematici finalizzati all’integrazione sociale per persone che vivono in condizioni di disagio sociale. Verrà, così, garantito un sostegno a persone che vivono in condizioni di povertà attraverso una possibilità di occupazione nell’ambito della gestione del bene. Il Comune, dunque, punta a «riqualificare il quartiere attraverso attività culturali, con la creazione di un teatro/museo all’aperto, di un centro per artisti e di un percorso ludico-didattico che avvicinare i giovani alla cultura della legalità, alla cultura agricola ed alla sostenibilità ambientale. Il tutto articolato con vari laboratori formativi che accompagnino gli studenti per tutto il percorso di conoscenza.

Infine, c’è “R.E.G.I.A.: Rigenerazione Ecologica Grandi Interventi Ambientali – Masterplan Reggio Sud”, il piano rivolto alla trasformazione della zona Reggio Sud-Gebbione con la ristrutturazione urbana dell’area dell’ex Deposito di legnami delle Ferrovie e delle infrastrutture verdi di connessione, la riqualificazione di Piazza della Pace mediante la realizzazione di una Watersquare, interventi di potenziamento degli impianti sportivi e la creazione di un parco fluviale lungo le sponde del Torrente Calopinace. Dai beni dismessi dalle Ferrovie ed acquisiti dal Comune, nascerà un “eCampus”, un centro didattico-formativo residenziale ad alta rilevanza ecologica. Piazza della Pace, poi, diventerà uno spazio strategico di socialità, con un sistema di verde pubblico che si snoderà lungo l’asse Viale Galileo Galilei-Viale Aldo Moro, il Viale Messina e Largo Botteghelle. L’area del Torrente Calopinace, sarà trasformata in un boulevard con la riqualificazione del verde e la risoluzione dei nodi strategici del reticolo viario principale (connessioni Via Sbarre, Viale Calabria, Viale Galileo Galilei-Corso Garibaldi, Parco Lineare Sud-Lungomare Falcomatà) ed una sezione che contempli la ciclopedonalità, oltre a prevedere la realizzazione di playground.
«La città cambia», ha commentato il sindaco Giuseppe Falcomatà aggiungendo: «Stiamo raccogliendo i frutti di un fitto lavoro di programmazione che, in questi anni, è stato indispensabile per recuperare un gap consistente col resto del Paese. Reggio si appresta a diventare una realtà sempre più moderna, al passo con le sfide imposte dai ritmi frenetici dei nuovi tempi. La città si candida, sempre più, ad essere baricentro nel Mediterraneo, punto di riferimento per turisti attraverso la realizzazione di opere come il Museo del Mare e, come in questo caso, con progetti comcepiti per il miglioramento sostanziale dei luoghi e della qualità della vita dei propri cittadini. Gli interventi messi in campo e promossi a pieni voti dal Mit, dimostrano la bontà di un’azione ammnistrativa volta ad efficientare l’assetto urbanistico e viario rivoluzionando il concetto stesso di quartiere fino ad oggi comunemente conosciuto».

«Sono programmi innovativi – ha concluso il sindaco – che rappresentano un passo in avanti verso il futuro. Fortissimo, infatti, sarà l’impatto sociale, ecologico, economico e produttivo di un territorio che ha l’impellente necessità di riemerge soprattutto dopo i mesi difficili scanditi dalla pandemia. Oggi guardiamo ancora con più ottimismo e fiducia ad un domani mai come adesso ricco di speranza per ogni reggino».

“Non è semplicemente museo del mare ma un centro delle culture del Mediterraneo. Simbolo di una storia che rappresenta un intero territorio, crocevia di culture e contaminazioni di cui noi oggi siamo il risultato”. Con queste parole il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha tratto le conclusioni della tre giorni di lavoro politico amministrativo che si è svolta a Palazzo San Giorgio sul Museo del Mare, la grande opera inserita dal governo tra i 14 progetti strategici del Piano per i Grandi attrattori culturali con uno stanziamento di 53 milioni. Presenti in conferenza stampa anche l’assessore ai Lavori pubblici, Giovanni Muraca, i progettisti Gianni Artuso e Filippo Innocenti, il dirigente comunale settore Lavori pubblici, Demetrio Beatino e il rup Giuseppe Melchini.

“Un Museo del Mare – ha poi aggiunto il primo cittadino – che restituisce alla storia tutto ciò che la storia ci ha consegnato nel corso dei secoli. Ma le nostre radici millenarie non sono un semplice esercizio di stile, semmai la porta d’accesso verso il futuro, partendo da ciò che siamo stati e da ciò che siamo. In altre parole, un centro attrattivo per tutte le culture del Mediterraneo. Per questo non bisogna banalizzare l’importanza e la portata di questa opera. E di questo abbiamo acquisito piena consapevolezza proprio nel corso di questa tre giorni. In tal senso voglio ringraziare i progettisti Artuso e Innocenti, i responsabili degli uffici tecnici, Beatino e Melchini, tutti gli assessori e consiglieri che hanno partecipato, ma anche tutti coloro che hanno offerto un contributo professionale in termini di idee e proposte, ETT Solutions rispetto agli allestimenti museali, i gestori dell’Acquario di Genova, il direttore del Museo Archeologico Nazionale Malacrino”.

Naturalmente, ha poi rimarcato Falcomatà, “abbiamo anche approfondito aspetti tecnici fondamentali per lavorare sul cronoprogramma degli interventi propedeutici all’avvio della progettazione e poi esecuzione lavori. Vogliamo ragionare da subito sull’utilizzo del museo del mare e quindi tutte queste fasi andranno di pari passo rispetto al processo gestionale. Anche con riferimento all’opportunità di realizzare un Acquario che in realtà è qualcosa di ben più complesso, ovvero un centro studi di biologia marina, aperto al confronto con il mondo dell’università e quindi un luogo per l’approfondimento, lo studio, la formazione e la verifica nell’ambito di percorsi scientifici di alto profilo. Intorno a opere strategiche di questa caratura – ha poi concluso il Sindaco Falcomatà - tante città nel mondo hanno costruito importanti e duraturi percorsi di crescita, pensiamo, solo per fare un esempio, a Bilbao e all’impatto generato dal Guggenheim Museum. E questa per noi può essere un’occasione centrale e cruciale per il nostro futuro, nel quadro della fase di “rinascimento” che sta attraversando l’intero sistema paese. Un’occasione che dovrà vedere partecipe la comunità cittadina nell’ambito della fase di ascolto e confronto che da oggi si apre intorno al Museo del Mare”.

Di una tre giorni utilissima ha parlato l’assessore Muraca, “in cui si sono stabilite e avviate interazioni e relazioni concrete con interlocutori e organismi internazionali ed esperti di settore che possono svolgere un ruolo decisivo in questa grande sfida. Abbiamo le idee molto chiare, anche sul fronte gestionale rispetto ad un Museo del Mare che non sarà un contenitore vuoto, ma un luogo simbolo e di forte richiamo culturale, sociale e scientifico nel cuore del Mediterraneo”. Un’opera importante e complessa hanno poi spiegato Artuso e Innocenti, “destinata a stravolgere in positivo il volto della città e non solo in termini architettonici e urbanistici ma, soprattutto, sotto il profilo dell’immagine complessiva di Reggio. E il coinvolgimento di professionalità di primissimo piano, va in questa direzione. Ma sarà anche fondamentale l’impegno e la condivisione da parte di tutti, dall’amministrazione a tutte le energie sociali del territorio”. I tavoli di lavoro hanno confermato il peso e l’incidenza che quest’opera può avere in termini attrattivi, hanno infine rimarcato Beatino e Melchini, “nel quadro di attività e servizi connessi al Museo del Mare che potranno vivere di vita propria consentendo dei costi di gestione sostenibili nel lungo periodo. E abbiamo potuto verificare che tali condizioni ci sono tutte”.


 

Nella splendida cornice dell’Arena dello Stretto sono state consegnate le Onorificenze al Merito Sportivo ai dirigenti, agli atleti, ai tecnici ed alle società del Coni e del Cip, una cerimonia interrotta lo scorso anno per lo stop dovuto al Covid e che ha registrato la proficua sinergia fra l’Amministrazione comunale, la Città Metropolitana ed i presidenti dei due Comitati, Maurizio Condipodero e Antonino Scagliola.

Per l’assessora comunale allo Spot, Giuggi Palmenta, «è una gioia far parte di un evento importantissimo, organizzato da Coni e Cip, che celebra gli uomini, le donne e le squadre che si sono distinte nel corso di questi anni».

«L’Amministrazione comunale – ha detto - è felice ed orgogliosa d’avere supportato questa splendida manifestazione, inserita nel cartellone dell’Estate reggina, perché convita si tratti soltanto di un passo del grande percorso che, insieme, si vuole costruire».

Anche il consigliere metropolitano delegato allo Sport, Carmelo Versace, si è detto «contento per una kermesse fondamentale per valorizzare quelle attività che, purtroppo, si sono svolte in maniera ridotta in un anno scandito da una tremenda pandemia». «È un’occasione particolare – ha ribadito - per dare lustro a tantissimi atleti e tantissime atlete che, nonostante tutto, hanno saputo resistere e vincere una sfida contro un avversario invisibile come il Covid. Anche per questo, siamo felicissimi di stare al fianco di due grandi organizzazioni quali il Coni ed il Cip».

Il presidente del Coni, Maurizio Condipodero, ha sottolineato l’importanza del momento che «rappresenta la sintesi della storia sportiva di ognuno di noi». «Il riconoscimento al merito – ha aggiunto - è veramente una cosa che dà sollievo e carica in un periodo storico complesso e che ci ha penalizzato nella nostra crescita sportiva. Siamo ospiti del Comune di Reggio Calabria che ha voluto donarci questo luogo sublime e suggestivo che rievoca i fasti dell’antica Grecia ed è una sorta di metafora della vita che può veramente portarci lontano».

Un ringraziamento all’Amministrazione comunale ed al sindaco Giuseppe Falcomatà è arrivato anche da Antonino Scagliola, presidente del Cip, che ha evidenziato «la bontà di un lavoro sinergico prezioso e fondamentale per riunire il gotha dello sport calabrese in questa meravigliosa ed unica location».

«Siamo estremamente fieri di poter fare questa manifestazione insieme al Coni – ha concluso – così da infondere nel profondo l’idea dello sport quale concetto che unisce. C’è una forte voglia di rivalsa rispetto ad una pandemia che ci ha tolto tanto e fortissima è la convinzione che la promozione della cultura paraolimpica abbia ormai intrapreso un percorso di non ritorno: rendere tutti quanti partecipi allo sport».

Il Sindaco Falcomatà, insieme all'Assessore Muraca, ha preso parte alla grande festa che ha coinvolto l'intero quartiere nel nuovo spazio assegnato alla comunità di Cannavò

"Abbiamo vissuto una serata straordinaria, di sorrisi, di gioia ma soprattutto di risultati, quelli che don Nino Russo e la sua comunità hanno raggiunto portando avanti in pochissimo tempo con passione e dedizione un bellissimo progetto per il territorio". E' quanto affermato dal Sindaco Giuseppe Falcomatà al termine della lunga serata inaugurale trascorsa insieme alla comunità di Cannavò nel nuovissimo Centro Ri-Creativo San Nicola e a cui ha preso parte anche l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Giovanni Muraca. Una partecipata festa di quartiere in quello che in poco tempo è diventato un vero e proprio centro ludico ricreativo, dotato di campi di calcio, basket, spazi di aggregazione e un teatro all'aperto.

"Era il 2015 - ha ricordato il Sindaco Falcomatà - quando con don Nino abbiamo iniziato a discutere di come riqualificare un'area che era poco più che un luogo abbandonato vicino alla fiumara, oggetto di abbandono di rifiuti e degrado. Qualche anno dopo, attraverso una delibera di giunta, abbiamo assegnato questo luogo alla comunità di Cannavò "Tre campanili e un solo cuore" e pochi anni dopo è venuto fuori un centro di aggregazione sociale, con moderne strutture sportive e un teatro intitolato alla memoria di Clara Tassone Travia che oggi vive finalmente un momento di grande festa in seguito al completamento dei lavori che rendono questi spazi completamente fruibili dal quartiere e dalla città".

Campi da calcio, di basket e spazi per la pratica sportiva in generale, "in cui i nostri giovani - ha evidenziato Falcomatà - possono ritrovarsi, fare sport, socializzare, vivere momenti di crescita e formazione, nel segno dell'inclusione, della solidarietà e dell'aiuto reciproco. Il nostro impegno per questa comunità non finisce qui, adesso dobbiamo completare il centro civico per il quale abbiamo stanziato insieme all'assessore Muraca che segue da vicino questo progetto, 600mila euro, per rendere la struttura un punto di ristoro, di incontro a favore dei cittadini e delle associazioni di quartiere".

Inoltre, ha aggiunto il primo cittadino, "stanno per partire i lavori di riqualificazione e ammodernamento dell'intero impianto di illuminazione tramite i fondi del Pon Metro, sulla scia di quanto avvenuto già a Bocale, Pellaro, Gallico e Catona. Un progetto che riqualificherà gli impianti in modo radicale, sotto i profili del risparmio energetico, della sostenibilità ambientale e dell'efficienza. Infine grande attenzione anche nei confronti della scuola di Cannavò e al percorso di ammodernamento dell'istituto, tramite Agenda Urbana, seguito dall'assessore Muraca e dal consigliere delegato Romeo. Insomma, intorno a tutto ciò che di straordinario ha costruito e continua a costruire in questa comunità don Nino, c'è anche l'attività dell'amministrazione comunale, attraverso il dialogo, il confronto e la continua integrazione tra le proposte che sta caratterizzando il lavoro per ogni quartiere della città".

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L'Istituzione di alta formazione artistica diretta da Maria Daniela Maisano, ha avviato così un intenso percorso formativo, di tipo teorico-pratico, in cui i partecipanti, studenti in corso e laureati da non più di 5 anni, seguiti dall'artista Stefania Pennacchio in collaborazione con l’artista Claudio Pieroni, hanno avuto accesso agli studio lab di ceramica presenti nel comune di Seminara, apprendendo le tecniche legate alla ceramica e ampliando il loro sapere artistico con nuove nozioni. Partendo dai temi e dai valori tradizionali della Ceramica di Seminara, ciascuno dei ragazzi ha potuto cimentarsi nella produzione artistica elaborando il proprio linguaggio che nasce dalla propria identità  artistica.

Per fare questo, fondamentale è stata la presenza attiva dei Maestri ceramisti di Seminara che, coordinati dalla Prof.ssa Penacchio, hanno saputo essere una guida sapiente per la manualità ancora acerba dei giovani. In sintesi un tratto distintivo per ciascuno di essi:

Rocco Condurso - la coerenza estetica e tecnica del Maestro Condurso è coincidente con la sua stessa identità. Il suo fare conservativo è degno di un patrimonio culturale immateriale dell'umanità.

Antonio e Domenico Ditto - i fratelli Ditto sono votati fisiologicamente alla bellezza tradotta nei codici estetici della ceramica di Seminara. Grandi detentori di valori tradizionali, saperi generazionali ed equilibrio temporale.

Enzo Ferraro - il prezioso fare del Maestro Ferrario si espone ai venti delle innovazioni delle tecniche del contemporaneo però mai dimenticando della sua forte radice di appartenenza.

Giuseppe Ferraro - la personalità del Maestro Giuseppe verticalizza i saperi tradizionali del suo territorio. Una ovazione di colori si tendono in una visione d'insieme proiettata verso il futuro.

Un ruolo poco visibile ma non meno importante per la riuscita del workshop è stato assunto dalla figura dei tutor del progetto “Laboratorio dello Stretto” che rappresentano un target fondamentale per il perseguimento degli obiettivi finalizzati alla qualificazione delle professionalità e all’inserimento nel mondo del lavoro. Selezionati tra allievi ed ex allievi dell'Accademia di Belle Arti, i tutor sono essi stessi beneficiari del progetto POR, la cui finalità è quella di favorire la loro crescita culturale e professionale attraverso l’esperienza fattiva nel campo dell’organizzazione degli eventi per la promozione artistica e culturale. In particolare, per l’attività “Le Ceramiche di Seminara” si sono distinte le quattro tutor Victoria Cojocaru (artista), Roberta Lo Schiavo (fotografa), Eleonora Federico (grafico) e Concetta Romeo (fotografa), tutte giovanissime donne e promettenti artiste, che hanno fornito un validissimo supporto sia nella gestione degli aspetti logistici e amministrativi, facilitando i rapporti tra il gruppo di lavoro, le istituzioni comunali e l'Accademia, sia nella produzione dei reportage fotografici ed elaborazioni video, celebrativi della tradizione artistica della ceramica di Seminara, che saranno resi disponibili sui canali ufficiali dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

I contenuti formativi del workshop sono stati tantissimi, lungo un percorso che ha riguardato i principi evocativi dell’arte fino alle tecniche specifiche della lavorazione della ceramica. “Il nostro territorio mi ha da sempre appassionata” – racconta Stefania Pennacchio, rivolgendosi ai ragazzi – “Noi siamo una terra unica che ha una matrice di grande dignità personale, forse anche un pizzico di orgoglio e di superbia perché i nostri valori sono profondi e diversi. Qualcuno ha detto che un vero artista non può assolutamente mancare al suo appuntamento con il destino, però in questa occasione la differenza la farete voi. Siete voi che dovete fare qualcosa per la vostra terra”.

Sei giornate intense, quindi, durante le quali i ragazzi, ma anche gli adulti coinvolti, hanno vissuto una grande esperienza di crescita non soltanto professionale ma anche umana, perché la crescita personale, umana ed artistica, non avviene mai stando da soli bensì condividendo le proprie esperienze con gli altri. Racconta una ragazza del workshop: “Penso che alla luce di quello che abbiamo vissuto ultimamente è stato sicuramente un momento di incontro di cui tutti quanti avevamo bisogno, di ritrovarci e condividere di nuovo il lato umano e artistico”.

L’esperienza dei ragazzi si è conclusa con la partecipazione alla manifestazione, organizzata dall’Amministrazione Arfuso, “Da Venezia alla Calabria – La maiolica secentesca di Gerace riscoperta” che si è tenuta presso il Museo delle Ceramiche di Calabria sito nel centro storico di Seminara.

L’evento si inserisce all’interno delle attività del “Laboratorio dello Stretto”, progetto diretto da Francesco Scialò, finanziato dall’intervento “Linee guida per le Istituzioni AFAM calabresi finalizzate al sostegno di interventi a valere sull’Azione 10.5.1 del POR Calabria FESR/FSE 2014-2020”.

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