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Giovedì, 23 Marzo 2017

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Nell’ ambito delle iniziative legate all’orientamento in uscita, di recente è stato sottoscritto un protocollo tra la prof.ssa Giuseppina Princi, dirigente del liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria e  il  prof. Navarra,  Magnifico Rettore dell’UNIME,  che istituzionalizza  il progetto sperimentale: “Tra le righe dell’italiano. Strumenti di navigazione per comunicare oggi”, coordinato dalla prof.ssa Mariangela Monaca del DICAM-Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina e seguito, per il liceo, dalla referente prof.ssa Francesca Vadalà.

«È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente»; così recita la lettera che 600 professori universitari di varie discipline hanno diffuso all’inizio di febbraio, e che ha rinfocolato un dibattito mai spento su quanto la scuola italiana oggi sia in grado di preparare i ragazzi a comunicare nei diversi contesti sociali nei quali si svolge la loro vita, da quello familiare e colloquiale a quello formale della sfera pubblica e del lavoro.

Pur senza voler qui andare a fondo nel problema dell’insegnamento dell’italiano a scuola, possiamo affidarci alle opinioni espresse dalla linguista e insegnante Maria G. Lo Duca in una lettera che ha seguito di pochi giorni quella dei 600 docenti, e che ha avuto meno risalto, sebbene fosse meno catastrofica e più costruttiva. Lo Duca individua almeno uno dei punti deboli dell’insegnamento dell’italiano nella scuola secondaria di secondo grado: «Le indicazioni sulla lingua [contenute nelle Linee guida approntate per i Licei, gli Istituti tecnici e gli Istituti professionali nel 2010] sono vaghe, generiche; la riflessione sulla lingua, che potrebbe, a questa età, fare da motore per l’innesto di mature abilità di scrittura, diventa un rapidissimo cenno che riguarda solo il primo biennio; il triennio, tutto orientato alla letteratura, anzi alla storia della letteratura, ne viene del tutto esonerato. Anche le prove di scrittura si riducono e si fossilizzano: via via che si sale nel corso degli studi si scrive sempre meno. Fatte salve le solite lodevolissime eccezioni, il compito in classe è ancora per molti studenti delle superiori l’unica vera occasione di scrittura richiesta dalla scuola, e l’unica, comunque, ad essere corretta e valutata». 

Se, dunque, il triennio offre agli studenti poche occasioni per praticare (ricettivamente e produttivamente) la lingua reale, è lì che è più utile intervenire per rinsaldare la consapevolezza nell’uso della lingua da parte dei ragazzi. 

Obiettivo di questo ambizioso percorso, afferma la dirigente Princi, sarà proprio quello di invitare gli studenti a riscoprire la propria lingua ed a riappropriarsi di essa approfondendo la conoscenza del sistema dell’italiano, con la sua variabilità funzionale e sociale e come organismo in evoluzione: le lezioni ed i laboratori guideranno gli studenti ad acquisire una maggiore consapevolezza delle funzioni espressive e comunicative della lingua ed una maggiore padronanza linguistica, in particolare nel modulare i registri, attraverso la comprensione della variabilità delle forme e delle strutture della lingua, con l’obiettivo di impadronirsi di strategie e tecniche per comunicare in maniera chiara, idonea ai contesti ed efficace.

Il progetto sarà indirizzato ad un max di trenta (30) studenti delle classi del triennio, avrà durata complessiva di 25 ore (da marzo-maggio 2017), durante le quali sono previsti i seguenti seminari tenuti da proff.ri del DICAM:

1) Prof. Rosa Santoro: “Parole, parole, parole...dal latino all'italiano. L'importanza del lessico per comunicare con successo”.

2) Prof. Fabio Ruggiano: “Orientarsi nel mondo di testi, tra locuzione e illocuzione”.

3) Prof. Sandro Gorgone: “ Pensare e parlare, filosofia e linguaggio”.

4) Prof. Francesco Pira: “Una lingua mutante: l’italiano e i social”.

5) Prof. Mariangela Monaca: “Navigando tra gli “-ismi”: lingue, religioni, società”.

Al termine di ogni seminario è prevista un’ora di laboratorio a cura del docente e del tutor: gli studenti verranno guidati nell’elaborazione di articoli di giornale, racconti, testi argomentativi, narrativi o poetici, che confluiranno nella produzione di una pagina web creata ad hoc su wordpress.com

La cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione al progetto e la presentazione dell’elaborato finale si svolgerà presso il DICAM dell’Università di Messina.

Nell’ambito del progetto “Fare scuola”, sono stati presentati questa mattina gli interventi realizzati presso la Scuola Primaria Archi, dell’Istituto Comprensivo Archi-Falcomatà di Reggio Calabria.

Fare Scuola è un progetto nato dall’incontro di Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi e Enel Cuore Onlus che ha l’obiettivo di migliorare la qualità degli ambienti scolastici, della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, e di accrescere il benessere di coloro che abitano la scuola, favorendo processi di creatività, socializzazione, condivisione e l’assunzione di atteggiamenti di cura delle relazioni e dell’ambiente.

Quello effettuato a Reggio Calabria, è, infatti, uno dei sessanta interventi che, nell’arco di tre anni, verranno realizzati in altrettante scuole d’infanzia e primarie italiane. In Calabria in totale saranno quattro le scuole coinvolte, quella di Archi è la prima ad essere completata ed aperta.

L’obiettivo di migliorare la qualità degli ambienti scolastici, intesi come contesti di apprendimento e luoghi di relazione, prende forma nella Scuola Primaria Archi attraverso il progetto “Materia dal digitale” dell’Arch. Giulio Ceppi della TotalTool, che ridefinisce un ampio ambiente al piano terreno, mediante l’installazione di un atelier materico-digitale, e un’aula al piano primo, con l’ideazione di uno spazio per attività di un piccolo gruppo che intende favorire l’inclusione dei bambini con diritti speciali.

In particolare, l’aspetto cromatico esistente, caratterizzato da predominanti toni caldi, è stato bilanciato mediante l’introduzione di toni freddi e arricchito da soluzioni illuminotecniche, con caratteristiche di sostenibilità energetica, che permettono una migliore ed equilibrata distribuzione luminosa negli spazi. Il risultato è un ambiente più accogliente, in relazione dinamica con il resto della struttura scolastica.

Per la realizzazione di tale intervento è stata fondamentale l’attività di un apposito gruppo di lavoro, composto da rappresentanti di Fondazione Reggio Children e di Enel Cuore Onlus, e la costante collaborazione e partecipazione dell’amministrazione comunale, della dirigenza scolastica, delle insegnanti della scuola.

All’inaugurazione dei nuovi ambienti erano presenti il Sindaco Metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, il Vicesindaco Metropolitano Riccardo Mauro, l'Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Reggio Calabria Anna Nucera, la Dirigente Scolastica dell'Istituto Comprensivo Archi-Falcomatà e la Responsabile Affari Istituzionali di Enel Calabria Rossella Sirianni.

«Con l'apertura delle nuove aule realizzate con il contributo di Enel Cuore consegniamo ai bambini della scuola primaria dei locali sicuri, belli e all'avanguardia – ha commentato il sindaco Falcomatà a margine dell'iniziativa – quella di oggi è una splendida giornata e sono davvero contento di condividerla proprio con i bambini, che saranno i protagonisti delle attività che saranno svolte all'interno delle nuove aule. Non è casuale che per questo intervento si sia scelta la scuola primaria di Archi. Si tratta infatti dell'ennesima iniziativa che in qualche modo rappresenta il segno dell'attenzione

Il Vice Sindaco di Reggio Calabria, Armando Neri, ha incontrato oggi a Palazzo San Giorgio il Responsabile Access Operations Area Sud di TIM, Roberto Ferretti. Presenti anche l’assessore alla Smart City Giuseppe Marino ed il dirigente del settore Manuel Pulella.

Al centro del colloquio, la realizzazione nel capoluogo calabrese della nuova infrastruttura a banda ultralarga in fibra ottica.

A Reggio Calabria, infatti, è stato recentemente avviato un programma innovativo in tecnologia FTTH che prevede di portare la fibra ottica fino alle abitazioni per offrire ai reggini collegamenti super veloci fino a 1.000 megabit.

I lavori sono già partiti in molte zone della città e nei prossimi mesi saranno estesi in maniera capillare per concludersi nel 2018, con l’obiettivo di collegare circa 35 mila unità immobiliari con la nuova tecnologia. Le attività di cablaggio sono condotte da Flash Fiber, la joint venture controllata all’80% da TIM e per il restante 20% da Fastweb, costituita con l’obiettivo di accelerare la realizzazione nel nostro Paese delle infrastrutture a banda ultralarga con tecnologia FTTH.

Per la posa della fibra verranno per lo più utilizzate infrastrutture sotterranee già esistenti e, in caso di necessità, si farà ricorso a tecniche di scavo non invasive e a basso impatto ambientale. In questo modo, Reggio Calabria avrà una rete a banda ultralarga ancora più performante di quella che già oggi è a disposizione di oltre il 70% delle abitazioni offrendo connessioni fino a 100 megabit attraverso la fibra che raggiunge i cabinet stradali.

La nuova rete porterà quindi collegamenti super veloci a vantaggio di cittadini, imprese e della stessa Pubblica Amministrazione. TIM, in questo modo, conferma il proprio impegno per portare servizi innovativi in grado di accelerare i processi di digitalizzazione della città.

L’Amministrazione comunale ha confermato l’interesse a proseguire la collaborazione con TIM, che ha assicurato che verranno velocizzate e semplificate le attività necessarie all’effettuazione dei lavori, con impatti minimi sulla città.

Sulla banda ultralarga fissa e mobile, TIM ha un piano di investimenti di oltre 4,5 miliardi nel triennio 2016–2018 con l’obiettivo di raggiungere, a fine programma, l’84% delle abitazioni italiane con la fibra ottica e il 98% della popolazione con il 4G.

«Buone notizie per l’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria. Il ministro Fedeli ha sbloccato la situazione individuando il nuovo Direttore nella prof.ssa Maria Daniela Maisano e nominando il proprio membro nel Consiglio d'Amministrazione, venendo incontro in questo modo alle richieste di studenti e docenti che abbiamo incontrato nei giorni scorsi». E’ quanto dichiarano in una nota congiunta il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà e il Presidente del consiglio comunale Demetrio Delfino.

«Adesso – spiegano il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale - l'Accademia può ripartire con l'organizzazione e la programmazione per ridare slancio all'attività e ai servizi in favore degli studenti che potranno, speriamo a breve riprendere il percorso di formazione». 

Nel fare il proprio  in bocca al lupo al neo direttore e alla compagine direttiva il sindaco Falcomatà e Presidente Delfino rassicurano: «Continueremo a vigilare sul proseguo della vicenda rendendosi sempre disponibile al confronto e dialogo con tutte le componenti: docenti,  studenti, non in ultimo le organizzazioni sindacali che hanno evidenziato la questione. Insieme difenderemo l’Accademia,  insieme promuoveremo il rilancio di una delle istituzioni culturali d'eccellenza per il nostro territorio».

 

Sabato 28 gennaio, nella sala consiliare del comune di Palmi, si è svolto il convegno “Adeguamento sismico nell’edilizia pubblica e privata”. L’evento di approfondimento sulla tematica dell’adeguamento sismico degli edifici è stato organizzato dal Movimento “La Nuova Frontiera dei Liberi e Forti – Laboratorio di idee” con il patrocinio del Comune di Palmi

L’incontro ha visto la partecipazione di oltre 140 cittadini (ed in particolare sindaci, architetti, ingegneri, geologi, geometri, tecnici comunali, studenti e docenti degli Istituti superiori).

Il Vice presidente del Circolo di Palmi del Movimento “La Nuova Frontiera dei Liberi e Forti – Laboratorio di idee”, Antonio Briga, ha aperto i lavori presentando il movimento quale laboratorio di idee finalizzato ad elaborare idee progettuali concrete per lo sviluppo del territorio ed a favorire la diffusione della conoscenza, tra i cittadini, di tematiche importanti come l’adeguamento sismico degli edifici pubblici e privati.

A moderare il convegno di sensibilizzazione, il Presidente del Circolo di Palmi del Movimento “La Nuova Frontiera dei Liberi e Forti – Laboratorio di idee”, Giovanni Carbone, il quale all’inizio dell’incontro, ha salutato formalmente i relatori presenti. Saluti di apprezzamento per l’organizzazione dell’evento da parte del sindaco di Palmi, Giovanni Barone il quale ha posto l’accento sulla necessità di fare prevenzione degli eventi catastrofici tra la popolazione ed in particolare tra gli studenti citando, a tal riguardo, l’iniziativa comunale di organizzare degli incontri informativi nelle scuole del territorio per informare gli studenti sul eventi disastrosi come i terremoti e i maremoti.

Giuseppe Iiritano, dirigente regionale del settore “Opere pubbliche, Edilizia residenziale pubblica e Edilizia sociale”, ha reso edotti i presenti sugli interventi regionali per la distribuzione di fondi attraverso dei bandi rivolti sia ai privati sia alle istituzioni pubbliche. i bandi nazionali e regionali sono un’occasione fondamentale in un momento, come quello attuale, in cui la finanza pubblica non può più sostenere interventi ampiamente diffusi  rendendo necessario, piuttosto, destinare i fondi in maniera più razionale. Si è posto, infine, l’accento sulla necessità di completare il censimento degli edifici scolastici al fine di consentire l’accesso a maggiori risorse finanziarie precisandosi che l’aggiornamento dell’anagrafe dell’edilizia scolastica non rappresenta solo un vincolo per l’accesso ai fondi ma è, soprattutto, necessario per comprendere la situazione reale dell’edilizia scolastica regionale.

Edoardo D’Andrea, della Protezione Civile regionale, ha informato i presenti sull’evidente ritardo dei comuni che non sono ancora pronti con un piano di intervento in caso di emergenze evidenziando  l’esistenza, in alcuni casi, di pianificazioni vecchie e per nulla aggiornate nonostante siano stati erogati dei finanziamenti affinché ci si dotasse di piani più moderni ed efficienti. L’assenza di un piano è indice di una mancanza di strategia e di conseguenza della quasi sicura impreparazione di fronte ad eventi catastrofici che richiedono prontezza e preparazione.

Francesca Battaglia, geologa, ha effettuato un Intervento particolarmente tecnico volto a spiegare come, dal punto di vista geologico, la nostra area sia particolarmente soggetta allo scontro tra la placca tettonica euroasiatica e africana che avviene esattamente sotto la Calabria evidenziando che tale fenomeno è un chiaro indice dell’alto rischio di eventi sismici. E’ stato particolarmente apprezzato l’aggiornamento in merito al posizionamento di boe e sensori sui fondali che registrano dei dati e che, con un anticipo utile potrebbero dare l’allarme di situazioni di particolare pericolosità e favorire l’evacuazione delle popolazioni che maggiormente rischierebbero di essere coinvolte in eventi particolarmente catastrofici come i maremoti.

Alfonso Vulcano, professore ordinario di tecnica delle costruzione dell’Università della Calabria, ha approfondito l’argomento degli effetti dei terremoti sulle costruzioni evidenziando come la normativa sismica si sia nel tempo evoluta proprio a seguito di eventi sismici particolarmente violenti. Altresì sono stati illustrati gli aspetti strutturali degli edifici, e delle aree in cui si può intervenire, per renderli più sicuri sia quando sono già esistenti che nei casi di nuova costruzione.

Raffaele Pucinotti, docente di tecnica delle costruzioni del Dipartimento PAU dell’Università Mediterranea, ha segnalato l’ormai elevata conoscenza delle dinamiche sismiche e l’effettiva evoluzione della normativa in materia individuando quale importante carenza di sistema la mancanza di un’adeguata diffusione dell’informazione su tali aspetti. Il relatore ha segnalato la necessità di predisporre dei corsi anche per i progettisti che spesso progettano edifici senza avere la consapevolezza di come progettare un edificio in una zona sismica e trascurando, pertanto, dettagli fondamentali che, in caso di evento sismico di particolare intensità, possono determinare il crollo di molti edifici.

Particolarmente interessante è stato il dibattito, animato dai relatori e dai tecnici presenti all’incontro, offrendo, all’uditorio, interessanti spunti di approfondimento.

Andrea Casile ha concluso il convegno manifestando soddisfazione per la splendida giornata che è stata piena di contenuti sia sotto l’aspetto tecnico che in quello di partecipazione. Il movimento nei prossimi mesi continuerà ad organizzare degli incontri territoriali sviluppando  temi e proponendo progetti che creino sviluppo e crescita socio – culturale per il nostro territorio.

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