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Lunedì, 20 Maggio 2019

Medici musicisti, e che musicisti, se ne conoscono diversi, da Mimmo Locasciulli a Enzo Iannacci, tanto per citare i due nomi più rappresentativi nel campo del cantautorato d'arte. Per il jazz il pensiero va a Piero Angela in quanto figlio del famoso medico Carlo. In campo blues come non annoverare quel Frank Fisiatra il cui repertorio la Holly Music di Treviso ha in parte appena inciso in uno splendido album? 
Si tratta di Blues ... My home, My life ed è un disco alquanto curioso. All'apparenza si presenta come un lussuoso l.p., con nota del pianista, al secolo Berto Zorzi, giá primario fisiatra a Treviso, e le presentazioni di Franco "Frank" Sorrenti nella veste di esperto nonchė presidente della Holly Music e del direttore artistico Gianni Ephrikian. Ma, una volta aperto il cellophane, si scopre all'interno non un long playing bensì un ...cd. Come dire che si è di fronte ad una confezione per un prodotto discografico analogico "virtuale" che nella realtá si presenta come digitale. Un effetto un pò spiazzante, che è poi in linea con l'atmosfera giocosamente chiacchierata di quanto registrato da questo pianista che, per la cronaca, suona divinamente il suo genere. Lo fa davanti a cari amici, e con loro parla di musica, e interpreta, oltre a blues, anche songs, stride, jazz, boogie e rock; dice Sorrenti "il tutto sembra ambientato in un juke-joint del sud degli Stati Uniti, in un supper-club californiano". Ed Ephrikian dal canto suo a rilevare "la peculiarietá della nuova sintassi...afroamericana" in tale tipo di musica.
Un album di ricordi sparsi fra Jimmy Vancey e Bessie Smith, Willie Smith e Fats Domino, fra il mitico Earl Hines e il meno noto ma sempre grande Cecil Gant, per non dire di Cousin Joe, il tutto condito di richiami a Monk, Hampton e, fra i songwriter, a Carmichael, in una sequenza di brani che palpitano di freschezza e nerbo pianistico. Fisiatra, lasciato l'ambulatorio per la sala d'incisione, si è comunque portato appresso alcuni caratteri della professione. L'acume nel trattare i tasti bianchi e neri come bisturi dell'anima, e la profonditá di analisi nel curare la nostalgia con iniezioni di arte : "Il passato è del blues, il presente è del blues, ed anche il futuro sará tutto del blues".

La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte…”  dunque archiviata la simpatica vecchina, che sarà andata alla ricerca di un ciabattino; anche Babbo Natale ha fatto rientro a Polo Nord per fare il tagliando alle renne per farle volare il prossimo Natale senza intoppo !  E allora cosa ci resta in attesa del Carnevale ? Nei giorni scorsi, il 17 gennaio, è stata la ricorrenza di Sant’Antuono patrono pei pizzaiuoli ( si badi bene con la ‘u’ come vuole la lingua napoletana) e del fuoco. Da non confondersi con Sant’Antonio, il nostro monaco, raffigurato già anziano e con un maialino in braccio era nato verso il 250 a Coma, in Egitto,  a venti anni abbandonò ogni cosa per vivere

nel deserto della Tebaide, dopo aver distribuito tutti i suoi beni ai poveri e dove intraprese la vita ascetica. Morì ultracentenario nel 356.  Sostenne con forza i confessori della fede durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano e appoggiò sant’Atanasio nella lotta contro gli ariani. Fu appellato padre dei monaci a causa dei tanti suoi discepoli. Nell'iconografia è raffigurato circondato da donne formose  quale simbolo delle tentazioni o animali domestici come il maiale, di cui è protettore. Sant’Antuono è invocato contro i pericoli del fuoco, l’elemento donato agli uomini da Prometeo, che  rubò una scintilla nell'officina di Efesto, il Dio del Fuoco, nascondendola in una canna, suscitando l’ira di Zeus. Un tempo un’immaginetta del Santo era collocata di solito vicino ai forni a legna, come quelli delle pizzerie. Il Santo è stato proclamato protettore dei pizzaiuoli in quanto essi hanno proprio i forni a legna come principale strumento del loro mestiere. Ancora oggi si usa medicare le ustioni - magari provocate proprio dai falò che vengono accesi nelle città per ricordare il Santo -  con il grasso dei maiali che vengono allevati nei conventi per tale scopo; le farmacie dei monaci dispensano tale farmaco a chi lo richiede. Lo scorso 17 gennaio è stata festa grande per i pizzaiuoli, i quali oltre a festeggiare il loro patrono, hanno celebrato la prima ricorrenza dell’inserimento da parte dell’Unesco della pizza nel patrimonio dell’umanità.

Purtroppo la notizia della bomba fatta esporre dal racket all’ingresso della famosa pizzeria Sorvillo nel cuore antico di Napoli, ha rattristato gli animi, come ci ha dichiarato  Sergio Miccù presidente Associazione Pizzaiuoli Napoletani: " Oggi dovevamo festeggiare il primo compleanno del riconoscimento della pizza nel patrimonio Unesco e il nostro santo patrono, Sant'Antuono Abate. L'episodio della bomba alla pizzeria di Gino Sorbillo non ha frenato la nostra voglia di festeggiare, per dimostrare a tutti che nessuno ci fermerà mai e continueremo la battaglia contro la piaga del racket. Colpendo Sorbillo hanno voluto colpire la categoria e tutta la città di Napoli poiché la pizza e i pizzaiuoli sono l'emblema stesso della nostra città “. Il cancello della pizzeria chiuso, con un cartello "Chi tocca la pizza tocca tutta Napoli", sta a dimostrare l’affetto di tutti i napoletani per questa storica pizzeria e per la pizza che meglio rappresenta la città partenopea nel mondo.

L'Associazione Pizzaiuoli Napoletani ha scelto per la festa  il Piccantino di Quarto, di Crescenzo, Giovanni  e Gianluca Capuozzo, a tale evento non poteva mancare Rosario Lopa portavoce Consulta Nazionale dell'Agricoltura, già delegato alla Provincia di Napoli per il settore agroalimentare che ha così commentato: "Questa giornata sancisce in maniera forte che la valorizzazione delle metodiche di lavorazione dei nostri pizzaiuoli rappresenta un valore indiscutibile del prodotto, sintesi della dieta mediterranea. Oggi ancor di più bisogna ribadire l'unione e l'aggregazione di tutti i componenti del comparto  pizza per far si che la pizzeria del territorio campano diventi non solo presidio di cultura enogastronomica ma anche di  legalità. Noi come sempre ci mettiamo la faccia a fianco dei nostri pizzaiuoli".

 

 

             

 

Firenze Lavagnini vince il premio Best in Class per lo sviluppo di nuovi alloggi per studenti, inaugurata la nuova sede a Dresda e entro il 2021 altre due aperture a Firenze.

Studenti, lavoratori, viaggiatori e residenti hanno un punto di incontro a The Student Hotel, la struttura ricettiva che coniuga il modello dello studentato con l’hotel di lusso e rende disponibili servizi per il lavoro, lo studio e il divertimento. Un caso innovativo nel mondo dell’hôtellerie.

The Student Hotel viene premiato da The Class 2020. TSH di Firenze ha vinto il premio The Best in Class, con cerimonia a Milano, per lo sviluppo di nuovi alloggi per studenti. Il vincitore di questo premio è un hotel che, attraverso il suo design e la cura per i dettagli, offre il massimo potenziale alla capacità degli studenti di apprendere, svilupparsi personalmente e formare ricordi per tutta la vita. Paloma Lisboa, membro della giuria e Head of Student Accommodation presso il King's College di Londra, ha commentato: «Questa presentazione ha mostrato favolosi esempi di convivenza e capacità di impegnarsi veramente con la comunità locale per preparare gli studenti al loro futuro». Siamo in attesa della nuova conferenza di The Class 2020 che avrà luogo a Berlino nel corso di quest’anno.

Visto il successo internazionale del nuovo concept di hospitality, dopo l’apertura a novembre scorso della sede di Dresda, la società di origini scozzesi TSH, di cui è fondatore e amministratore delegato Charlie MacGregor, ha già in programma di inaugurare entro quest’anno nuovi hotel a Bologna e Berlino. Il 2020, invece, vedrà l’apertura di una nuova sede a Madrid, Porto, Delft e Vienna. Nel 2021, il gruppo punta ad inaugurare a Firenze Belfiore, Parigi, Carcavelos Lisbona, Roma, Tolosa, Barcellona e, ancora una volta, a Firenze con la riqualificazione della storica Manifattura Tabacchi.

Dopo Rotterdam, Amsterdam West, Amsterdam City, L’Aia, Groningen, Eindhoven, Maastricht, Parigi, Barcellona e Dresda, per realizzare The Student Hotel Firenze Lavagnini la società TSH ha acquistato, ristrutturato e arredato- con un’operazione da 50 milioni di euro complessivi- una porzione di un palazzo storico fiorentino.

Nei 20mila mq a disposizione sono state realizzate 390 stanze – in diverse tipologie abitative, dalla camera al mini-appartamento – per soggiorni da una notte a un anno intero e per ospiti con esigenze eterogenee. Il 50% di esse è destinato a studenti, tra i cui i numerosi stranieri che scelgono Firenze per i semester abroad programs; il 45% sono stanze di hotel e il restante 5% è riservato alle brevi permanenze.

The Student Hotel Lavagnini porta in città un innovativo modello di ospitalità che coniuga design ricercato e una vasta offerta di servizi legati al business travelling, alle attività di team building per aziende, così come per il divertimento. Dispone, infatti, di spazi per il co-working, sale riunioni e conferenze, un concept store, ristoranti, un parrucchiere, una sala prove per band musicali, l’officina per la riparazione di bici, una palestra e una piscina con vista sulla cupola di Santa Maria del Fiore. Un’esperienza di ospitalità nuova, orientata a formule ibride di co-working e co- living, per poter condividere la giornata di lavoro, di studio o i momenti di svago. Al centro dell’offerta di The Student Hotel Lavagnini si trova il TSH Collab, che, mette a disposizione degli utenti scrivanie flessibili o fisse, ma anche interi uffici nei quali imprenditori, liberi professionisti o aziende potranno operare, oltre alla palestra e alla piscina. Si tratta di un servizio di co-working a noleggio con tariffe molto accessibili, che prevedono postazioni flessibili disponibili anche per coloro che non sono ospiti dell’hotel (a partire da 99 € al mese iva inclusa, in calce al comunicato la scheda dei servizi nel dettaglio).

Un albergo multifunzionale, che risponde alle esigenze di utenti diversi, dallo studente fuorisede al professionista in viaggio d’affari, sempre con un occhio attento al design. The Student Hotel Lavagnini nel capoluogo toscano ha visto l’intervento dello studio Archea Associati di Firenze per la direzione artistica del restauro, declinando il modello The Student Hotel, ormai collaudato in Europa, sullo storico “Palazzo del sonno” di Viale Lavagnini. Qui l’obiettivo principale era integrare un design contemporaneo in un palazzo dell’Ottocento, opera di Giuseppe Poggi. La parte tecnica e impiantistica è stata curata, invece, dallo studio di Ingegneria A&I ed Esa Ingegneria mentre gli interni, secondo le direttive di TSH, sono stati curati dallo Studio Rizoma di Bologna

Compreso nei 20mila mq della superficie totale si trova anche un cortile interno, che accoglie opere d’arte e graffiti di giovani e affermati creativi e offre agli ospiti e ai residenti un nuovo spazio condiviso. Wi-fi gratuito, aree rialzate con posti a sedere e mobili outdoor caratterizzano questo spazio, fornendo aree diversificate in cui studiare, rilassarsi e bere un caffè.  

Il progetto, in stile eclettico, accosta materiali, textures e colori differenti. Suggestioni in stile Memphis trovano accordo con tocchi industrial che dominano alcuni ambienti, mentre i colori accesi e l’uso di neon riportano il visitatore alle atmosfere degli anni ‘80.

Grande attenzione è stata posta nel progettare ogni angolo dell’Hotel, che riserva delle vere e proprie sorprese, come la macchina automatica per le fototessere e il pianoforte a coda sul quale campeggia la scritta “Don’t shoot the pianist”. Il mood vivace degli ambienti, che rimanda allo stile di vita proprio degli universitari, nulla toglie alla cura per il dettaglio e ad una progettazione tailor made delle camere, in cui ogni elemento -dai comodini ai dispenser per i saponi, alle mensole, ai poster, ai copriletti- è disegnato su misura per ogni singolo spazio, in pieno stile The Student Hotel. Colori brillanti, forme geometriche e texture sofisticate rendono ogni camera differente dall’altra, frutto di una ricerca complessa e di unapersonalizzazione che restituisce l’impressione di un ambiente vissuto. Un luogo che lascia spazio alla creatività, alla convivialità e alla condivisione delle esperienze.

In occasione di Pitti Uomo, The Student Hotel Firenze Lavagnini aprirà le porte alla moda. Mercoledì 9 Gennaio dalle ore 18 alle 20 si terrà MoodRooms: tre designer fiorentini trasformeranno, infatti, le stanze di TSH in progetti site specific, interpretandole secondo la loro visione creativa.

Protagonisti delle installazioni tre creativi che vivono e lavorano a Firenze: la fashion designerEva Di Franco, che usa tessuti locali di alta qualità con uno sguardo alla cultura giapponese, Arlo Haisek, jewel designer che valorizza la pietra naturale con le sue irregolarità, Monica Albanese, che disegna accessori e borse avvalendosi dei migliori artigiani fiorentini.

Il modello imprenditoriale del gruppo The Student Hotel basato sulla convivenza e sulla collaborazione propone una meta ibrida unica per una comunità internazionale in rapida crescita. L’azienda che sviluppa, investe e opera nelle proprietà ha 4.400 stanze in 12 località tra cui: Dresden, Firenze Lavagnini, Rotterdam, Amsterdam (due sedi: City e West), L’Aia, Groningen, Eindhoven, Maastricht e Parigi e due sedi del campus TSH a Barcellona, residenze del gruppo TSH riservate agli studenti. TSH ha 10.726 camere - 4.400 camere già operative e 6.326 acquisite o in fase di sviluppo.

TSH Bologna e Berlino apriranno nel 2019. Madrid, Porto, Delft e Vienna apriranno nel 2020. Firenze Belfiore, Parigi, Carcavelos Lisbona, Roma, Tolosa, Firenze Manifattura Tabacchi e Barcellona apriranno nel 2021. Il gruppo TSH ha previsto di possedere 65 proprietà ubicate in varie città europee nei prossimi cinque anni.

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