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Martedì, 11 Dicembre 2018

Che eleganza promana da As Time Goes By, terzo album della cantante Maria Ho, inciso in Canada per la Musical Breeze Productions! 
E, soprattutto, che profumo di jazz si avverte nella calda vocalitá che i lineamenti orientali della cantante rendono ancor più sensuale negli standard che compongono la scaletta del disco!
Va anche detto che i musicisti che la accompagnano sembrano scelti col lanternino a cominciare da quel Samuel Blake, il cui sax tenore, in brani come Tenderly, funge da contrappeso melodico-improvvisativo di grande effetto.
Analogamente dicasi della chitarra, presente in tre casi (Once Upon A Summertime, That Sunday That Summer, You Got To My Head) di Torben Oxbol, direttore, autore degli arrangiamenti nonchè pianista in You Are There. 
Per la cronaca la realizzazione del compact ha coinciso con l'invito al Five Points Jazz Festivals 2018 di Denver in Colorado dove Maria si è esibita col superbo sassofonista Richie Cole che era giá apparso nel debutto discografico in Where Or When. Vale a dire un'ulteriore collaborazione che la inanella nella costellazione jazzistica, fra i satelliti di stampo più classico, quelli delineati da Jobim, Mandel, Legrand, Bacharach ed altri creatori di evergreen; ripresi in atmosfere sofisticate, impreziosite da interventi solistici come l'alto sax di Phil Dwyer in Poinciana o quello di Campbell Ryga nel pezzo dal quale trae titolo il cd. 
Da raccomandare, in proposito, lo stacco dell'altro special guest Lionel Young al violino in What The World Needs Now. 
La musica è contenuta e lieve - esemplare al riguardo Bewitched - mai fuori dalle righe, orchestrata con la sapienza di chi sa regolare i climax in modo da "servire" la voce femminile in modo non "servile", nella consapevolezza che i "livelli" non sono solo un fatto tecnico relativo a missaggio e suono; i "livelli" sono anzitutto piani sonori in cui si vanno a collocare le varie fonti, vocale e strumentali, da cui scaturisce, appunto, quell'effetto di eleganza jazzistica di cui si parlava. Di cui Maria, The Singer, è avvolta fino al collo! 
È lei stessa a citare, in quarta pagina della cover, Ray Brown: "il jazz è uno stile di vita, qualcosa che si sente dentro, qualcosa che si vive". 

Ci siamo trovati con Emanuele alla stampa Estera; è venuto a trovarmi per parlare con me del Corriere del Sud del suo nuovo lavoro "Sette giorni in Grecia".
Conosco Emanuele come ama la Grecia è anche se è nato in  Arzignano lui e rimasto Ellenico nel cuore.
 
Cosa hai da dirmi del tuo nuovo lavoro Emanuele:

Vorrei far capire che chi va in Grecia per pochi giorni diciam 7 giorni, potrebbe creare 7 itinerari, e vivere 7 storie per conoscere la Grecia più autentica. Il mio libro parla di questo un diario di viaggio a fumetti con suggerimenti, curiosità, tradizioni e cibo. I monasteri delle Meteore, il borgo medievale di Malvasia, il paese dello spiedo di Kalivia, i feroci guardiani dell'isola di Delos, la veneziana Chania e l'isola degli ultracentenari di Ikaria.

Ma come ti è venuta questa bellissima idea di scrivere questo libro?

Quando ho accompagnato mia nonna Afrodite nel suo paese natale, non mi aspettavo di scoprire un legame così profondo con le mie radici greche. E questo ho voluto far immerge nella storia, nei luoghi, nella quotidianità di un popolo ferito dalla crisi ma fiero, e ho capito di non voler più andare via.

Cosa trova il lettore nel tuo lavoro?

Uno che legge questo libro/guida/fumetto spera di rivivere e di ritrovare fra le sue pagine le emozioni che ho provato molti anni fa in viaggio in Grecia. Le emozioni le ho trovate tutte e hanno fatto rinascere in me la passione verso questo paese che sempre di più affascina moltissime persone.i vari itinerari proposti da me, le spiegazioni e i significati delle parole non chè il piccolo "dizionario linguistico per il turista" a fine libro. io lo consiglierei a chi vuole conoscere e scoprire la Grecia autentica e a chi ci è già stato e non riesce a dimenticarla."


  
Emanuele Apostolidis “Apos” è nato ad Arzignano (VI) nel 1982.

Nel 2008 durante il corso di laurea in Biotecnologie Farmaco-genomiche, frequenta un corso di sceneggiatura alla Scuola di Fumetto di Milano che lo porta a collaborare con Mirko Perniola (Nathan Never) nella testata di Anno Domini, per la quale sceneggia il numero 9 “Un toro per Dandolo” per SF Edizioni e un volume di storie brevi curato da Fabio Mori.

Nello stesso anno partecipa con successo al concorso per sceneggiatori con la pubblicazione “Medusa” sulla rivista “Fumo di china”.

Nel 2009 collabora con la Regione Veneto al progetto a fumetti “Demotopia” e collabora con diverse aziende ed associazioni (Polvere di stelle, Partito democratico, Associazione Erasmus...) per fumetti pubblicitari.

Fino al 2010 partecipa all'organizzazione della fiera di SchioComics e realizza come sceneggiatore alcune storie sulla città di Schio per volumi commemorativi della fiera.
Già docente di sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics Di Padova. Tiene diversi corsi di scrittura e sceneggiatura a Vicenza e Padova presso scuole, circoli e fumetterie.

Nel 2015 progetta e scrive il fumetto “De Gustibus”, disegnato da Francesco Frosi, che presenzia all’EXPO di Milano in rappresentanza dell’azienda giapponese Shimadzu.

Il carattere eclettico lo porta anche a cimentarsi nel teatro con spettacoli da lui stesso scritti e recitati come “L’amore ai tempi del cellulare”, che colleziona in 2 anni più di 50 rappresentazioni in vari circoli, bar e piccoli teatri, “Se fossi figo”, “A cena coi pirati”, “L’insostenibile leggerezza di essere un precario” e “Indovina chi viene a cena”.

Nel 2016 sette sue poesie vengono pubblicate su un’antologia di poeti contemporanei dal titolo “Navigare” edito da Pagine SRL.

Nel 2017 pubblica per Becco Giallo la sua prima Graphic novel dal titolo “7 Giorni in Grecia”.

 

L’Onorevole Beatrice Lorenzin, ex Ministro della Salute, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Legge o Giustizia” condotta da Matteo Torrioli su Radio Cusano Campus per parlare della cannabis light. Fu lei, quando era Ministro, a chiedere un parere sul prodotto al Consiglio Superiore Sanità. “Avevamo avuto una serie di segnalazioni, anche dai NAS, sul fatto che stavano spuntando come funghi negozi in Italia che vendevano e pubblicizzavano la vendita al dettaglio di cannabis light, sia per mangiarla che per fumarla. Per questo ho chiesto un parere al Consiglio Superiore di Sanità che è il massimo organo consultivo scientifico che il Ministro ha a disposizione. La legge del 2016 non prevedeva la commercializzazione della canapa sativa con principio attivo tra lo 0,2% e lo 0,6%  era una norma fatta ad uso industriale e per la ricerca. Chiesi esplicitamente se c’era il rischio di una commercializzazione al dettaglio e mi dissero di no. Poi ci si è infilato dentro un business. Ci si è mossi dando un’interpretazione non esatta della norma. Lo stesso accadde con la sigaretta elettronica. A pochi giorni dal mio insediamento affrontai la questione, con tanti negozi che aprivano senza una regolamentazione e senza sapere i rischi per la salute che si potevano correre”. Per la Lorenzin “l’interpretazione non è quella del legislatore altrimenti avremmo saputo che stavamo legalizzando la cannabis light nel nostro Paese. Ci troviamo nelle strade dei negozi che hanno come insegna la foglia di marijuana, anche se l’attività commerciale non era autorizzata dalla legge. Questa cannabis non è né droga né tabacco. Il Consiglio Superiore di Sanità ha detto che queste sostanze, se assunte in modo non appropriato o assumendone quantità smodate, fanno male, specialmente per alcune categorie. Oggi qualsiasi ragazzino può consumare questa cannabis”. Secondo la Lorenzin la cannabis light può essere l’anticamera per la legalizzazione della cannabis “heavy”: “Questo è un commercio che crea una cultura dell’uso della cannabis ad uso ricreativo. La cannabis light è l’anticamera per legalizzare un domani, la cannabis in generale. Paragone col Canada? Lì facessero quello che vogliono. Il nostro Paese deve tornare a dare messaggi positivi e non a favore dello sballo”. La Lorenzin è chiara: “sono contraria a questi negozi. Se potessi scegliere direi che queste attività non ci dovrebbero stare. Ora bisogna almeno regolamentare questa attività. Io non sono per la demonizzazione della cannabis, del resto sono stata la persone che ha utilizzato l’uso della cannabis terapeutica”

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