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Giovedì, 22 Aprile 2021

Alessandro Fabbri, Five Winds, Caligola Records.

L'attacco dell'album è una rosa dei venti, afflati che sono folate di note, sospiri lirici, aliti armonici. Stiamo parlando di "Five Winds" disco edito da Caligola Records a nome di Alessandro Fabbri, batterista dall'innato spirito swing. Questi ha strutturato il nuovo progetto mettendo in vetrina una cinquina di fiati, tenore e soprano dell'ospite Pietro Tonolo, flauto di Sebastiano Bon e l'oboe di Simone Santini, ambedue anche al sax, in più il corno francese di Elio Venturini e il fagotto di Davide Maia. 
Con il risultato di creare vortici melodici e improvvisativi che, quasi fossero cinque venti, si rincorrono "ridendo, come in un gioco chiassoso".
Intanto la batteria non sta lì a riempire i vuoti della trama semmai ne organizza il telaio, ne articola gli orditi, ne riannoda i fili. Affiancato da Guido Zorn al contrabbasso, Fabbri rifugge dall'incaparbirsi sulle proprie abilità di strumentista, per pensare all'insieme e comporre per il collettivo.
Fra le nove tracce del disco ce ne sono comunque tre a firma di altri autori - oltre a "Four Winds" di Holland, "No Baby" di Lacy e "Silent Brother" di Flores - da cui traspaiono precisi riferimenti del leader a partire da Monk, il cui nome viene (quasi) anagrammato in "Melodious Tonk" e poi parafrasato in "Melodious Work".
Un lavorio artigianale, da "fornace" sonora in cui si fonde, con elementi classici, un jazz adamantino e trasparente come il vetro. Soffiato, naturalmente!


Fabio Accardi, Breathe, Mordente.

Dopo oltre trenta album da sideman e quattro a proprio nome, il batterista compositore e arrangiatore Fabio Accardi non rappresenta più una sorpresa per chi segue il jazz odierno. Ma l'ascolto di un suo nuovo album, è il caso di " Breathe", l'effetto-sorpresa lo fa sempre e comunque in positivo. 
Chi scrive, recensendo il precedente "Precious" della stessa label Mordente, ne aveva descritto l'"ecosofia" di base e che qui ritorna. 
Un'ecologia del suono anzitutto per i riferimenti ideali su cui è fondata, ambiente e habitat, sviluppo sostenibile ed energia pulita. Il che, a livello di pentagramma, si traduce in brani che scorrono fra fusion e ovattato neobop, attenti a non alterare gli equilibri del proprio "breathe". Accardi è batterista "spirometrico" nel senso che riesce a misurare con le bacchette la frequenza "respiratoria" dell'esecuzione ed a modularla, dilatandola o comprimendola a piacimento.
L'equipe al suo fianco pare selezionata a mezzo manifestazione "d'interesse" poiché si avverte lontano un miglio che i vari Gaetano Partipilo (sax alto e soprano), Claudio Filippini (piano), Francesco Poeti (chitarra elettrica) e Giorgio Vendola (contrabbasso) - i primi tre visti all'opera in "Precious" - si conformano, assecondanti e compiacenti, al flusso e deflusso dei temi esposti nei sei brani scritti da Accardi oltre "Daydreaming" dei Radiohead. Quest'ultima è la traccia sul cui schema aperto ed effettisticamente "ambient" si schiudono ulteriori orizzonti di elaborazione, arrangiamento, interpretazione. Per il disco che verrà.

Massimo Barbiero, Foglie d'erba, Music Studio.

Se l'arte può trasmettere l'impressione dell'oggetto come "visione" e non come "riconoscimento" (Šklovskji) allora Massimo Barbiero delinea, nella musica del compact "Foglie d'erba", oggetti e cose (mare, schiuma d'onda, prato, rupe, nube, pioggia, fiore), suggestioni (chimera), sensazioni (l'abbandono, la ferita) dando una percezione che è immagine imprevista, straniante, di quanto rappresentato.
Lo fa con l'ausilio di marimba timpani glockenspiels percussioni vibrafono cimbalo, apparecchiando un ventaglio di echi est-ovest / sud-nord, in uno spaziotempo indefinito e indelimitato.
Barbiero, lo afferma egli stesso nelle liner notes, ricerca il "rito" dell'esperienza in "solo" con la musica al centro della propria "preghiera laica", direbbe Pasolini. Un approccio, il suo, fra l'esperienza mistica e la connessione, d'impronta psicoanalitica, fra mente (creativa) e corpo in quanto terminale degli impulsi psichici che producono narrazione sonora tramite percussioni.
Non c'è in questo disco, a differenza di altri precedenti, un'indagine sul mito.
Lo sguardo stavolta è indirizzato più al terreno ed all'umano, alla pandemia, al suo sviluppo devastante. Una riflessione, la sua, affidata al Suono che esiste di per sé, a prescindere dalla musica: " è il suono ciò che conta" (Giacinto Scelsi).

A Napoli  nell’ottocento  fu fondato il "Circolo delle Dame Colte" con la finalità di «giovare alla considerazione e all'accettazione in società. Possono farne parte persone dotte, di buona creanza, di animo tollerante. Coltiva la cortesia. Ospita Dame e Cavalieri. Quale trovasi similmente raffigurato tengasi socio del Circolo e ne dia impulso a fini e iniziative» come prevede l’atto costitutivo. Successivamente  lo statuto fu aggiornato  specificando che il Circolo promuove il riconoscimento personale e la relazionalità, vi possono fare parte persone di cultura di ambo i sessi, di modi affabili, di spirito libero, è aconfessionale e apolitico, coltiva l'ospitalità reciproca.

Venendo ai giorni nostri, nell’epoca della comunicazione globale, tali valori costituiscono le radici da cui partire per comprendere la società contemporanea. Un valido esempio possiamo averlo nella giovane e attiva  Beatrice Gigli che ha fondato sei anni fa una società di comunicazione che porta il suo nome, la “Beatrice Gigli Communication”, che si occupa di relazioni pubbliche e istituzionali nonché di eventi di brand di eccellenza del Made in Italy legati alla moda, all’enogastronomia, al cinema e alla cultura. Inoltre si occupa di Media Relations, Partnership, Picking , operando su Milano, Roma, Napoli, Palermo e Parigi.

Nei suoi lavori lega giornalismo a merchandising. «Il merchandising è un ottimo veicolo per l’immagine pubblica, aziendale o personale che sia, e deve essere di altissima qualità. Basti pensare che il merchandising imperiale è stato inventato da Napoleone che è stato tra i più grandi comunicatori»

Napoleone ha inventato l’opinione pubblica e ha saputo promuovere la sua immagine mentre guidava la Grande Armée, oggetto questo di una ricerca del giornalista Roberto Race che ha portato alla pubblicazione di un libro, nel quale spiega le modalità ed eventi che segnano il primato del generale Bonaparte.  Beatrice tra le sue ultime campagne (diverse da quelle del Corso ma non per questo meno impegnative)  vi è quella  per il lancio del  marchio di abbigliamento e accessori di Vittorio Sgarbi.

Comunicare è non solo il suo lavoro, ma la sua passione, quasi una missione, perché negli eventi che organizza e nei social di cui si avvale Beatrice Gigli ci mette il cuore.

«Sto per lanciare il primo brand di gadgets e merchandising della mia azienda: il nome è “Circolo delle Dame Colte”. Lo scopo è quello di rafforzare in modo veramente particolare l’identità del marchio aziendale, trasformandolo quasi in un brand, attraverso uno storytelling culturale per raccontare il mio lavoro  -  riferisce Beatrice  -  il Circolo delle Dame Colte era un salotto sorto in età napoleonica e fondato da donne, ma erano ammessi anche i cavalieri, il cui obiettivo era quello di dare un notevole contributo al lavoro, alla cultura e alla politica attraverso le relazioni pubbliche, le iniziative e gli eventi». Il Circolo  è lo spunto perfetto per raccontare il  lavoro della  “Beatrice Gigli Communication” che fa tutte queste attività.

Chiediamo a Beatrice: perché riportare questa storia sui gadget aziendali ?  : « Perché lavoro molto sul marketing e il merchandising è un ottimo veicolo per l’immagine pubblica, aziendale o personale che sia, e proprio per questo la qualità dei materiali e delle grafiche deve essere alta.

Gadgets, T- shirt, tazze, agende, shopper bag ecc. avranno varie linee tra cui quella con

le “Dame Colte” e il logo della mia azienda - la nuvoletta del fumetto - sempre presente. Il messaggio che vorrei veicolare è quello che la cultura, il conoscere, il raccontare una storia può cambiarci la prospettiva di vedere le cose e,  naturalmente,  l’approccio con il nostro lavoro.

È un valore aggiunto molto importante. I gadgets sono promozionali ma ho previsto anche delle “capsule” destinate alla vendita a sostegno di cause benefiche».

Beatrice è una giovane donna manager che predilige i tailleur confezionati su misura per lei  da Nelly Marika su cui abbinare gli accessori giusti e una cravatta di E. Marinella,  per il quale  brand storico  sta preparando alcuni eventi.  «I miei tailleur sono d’ispirazione maschile, come l’abito Solaro dell’avvocato Agnelli,  adattati alla donna, in questo la mia stilista è specializzata. Non vesto da uomo, ne voglio sottolineare superiorità o inferiorità di genere», ha recentemente dichiarato Beatrice  Gigli che ha voluto sottolineare che la femminilità di una donna in carriera non deve essere necessariamente  messa da parte, ma può ben coesistere con un modo di presentarsi e di vestire proprio, distinguendosi nella società di oggi dove, a volte, l’apparire vale più dell’essere.

La sesta edizione si sta avvicinando: da alcuni anni, “Storie di Donne”, la kermesse ideata e condotta da Lisa Bernardini, giornalista  nonché Presidente dell’Associazione Culturale Occhio dell’Arte APS di Anzio, ha il merito di portare all'attenzione del pubblico e della comunicazione quelle donne, note o meno, che si sono distinte nel campo delle professioni e, con abilità e dedizione, hanno saputo portare un contributo rilevante alla società contemporanea. Donne del mondo dello spettacolo, imprenditrici, scrittrici, registe, attiviste e intellettuali, si sono avvicendate sul palco della rassegna e hanno ritirato un premio prestigioso, conferito dall’ Occhio dell’Arte per onorarne la carriera professionale.

Per molti secoli, le donne sono state lontane dal mondo professionale, private della libertà di scelta e relegate in ambito domestico; ma oggi, con le loro abilità e le loro competenze, contribuiscono in maniera rilevante all’avanzamento dei saperi e delle conoscenze nei più vari ambiti. Nelle discipline umanistiche, la predominanza delle donne è realtà da molti anni, ma oggi anche negli indirizzi scientifici si registra un incremento notevole del numero di iscritte, future scienziate che insieme alle future umaniste contribuiranno a promuovere una reale parità del genere femminile in tutto il pianeta, sia sul piano dei diritti che su quello dei doveri. In quest'anno così drammatico per l'emergenza sanitaria, Occhio dell'Arte ha deciso di dedicare l'edizione 2020 proprio a riconoscere l'importanza delle Donne nella Scienza, e a tal proposito ha condiviso la scelta del taglio contenutistico con un'altra Associazione laziale: l'Associazione degli Scienziati e Tecnologi per la Ricerca Italiana” (ASTRI) presieduta dal fisico Sergio Bartalucci, con sede a Roma.

ASTRI, pur di recente costituzione, rappresenta, grazie alla sua intensa attività convegnistica e di elaborazione scientifica, un punto di riferimento, di discussione e di unione per tutti coloro – enti, istituzioni, imprese e persone fisiche – che sono interessati allo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica e al trasferimento della conoscenza che ne deriva alla società civile in favore del progresso industriale, economico e sociale della Nazione italiana. Un' associazione costituita da ricercatori e tecnologi, aperta a tutte le professionalità disponibili a progettare e a proporre soluzioni innovative in tutti i settori della vita sociale.

Grazie all'organizzazione congiunta fra le due associazioni, l'edizione 2020 potrà articolarsi in due fasi: la mattinata sarà dedicata alle premiazioni alle donne di scienza, con una parentesi  in rosa dedicata anche al pianeta studentesco giovanile; il coordinamento giornalistico sarà curato da Lisa Bernardini; al pomeriggio, invece si terrà un panel virtuale di genere misto e di confronto allargato proprio sulla questione Cultura e Scienza in epoca Covid, con la partecipazione di esperti e professionisti presentati dal conduttore tv Anthony Peth e coordinati a livello dibattimentale  dal fisico nucleare Sergio Bartalucci.

Hanno accettato di partecipare all'incontro nomi del calibro dell'economista ANTONINO GALLONI e del virologo GIULIO TARRO.

LE PREMIATE DI STORIE DI DONNE 2020  

Maria Rita Gismondo

Medico e Biologa, Specializzazione in Microbiologia e Virologia.

Cattedra di Microbiologia Clinica l’Università Statale di Milano, Direttore dell’ UOC Microbiologia Clinica e Virologia e Bioemergenze presso il Polo Universitario L. Sacco, Milano, Responsabile del Laboratorio BSL4, Centro di rif. naz. per le emergenze infettivologiche.

Emilia Costa

Medico – Neuropsichiatra –

Presidente Società Italiana Pensiero Complesso e Comunicazione - Dirigente Siamo Tutti Giornalisti – CTU Tribunale di Roma - Già I° Cattedra di Psichiatria Sapienza Università di Roma e Direttore Centro Disturbi Condotta Alimentare Policlinico Umberto I°

Alessandra Di Pietro

Ingegnere nucleare, esperta in Meccatronica e in Sicurezza ed efficienza energetica

Nel 2016 fonda la GeoValDi Engineering S.r.l., un’azienda di progettazione di ingegneria civile e industriale di cui è Proprietario, Presidente e Amministratore unico.


Appassionata di elettromagnetismo e meccanica quantistica


Sandra Savaglio (in passato Donna copertina sul Time)

Astrofisica, ha lavorato per 23 anni presso importanti istituzioni scientifiche in USA e in Europa e dal 2014 è Prof. ordinario presso l'Univ.della Calabria, dipartimento di Fisica.

Attualmente Assessore all'Istruzione, Università, Ricerca scientifica e Innovazione nella Giunta Regionale della Calabria

PER LA PARTE DEL PIANETA SCUOLA, a testimoniare verrà la seguente giovane donna, inviata dall'Istituto prescelto dal Comitato Scientifico di "Storie di Donne" 2020:

Diletta Picardo, 15 anni a gennaio, frequenta il 2° anno del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate con Integrazione Biomedica dell’Istituto Lasalle-Pio IX Aventino (ROMA) , che fa parte di un rete lasalliana di istituti sparsi in tutto il mondo, diretti dai Fratelli delle Scuole Cristiane.

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