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Mercoledì, 24 Luglio 2019

Il Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano, reduce dei Balcani, Carlo Calcagni, ha scalato il Monte grappa partendo da Bassano (TV), per giungere il Sacrario Militare tra i più emblematici ed evocativi della Grande Guerra.

La scalata del Colonnello Carlo Calcagni si e svolta in occasione del Monte Grappa Bike Day con il suo attuale mezzo da combattimento: il triciclo.

Le sue giornate sono una continua lotta e le affronta dandosi degli obiettivi che rafforzano la sua voglia di combattere, di vivere e di portare ovunque il suo messaggio "MAI ARRENDERSI".

Anche quest'anno la scalata per il Colonnello è stata dedicata ai Caduti di ogni tempo con l'obiettivo di arrivare in cima, a qualunque costo e in qualunque condizione climatica avversa,  per depositare, in loro memoria, una corona d’alloro.

Le sue parole sono espressione di valori rari, alimentati dalla sua infinita forza interiore, dalla resilienza e dal suo rispetto per la vita.

Parlando con il corriere del sud ci ha dichiarato : “Nei 27 chilometri di salita che affronterò, ho dedicato ogni singola pedalata, ogni respiro ed ogni battito del mio cuore malato, alle vittime, ai caduti, a coloro che si sono ammalati a causa del servizio prestato ed a tutte le rispettive famiglie, di ogni schieramento e di ogni guerra, affinché prevalga l’istinto di supremazia della vita e dei suoi valori che nessun conflitto potrà mai cancellare e di cui i nostri caduti sono memorabili testimoni”.

“Queste le grandi motivazioni che mi hanno dato l’energia per scalare il pendio e giungere sino in cima,  dove il mio dovere morale di riconoscenza, sarà assolto". 

L’altissimo ed emblematico gesto del Colonnello Calcagni vuole essere un monito anche per le nuove generazioni e per chi ha il delicato ruolo di dover prendere delle decisioni importanti, affinchè si anteponga  il rispetto della vita ad ogni altro interesse; relegando l’atrocità di qualsiasi conflitto ad ultima ed inevitabile scelta imposta solo a "difesa della vita".

 

Vienna si è classificata per il decimo anno di seguito la città più vivibile del mondo, secondo la ricerca Quality of Living redatta dalla società di consulenza statunitense Mercer. Vivere a Vienna,  è il desiderio di molti, frenati dalla lingua tedesca:  gli edifici sembrano essere stati tutti affrescati di recente, strade in cui circolare è un piacere, nei tanti parchi pubblici esiste tanto verde ben tenuto.

Il 25  maggio prossimo l’Opera di Stato  festeggia  i 150 anni. Nel teatro ogni anno in programma sono oltre 50 gli spettacoli d'opera e balletti. Per gli appassionati  il  venti giugno, si terrà il concerto eseguito dall’orchestra filarmonica davanti alla reggia di Schönbrunn, senza necessità di pagare il biglietto potendo usufruire di un maxi schermo di 50 mq. Vienna è conosciuta da tutti per il Concerto di Capodanno, è infatti la capitale mondiale della musica! In nessun’altra città hanno vissuto tanti famosi compositori. Vienna  è la patria del valzer, ma vi si eseguono tanti altri concerti di musica classica, rock e pop. In città ogni sera diecimila spettatori ascoltano musica classica dal vivo. Gli eventi concertistici annuali sono oltre quindicimila, in grado di soddisfare tutti gli appassionati di qualsiasi genere di musica. I negozi chiudono  alle sei del pomeriggio, consentendo in tal modo ai viennesi di dedicarsi a quanto amano di più, ascoltare musica.

 Molti sono coloro che si recano a Vienna alla ricerca delle antiche trace di quel periodo che viene identificato con la storia della principessa Sissi, conosciuta per la serie delle pellicole  interpretate da Romy Schneider e dalla vera madre di Romy che veste i panni della madre dell’imperatrice. Anche se i più giovani non hanno visto la serie dei film improntati sulla storia di Sissi, sono in molti a chiedere di visitare il Museo di Sissi nell'Hofburg che consente, attraverso  oltre 300 oggetti personali dell'imperatrice Elisabetta, di conoscere la vera personalità di Sissi. La Hofburg, la reggia di città, oggi  residenza del presidente federale austriaco, è stata fino al fino al 1918 al centro dell’enorme impero asburgico. “ Da gennaio a dicembre dello scorso anno vi è stato un incremento del più 11,7% dei turisti italiani  - dichiara Isabella Rauter  Media Management Italia dell’Ente per il Turismo di Vienna - con 296.268 arrivi per un totale di 743.172 pernottamenti”. In prevalenza sono turisti trentenni interessati alla cultura e all’architettura,  è in crescita  anche  il turismo di affari, Vienna riveste il quarto posto  fra le città congressuali con 743 congressi internazionali nel 2015.

In questo anno ci sarà un evento per consentire ai turisti di partecipare alla vita viennese da protagonista, mettendo in risalto quanto non è facilmente  accessibile del volto teatrale della città. Vienna è ricca di bellissimi monumenti che non possono essere tralasciati nel corso di una visita. La costruzione del complesso della Hofburg, il palazzo imperiale  degli Asburgo,  fu iniziata  a partire dal XIII secolo. Essa fu il punto centrale del potere per quasi otto secoli dell'Austria, del Sacro Romano Impero, dell'Impero austriaco e dell'Impero austro-ungarico. La Hofburg si estende per 240 000 m² ed è formata da 18 ali, 19 cortili e 2.600 stanze, nelle quali tuttora vivono e lavorano circa 5.000 persone. Quattrocento varietà di rose sono da poco sbocciate nel vecchio giardino imperiale antistante. Nel Tesoro sono custoditi cimeli famosi: la Sacra Lancia, con la quale il centurione romano trafisse il costato di Gesù; la corona dell'imperatore Rodolfo II; la ciotola di agata considerata il leggendario Santo Graal. La visita prosegue con il Duomo di Santo Stefano il cui tetto  è formato da 250.000 tegole policrome con lo stemma dell'aquila austriaca.  Tanto da vedere: la statua della Madonna dei Servi, donata da una nobildonna pentita di aver ingiustamente incolpato la propria domestica di aver rubato; la Madonna di Pécs che fu vista piangere lacrime di dolore; il Cristo crocifisso con una barba tanto realistica che sembra che cresca.   Il campanile detto Stefanino  è alto 137 metri e bisogna salire 343 gradini per arrivare in cima per godere una vista meravigliosa della città. Nella  torre nord, non completata perché si narra che il suo architetto ruppe un patto col demonio e venne fatto precipitare giù dalla torre,  è collocata la grande campana detta “Pummerin” dal peso di oltre 20 tonnellate, ottenuta dalla fusione dei cannoni  sottratti ai turchi e dalle 100 palle sparate contro le mura viennesi durante l'assedio della città del 1683. Sono ancora in corso i lavori di restauro del grande organo  del 1960, termineranno per la Pasqua del 2020. Vicino al Duomo  un ceppo di legno, ricoperto di chiodi, ricorda  la tradizione di conficcare un chiodo da parte degli apprendisti fabbri giunti in città. Dietro il Duomo una piccola stradina, la “Blutgasse” ( strada del sangue)  ricorda il luogo in cui - si dice - furono trucidati i cavalieri Templari. A Vienna  ci si può muovere facilmente con i mezzi pubblici,  nel 39 %  delle destinazioni, un record europeo.

La “Vienna City Card”, consente l'utilizzo gratuito dei trasporti pubblici per un periodo di validità a scelta (24 / 48 / 72 h, al costo di 17 / 25 / 29 €) e agevolazioni per oltre 210 attrazioni turistiche. La tessera è valida per un massimo di sette giorni. La novità dell'anno è che è stato incluso anche il transfer da e verso l'aeroporto, a scelta, con il treno, la metropolitana leggera o l'autobus. La tessera può essere acquistata in Internet o nelle rivendite presso la stazione, l’aeroporto o gli uffici dell’Ente del Turismo.

 Il Kunsthistorisches Museum ( Museo di storia dell'arte), fu costruito dall’imperatore Francesco Giuseppe per ospitare le collezioni imperiali, custodendo capolavori di cinque millenni . Nella pinacoteca è esposta la collezione più grande al mondo delle opere di Pieter Bruegel, con la famosa Torre di Babele;  i capolavori di Caravaggio, Raffaello, Vermeer, Rembrandt,  Velázquez e la bellissima  Saliera di Francesco I in ebano, oro e smalto realizzata da Benvenuto Cellini, sottratta e poi ritrovata  nel 2003 con un furto clamoroso, è l’unica opera di oreficeria del grande maestro  giunta fino ai noi. L’opera è attualmente assicurata, e quindi valutata, per un valore di oltre 50 milioni di Euro. Bisogna visitare la Galleria del Belvedere per vedere il famoso quadro “Il Bacio” di Gustav Klimt, realizzato tra il 1907 e il 1908. Due le strade commerciali in cui aprono i negozi delle griffe internazionali,  Kohlmarkt e Graben, l'antica pasticceria di corte regia-imperiale Demel dal 1786 ha qui i propri tavolini.  Il personale dalla sua fondazione è stato sempre solo femminile,  ora il nuovo proprietario, la catena alberghiera DO & CO,  per non licenziare i dipendenti di un altro esercizio ora chiuso, ha inserito due camerieri per il servizio interno. Tante le varietà di torte in vetrina, come la Sacher, si può anche ordinare il gelato alla violetta di color lilla, prediletto dall’imperatrice Sissi. L’UNESCO dal 2011 ha riconosciuto  come patrimonio immateriale dell’umanità il caffè viennese, come istituzione tipica della società.

"Vienna è una sorta di grande teatro, nel quale i nostri ospiti sono i protagonisti, e noi scriviamo il copione" ha chiarito Nobert Kettner, Direttore dell'Ente per il Turismo di Vienna. Gli aspetti tipicamente viennesi e l'anima viennese si celano spesso dietro a splendide scenografie,  merita quindi dare un'occhiata anche dietro le quinte. In determinati centri della vita viennese si potranno così incontrare persone speciali per imbattersi in quello che caratterizza l’essenza stessa di Vienna e vivere situazioni insolite.

 

 

E' considerato uno degli artefici della svolta sovranista della Lega ma è famoso soprattutto per essere il fidanzato di Marion Le Pen, nipote della leader del Front National. Ora per Vincenzo Sofo, classe 1986, milanese figlio di calabresi, fondatore del blog «Il Talebano» (sottotitolo: “Come si fa una destra”) e tra gli animatori del laboratorio politico collegato “Mille voci”, potrebbero aprirsi le porte del Parlamento europeo: il leader della Lega, Matteo Salvini, sarebbe intenzionato a candidarlo nella circoscrizione Sud alle elezioni del 26 maggio.

Vincenzo Sofo, e il leghista italiano intraprendente e attivo in politica, Vincenzo Sofo ha conquistato grande notorietà come politico, e non solo anche la sua vita privata è fatta di tante soddisfazioni professionali e personali per cui si è affermato nello scenario dei giovani del Carroccio, in Lombardia. E tra un impegno lavorativo e la passione per la Lega Nord, c’è tempo anche per l’amore…Ecco chi è e cosa sappiamo della sua biografia e del suo legame con la più giovane parlamentare della Francia repubblicana…

Sono nato a Milano nel 1986 scrive Vicenzo Sofo nella sua biografia da sangue 100% calabrese e sono cresciuto tra le strade, le scuole, i campi da calcio e le palestre di karate dei quartieri Lorenteggio-Giambellino-Foppa-Solari.

Mi sono laureato in Economia all’Università alla Cattolica del Sacro Cuore di Milano, a seguito di un percorso triennale in Management e di una successiva specializzazione biennale in Politiche del Settore Pubblico.

Durante il mio percorso accademico ho concentrato molto l’interesse per lo studio della cosa pubblica e lo sviluppo di idee per governarla: l’oggetto della mia tesi di laurea triennale è stato l’evoluzione di Milano da città e metropoli, concentrandomi sulle dinamiche demografiche (tema oggi diventato centrale nel dibattito politico) che stavano investendo il capoluogo lombardo e sulle loro conseguenze in termini di politiche amministrative per il futuro; come oggetto di tesi magistrale invece ho svolto un lavoro di analisi sui sistemi di finanziamento e di governance dei sistemi sanitari, con particolare attenzione a quello lombardo.

Concluso il percorso universitario, ho avviato la esperienza lavorativa nel settore della consulenza alla Pubblica Amministrazione: dapprima formandomi in una società attiva nel supporto normativo, fiscale e gestionale agli Enti Locali, poi occupandomi di politiche culturali in Regione Lombardia.

Parallelamente alla mia attività formativa/lavorativa ho portato avanti la mia attività politica/culturale. Nel 2009 ho co-fondato il think tank ‘IlTalebano.com’ (che ho diretto fino al 2017), con lo scopo di sensibilizzare la politica alla valorizzazione dei concetti sociali di identità sovranità e comunità, ponendo l’accento sull’importanza dell’apporto intellettuale nella costruzione di progetti politici per il Paese e attivando svariate collaborazioni con importanti esponenti politici, intellettuali e giornalisti.

Con ‘Il Talebano’ ci siamo in particolare concentrati sul rapporto di collaborazione con Matteo Salvini, che abbiamo supportato attraverso un’intenso lavoro culturale e di opinione nella trasformazione della Lega da movimento indipendentista del Nord a movimento nazionale. Un progetto che con ‘Il Talebano’ siamo stati i primi in Italia a invocare come necessaria svolta culturale/politica per portare le istanze sovraniste al governo del nostro Paese.

Una convinzione figlia del mio fortissimo senso di appartenenza alle origini meridionali che mi ha sempre fatto vedere la Lega come un movimento identitario non in quanto alimentatore di un conflitto tra Nord e Sud bensì come promotore della difesa delle identità e specificità locali e di un’alleanza tra territori per il rilancio dell’Italia. Motivo per il quale nel 2011, nell’occasione della mia elezione a consigliere del Municipio 6 di Milano, mi presentai provocatoriamente in campagna elettorale come “il diversamente padano”.

Marion Maréchal Le Pen, nipote della leader del partito di ultradestra francese Marine, racconta al Corriere della Sera il primo incontro con il compagno Vincenzo Sofo, candidato alle prossime elezioni europee con la Lega.  

Ci siamo conosciuti tra anni fa, in Italia, in occasione di alcune conferenze sul sovranismo e l'Europa che Vincenzo aveva organizzato. Gli ospiti erano Salvini e Giorgetti. Ero stata invitata come deputata del Front National. Lo charme italiano probabilmente ha fatto il resto...". 

"Vincenzo è in campo da molti anni dice Marion al Corriere della sera : il lavoro fatto da Il Talebano a sostegno del progetto sovranista di Matteo Salvini è arrivato anche in Francia e condivido pienamente la sua idea circa la necessità di un'alleanza franco-italiana".

Marion Le Pen negli ultimi anni è stata uno dei volti principali del Front National, partito che ha molti punti in comune con il Carroccio di Matteo Salvini , "Stiamo assistendo a un grande momento populista. Termine che molti interpretano negativamente nel senso del risveglio dei bassi istinti del popolo, come se le élite non avessero altro che istinti elevati. E che invece consiste nel risveglio della maggioranza silenziosa. Per la prima volta la maggioranza assoluta del gruppo destra-centro-sinistra europeista può essere rimessa in discussione".Tra i grandi ispiratori del sovranismo internazionale c'è Steve Bannon, già guru di Donald Trump: una figura che, secondo Le Pen, non dovrebbe spaventare.

 

 

 

 

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