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Sabato, 25 Maggio 2019

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Sabato 25 maggio alle 15.30 durante la Messa presieduta dall’Arcivescovo di Torino S. E. mons. Cesare Nosiglia e dal padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza don Carmine Arice la chiesa annessa al Padiglione Frassati del Cottolengo di Torino (via San Pietro in Vincoli 9) sarà intitolata al beato Pier Giorgio.

Tra le realtà torinesi che il Frassati conobbe e frequentò al suo tempo vi fu anche il Cottolengo, con cui, come scrivono i testimoni, aveva «un legame privilegiato». Il padre Alfredo Frassati, infatti, dopo la morte del figlio finanziò la costruzione di un padiglione all’interno della Piccola Casa. Fu inaugurato il 4 luglio 1927.

Al momento dell’intitolazione si pose la questione della dedicazione della struttura ad un fedele non ancora canonizzato. Intervenne il cardinale Giuseppe Gamba, Arcivescovo di Torino, che disse al padre della Piccola Casa Francesco Ribero: «Il beato Cottolengo e Pier Giorgio sono due grandi amici dei poveri, sono due santi, e due santi vicini stanno bene». Così la Casa fu intitolata a Pier Giorgio Frassati.

Il 25 maggio 2019 anche la chiesa del padiglione verrà dedicata al «giovane delle otto Beatitudini».

«Una visita al Cottolengo», scriveva il Frassati, «farebbe bene a tutti gli uomini. Attraverso il Cottolengo sarebbe facile a chiunque comprendere bene i valori autentici della vita, al di fuori di ogni esteriorità e di ogni abbandono incosciente all’esistenza di tutti i giorni».

«Pier Giorgio», sottolinea il padre generale del Cottolengo don Carmine Arice, «riteneva la Piccola Casa una risposta alla domanda di senso della vita, un riferimento educativo fondante. La sofferenza umana, infatti, provoca la nostra riflessione e invita ad una scala di valori per la nostra esistenza. Il beato torinese ha saputo vedere la carità verso Dio e i fratelli come principio esistenziale».

La dedicazione della chiesa vuole essere un segno nell’anno pastorale del Sinodo dei Vescovi sui giovani, un invito per le nuove generazioni a riscoprire il senso autentico della vita anche attraverso lo stile del santo Cottolengo come ha testimoniato il giovane Frassati.

Per la Piccola Casa la celebrazione è anche occasione per prepararsi alla seconda Assemblea della Famiglia cottolenghina che si terrà dal 14 al 16 giugno prossimi sul tema «Insieme nella Piccola Casa. Molti, un solo corpo» (cf. 1 Cor 12,20).

Durante la celebrazione eucaristica del 25 maggio, animata dagli ospiti e dai religiosi della Piccola Casa, sarà affisso e svelato un quadro raffigurante il beato Frassati.

 

 

Il Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano, reduce dei Balcani, Carlo Calcagni, ha scalato il Monte grappa partendo da Bassano (TV), per giungere il Sacrario Militare tra i più emblematici ed evocativi della Grande Guerra.

La scalata del Colonnello Carlo Calcagni si e svolta in occasione del Monte Grappa Bike Day con il suo attuale mezzo da combattimento: il triciclo.

Le sue giornate sono una continua lotta e le affronta dandosi degli obiettivi che rafforzano la sua voglia di combattere, di vivere e di portare ovunque il suo messaggio "MAI ARRENDERSI".

Anche quest'anno la scalata per il Colonnello è stata dedicata ai Caduti di ogni tempo con l'obiettivo di arrivare in cima, a qualunque costo e in qualunque condizione climatica avversa,  per depositare, in loro memoria, una corona d’alloro.

Le sue parole sono espressione di valori rari, alimentati dalla sua infinita forza interiore, dalla resilienza e dal suo rispetto per la vita.

Parlando con il corriere del sud ci ha dichiarato : “Nei 27 chilometri di salita che affronterò, ho dedicato ogni singola pedalata, ogni respiro ed ogni battito del mio cuore malato, alle vittime, ai caduti, a coloro che si sono ammalati a causa del servizio prestato ed a tutte le rispettive famiglie, di ogni schieramento e di ogni guerra, affinché prevalga l’istinto di supremazia della vita e dei suoi valori che nessun conflitto potrà mai cancellare e di cui i nostri caduti sono memorabili testimoni”.

“Queste le grandi motivazioni che mi hanno dato l’energia per scalare il pendio e giungere sino in cima,  dove il mio dovere morale di riconoscenza, sarà assolto". 

L’altissimo ed emblematico gesto del Colonnello Calcagni vuole essere un monito anche per le nuove generazioni e per chi ha il delicato ruolo di dover prendere delle decisioni importanti, affinchè si anteponga  il rispetto della vita ad ogni altro interesse; relegando l’atrocità di qualsiasi conflitto ad ultima ed inevitabile scelta imposta solo a "difesa della vita".

 

Vienna si è classificata per il decimo anno di seguito la città più vivibile del mondo, secondo la ricerca Quality of Living redatta dalla società di consulenza statunitense Mercer. Vivere a Vienna,  è il desiderio di molti, frenati dalla lingua tedesca:  gli edifici sembrano essere stati tutti affrescati di recente, strade in cui circolare è un piacere, nei tanti parchi pubblici esiste tanto verde ben tenuto.

Il 25  maggio prossimo l’Opera di Stato  festeggia  i 150 anni. Nel teatro ogni anno in programma sono oltre 50 gli spettacoli d'opera e balletti. Per gli appassionati  il  venti giugno, si terrà il concerto eseguito dall’orchestra filarmonica davanti alla reggia di Schönbrunn, senza necessità di pagare il biglietto potendo usufruire di un maxi schermo di 50 mq. Vienna è conosciuta da tutti per il Concerto di Capodanno, è infatti la capitale mondiale della musica! In nessun’altra città hanno vissuto tanti famosi compositori. Vienna  è la patria del valzer, ma vi si eseguono tanti altri concerti di musica classica, rock e pop. In città ogni sera diecimila spettatori ascoltano musica classica dal vivo. Gli eventi concertistici annuali sono oltre quindicimila, in grado di soddisfare tutti gli appassionati di qualsiasi genere di musica. I negozi chiudono  alle sei del pomeriggio, consentendo in tal modo ai viennesi di dedicarsi a quanto amano di più, ascoltare musica.

 Molti sono coloro che si recano a Vienna alla ricerca delle antiche trace di quel periodo che viene identificato con la storia della principessa Sissi, conosciuta per la serie delle pellicole  interpretate da Romy Schneider e dalla vera madre di Romy che veste i panni della madre dell’imperatrice. Anche se i più giovani non hanno visto la serie dei film improntati sulla storia di Sissi, sono in molti a chiedere di visitare il Museo di Sissi nell'Hofburg che consente, attraverso  oltre 300 oggetti personali dell'imperatrice Elisabetta, di conoscere la vera personalità di Sissi. La Hofburg, la reggia di città, oggi  residenza del presidente federale austriaco, è stata fino al fino al 1918 al centro dell’enorme impero asburgico. “ Da gennaio a dicembre dello scorso anno vi è stato un incremento del più 11,7% dei turisti italiani  - dichiara Isabella Rauter  Media Management Italia dell’Ente per il Turismo di Vienna - con 296.268 arrivi per un totale di 743.172 pernottamenti”. In prevalenza sono turisti trentenni interessati alla cultura e all’architettura,  è in crescita  anche  il turismo di affari, Vienna riveste il quarto posto  fra le città congressuali con 743 congressi internazionali nel 2015.

In questo anno ci sarà un evento per consentire ai turisti di partecipare alla vita viennese da protagonista, mettendo in risalto quanto non è facilmente  accessibile del volto teatrale della città. Vienna è ricca di bellissimi monumenti che non possono essere tralasciati nel corso di una visita. La costruzione del complesso della Hofburg, il palazzo imperiale  degli Asburgo,  fu iniziata  a partire dal XIII secolo. Essa fu il punto centrale del potere per quasi otto secoli dell'Austria, del Sacro Romano Impero, dell'Impero austriaco e dell'Impero austro-ungarico. La Hofburg si estende per 240 000 m² ed è formata da 18 ali, 19 cortili e 2.600 stanze, nelle quali tuttora vivono e lavorano circa 5.000 persone. Quattrocento varietà di rose sono da poco sbocciate nel vecchio giardino imperiale antistante. Nel Tesoro sono custoditi cimeli famosi: la Sacra Lancia, con la quale il centurione romano trafisse il costato di Gesù; la corona dell'imperatore Rodolfo II; la ciotola di agata considerata il leggendario Santo Graal. La visita prosegue con il Duomo di Santo Stefano il cui tetto  è formato da 250.000 tegole policrome con lo stemma dell'aquila austriaca.  Tanto da vedere: la statua della Madonna dei Servi, donata da una nobildonna pentita di aver ingiustamente incolpato la propria domestica di aver rubato; la Madonna di Pécs che fu vista piangere lacrime di dolore; il Cristo crocifisso con una barba tanto realistica che sembra che cresca.   Il campanile detto Stefanino  è alto 137 metri e bisogna salire 343 gradini per arrivare in cima per godere una vista meravigliosa della città. Nella  torre nord, non completata perché si narra che il suo architetto ruppe un patto col demonio e venne fatto precipitare giù dalla torre,  è collocata la grande campana detta “Pummerin” dal peso di oltre 20 tonnellate, ottenuta dalla fusione dei cannoni  sottratti ai turchi e dalle 100 palle sparate contro le mura viennesi durante l'assedio della città del 1683. Sono ancora in corso i lavori di restauro del grande organo  del 1960, termineranno per la Pasqua del 2020. Vicino al Duomo  un ceppo di legno, ricoperto di chiodi, ricorda  la tradizione di conficcare un chiodo da parte degli apprendisti fabbri giunti in città. Dietro il Duomo una piccola stradina, la “Blutgasse” ( strada del sangue)  ricorda il luogo in cui - si dice - furono trucidati i cavalieri Templari. A Vienna  ci si può muovere facilmente con i mezzi pubblici,  nel 39 %  delle destinazioni, un record europeo.

La “Vienna City Card”, consente l'utilizzo gratuito dei trasporti pubblici per un periodo di validità a scelta (24 / 48 / 72 h, al costo di 17 / 25 / 29 €) e agevolazioni per oltre 210 attrazioni turistiche. La tessera è valida per un massimo di sette giorni. La novità dell'anno è che è stato incluso anche il transfer da e verso l'aeroporto, a scelta, con il treno, la metropolitana leggera o l'autobus. La tessera può essere acquistata in Internet o nelle rivendite presso la stazione, l’aeroporto o gli uffici dell’Ente del Turismo.

 Il Kunsthistorisches Museum ( Museo di storia dell'arte), fu costruito dall’imperatore Francesco Giuseppe per ospitare le collezioni imperiali, custodendo capolavori di cinque millenni . Nella pinacoteca è esposta la collezione più grande al mondo delle opere di Pieter Bruegel, con la famosa Torre di Babele;  i capolavori di Caravaggio, Raffaello, Vermeer, Rembrandt,  Velázquez e la bellissima  Saliera di Francesco I in ebano, oro e smalto realizzata da Benvenuto Cellini, sottratta e poi ritrovata  nel 2003 con un furto clamoroso, è l’unica opera di oreficeria del grande maestro  giunta fino ai noi. L’opera è attualmente assicurata, e quindi valutata, per un valore di oltre 50 milioni di Euro. Bisogna visitare la Galleria del Belvedere per vedere il famoso quadro “Il Bacio” di Gustav Klimt, realizzato tra il 1907 e il 1908. Due le strade commerciali in cui aprono i negozi delle griffe internazionali,  Kohlmarkt e Graben, l'antica pasticceria di corte regia-imperiale Demel dal 1786 ha qui i propri tavolini.  Il personale dalla sua fondazione è stato sempre solo femminile,  ora il nuovo proprietario, la catena alberghiera DO & CO,  per non licenziare i dipendenti di un altro esercizio ora chiuso, ha inserito due camerieri per il servizio interno. Tante le varietà di torte in vetrina, come la Sacher, si può anche ordinare il gelato alla violetta di color lilla, prediletto dall’imperatrice Sissi. L’UNESCO dal 2011 ha riconosciuto  come patrimonio immateriale dell’umanità il caffè viennese, come istituzione tipica della società.

"Vienna è una sorta di grande teatro, nel quale i nostri ospiti sono i protagonisti, e noi scriviamo il copione" ha chiarito Nobert Kettner, Direttore dell'Ente per il Turismo di Vienna. Gli aspetti tipicamente viennesi e l'anima viennese si celano spesso dietro a splendide scenografie,  merita quindi dare un'occhiata anche dietro le quinte. In determinati centri della vita viennese si potranno così incontrare persone speciali per imbattersi in quello che caratterizza l’essenza stessa di Vienna e vivere situazioni insolite.

 

 

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