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Mercoledì, 21 Agosto 2019

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Il pianista e compositore Greg Burk licenzia un album, As A River, per la Tonos Records che è un condensato di colori densamente armonici e di lirismi melodicamente intensi i quali conducono ad un contemporary jazz molto personale. Si faticherà a trovare addentellati con altri interpreti dello strumento anche se è evidente che la sua tecnica affonda e si fonda sui principali e più innovativi capisaldi della musica americana e afroamericana. Quello che colpisce in positivo ė l'effluvio narrativo e ambient che l'interprete istilla sulle linee dei temi, a volte straboccando in atmosfere modali altre volte trascinandosi in cornici pop, per sfociare talora verso climax espressivi di fattura blues. Un bel prodotto questo disco della nota label inglese, registrato peraltro a Milano nello studio IndieHub, che arriva dopo il precedente cd Cleane Spring (SteepleChase) del 2016 a riconferma della vena creativa di questo artista che infonde nella propria musica i lontani ricordi dei corsi d'acqua del suo Michigan . Da segnalare con l'occasione l'altro suo recente disco in trio con John Arnold alla batteria e Matteo Bortone al contrabbasso, dal titolo The Detroit Songbook. Anche in questo caso i brani son suoi e l'etichetta è la ricordata SteepleChase. Insomma un musicista che se consolida radici in Italia non fará altro che arricchire l'arco del nostro panorama con una freccia stilisticamente forbita.

Viaggiando si conoscono nuovi popoli con le loro tradizioni, venendo in tal modo a contatto con culture a volte così diverse dalla nostra, ricevendone un arricchimento interiore perché la persona colta è quella che ha viaggiato, partire è vincere una lite contro l’abitudine o, per dirla con Miguel de Cervantes Saavedra:“Visitare terre lontane e conversare con genti diverse rende saggi gli uomini.” E’ questa la stagione migliore dell’anno per viaggiare, quando la calura estiva non si fa ancora sentire e gli alberghi non sono al completo, quindi è il momento di scegliere una destinazione che ci ritempri da freddo inverno.Valencia è una città che merita un viaggio senza spendere un patrimonio e facilmente  raggiungibile con voli  low cost. A Valencia l’impronta lasciata dagli arabi si avverte ancora oggi nell’arte e nei metodi di irrigazione. Infatti di quell’epoca rimane ancora oggi il Tribunale delle Acque, la più antica istituzione giuridica in Europa e forse nel mondo, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, che controlla il corretto utilizzo delle acque per l’irrigazione. A mezzogiorno di ogni giovedì, davanti alla Porta degli Apostoli della Cattedrale, si svolge una riunione all’aperto presenziata da un cancelliere e da otto giudici, che rappresentano gli otto canali di Valencia. Le sentenze nei confronti degli agricoltori sono senza possibilità di appello.

La favorevole posizione geografica ha sempre favorito la vita dei valenciani che sono lieti di condividerla con chi viene a scoprire le bellezze di una città molto affascinante sia per le sue ombrose pizze che per le sue lunghe spiagge. Molte spiagge di Valencia, basse e sabbiose, sono state quest’anno insignite della Bandiera Blu: el Cabanyal, el Saler, Árbre del Gos, la Garrofera, la Devesa y Recatí e la Malvarosa, la più frequentata di Valencia, con numerosi ristoranti sulla spiaggia.

Nel 2018 i turisti italiani a Valencia sono stati 208.104, raggiungendo il primato in quanto a numerosità rispetto alle altre nazioni che visitano la città; i pernottamenti in media sono stati di 3,08 notti. «I primi tre mesi del 2019 hanno registrato una crescita dell'11,05% dei turisti italiani, questo grazie ai 14 voli diretti dall'Italia» ha commentato Leticia Colomer, Market Manager dell'Ufficio del Turismo di Valencia.

Oltre alle spiagge e al limpido mare ad attrarre i visitatori di tutte le età provenienti da tutto il mondo vi sono le bellissime opere architettoniche che testimoniano le varie epoche storiche e ricordano le popolazioni che vissero in questa città. Valencia vive il presente in perfetta sintonia con la sua storia millenaria.

Il centro storico, il quartiere Barrio del Carmen, racchiude i misteri, i segreti e le storie della città i cui monumenti principali sono: la Plaza de la Virgen, Palacio de la Generalitat, Basilica della Vergine degli Abbandonati, Cattedrale, Plaza de la Reina, Santa Catalina, Plaza Redonda, Mercado Central, Lonja de la Seda, Iglesia de San Nicolás, il campanile del Micalet e la Plaza de la Almoina. Il quartiere Barrio del Carmen, il più antico di Valencia, sorse inizialmente tra due mura: quelle della città islamica e quelle della città cristiana. Ciò che lo caratterizza sono le stradine acciottolate fiancheggiate da imponenti edifici medievali.

Il monumento più importante del periodo di maggior splendore della città è certamente la Borsa della Seta, in stile gotico, in cui si tenevano le contrattazioni mercantili. Fu costruita tra il XIV ed il XVI secolo, durante il cosiddetto “secolo d’oro”, all'epoca in cui la città fu uno dei principali centri commerciali d'Europa. Dal 1996 l’edificio, in spagnolo “Lonja de la Seda”, è inserito dall'Unesco nella lista dei Patrimoni dell'Umanità. Si compone di tre ambienti interni, che coprono circa 1990 metri quadrati, e di uno esterno: il giardino degli aranci.

La visita continua alla Basilica ed alla Cattedrale dove è custodito il Santo Graal, una delle reliquie più importanti della cristianità. I Vescovi hanno smesso di usarlo durante la messa perché un vescovo nel ‘700 lo fece cadere a terra scheggiandolo e costui se ne dispiacque a tal punto che morì di crepacuore. Oggi viene utilizzato solo in caso di visita pontificia, Giovanni Paolo II nel 1982 e successivamente Benedetto XVI nel 2006 in occasione del V Incontro Mondiale delle Famiglie. Dalla Cappella del Santo Graal si accede al Museo della Cattedrale dove sono conservate croci, ostensori, calici e due opere di Goya.

Dopo aver goduto della visione dei monumenti, gli amanti dell’arte contemporanea non si faranno sfuggire l’occasione di visitare la mostra dedicata a Fernand Léger, l’artista contemporaneo di Picasso considerato un avanguardista e innovatore del cubismo. Fino al 15 settembre presso l’Istituto Valenciano d’Arte Moderna sono esposte centinaia di opere realizzate dall’artista tra il 1918 e il 1955, tra cui dipinti, disegni, tessuti e fotografie. La mostra è un viaggio nel tempo, che ripercorre il Novecento e la storia di Léger tra la tragicità delle guerre e l’esilio in America.

Valencia va vissuta secondo lo stile mediterraneo, quindi all’aperto, nelle tranquille piazze senza auto del centro storico, nei tanti ristoranti e bar affollati di giovani. La sera i viali si riempiono di persone: c’è chi desidera la movida notturna e chi luoghi dove potersi rilassare magari davanti ad un buon piatto di Paella. Alla Paella Valenciana è dedicata la “Semana de la Paella”, un evento che accende i riflettori su questo piatto storico simbolo della tradizione valenciana. La ricetta prevede tra i suoi ingredienti: riso, pollo, coniglio, a volte anatra, zafferano, fagioli, verdure e rosmarino. Secondo una leggenda sono gli uomini a cucinare di domenica la Paella per far riposare la propria donna, che cucina durante tutta la settimana. Tale mito spiegherebbe l’etimologia del nome di questo piatto: “pa-ella” cioè “per-lei”.

Il giardino della Turia attraversa il nucleo urbano da ovest a est e permette di godersi le più belle viste della città in bici o a piedi  in modo rilassante e divertente. Grazie al clima mediterraneo, alla posizione pianeggiante e ai tantissimi percorsi e itinerari che si snodano lungo tutta la città, Valencia è una destinazione perfetta per chi ama praticare sport all’aria aperta o vuole andare alla scoperta della sua storia millenaria.

 

 

Il talento di uno chef stellato incontra la migliore tradizione culinaria della cucina popolare siciliana, dando vita alla rivisitazione originale e perfetta di tre piatti tipici della Sicilia. Si è svolta all’aeroporto di Roma Fiumicino, presso il punto vendita Antica Focacceria San Francesco (area imbarchi D), la presentazione in esclusiva dei tre nuovi piatti ideati dal palermitano Giuseppe Biuso, Executive Chef del Therasia Resort di Vulcano, nonché responsabile del ristorante “Il Cappero”, 1 stella Michelin. 

Per l’occasione Biuso, classe 1988, ha preparato davanti a giornalisti e curiosi tre delizie palermitane che faranno parte del menù estivo di Antica Focacceria San Francesco: “Panelle e Crocchè”, “Arancina all’arancia” e lo “Sfincione gourmet”. Spazio dunque ai sapori della cucina popolare siciliana, rivisti dallo Chef in chiave contemporanea, innovativa e curiosa: la degustazione è iniziata con l’assaggio della focaccia alla panella aromatizzata ai semi di finocchio, crocchè di patate aromatizzate alla menta e gambero al limone; l’arancina ripiena di provolone e scampo profumato all’arancia e infine una pasta brioche soffice con salsa di pomodoro, acciuga, cipolla e caciocavallo. 

Caratteristica costante dei piatti di Biuso è l’amore e l’attaccamento per la sua isola, alla quale si è ricongiunto dopo aver girato il mondo in alcuni dei ristoranti stellati più noti, tra cui “Villa Crespi” di Antonino Cannavacciuolo e il “Met” di Venezia con Corrado Fasolato. “Amo la mia terra, la Sicilia e la mia città, Palermo, ed è per questo che le porto ovunque, permettendo a tutti di conoscere i sapori della mia isola – racconta lo Chef Giuseppe Biuso -. Mi emoziono quando racconto tramite un piatto ciò che più mi rappresenta e lo faccio mettendo in campo non solo sapori, ma anche forme, colori e innovazione. Nei miei piatti c’è passione, fantasia e un pizzico di ironia”.

La collaborazione tra lo chef Giuseppe Biuso e Antica Focacceria San Francesco è molto importante per entrambi: il punto vendita si trova infatti in uno dei terminal per i voli nazionali, Schengen ed extra-Schengen di Fiumicino e rappresenta uno spazio dedicato alla ristorazione molto conosciuto dai passeggeri, in uno degli scali più importanti dell'aeroporto. “Siamo felici di poter collaborare, ancora una volta, con Antica Focacceria San Francesco, arricchendo il menù estivo di piatti innovativi e che rispecchiano la filosofia della nostra cucina – spiega Umberto Trani, direttore della struttura a 5 stelle Therasia Resort & Spa di Vulcano –  È sicuramente un ulteriore slancio per il nostro ristorante, un’altra delle importanti scommesse a cui abbiamo creduto e che ci dà grandi soddisfazioni”.

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