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Sabato, 28 Novembre 2020

Salvini: "Per ora i 5 Stelle si sono dimostrati affidabili"

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avvierà dal 3 aprile le consultazioni per capire se esiste una strada che porti alla nascita di una maggioranza. In attesa del lavoro del capo dello Stato, le forze politiche si muovono tra strategie silenziose e nodi politici da sciogliere. Ieri, sia Matteo Salvini che Luigi Di Maio hanno rivendicato per Lega e M5s la guida del futuro esecutivo. Una mossa che punta a neutralizzare reciproche fughe in avanti. In realtà, le trattative, al netto delle dichiarazioni ufficiali, sia tra i leader che all'interno dei partiti continuano.

Una volta eletti i presidenti ed i presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato, da martedì 27 marzo il presidente della Repubblica avrà a disposizione tutti gli interlocutori previsti per avviare le consultazioni per la formazione del nuovo governo, il primo della legislatura. Le consultazioni, che a questo punto potrebbero partire subito dopo Pasqua, vengono di norma aperte dai presidenti delle Camere; dopo Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico nello Studio alla Vetrata sarà ricevuto il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e quindi i capigruppo dei due rami del Parlamento.

Alla Camera i deputati devono comunicare a quale gruppo si iscrivono entro il prossimo 26 marzo. I gruppi sono tutti simultaneamente convocati per il 27 marzo alle 15.30 per l'elezione dei rispettivi presidenti. A seguire si terrà la prima conferenza dei capigruppo. Al Senato i senatori devono dichiarare l'adesione ai gruppi entro lunedì. I gruppi parlamentari sono convocati martedì 27 marzo alle 16 per procedere, ove non lo avessero ancora fatto, alla propria costituzione e all'elezione dei rispettivi presidenti. La prima conferenza dei Capigruppo di palazzo Madama è convocata per mercoledì 28 marzo alle 11.

L'Aula della Camera è convocata per giovedì 29 marzo per l'elezione dei componenti dell'Ufficio di presidenza. L'Assemblea di Montecitorio sarà chiamata ad eleggere quattro vicepresidenti, tre questori e otto segretari di presidenza. L'Aula del Senato è convocata mercoledì 28 marzo alle 15 per l'elezione dei componenti del Consiglio di presidenza, composto da quattro vicepresidenti, tre questori ed otto Segretari. L'elezione degli uffici di presidenza delle due Camere avviene per schede, è segreta, come quella dei presidenti ed avviene con il meccanismo del cosiddetto 'voto limitato', volto a tutelare le opposizioni: ciascun parlamentare può votare per un numero di candidati inferiore a quelli da eleggere.

"Non è o Salvini o la morte" ha detto inoltre parlando della possibilità che invece di premier lui diventi 'solo' ministro. "A me - ha spiegato - interessa che l'Italia cambi. Sono pronto a metterci la faccia in prima persona e lavorare 24 ore su 24. Ma siccome voglio il cambiamento non è o Salvini o la morte". "La coalizione che ha vinto è quella di centrodestra. Anche se non ha i numeri sufficienti per governare da sola ha vinto, quindi si parte dal programma di centrodestra", ha sottolineato Salvini. E all'interno del centrodestra, ha ricordato, l'accordo era che chi prendeva un voto in più esprimeva il premier. "Sono pronto ma - ha aggiunto - non voglio fare il presidente del Consiglio a tutti i costi, con tutti perché altrimenti mi ammalo. Lo faccio se c'è la possibilità di approvare le leggi per cui gli italiani mi hanno dato il voto. Altrimenti se mi dicono va a fare il presidente di un governo dove ci son dentro tutti quanti e poi vediamo che cosa si riesce a fare in un anno no". 

Dopo l'intervista al Corriere nella quale Silvio Berlusconi apre a un governo Salvini escludendo l'ipotesi di una alleanza solo Lega-M5s, a parlare è il leader del Carroccio. Che va all'attacco dell'Ue: "I problemi fra Madrid e Barcellona - ha detto a Telelombardia - si risolvono dialogando, non con le manette". "L'Unione Europea - ha aggiunto - ha dimostrato il suo nulla".

"Per ora i 5 Stelle si sono dimostrati affidabili", ha detto ancora. "Io le persone le giudico dai fatti, non dalle parole. Poi nei fatti, nei numeri uno si dimostra affidabile o non affidabile" ha spiegato aggiungendo che "quello che hanno detto, hanno fatto. 

Come Di Maio e Grillo hanno detto Salvini ha dato una parola e l'ha mantenuta, io apprezzo la gente che dice una cosa e poi la fa" e questo "vale anche per Berlusconi: alla fine abbiamo chiuso con il centrodestra compatto"

"Sono pronto, ritengo ci sia una squadra pronta" ha detto Salvini ironizzando sulla figura dell' ircocervo con la quale Silvio Berlusconi ha definito un'eventuale alleanza Salvini-Di Maio. "Chi ci ha votato - ha spiegato - ci ha dato fiducia per fare delle cose come l'abolizione della legge Fornero e su questo "vediamo in Parlamento chi ci sta".

Rispetto all'elezione dei presidenti delle Camere - ha detto ancora sul governo - è "un altro paio di maniche". "Chi mi dà una mano a cancellare la legge Fornero? Su la mano in Aula. C'è una maggioranza: io andrò dal presidente della Repubblica con i nostri 10 punti più importanti, la riforma della scuola, del lavoro...".

Intanto  Il neo presidente della Camera, Roberto Fico, non sembra voler derogare al "low profile" che vuole imprimere al suo mandato. Anche questa mattina, dovendo rientrare da Napoli, ha scelto di non modificare le proprie abitudini: metro fino alla stazione centrale poi Freccia rossa per arrivare a Roma alle 9.40. A chi gli ha chiesto che cosa provasse a cominciare la settimana da presidente ha ammesso di provare una "grande emozione, ora andiamo a lavorare". E ha scherzato sul primo passo da compiere: "Per prima cosa, prendo il taxi e vado in ufficio". Ma una volta uscito dalla stazione ha puntato dritto verso i capolinea degli autobus salendo sull'85.

Arrivato in via del Corso, è sceso e ha proseguito a piedi fino alla Camera. In piazza Montecitorio un gruppo di persone gli ha stretto la mano augurandogli buon lavoro. All'entrata della Camera ha preferito non rispondere alle domande sulla presidente del Senato né sulle priorità stabilite

"Ci mettiamo subito al lavoro".

Il Cavaliere in un'intervista al Corriere della Sera parla di Salvini e dei contatti con i Cinque Stelle per un esecutivo grillino-leghista: "Sarebbe un ircocervo, l’animale mitologico spesso citato dai filosofi antichi come esempio di assurdità, perchè in esso convivono caratteri opposti e inconciliabili. E poi perchè Salvini dovrebbe fare il socio di minoranza di un governo Cinque Stelle? Non credo che l’elettorato di centrodestra lo perdonerebbe". Il leader di Forza Italia a questo punto sottolinea l'unità del centrodestra anche in vista della formazione di un nuovo esecutivo: "Con il leader della Lega e con Giorgia Meloni abbiamo accordi chiarissimi: è il centrodestra unito che lavorerà per una soluzione della crisi e per assicurare un buon governo all’Italia".

Sul leader della Lega, Matteo Salvini aggiunge: "Matteo è persona intelligente - ha detto Berlsuconi in un’altra intervista a La repubblica - sa benissimo che senza di noi è il leader di un partito del 17 per cento, che va ad allearsi con un altro che vale il doppio. Che vantaggio avrebbe nel fare lo junior partner di Di Maio? E poi vi immaginate gli elettori leghisti, i piccoli imprenditori e gli artigiani del Nordest, che accettano Di Maio premier o qualcuno con caratteristiche simili? Io non voglio che accada questo, non è nei miei progetti. Voglio che Matteo provi a governare. Con noi, e con chi ci sta.

Nel centrodestra, Fratelli di Italia, la terza forza della coalizione, deve sciogliere il primo nodo: sganciarsi dall'alleanza, sostenendo un eventuale governo M5s-Lega, o confermare il patto con gli elettori e restare all'opposizione in caso di strappo di Salvini. Non c'è una spaccatura all'interno del partito di Giorgia Meloni ma un ragionamento sulla proposta da recapitare a Mattarella. Meloni - nell'intervista al Corriere della Sera - ha provato a indicare la linea, intravedendo all'orizzonte solo un governo del centrodestra. La leader di Fdi è certa che i voti che mancano per ottenere la fiducia nei due rami del Parlamento si troveranno con un appello ai singoli deputati e senatori: «Mancano una cinquantina di voti, una distanza che si può colmare con un appello trasversale ai parlamentari.

Una riflessione che spinge una parte del partito a non scartare l'ipotesi di un accordo con Carroccio e Cinque stelle per sostenere la nascita di un esecutivo. È la proposta suggerita dall'ex capogruppo Fabio Rampelli che al Giornale ha fissato anche i paletti in cui muoversi: «Provare a essere il grillo parlante della maggioranza, un po' come faceva Bossi quando a Palazzo Chigi c'era Berlusconi». 

Se aderiscono a precisi punti di programma, non ha importanza da che partito provengono. A meno che non ci sia un accordo tra Pd e M5s, non ho motivo di dubitare che Mattarella farà fare a noi questa esplorazione». Una strada stoppata nel giro di un paio di ore dall'ex capogruppo dem Ettore Rosato che dal Giornale Radio Rai ha risposto: «La Meloni non troverà voti nel nostro gruppo». 

La rotta indicata dalla Meloni non scioglie il nodo politico. Perché se quei voti non arriveranno, cosa farà il partito? Una prima opzione potrebbe essere la via di un'opposizione parlamentare, forte anche dei numeri dei gruppi di Fdi, alla destra di un governo M5s-Lega. Una scelta che contiene il rischio, concreto, dell'irrilevanza politica per una ragione semplice: lo scenario di un governo M5s-Lega assegnerebbe al Pd, e non a Fratelli di Italia, il ruolo di opposizione.

Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio, ancora una volta, a Milano, per il caso Ruby ter. Lo ha deciso il gup Maria Vicidomini che ha mandato a processo anche 4 'olgettine' nel filone con al centro i versamenti più recenti dell'ex premier alle giovani e i reati di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. Il processo inizierà il prossimo 9 maggio. Il leader di FI è già processo a Milano con altri 23 imputati nel filone principale. 

Il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio avevano ribadito in udienza preliminare la richiesta di processo Berlusconi e le 4 giovani, che furono ospiti delle serate ad Arcore. 

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