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Edizione N. 3

30 marzo 2012

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Vita e salute

Ideata da un palermitano, ecco I-Mamma

Vita e salute

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La Mela morsicata si apre alla vita che sta per nascere. Sull’Apple Store è infatti disponibile iMamma, l’app gratuita che aiuta le donne in dolce attesa a gestire al meglio tutte le fasi della gravidanza, dal memo sugli esami da compiere al controllo del peso, dal registro contrazioni fino al divertente conta calcetti.      
Il download è già possibile dallo scorso 25 aprile, ma la prossima release è prevista per domenica 13 maggio: una data non casuale e benaugurale, visto che è il giorno in cui si celebra la Festa della mamma.       
Ideata da Riccardo Fertitta, 28enne informatore medico palermitano, e sviluppata in sinergia con ingegneri che operano su piattaforma Apple e medici specialisti di livello internazionale, iMamma offre a tutte le donne appassionate della Mela morsicata la possibilità di monitorare in modo rapido e intuitivo l’andamento della gravidanza dal proprio iPhone. Ma la nuova app gratuita consente anche ai ginecologi di aggiornarsi e di gestire al meglio le loro pazienti.         

Ecco nel dettaglio le features che le gestanti hanno a portata di touchscreen grazie ad iMamma:

informazioni dettagliate per ogni settimana di gravidanza; calcolo data presunta parto; agenda; esami da compiere; articoli scientifici inerenti alle problematiche più frequenti; registrazione dati personali; immagini ecografiche in 3D e 4D; alimenti consigliati e tracker peso; conta calcetti; registro contrazioni; valigia per gli acquisti; indirizzi utili (Asl, consultori, ospedali di tutta Italia) con Gps e mappe interattive.

Ed ecco le funzioni utili ai ginecologi:         
regolo ostetrico; database proprie pazienti; planning appuntamenti sincronizzato; esami/esami in esenzione; biometria fetale; calcolo peso fetale (prossimamente); elenco degli aggiornamenti in Ostetricia e Ginecologia.            

La app iMamma si avvale, in particolare, di immagini e video ecografici realizzati con le migliori strumentazioni specialistiche disponibili a livello mondiale. Inoltre, conta già su sponsorizzazioni importanti come quella della azienda multinazionale farmaceutica Pfizer.

Entusiasta il giovanissimo ideatore dell’app, il siciliano Fertitta: «Il 13 maggio ci sarà la prossima release e ne approfitteremo per fare gli auguri per la Festa della mamma. Intanto dal 25 aprile abbiamo registrato un successo del tutto inaspettato in termini di download: siamo in prima pagina su iTunes e nella top 25 delle app gratuite sulla rubrica Salute e benessere».  
Fertitta ha coniugato la passione per il mondo Apple con il proprio know-how professionale: «L’idea di iMamma? Ho fatto un sogno e la mattina dopo sono andato dagli ingegneri per sviluppare l’idea. L’obiettivo è quello di offrire alle donne e agli operatori professionali un supporto utile e completo. L’approccio di iMamma, infatti, non è solo clinico o psicologico, ma anche nutrizionale, estetico e persino ludico, perché ogni gravidanza, dopotutto, è gioia e speranza in un futuro migliore».

Proprio in tale ottica, Fertitta non ha dimenticato la dimensione della solidarietà. E infatti il giovane informatore medico annuncia: «Abbiamo deciso di devolvere una significativa percentuale degli introiti in beneficenza e stiamo mettendo a punto delle sinergie con onlus e associazioni umanitarie».        

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In aumento l'uso degli antidepressivi

Vita e salute

Già nel 2005 la Food & Drug Administration (FDA), l’Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali degli Stati Uniti che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, aveva obbligato i produttori dei principali antidepressivi ad aggiungere sulle etichette un avvertimento ai consumatori sul fatto che gli antidepressivi possono aumentare il rischio di suicidio.

A preoccupare l’ente era già all’epoca la circostanza che le vendite di questi farmaci segnavano una parabola ascendente che pareva inarrestabile non solo negli USA ma anche in tutti i paesi sviluppati, compreso l’Italia. L’industria del settore, infatti, segna da tempo cifre con aumenti a due cifre anno dopo anno anche a causa degli investimenti delle stesse imprese farmaceutiche capaci di spendere miliardi ogni anno per pubblicizzarli e stimolarne le vendite. Una catena di incentivazione che fa un pressing asfissiante sui medici ed arriva a milioni di pazienti. Anche perché nel tempo è aumentata anche l’”offerta” di prodotti: ai classici farmaci "triciclici" già in uso dagli anni Sessanta si sono affiancati nel corso dell’ultimo cinquantennio prodotti considerati più selettivi e meno tossici.

Il panorama è così variegato che ormai ne esistono di ogni tipo: alcuni agiscono solo sulla serotonina, altri solo sulla noradrenalina, altri ancora su tutti e due i mediatori chimici. Lo sviluppo di tali prodotti farmaceutici fa leva sulle teorie secondo le quali l'ampliamento dei mediatori chimici quali quelli menzionati, possa avviare procedure biologiche tali da causare un progressivo miglioramento della depressione.

Il Los Angels Times, di recente ha riportato alcune statistiche a dir poco allarmanti sui numeri e sulla platea delle persone che utilizzano gli antidepressivi. Secondo l’importante quotidiano americano oltre il 10 per cento dei cittadini americani di 12 anni d’età fa uso di tali farmaci.

Le Statistiche del National Center for Health Statistics sono più precise e dimostrano che l'11 per cento degli americani di 12 anni assume tali prodotti, che riguardano, peraltro, le ricette più prescritte dai medici per le persone di età compresa dai 18 ai 44 anni. L’agenzia di stampa Reuters ha riferito che dal 2005 al 2008, sono stati i farmaci più comunemente prescritti per tutte le età.

USA Today è arrivato a stimare che l'uso degli antidepressivi è salito alle stelle segnando un + 400 % dal 1988. Gli esperti di igiene mentale hanno sottolineato che i motivi di questo incredibile picco sono da ricercare da una parte nell’economia in difficoltà, dall’altra in campagne mediatiche che riguardano tali prodotti farmaceutici ed infine nei ritardi per le famiglie ad ottenere il rimborso per le terapie di tipo psicologico che spingono i cittadini a soluzioni più rapide quali l’uso di questi tipi di pillole.

L'indagine di USA Today ha sottolineato che le donne hanno 2 volte e mezzo in più di probabilità di prendere antidepressivi e la popolazione bianca più di quella di colore.

Il Los Angeles Times ha rilevato anche la predisposizione a continuare ad assumere antidepressivi per i soggetti che si erano visti prescrivere tali tipi di farmaci con oltre il 60 per cento dei cittadini che continuavano a farsi prescriverne per due anni o più e il 14 per cento li utilizza per 10 anni o più.

Tra le ragioni dell’aumento delle vendite, oltre a quelle già sottolineate, la più significativa sta nel fatto che questi farmaci si utilizzano per curare situazioni che spesso nulla hanno a che fare con la depressione, un’importante e grave malattia psichica che richiede adeguate terapie. Accade troppo spesso che invece vengano trattati con i farmaci anche gli "stati depressivi" che sono tutt'altra cosa. Se qualcuno vive una situazione difficile nella propria vita, per esempio perde un parente o il posto di lavoro, si trova in difficoltà economiche, si vede troncare una relazione d’amore, anziché assumere farmaci dovrebbe primariamente guardare alle proprie risorse interiori, alle proprie energie per superare il momento critico. In alcuni casi è stato dimostrato che l’utilizzo di antidepressivi può addirittura essere negativo, causando a volte, tra l’altro, una riduzione delle nostre capacità di reazione.

Va da sé che indipendentemente dall’opinione delle varie correnti scientifiche sulla bontà o meno dell’assunzione di tali prodotti anche in situazioni non patologiche, per Giovanni D’Agata Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” una regola dovrebbe essere il faro guida di tutti i cittadini specie nei momenti di difficoltà della vita: non bisogna fare un uso improprio di antidepressivi ed è necessario affidarci sempre allo specialista psichiatra o psicologo, e non a quanto ci dicono i media non specializzati o i consigli di amici e parenti.

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Asportato un tumore al seno di quasi otto chili

Vita e salute

E’ una di quelle notizie che per chi vive la chirurgia fa rumore. E’ stato infatti asportato presso la Clinica Villa Pia a Roma un tumore della mammella di dimensioni eccezionali, quasi 8kg, un caso assai raro in Italia.

Una signora di 59 anni, già operata dieci anni fa per un tumore maligno alla mammella di sinistra, era anche stata sottoposta a chemioterapia per la presenza di alcune metastasi ossee che negli anni si erano fermate senza progressione della malattia. Da due anni aveva notato la comparsa di una tumefazione alla mammella di destra che progressivamente e velocemente cresceva fino a raggiungere in tempi brevi una dimensione particolarmente voluminosa. La signora si era rivolta a diversi ospedali ove era stato prescritto l’intervento chirurgico ma, come a volte succede, la paura di una nuova operazione aveva prevalso sulla malattia e la signora aveva fatto passare ancora del tempo. La neoformazione continuava a crescere, fino ad assumere delle dimensioni giganti tali da rendere invalidante la qualità di vita della signora. La massa tumorale, poggiando sul torace, rendeva gravemente compromessa la respirazione, e costringeva a letto la signora potendosi muovere solo con l’aiuto di un familiare che spostasse la massa tumorale.

A questo punto le condizioni generali della signora cominciano a decadere, peggiora il deficit respiratorio e il tumore comincia ad ulcerarsi e sanguinare da delle grosse varici che si erano formate sulla superficie. La signora si convince ad operarsi e si reca nuovamente in diversi centri ospedalieri e universitari ma da parte dei medici viene esclusa la possibilità di un intervento per le condizioni generali della signora e le dimensioni del tumore che ormai occupava più della metà del torace. “Sono stato interpellato in corsa per questo caso eccezionale – sottolinea il dott. Massimiliano Iannuzzi Mungo, primario chirurgo dell’Ospedale Accreditato Villa Pia di Roma – Ho potuto visitare la signora a casa perché ormai intrasportabile per una visita ambulatoriale a causa delle dimensioni del tumore. Constatata la gravità della situazione e il rischio di sanguinamento ho disposto l’immediato ricovero e gli accurati accertamenti cardiologici, respiratori ed anestesiologici cui è seguita una TAC che ha mostrato la neoplasia e un importante versamento pleurico. Ma – prosegue lo specialista - dal punto di vista chirurgico la neoplasia poteva essere ancora asportata. Ho ascoltato il parere dei colleghi, anestesista cardiologo e internista pneumologo e siamo intervenuti d’urgenza, riuscendo in una vera e propria impresa”.

Infatti è stata predisposta una aspirazione del liquido dal torace per migliorare la funzionalità respiratoria, poi somministrate delle terapie per migliorare i parametri della signora e finalmente si pone l’indicazione all’intervento chirurgico. L’intervento, che è durato oltre tre ore, ha permesso l’asportazione radicale della neoplasia che ormai era attaccata al muscolo grande e piccolo pettorale che sono stati asportati insieme al tumore. La grande ferita chirurgica, che è residuata dopo l’asportazione del tumore, ha necessitato l’approntamento di un ampio lembo cutaneo di scorrimento per ricostruire la parete toracica. La massa tumorale asportata che pesava 8 Kg è stata avviata a dipartimento di anatomia patologica di Villa Pia ove è stata attentamente analizzato e si è formulata la diagnosi di una doppia malattia tumorale concomitante: un sarcoma ed un carcinoma.

A distanza di tre mesi nel post operatorio la paziente è stata scrupolosamente seguita e monitorizzata, ma fortunatamente non ha presentato particolari problemi ed è stata dimessa dopo sette giorni di degenza. La qualità della vita della signora è migliorata in maniera considerevole dopo l’intervento, ha ripreso a deambulare autonomamente, non deve più stare bloccata a letto.

Vista la buona ripresa della signora consultato l’oncologo è stato disposto un ulteriore trattamento chemioterapica che attualmente a distanza di tre mesi dall’intervento viene eseguito all’Istituto Regina Elena IFO di Roma. “Siamo molto orgogliosi di aver potuto realizzare questo intervento presso il nostro reparto di Chirurgia Generale della Clinica Accreditata Villa Pia – conclude Daniela Bottari, imprenditrice e amministratore unico di Villa Pia - Ci avvaliamo delle più moderne tecnologie per la cura delle patologie della mammella e della tiroide e cancerose e quest’ultimo intervento rappresenta un successo per tutti noi frutto di un’attenta programmazione e competenza”.

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Amianto, il picco dei tumori tra il 2015-2026

Vita e salute

“In Italia il picco dei tumori causati da amianto è previsto tra il 2015 e il 2026. Questo sarà uno degli argomenti che i 1500 scienziati provenienti da tutto il mondo , affronteranno a Torino in occasione di Geoitalia 2011” . Ad affermarlo è Rodolfo Coccioni , Vice – Presidente della Federazione Italiana Scienze della Terra organizzatrice dell’importante biennale delle geoscienze che quest’anno sarà anche evento ufficiale per i 150 anni dell’Unità d’Italia . Energia , oceani, acqua, tsunami, rischio sismico, futuro del Pianeta . A Torino arriveranno scienziati da ben 28 Paesi in rappresentanza di tutti i continenti . “Anche la Geo-medicina farà la sua parte – ha affermato Coccioni – con progetti innovativi e ricerche condotte su scala internazionale e che saranno illustrate nel corso della kermesse. Si parlerà di alimentazione con il 98% degli alimenti derivante direttamente o indirettamente dal terreno e di aria con particolare attenzione alla Pianura Padana dove ogni anno abbiamo ben 7000 morti per inquinamento atmosferico. Infine ci porremo una domanda: che acqua beviamo? Questo lo sapremo a Geoitalia 2011”. Ben 90 saranno le conferenze e 16 le sale impegnate con una location particolare : il Lingotto di Torino . Gli scienziati descriveranno la situazione attuale nel Mondo per quanto riguarda tutti i temi di carattere ambientale e sociale ma soprattutto illustreranno progetti, ricerche e presenteranno proposte concrete . Un vero Summit.

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2 aprile 2011: “Giornata Mondiale dell’Autismo” promossa dalle Nazioni Unite

Vita e salute

Il 2 Aprile si celebra in tutto il mondo la quarta edizione della Giornata Mondiale dell'Autismo istituita, a partire dal 2008, dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Troppo spesso i genitori dei piccoli con Autismo sono costretti a rivolgersi a centri privati affinché i loro bambini possano beneficiare di programmi psico-educativi e abilitativi appropriati, accollandosene i costi. A dispetto della ratificazione da parte dell’Italia della Convenzione per i Diritti delle Persone con Disabilità e i conseguenti obblighi che ne derivano per gli Stati parti, giovani e adulti con Autismo non possono contare su alcuna forma di abilitazione sociale e lavorativa, formazione professionale e sostegno al di fuori delle cure parentali. Persino per i casi di Autismo ad alto funzionamento, non esistono percorsi di inserimento lavorativo, di vita indipendente e opportunità di svago. Troppo spesso, ormai, i genitori devono investire tutte le proprie risorse umane ed economiche e le loro “capacità imprenditoriali” per creare in privato per i loro figli esperienze di inserimento lavorativo e servizi abilitativi diurni o residenziali nella comunità, alternativi agli istituti, esponendo la famiglia all’ impoverimento e tutti i suoi membri al rischio di discriminazione per associazione e di esclusione sociale. Se è vero che dall’ Autismo non “ si guarisce”, è pur vero e dimostrato che si può fare molto per potenziare l’autonomia personale e lavorativa, incrementare le abilità adattive, sociali e comunicative, favorire l’inclusione sociale e l’ inserimento lavorativo delle persone con Autismo. Le persone con Autismo, e le loro famiglie, possono migliorare la qualità della loro vita e, come gli altri, realizzarsi come cittadini a pieno titolo all’interno di una comunità che non li discrimini. Ciò è possibile esclusivamente se i loro diritti fondamentali ad una educazione permanente di qualità, all’abilitazione e all’inclusione vengono rispettati e garantiti attraverso servizi sanitari, educativi e abilitativi accessibili e di qualità che offrano programmi d’intervento appropriati e adeguati alle necessità individuali. Alla formazione specifica e qualificata degli specialisti, degli operatori, degli insegnanti, va affiancata infatti capacità di progettazione e di ri - organizzazione dei servizi che rispondano alle necessità individuali e “tipiche” dei Disturbi dello Spettro Autistico. Le persone con Autismo e le loro famiglie (quindi, qualche milione di cittadini italiani!) aspettano da troppo tempo un ”Piano d’ Azione Nazionale” che dia impulso a un modello organizzativo efficace dei Servizi e che, innanzitutto, permetta loro di godere realmente – come gli altri cittadini - dell’inalienabile diritto all’opportunità di una vita piena e dignitosa e alla possibilità di realizzare le proprie aspirazioni e potenzialità.

E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.angsaonlus.org; www.autismo33.it

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