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Sabato, 11 Luglio 2020

Sono stati ufficialmente aperti stamani, da una partecipata cerimonia inaugurale, i Giochi della Gioventù 2020, che coinvolgono un migliaio di studenti delle scuole elementari (le quarte e quinte classi), medie e superiori della città in diverse discipline sportive: atletica leggera, mezzofondo, corsa campestre, basket, pallavolo, calcio a cinque, tennis, tennistavolo e giochi motori.                          L’iniziativa è promossa dagli assessorati alle Politiche scolastiche, allo Sport e alle Politiche giovanili del Comune in collaborazione con alcune associazioni sportive locali. La cerimonia si è svolta al PalaCaltagirone di via delle Industrie Gli atleti hanno portato la bandiera o lo stendardo delle scuola d’appartenenza; quattro tedofori, in rappresentanza degli istituti superiori, hanno effettuato un percorso a staffetta con una fiaccola e l’ultimo ha acceso il braciere. Si è proseguito con il canto dell’Inno di Mameli e con i saluti delle autorità: l’assessore alle Politiche giovanili e allo Sport, Antonino Montemagno, che ha “scommesso”, insieme al vicesindaco Mancuso, sulla buona riuscita della cerimonia inaugurale, novità di quest’anno, ha sottolineato “il grande valore dello sport e di una struttura dalle molteplici possibilità di utilizzo come il PalaCaltagirone”; l’assessore alle Politiche scolastiche e vicesindaco, Concetta Mancuso, ha evidenziato “la piena collaborazione di scuole, personale degli uffici e volontari della Protezione civile, in un autentico gioco di squadra”; il sindaco Gino Ioppolo ha annunciato che “il PalaCaltagirone, impianto – faro per la città e il territorio, sarà presto intitolato a un uomo simbolo della lotta contro la mafia e per la legalità”. Infine, gli studenti delle varie scuole hanno presentato le coreografie da loro preparate. A guadagnarsi il virtuale primo posto, visti gli applausi ottenuti, sono state le coreografie dell’istituto comprensivo “Maria Montessori” e dell’Istituto superiore “Bonaventura Secusio”.

Le prime gare sono fissate per venerdì 21 febbraio. Si tratta degli incontri di pallavolo che, dalle 8,30, al Palazzetto di viale Autonomia, impegneranno i ragazzi, le ragazze e i cadetti delle elementari degli istituti comprensivi “Piero Gobetti” e “Alessio Narbone”. Nei giorni e nelle settimane successive di disputeranno le altre gare delle diverse discipline, sino alle ultime, quelle di mezzofondo, previste per lunedì 6 aprile.

 

L’amministrazione comunale ha prorogato di 300 giorni l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani alla Dusty che nell’agosto del 2018 si era aggiudicata con procedura negoziata la cosiddetta gara-ponte. 

Il provvedimento di proroga si è reso necessario dopo che che la gara settennale è andata deserta e la SRR ha rassegnato la necessità di modificare i documenti di gara per superare le criticità riscontrate, un obiettivo per cui i tempi di attuazione sono stati stimati dai tecnici, complessivamente, in una decina di mesi; fatto salvo che termini inferiori nell’affidamento della gara settennale, sarebbero causa di risoluzione immediata del contratto.

Il percorso dell’Amministrazione Comunale per sbloccare lo stallo, è stato oggetto di un confronto ieri pomeriggio nella sala giunta tra il sindaco Salvo Pogliese e l’assessore all’ecologia Fabio Cantarella con le parti sindacali e datoriali, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Castiglione, l’Università e la SRR. Il primo cittadino ha chiarito che fermo restando l’adesione alle indicazioni dell’Anac e ai protocolli di legalità, l’Amministrazione è pronta a rivedere parte dell’Aro (ambito rifiuti ottimale) che definisce il perimetro delle modalità attuative del capitolato di gara, sottoponendo nuovamente al vaglio del consiglio comunale il documento che individua i passaggi fondamentali dell’espletamento del servizio. Il sindaco a questo proposito ha ribadito che “non esistono preclusioni o pregiudizi di sorta a rimettere in discussione, se necessario, alcuni servizi o l’utile d’impresa, ovviamente tenuto conto delle disponibilità economico finanziarie e della necessità di migliorare in maniera consistente il servizio, privilegiando la premialità remunerativa per l’incremento  della raccolta differenziata”. Tante le proposte emerse nel confronto, tanto che il sindaco Pogliese ha invitato ciascuno dei rappresentanti sindacali e datoriali a formalizzare idee e suggerimenti migliorative dei contenuti del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, in modo che vengano opportunamente valutate ed eventualmente recepite dagli uffici nel percorso procedurale. “Ho trovato molto positivo il confronto con i rappresentanti sindacali e datoriali per una rivisitazione del percorso che ci condurrà al nuovo appalto settennale della raccolta rifiuti. Ci siamo rigidamente mossi su  indicazioni Anac e protocolli di legalità e continueremo a farlo. E su questa linea i contributi di proposte che arriveranno, anche dal consiglio comunale che ha sempre risposto positivamente e con senso di responsabilità, ci aiuteranno certamente a chiudere una pagina che nostro malgrado si trascina ancora, con livelli ancora insoddisfacenti di raccolta differenziata”.

Dal canto suo l’assessore Fabio Cantarella ha reso noto che “in questo lasso di tempo propedeutico all'affidamento settennale del servizio, seppure nei limiti del vecchio capitolato, continueremo a incrementare gli step della raccolta differenziata allargando le zone senza cassonetti, come quella del Lungomare, viale Africa e il vecchio San Berillo, affinché si accrescano i livelli di differenziata in Città”.

Scatta il countdown per le società a responsabilità limitata che non hanno ancora provveduto a nominare il proprio organo di controllo. In Sicilia solo il 20% delle imprese è in regola, la restante parte dovrà provvedere entro aprile 2020.

L’articolo 6 bis del decreto Milleproroghe farebbe infatti slittare il termine ultimo per adeguare gli statuti delle società di capitale e istituire gli organi di controllo entro la data di approvazione dei bilanci d’esercizio del 2019.

Ma qual è l’utilità di questo strumento? Il revisore, il collegio sindacale o il sindaco unico hanno il duplice ruolo di vigilanza e “allerta”, segnalando in maniera tempestiva le prime avvisaglie di una crisi aziendale da arginare con adeguati strumenti di pianificazione.

Questo l’argomento al centro del focus formativo organizzato da Ance Catania insieme con l’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili del capoluogo etneo. «Le imprese edili, com’è noto, soffrono di una forte crisi di liquidità - afferma il presidente Ance Catania Giuseppe Piana - è difficile allineare le entrate alle scadenze previste dai contratti. Stiamo perdendo l’entusiasmo a causa dalle complicazioni normative con cui dobbiamo fare costantemente i conti». Gli fa eco il consigliere dell’Ordine dei Commercialisti Fabrizio Leotta: «Questi sono argomenti caldi tanto per le imprese quanto per i professionisti – spiega – è davvero complicato adeguarsi alle continue e incalzanti modifiche normative, quindi i momenti di confronto formativo con le altre categorie professionali, con le quali lavoriamo sinergicamente, sono sostanziali».  

Secondo il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, la nomina dell’organo di controllo diventa obbligatoria nell’ipotesi in cui la società abbia, per due esercizi consecutivi, almeno uno dei seguenti parametri: quattro milioni di euro di attivo dello stato patrimoniale, quattro milioni di ricavi e venti dipendenti. Conti alla mano «in Italia le società interessate alla nomina sarebbero circa 100mila – incalza Dario Scelfo, dottore commercialista, relatore dell’incontro – a livello nazionale la regione più attenta è stata l’Emilia-Romagna, dove circa il 35% delle imprese ha già nominato il revisore. Lo spirito della norma è quello di superare le criticità degli ultimi anni, evitando in sostanza che l’imprenditore chiuda le saracinesche: un tentativo di porre rimedio all’inizio del processo di crisi, e non alla fine, quando la situazione diventa irreversibile».

A concludere il confronto è stato l’avvocato Fabrizio Belfiore che ha posto l’attenzione sul concordato negli appalti pubblici, distinguendo l’ipotesi della partecipazione da quella in cui il concordato interviene in sede di realizzazione dell’opera pubblica. «In un periodo di così profonda crisi - aggiunge - siamo costretti a trovare strumenti di carattere giuridico per superare la posizione debitoria delle imprese e per dare l’opportunità ad esse di intraprendere un percorso di risanamento e ritorno ad una capacità piena».

 

Il sindaco Salvo Pogliese ha ricevuto nel Palazzo degli Elefanti l'ambasciatore d'Ungheria in Italia, Ádám Zoltán Kovács.
Il primo cittadino, affiancato dall'assessore Sergio Parisi, si è intrattenuto in un cordiale colloquio con l'alto diplomatico che era accompagnato dal console ungherese in Italia, Tamas Heintz, e dalla presidente dell'associazione culturale italo-ungherese in Sicilia, Monika Magyar.
Nel corso dell'incontro è stata espressa la comune volontà di rafforzare i rapporti di amicizia e collaborazione tra la città di Catania e il popolo ungherese.
“Ho dato il benvenuto - ha detto Pogliese – all'ambasciatore d'Ungheria, per la prima volta in Italia, che ha manifestato grande attenzione per il nostro territorio e particolari sinergie su attività da realizzare in ambiti che spaziano dall'economia al turismo, allo sport, anche facendo leva sulle iniziative di promozione e destagionalizzazione che la nostra amministrazione ha da poco varato. E con riferimento allo sport, abbiamo inoltre parlato di un importante progetto internazionale da incentrare su Catania nella primavera-estate del 2020, dedicato al grande allenatore ed eroe Géra Kertész”.

“La scuola, l’università e la ricerca svolgono una funzione strategica per la trasmissione e l’elaborazione della cultura nazionale e per l’avanzamento tecnologico e sociale del Paese e in nessun aspetto possono essere devolute alle potestà regionali”.  Così, ha esordito il segretario  generale della Flc Cgil Catania, Tino Renda, aprendo il seminario formativo dal titolo “Diritti, solidarietà e uguaglianza: i pericoli dell'autonomia differenziata“, organizzato dall’associazione Proteo Sapere Fare, Flc Cgil Catania e la CGIL etnea, all’Istituto Fermi- Eredia.

Sono intervenuti Elena Tumeo, presidente associazione Proteo Fare Sapere Catania, Rosaria Leonardi, segretaria confederale della Cgil, Claudio Longhitano, presidente Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Massimo Vallone, professore emerito di diritto Costituzionale dell’Università Federico II di Napoli; Marina Boscaino, docente comitato tecnico-scientifico Proteo; Vincenzo Calò, Comitato nazionale ANPI, Vittorio Turco, FLC Area Democrazia e Lavoro, Amalia Zampaglione, presidente associazione Shamofficine Catania, Mario Cuccia, dirigente medico direttivo FP CGIL, Alessio Grancagnolo, studente di Giurisprudenza. Ha concluso Giacomo Rota, segretario generale della Camera del Lavoro di Catania, che ha lanciato la proposta di  convocare proprio a Catania un attivo  con i dirigenti  sindacali nazionali per approfondire i  temi.

"La Cgil di Catania ha già avviato una riflessione pubblica e interna sull'autonomia differenziata – ha dichiarato il segretario generale Giacomo Rota - tema che considera centrale per la tenuta democratica dell'istruzione, del welfare sociale e persino dei contratti nazionali, nonché per il rispetto della Costituzione stessa. Il nostro sindacato ha seguito il caso fin dal procedimento avviato dalle Regioni del Veneto, Emilia Romagna e Lombardia”. “Siamo preoccupati e perplessi – ha sottolineato anche la segretaria confederale della Cgil, Rosaria Leonardi - sia per l'assenza di un dibattito pubblico partecipato, sia per il serio timore che un provvedimento del genere possa aumentare le già notevoli  diseguaglianze tra regioni del Nord e del Sud”

Di “progetto dalla gravità senza precedenti” ha parlato Marina Boscaino “in un colpo solo – ha detto -  vengono annullati i principi di uguaglianza e solidarietà della Costituzione repubblicana, fondamenta della nostra democrazia”.” Le pretese autonomistiche differenziate, fondate sulla maggiore capacità fiscale, sono inaccettabili alla luce della nostra Costituzione, che riconosce al cittadino, e non ai territori, la titolarità dei diritti fondamentali – ha sottolineato   -Elena Tumeo  -Disegnare condizioni privilegiate, inoltre, sottrarrebbe lo Stato centrale alla responsabilità di attuare politiche pubbliche di riequilibrio territoriale, di contrasto alla divaricazione crescente dei redditi e di tutela di eguali diritti. Secondo i relatori, occorre che lo Stato redistribuisca le risorse secondo i bisogni reali delle popolazioni e non sulla base di presunti meriti o demeriti, con criteri oggettivi che sanino diseguaglianze ed ingiustizie storiche, che contrastino in maniera efficace il divario sempre più grave tra Nord e Sud del Paese e che garantiscano la piena fruizione dei diritti civili e sociali fondamentali a tutti i cittadini in ogni territo. La bozza di legge ferma in Parlamento, inoltre, non risponde alle problematiche che si pongono per l'attuazione dell'art.116, limitandosi alle definizioni dei LEP e lasciando un vuoto preoccupante. Siamo invece contenti che attraverso la formazione in occasioni come queste, siano veicolate informazioni importanti oltre che corrette e trasparenti". “Riteniamo che il dibattito sull’autonomia e sul decentramento – ha proseguito Renda-  non possa ignorare che ogni sistema decentrato ha la sua precondizione in uno Stato centrale che garantisca l’uniformità dei principi fondativi e del sistema perequativo”.

 

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