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"Si intervenga sulla scuola crotonese"

I comitati della scuola della provincia di Crotone, dei docenti precari e non, stanno vivendo oggi una situazione veramente difficile iniziata con il dimensionamento delle scuole e che assume i contorni di un vero e proprio disastro.

E’ giusto che la cittadinanza abbia consapevolezza dei problemi che da tempo lamentiamo, perché oltre a ledere il diritto al lavoro di tanti docenti della provincia di Crotone, si nega il diritto allo studio di tanti ragazzi e alunni che hanno la disdetta di vivere in una cittadina che nel panorama regionale assume i contorni di un romanzo di rimembranza verghiana.

Ci riferiamo ad una situazione anomala di ripartizioni di organici regionali, che per un ingiustificato e non comprensivo motivo, penalizza la provincia di Crotone nell’assegnazione dei posti nelle scuole. Tale anomalia, è stata riconosciuta sia dall’ex Direttore Generale all’USR che da quello attuale, Dott. Bouchè, come testimoniano gli ultimi verbali di informativa ai sindacati anzi, si era accennato a provvedimenti che avrebbero sanato tale situazione.

Ma né lo scorso né quest’anno si rileva volontà a modificare un errore nelle ripartizioni che si verifica da anni. Per semplificare spiegheremo alcuni dati riferendoci solo agli ultimi due anni cioè all’a.s. 2014/2015 e al prossimo 2015/2016.

In primis, con le dotazioni organiche effettuate lo scorso anno, a seguito della c.m. 34/2014, Crotone ha subito un decurtamento di 69 cattedre su 183 totali nella regione Calabria. Tra queste sono state decurtate tutte le prime classi dei corsi serali e quelle di strumento musicale.

Nonostante la succitata circolare ministeriale reciti quanto riportato testualmente:

Particolare attenzione dovrà essere riservata alle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali, riguardanti i comuni montani e le piccole isole, la limitata capienza delle aule, il rispetto delle norme sulla sicurezza, le aree con elevati tassi di dispersione e di abbandono e quelle con un rilevante numero di alunni di cittadinanza non italiana."

E ancora

 

"Per quanto riguarda i percorsi di secondo livello (ex-corsi serali), che rimangono incardinati presso gli istituti di secondo grado, la prevista riduzione dei quadri orari, il cui monte ore sarà pari al 70% dei corrispondenti corsi diurni, non competerà riduzione alla dotazione organica

 

Dalle parti sottolineate, si evince che nella definizione degli organici, si dà rilevanza alle aree con specificità di disagio, precarietà e soggette a dispersione scolastica. A tal riguardo, relativamente alla dispersione scolastica, dai dati Miur (pubblicati da TuttoScuola) risulta che, al termine del quinquennio 2009-10/2013-14, a Crotone è registrata una percentuale del 31,1%  e risulterebbe la prima, purtroppo per dato negativo, tra le province calabresi. Come rilevato dagli stralci della c.m. sulle dotazioni, "la particolare attenzione per le zone a rischio, precarietà, disagi ed alta dispersione scolastica"...nella suddivisione delle dotazioni organiche, è stata completamente disattesa. 

 

Inoltre, nella parte relativa ai corsi serali, la c.m. 34 recita che a questi "...non compete riduzione organica". Se ne deduce che i corsi serali non avrebbero dovuto subire né alcuna variazione né soppressione di classi, tanto più che le prime erano già state calcolate nell'organico di diritto 2014/2015.

 

Come si può immaginare, perdere 69 cattedre, è significato perdere una fetta occupazionale abbastanza rilevante. Per di più, come prima evidenziato, la decisione di tale decurtazione non è stata lesiva solo per il principio fondamentale, quale il diritto al lavoro di circa 69 docenti, ma anche per il principio inalienabile del diritto allo studio di un considerevole numero di alunni.

 

A preoccupare noi docenti, precari e non, è che anche quest’anno potrebbe ripetersi ciò che è avvenuto lo scorso anno. Infatti dalle pubblicazioni dell’organico di diritto del 3 giugno 2015, nonostante un incremento della popolazione scolastica, si può evincere che solo a Crotone, è completamente scomparso il tempo prolungato nelle scuole medie, e anche classi di concorso come la A059 (matematica e scienze) che registra disponibilità in tutte le province calabresi (19 cattedre sono disponibili a CZ e RC, e 11 a CS senza esuberi solo a VV 0 disponibilità con 0 esuberi) alla provincia di Crotone invece, pur senza disponibilità, si registrano 2 esuberi.

 

La situazione scolastica che si prospetta è già molto grave, ma potrebbe peggiorare con la pubblicazione dell’organico di fatto o adeguamento, che sarà ufficializzato tra breve. In base alle seguenti tabelle dedotte da dati pubblicati dagli uffici territoriali competenti, si evincerebbe, se non si interviene repentinamente, che la sproporzione tra aumento di alunni e personale previsto per la provincia di Crotone, non è equiparabile a quello delle altre province e ciò provocherebbe un problema di forte rilevanza sociale: posti (docenti e personale ata) che vengono meno nonostante l’aumento della popolazione scolastica e alunni che perderebbero la possibilità di un efficiente e paritario diritto allo studio degli alunni delle altre province.

Il disinteresse ai bisogni territoriali, già lo scorso anno, aveva richiamato l’attenzione di esponenti locali del PD, i quali, convocati e sentiti i referenti del comitato precari della scuola kr che avevano denunciato tale situazione, prendevano atto di tale anomalia e delle conseguenze sul territorio, e ne rendevano partecipi, anche se ad atti pubblicati, esponenti del governo centrale. Quest’anno al ricomparire della medesima situazione, con l’abolizione del tempo prolungato nelle scuole medie e testando con dati ufficiali e pubblici, che si può ripresentare il medesimo problema anzi che la situazione può diventare più critica delle peggiori previsioni, chiediamo che intervengano l’Assessore comunale alla cultura, Antonella Giungata, il Commissario Cittadino Maurizio Tricoli ed Enrico D’Ettoris della segreteria PD, i quali, come già dichiarato nell’articolo apparso il 7 luglio scorso su CN24, attenti alle problematiche della scuola del territorio, hanno già investito del problema i referenti PD che in Parlamento si occupano di scuola, provvedendo ad inviare tutti i dati e la documentazione affinché la situazione possa essere affrontata nella sua delicatezza e complessità. A loro chiediamo di continuare ad attivare tutte le possibili soluzioni anche a livello nazionale, affinché al più presto si sani una condizione penalizzante, subita da molti anni dalla scuola crotonese.

 

Docenti della scuola della provincia di Crotone

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