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Mercoledì, 08 Aprile 2020

C'è una rete di solidarietà fatta di mani invisibili e silenziose che nelle ultime settimane ha continuato a tenere vivo il cuore del sistema dell'assistenza agli ultimi. Sono le Caritas parrocchiali del territorio dell'Arcidiocesi di Catania, composte da fedeli, sacerdoti, volontari, che collettivamente, come in una grande famiglia, continuano a sostenere i più bisognosi nella tempesta dell'emergenza coronavirus che sta rendendo tutti più poveri. Una catena di solidarietà che vive di preghiera, di ascolto e anche di panini, pasti, pacchi spesa e che diventa fondamentale per prestare assistenza in un periodo in cui tutto è diventato più complicato, dalle norme anti-contagio che hanno limitato l'accesso nei consueti luoghi di distribuzione dei pasti, come le mense sociali, alla chiusura della maggior parte delle attività produttive che ha ridotto le donazioni dell'invenduto di bar e pub e ha fatto crescere la porzione di quanti richiedono un aiuto perché senza lavoro.

La creatività della solidarietà, concetto ispirato dalle parole del Santo Padre, è diventato un messaggio vivo e vibrante alla Parrocchia S. Maria della Mercede di Catania, in via Caronda. Da queste parti, la Caritas parrocchiale è sempre stata in stretto contratto con l'Help Center della stazione centrale, tramite la donazione di offerte economiche o alimenti. Dopo la sospensione del servizio mensa, in seguito all'impossibilità di far rispettare le misure anti-contagio previste dall'autorità pubblica, i fedeli si sono rimboccati le maniche e si sono riorganizzati. «Diversi parrocchiani hanno cominciato a preparare i panini in casa – ha spiegato Padre Olivarius Kalupale, Vice Parroco della Parrocchia – che poi per due volte alla settimana vengono consegnati alla Comunità di Sant'Egidio che si occupa della distribuzione». A San Giorgio, la Caritas parrocchiale della parrocchia Beato Padre Pio da Pietrelcina ha da sempre un legame speciale con il sostegno agli ultimi. Il parroco è don Piero Galvano, direttore della Caritas Diocesana, che ha voluto raccontare il costante impegno dei suoi parrocchiani: «nelle ultime settimane, con l'intensificarsi dell'emergenza, non abbiamo fatto mancare il nostro sostegno, come parrocchia e come Caritas, con la preghiera e attraverso l'acquisto di beni materiali, tra cui un centinaio di litri di olio, e adesso abbiamo lanciato un'ulteriore raccolta di tonno in scatola». Dalla periferia al centro città, dove la parrocchia SS. Crocifisso dei Miracoli dei Padri Gesuiti di via Pantano è un'altra realtà particolarmente sensibile. Le famiglie più bisognose, in tempi di normalità, vengono assistite direttamente col porta a porta mentre settimanalmente si raccolgono donazioni per l'Help Center della Caritas Diocesana che, per una volta a settimana e per una domenica al mese, vede preparare e servire in mensa un gruppo della Caritas parrocchiale. «Con l'emergenza abbiamo dovuto convertire le nostre donazioni di beni alimentari di prima necessità e a lunga conservazione – ha raccontato Padre Narciso Sunda, gesuita, parroco della parrocchia del SS. Crocifisso dei Miracoli – in olio d'oliva, tonno e sottilette, così da permettere la preparazione dei panini». Adesso, alcuni parrocchiani, con tutte le precauzioni del caso,
distribuiscono pasti per strada, e poi «collaboriamo con diverse associazioni e ci stiamo attivando per la distribuzione di buoni spesa; è un momento difficile ma sentiamo un grande e profondo attaccamento nei confronti dei più bisognosi e anche nei riguardi della parrocchia».

Non solo parrocchie, ma anche associazioni continuano a resistere alle avversità di questo periodo. «Stiamo lavorando tutti in sinergia, come richiesto dal nostro Arcivescovo – ha sottolineato il presidente Beniamino Sorbera De Corbera dei “Cavalieri della Mercede di Catania”, la struttura che si trova in via di Sangiuliano n. 58 – con la Caritas Diocesana che resta un punto di riferimento. Questa ci ha permesso diverse fonti di approvvigionamento da distribuire nel corso delle attività che continuiamo a garantire: accoglienza diurna con servizio doccia, distribuzione vestiario e servizio di colazione, e poi alle 14 distribuzione del pasto da asporto e dei pacchi spesa».

In cima a questa variegata e composita realtà di assistenza, che include tantissime altre parrocchie della città e dei paesi limitrofi, c'è il coordinamento e la distribuzione di alimenti della Caritas Diocesana. «Non ci siamo mai fermati sul fronte del supporto a distanza – ha evidenziato Salvo Pappalardo, responsabile delle attività – e siamo sempre stati operativi per la donazioni di alimenti a diverse realtà che operano nel territorio perché hanno strutture adeguate, come “Accoglienza e Solidarietà”, “La locanda del Samaritano”, la cooperativa “Mosaico” e il Centro Suore di Madre Teresa di Calcutta». Intanto, nelle ultime settimane, le linee telefoniche e le chat dell'organismo diocesano si sono tramutate in strumenti preziosi per aiutare e indirizzare e attraverso cui ricostruire le trame di centinaia di famiglie, di senza tetto e di persone abbandonate e impossibilitate ad agire. «Viviamo e percepiamo situazioni complicate – ha concluso don Piero Galvano – anche per queste ragioni come Chiesa ci siamo impegnati ancora di più, in accordo col nostro Arcivescovo, per assistere e aiutare nel pieno rispetto di quelle che sono le indicazioni dell'autorità pubblica, perché bisogna agire secondo coscienza di cristiani, azione che comporta un elevato senso di responsabilità nei confronti del prossimo». Intanto, si lavora per riorganizzare la riapertura dei servizi che, salvo provvedimenti eccezionali, dovrebbero riprendere verso la metà di aprile, nel piazzale antistante l'Help Center con la distribuzione di pasti.

Ha avuto inizio venerdì scorso la distribuzione, al domicilio delle famiglie particolarmente bisognose, dei pacchi spesa contenenti generi alimentari di prima necessità, grazie ai fondi che si stanno raccogliendo con la campagna "Catania aiuta Catania" promossa dal sindaco Salvo Pogliese per il Comune di Catania.

I primi quattrocento pacchi, forniti dal gruppo Arena/Decò, sono stati caricati su una quindicina di autovetture che partendo dal piazzale della sede comunale della protezione civile si sono diretti direttamente nelle abitazioni dei bisognosi, appena due giorni dopo la richiesta. Oltre alla protezione civile comunale sono coinvolti nella rete di distribuzione, i volontari di Croce Rossa Italiana, Fondazione Ebbene-Mosaico, C’era domani Librino, Comunità di Sant’Egidio, Gruppo Volontari Italia, cooperativa Solidarietà che passione, Associazione Sacro Cuore Onlus, Centro Culturale Cristiano ETS, Cooperativa Prospettiva.

All'avvio del recapito dei primi pacchi spesa a domicilio ha presenziato il sindaco Salvo Pogliese con il presidente del consiglio comunale Giuseppe Castiglione, gli assessori Alessandro Porto e Sergio Parisi e il capo di gabinetto Giuseppe Ferraro, che è anche direttore della protezione civile comunale.

Il primo cittadino ha simbolicamente consegnato al signor Giuseppe Paci il primo pacco spesa nella sua abitazione di via Pacinotti. Un gesto accolto con piacevole sorpresa dal cittadino che ha ringraziato il sindaco Pogliese e all'Amministrazione per la consegna a domicilio dei generi di prima necessità.

“Abbiamo rotto ogni indugio e superato ogni passaggio burocratico - ha spiegato il sindaco Pogliese - utilizzando i fondi della raccolta <<Catania aiuta Catania>> che i catanesi stanno sostenendo con grande cuore e passione. I cittadini bisognosi e le loro famiglie non potevano aspettare ancora e noi ci siamo mossi per venire incontro ai più urgenti bisogni consegnando a domicilio i generi alimentari di prima necessità. Peraltro abbiamo utilizzato per l'80 per cento prodotti siciliani per favorire le nostre imprese che sono in grande crisi. Ovviamente - ha aggiunto il sindaco - siamo già al lavoro in maniera serrata per impiegare i fondi nazionali e regionali con una card che verrà distribuita ai cittadini nei prossimi giorni. Intanto, il grande cuore dei catanesi ci permette di aiutare rapidamente questi nostri concittadini bisognosi, che con questo piccolo gesto avvertono la vicinanza della città e di tutte le istituzioni per fronteggiare l’emergenza del coronavirus”.

All'esame dei funzionari dell’assessorato ai servizi sociali retto da Giuseppe Lombardo, ci sono poco più di un migliaio di richieste di pacchi spesa, che verranno velocemente valutate con relativa consegna dei pacchi spesa che avverrà in tempi brevissimi.

Le domande verranno accolte fino a esaurimento scorte coerentemente ai fondi che verranno progressivamente versati nei prossimi giorni sulla piattaforma di crowdfunding https://www.gofundme.com/f/catania-aiuta-catania e sul conto corrente bancario IT43D0200816917000105890235 intestato a Comune di Catania. Le donazioni raccolte, a oggi, ammontano a oltre 160 mila euro ( 50 mila euro li ha versati la Sidra) e verranno tutti impiegati per i pacchi spesa da consegnare alle famiglie indigenti che sono in condizione di estrema necessità e urgenza. Saranno validate solo le domande di chi dimostri di non essere percettore di qualunque tipo di reddito, compreso quello di Cittadinanza o ammortizzatore sociale che non sia superiore a 600,00 euro mensili.

 

L’Amministrazione Comunale. a fronte del nuovo bisogno assoluto di aiutare le famiglie in difficoltà per emergenza sanitaria determinata dal Covid-19, ha appena pubblicato sul sito internet del Comune www.comune.catania.it l’avviso per accedere alla solidarietà alimentare attraverso l’utilizzo di una card, spendibile per generi alimentari e/o beni di prima necessità presso gli esercizi commerciali aderenti all’iniziativa. I fondi disponibili sono quelli assegnati al Comune di Catania da provvedimenti della Protezione Civile nazionale e dalla Regione Siciliana. La card avrà una disponibilità di 400,00 euro, di cui 300,00 euro per generi alimentari e 100,00 euro per prodotti di prima necessità.

La domanda/dichiarazione, pena la decadenza, deve essere redatta su apposito modello online, attraverso il seguente link: www.buonospesa-catania.it, anche accessibile dal sito istituzionale del Comune di Catania www.comune.catania.it, entro e non oltre le ore 12:00 del 10/04/2020.

Verrà tenuta in considerazione solo una domanda per nucleo familiare, la prima domanda recepita in ordine cronologico.

Le modalità di consegna della card verranno comunicate con ulteriore avviso.

Con delibera della Giunta Pogliese ieri su proposta dell’assessore ai servizi sociali Giuseppe Lombardo sono stati fissati i macro criteri per consentire ai cittadini di Catania in possesso dei seguenti requisiti di avere la card:

• persone e nuclei familiari che versano in stato di bisogno già noti ai servizi sociali;

• persone e nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza sanitaria che si trovano in stato di bisogno con mancanza di denaro/liquidità a causa della perdita di lavoro, dando priorità ai soggetti e nuclei familiari che disoccupati /inoccupati non beneficiano di sostegno pubblico (RDC-REI-NASPI-Indennità di mobilità-Cassa Integrazione Guadagni e altre forme di sostegno). Si ricomprendono in tale categoria anche coloro che sono titolari di azienda in forma singola o associata e titolari di partita IVA che hanno dovuto chiudere o che hanno subito drastiche diminuzione di reddito, lavoratori occasionali che pur avendo contratti attivi, hanno subito una contrazione del lavoro.

• persone e nuclei familiari in stato di bisogno ma percettori di sostegni pubblici, solo dopo avere esaurito la platea dei soggetti e nuclei familiari di cui sopra.

A Bronte, dove, come in ogni città, tutti sperano che il numero di 4 persone contagiate al covid 19 non aumenti, in questo momento la parola d’ordine è “generosità”.

Tutte le scuole, infatti, si stanno attrezzando per cedere in comodato d’uso gratuito agli studenti computer e tablet per permettere loro di partecipare alle videoconferenze didattiche.

La scuola media “Castiglione”, ha già consegnato 40 tablet ad altrettanti suoi allievi, distribuiti, grazie al contributo delle associazioni di volontariato che, utilizzando la massima precauzione, hanno provveduto a consegnarle a domicilio

Visto l’emergenza inoltre, la dirigente della scuola media, Maria Magaraci, ha deciso di mettere a disposizione degli altri istituti gli altri 50 tablet rimasti.

“A tutti i dirigenti ed ai docenti va il mio ringraziamento. - afferma l’assessore alle Politiche Scolastiche del Comune, Chetti Liuzzo – Nell’emergenza è evidente il lavoro che stanno svolgendo per garantire la didattica, permettendo anche agli allievi sprovvisti di computer di avere il necessario supporto”.

Ma la generosità brontese non si è fermata qui. Il Comune ha istituito un numero di conto corrente per permettere a tutti donare qualcosa. “In questo momento di crisi, in tanti stanno attraversando momenti difficili. – ha affermato il sindaco Graziano Calanna - A casa per evitare il contagio, molti non possono lavorare ed hanno perso il reddito. Aiutiamoli! Il Comune ha attivato un conto corrente per permettere a tutti noi di essere generosi”.

E le coordinate per fare eventuali versamenti sono queste:   Codice Swift Bic - Bappit21041; Codice Iban: It 80 Z 05034 83890 000000304363; Intestato a: Comune di Bronte Servizio Tesoreria; Banco: Bpm; Causale: Donazione Emergenza Coronavirus.

Inoltre ci sono una serie di associazioni e professionisti che stanno offrendo servizi di assistenza. Il Comune ha attivato un numero di telefono per qualsiasi forma di assistenza psicologica. A ruota anche altre associazioni hanno aderito e pure una lunga lista di psicologi che, nel rispetto delle regole dettate dal proprio ordine, sono pronti a fornire assistenza psicologica gratuita per telefono.  

«Lockdown e blocco di bar, ristoranti, pub e attività commerciali; crollo della domanda con stima del -40% di fatturato nel prossimo trimestre; 319 lavoratori in cassa integrazione dal 23 marzo; sfiducia e perdita di liquidità: come tutti in questo momento stiamo pagando un prezzo davvero alto a causa dell’emergenza sanitaria in atto, non possiamo rischiare una vera e propria condanna a morte con l’applicazione di Sugar e Plastic Tax».

Luca Busi - amministratore delegato di Sibeg, azienda che imbottiglia Coca-Cola per la Sicilia - che nei mesi scorsi ha più volte lanciato l’allarme rosso legato alle imposte sui consumi delle bevande analcoliche, avviando un’interlocuzione con il ministero dell'Economia e delle Finanze, lancia un nuovo appello al premier Conte alla luce dell’emergenza Covid-19. 

«Stamattina Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta la nostra filiera, ha chiesto al governo un’assunzione di responsabilità – continua Busi – già in una situazione di “normalità” questa stangata avrebbe influito negativamente su tutti i fronti, mettendo a rischio produzione e livelli occupazionali, oggi sarebbe davvero un controsenso, nonché un ulteriore schiaffo per l’economia, vessare le imprese anziché trovare misure fiscali e sistemi di garanzia per risollevarne il destino».

L’imprenditore ripercorre le tappe che hanno segnato un lungo cammino, fatto di richieste e proteste, accompagnato da studi di settore e documenti economici, avallato dai sindacati e perfino dalla Regione Siciliana.

«Siamo rimasti a lungo in attesa di un tavolo tecnico, che è stato annunciato dal Mef ma non è mai arrivato – conclude Luca Busi - abbiamo denunciato evidenti errori di stima sui gettiti e di calcolo sugli impatti delle tasse dichiarati dal Governo in fase di approvazione della Finanziaria; è stata avviata un’azione legale da parte del Governo Musumeci - su proposta dell’assessore all’Economia Gaetano Armao - per profili di illegittimità costituzionale della legge; siamo scesi in piazza con i lavoratori senza essere ricevuti né ascoltati; ci siamo battuti per evitare la delocalizzazione; abbiamo assistito a promesse non mantenute, aperture poi improvvisamente ritrattate. Adesso tutti i ragionamenti fatti decadono: c’è un’emergenza inderogabile da affrontare. Per il nostro Paese, per le nostre famiglie, per le nostre realtà economiche e produttive. Ci aspettiamo un segnale forte e chiaro da parte del Premier. La soppressione di plastic e sugar tax, in un contesto di grave crisi generalizzata, è un atto dovuto. Adesso attendiamo risposte concrete con la speranza di poter ripartire presto. Riconquistando quella fiducia oggi negata».

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