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Intervista per pianoforte e orchestra… con Maria Luisa Macellaro La Franca

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Maria Luisa Macellaro La Franca è un’affermata pianista dal temperamento forte e dolce al tempo stesso; è meritatamente considerata una fra le più stimate compositore e direttore d’orchestra italiane in Francia. Nata a Palermo, già in tenera età frequenta il Conservatorio V. Bellini, presso il quale consegue il diploma di pianoforte con il massimo dei voti. Successivamente, inizia lo studio di composizione e direzione d’orchestra, dimostrando una sempre più spiccata attitudine verso la musica.

Per coronare il suo percorso accademico, frequenta la prestigiosa “Università di Alto Perfezionamento” di Zurigo e sotto la guida di K. Scherbakov ottiene vari diplomi, sempre con lodevole profitto.

Quindi, un amore per le Arti musicali che lei esprime in tutte le svariate modalità, portando i suoi concerti in tantissime parti del mondo, fra un successo e l’altro. Maria Luisa attualmente vive a Bordeaux (Francia) con la sua famiglia.

Insomma, l’incessante attività di una talentuosa artista, proveniente dalla Patria del “Bel Canto”, con all’attivo un bagaglio d’esperienza sorprendente, considerata la sua giovane età.

Il suo primo approccio con il pianoforte risale all’infanzia. Immagino siano stati i suoi genitori ad intuire la sua straordinaria attitudine per la musica. Un ricordo che l’ha toccata particolarmente nel corso dell’ esperienza in Conservatorio?

Si , effettivamente i miei genitori mi hanno sempre spinta, fin dall'infanzia, allo studio di uno strumento per la mia crescita culturale; ma la scelta del pianoforte è stata completamente casuale. In casa avevo una piccola tastiera ( regalo di compleanno per i miei 7 anni) ed adoravo strimpellare delle musiche che ascoltavo alla tv o che inventavo .

Con la mia ammissione al Conservatorio V. Bellini di Palermo invece dal gioco sono passata ai concorsi di pianoforte ed ai concerti, con il mio debutto a 13 anni in un primo recital per gli "Amici della Musica" di Palermo .

Il mio ricordo più bello è di avere condiviso gli studi con mia sorella ,che è una brillantissima pianista.

Il suo amore ed il suo modo di suonare il pianoforte sono stati per me lo stimolo più forte, al fine della mia crescita musicale e personale .

Lei ha frequentato la Zuerich Musikhochschule, un’università per l’alto perfezionamento della musica. Quale diploma ha conseguito?

Ho conseguito il Konzertdiplom in pianoforte con K. Scherbakov e diversi altri diplomi in musica da camera, jazz , musica antica su strumenti d'epoca, per i quali nutro da sempre un grande passione e musica contemporanea.

Lo studio della musica impone rigore, disciplina, continuità, diligenza; regole che paragonerei agevolmente al mondo della danza. Questo lungo percorso accademico ha forgiato in qualche modo il suo carattere?

Eccome ! Mi ha insegnato il rigore, ma anche la libertà di esprimere la mia indole, il mio aspetto intrinseco, attraverso la musica .

Chiaramente gli anni dello studio sono stati i più difficili , ma tutti i sacrifici fatti mi hanno permesso di vivere oggi della mia passione, si pura passione , poichè non riesco ancora ad immaginare la musica, intesa come un lavoro!

Ho ascoltato alcune sue esibizioni al pianoforte e sono rimasta particolarmente colpita dal Valzer di Chopin. Intenso il suo dialogo con le note, grazie ad un eccezionale virtuosismo. Potrebbe spiegarmi l’emozione e le sensazioni che si provano nel suonare il pianoforte, o altri strumenti appartenuti a musicisti famosi?

Suonare il pianoforte è una esperienza fisica e mentale molto forte , suonare "il pianoforte " di Chopin o di Liszt, come sto facendo da qualche mese , invece è una esperienza trascendentale …

Suonare Chopin su di un “Pleyel Chopin” é una sensazione assolutamente mistica, difficile da spiegare e senza nessun paragone possibile.

Il mio debutto sul “Pleyel Chopin”, ( che il compositore ha posseduto nel suo ultimo anno di vita), il 21 marzo scorso a Châteauroux ( Francia) é stato per me un vero colpo di fulmine! Un concerto che diventerà un disco il 18 settembre, per l'etichetta francese “LUX CLASSIC”.

Qualche anno fa è stata direttrice stabile dell’orchestra sinfonica di Bordeaux, un incarico autorevole. Successivamente ha iniziato la direzione dell’associazione Ensemble Orchestral “Sans Frontieres”, composta da 40 musicisti professionisti ed amatoriali. Quali generi musicali siete soliti rappresentare, oltre la Musica Barocca?

L'Ensemble Orchestral è abituato ad ogni sorta di repertorio dal quello sinfonico a quello moderno.

Abbiamo creato diverse opere ed accompagnato diversi solisti internazionali.

Come è nata la sua collaborazione sia come pianista, che come direttore d’orchestra con E. Peclard, S. Rougier, S. O’Brien ed altri illustri musicisti?

Una splendida esperienza; infatti, mi sono trovata a condividere con loro qualche concerto, sia come compositore che come direttore e pianista.

Il Maestro Peclard, che è uno dei più grandi violoncellisti francesi ,mi ha commissionato “SHARADE” uno studio da concerto per il suo "piccolo": un nuovo violoncello creato da un liutaio appositamente per lui. E' partito in tournée in giro per l'Europa con il mio pezzo, questo è stato un grandissimo sogno che ho realizzato come compositore .

A maggio prossimo condividerò ancora qualche concerto con lui e Stephane Rougier, in trio su un pianoforte “Clementi 1823” e presenteremo un repertorio di compositori sconosciuti francesi dell'epoca romantica.

Sempre con Rougier, il prossimo 14 agosto suonerò al grande “Festival internazionale di Bayonne”, dove presenteremo anche stavolta un compositore "dimenticato": Delphin Alard.

Sarah O’Brien invece la conosco dai tempi della Svizzera , durante i miei 6 anni passati a Zurigo tra studio e vita ed abbiamo intrecciato una bella amicizia, che dura nel tempo e si è arricchita di qualche concerto con lei Solista e la sottoscritta, nei panni di Direttore d'Orchestra .

La sua emozionante opera “Cantate pour la morte de Falcone et Borsellino”, rappresentata in prima assoluta in Francia, nel 2012 è arrivata in Italia. Cosa ricorda della prima a Palermo, la sua città natale?

L'emozione grandissima di avere nel pubblico la Famiglia Falcone e la Famiglia Borsellino.

Le lacrime di commozione versate da Rita Borsellino e dai familiari del giudice Falcone resteranno sempre impresse nel mio cuore.

E poi eseguire la mia Cantate nella mia Sicilia, ( la Terra da cui sono fuggita), é stata come una sfida, lottare

contro la mafia in Sicilia è sempre una sfida …è il mio "grido" d'artista che dice NO alla Mafia e all’omertà.

Interessante ed encomiabile il suo impegno a sostegno dei diritti umani. Vorrebbe parlarmi della sua opera in corso di realizzazione, che parla dei genocidi in Africa?

Da qualche hanno utilizzo le mie opere per parlare di problemi “umani " che mi stanno a cuore ; così è stato con La “Cantate per la Mafia” , con Emes Symphonie , per le vittime dell'olocausto e lo farò ancora con la “MESSE POUR LA PAIX” dedicato ai "problemi" dello sfruttamento delle popolazioni africani .

Genocidi , virus sicuramente messi li di proposito, problemi politici gravissimi, fame e sete, sono solo una minima parte dei "problemi" dell'Africa; ma, purtroppo, tutto ciò non sembra turbare più di tanto l'opinione pubblica.

Anche stavolta ho scelto di non chiudere gli occhi, nella piena consapevolezza che i testi della mia nuova opera faranno ancora "baccano", ma non posso esimermi, altrimenti non potrò più guardarmi allo specchio.

Un sano impegno civile rientra fra i doveri morali dell’artista, che dovrebbe consapevolmente utilizzare la sua arte a sostegno di cause nobili.

La musica é un linguaggio universale e come tale ha il privilegio di essere un ottimo specchio per le cause umanitarie e in ogni caso per me rappresenta esattamente ciò.

Dall’inizio di quest’anno si sta attivamente dedicando ad un singolare progetto musicale, rivolto alla scoperta di autori nuovi e alla riscoperta di autori non più pubblicati. Come pensa di strutturarne la realizzazione?

Ho in cantiere diversi concerti e dischi con un repertorio completamente sconosciuto.

Ho avuto la fortuna di tenere fra le mie mani spartiti manoscritti di grandi autori molto conosciuti nel 1800 , e completamente dimenticati oggi. Il mio progetto è di restituire a questi artisti la visibilità che meritano.

I suoi dischi, generalmente, sono accompagnati da letture di poemi inediti del romanticismo francese, reperiti dal famoso musicologo Jean Yves Patte, fra l’altro il più grande esperto al mondo di componimenti storici “chopeniani”. Vorrebbe parlarmi di questa singolare esperienza, che accomuna musica e poesia, due modalità espressive dell’arte diverse ma fondamentalmente empatiche?

Ho conosciuto Jean Yves Patte attraverso un suo bellissimo libro e ho deciso di scrivergli una lettera d'ammirazione due anni fa.

Da quel giorno siamo diventati molto amici e condividiamo diverse produzioni artistiche, che vedono come protagonisti , appunto, autori sconosciuti oggi, ma celeberrimi nel periodo romantico francese .

Adoro suonare ed ascoltare il suono che si coniuga alla parola , creando una magica atmosfera, che secondo me costituisce una bellissima e valida alternativa al recital pianistico classico.

Il pubblico sembra apprezzare , ed io trovo che questa formula racchiuda sostanzialmente tutto quello che mi piace.

Lei è un’artista a tutto tondo, musicista, compositore e direttore d’orchestra ed attualmente abita a Bordeaux. Pensa che in futuro continuerà a vivere all’estero?

Sicuramente , la Francia è stata il trampolino di lancio per la mia carriera , sono quasi sicura che in Italia non avrei potuto avere le stesse opportunità; purtroppo professionalmente in Italia non è tutto oro quel che luccica, ( a buon intenditor..)

l’Italia ha dato i natali a tantissimi artisti, che hanno contribuito a tener alto il prestigio del nostro Paese nel mondo. La creatività ci appartiene da sempre, fa parte del nostro DNA. Quale potrebbe essere il suo messaggio di esortazione rivolto ai più giovani, in un momento di difficoltà, come quello che stiamo attraversando?

Io esorto i giovani a spegnere gli schermi del web, ( facebook, twitter, videogiochi, email etc etc ) ed aprire un buon libro, andare ai concerti che, fra l’altro, spesso sono anche gratuiti ed informarsi in modo indipendente.

Solo la cultura ci salverà dall'oblio .

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