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Mercoledì, 19 Giugno 2019

Un dipinto a quattro mani, raffigurante Gesù che accoglie i bambini, ha visto di nuovo insieme Monica Arabia, pittrice cutrese, e Michel Diem, artista senegalese ospite del Regional hub di Sant’Anna. Dopo i consensi ottenuti nello scorso gennaio, i due artisti hanno realizzato stamattina un nuovo dipinto, stavolta davanti agli alunni delle scuole paritarie parrocchiali di Isola Capo Rizzuto, nel cui istituto frequentano numerosi bambini del Centro d’accoglienza di Sant’Anna.

Gli studenti di Isola hanno accolto con grande entusiasmo i due artisti e allietato i presenti con canzoni e poesie basate sui temi dell’accoglienza e dell’inclusione. Sulle stesse tematiche sono state incentrate anche diverse attività didattiche svolte a scuola, fra le quali la stesura di un tema di italiano proposto agli studenti. L’iniziativa si è svolta all’interno del salone della scuola “Verna” di Isola Capo Rizzuto ed è stata promossa dal Dirigente scolastico Domenico Pompeo in sinergia con il Direttore del Regional Hub di Sant’Anna, Vitaliano Fulciniti.

“Per la realizzazione del dipinto – ha spiegato la pittrice cutrese, Monica Arabia -  mi sono lasciata ispirare dalla frase evangelica ‘lasciate che i bambini vengano a me’. Nel dipinto, i bambini sono raffigurati con colori differenti, con l’intento di far emergere i valori dell’accoglienza e dell’unità fra i popoli”.

Alla manifestazione sono intervenuti: il dirigente scolastico delle scuole paritarie, Domenico Pompeo; il direttore del Regional hub di Sant’Anna, Vitaliano Fulciniti; il vicario del Vescovo di Crotone, padre Francesco Lanzillotta.

Presenti anche il parroco di Isola Capo Rizzuto, don Francesco Gentile e l’altro sacerdote della medesima comunità, don Pasquale Squillacioti.

Il direttore Fulciniti, rivolgendosi agli attenti studenti, nel  tratteggiare l’importanza del Centro d’accoglienza di Sant’Anna, ha introdotto la figura di Pitagora, quale primo migrante famoso della storia ad essere transitato da questo territorio.

 

Si è tenuto presso il Casinò di Sanremo quello che ormai è diventato uno degli appuntamenti più attesi della settimana sanremese, ovvero Il “Gala della Stampa”, nel corso del quale sono stati assegnati il “Premio Numeri Uno - Città di Sanremo” ed i premi “Premi Dietro le Quinte”. A realizzare le opere, ormai da diversi anni, è stato il maestro orafo Michele Affidato, presente all’evento.

Il Gran Galà della Stampa, che da anni viene organizzato dal Patron Ilio Masprone è giunto ormai alla nona edizione. A ricevere quest’anno il prestigioso “Premio Numeri Uno - Città di Sanremo” è stata una grande artista che ha fatto la storia del Festival di Sanremo, vincendo ben tre edizioni della kermesse: Iva Zanicchi. La Palma d’Argento realizzata da Michele Affidato nelle scorse edizioni è andata ad altri personaggi come Pippo Baudo, Al Bano, Tony Renis, Rita Pavone e, nel 2018 a Toto Cutugno.

Durante la serata è stato assegnato anche il “Premio Dietro le Quinte”, che consiste in una scultura stilizzata, formata dalla sigla “DQ”, viene assegnato a chi ha contribuito a rendere più prestigioso il Festival di Sanremo e la musica italiana nel mondo. Tra i premiati Tullia Brunetto (addetto stampa di molti artisti), Saturnino Celani (storico bassista di Jovanotti), Michele Torpedine (manager de Il Volo), Alfonso Signorini (Direttore di Chi) e Gianni Belfiore (80 testi por Iglesias). La Giuria che ha determinato i premiati era composta da Marinella Venegoni (La Stampa); Dario Salvatori (Rai Uno); Marco Molendini (Il Messaggero); Andrea Spinelli (QN) e Mario Luzzatto Fegiz (Corriere della Sera); Presidente del Gala, Mario Maffucci.

Un ulteriore riconoscimento realizzato da Michele Affidato è stato il Premio Mr. Blogger, nato per rendere omaggio a personaggi che contribuiscono a divulgare e a promuovere la musica attraverso il mondo del web, assegnato a Giuseppe Candela.

La consegna dei premi è avvenuta in una serata molto piacevole, condotta dal giornalista Marino Bartoletti e dall’attrice Antonella Salvucci.

Tra i tanti artisti presenti alla serata, il Volo e Valeria Marini.

“Questo evento - commenta Affidato - da anni assegna un riconoscimento a tutti coloro che hanno fatto conoscere la musica italiana nel mondo, ognuno nel proprio ruolo. Ho avuto la fortuna di conoscere e vivere diversi di questi personaggi, sia dal punto di vista artistico che personale, scoprendo aneddoti dai quali  sono nati grandi capolavori. Sapere che tante mie opere sono custodite dai grandi della musica riempie il nostro gruppo di orgoglio e soddisfazione”.

Attese intanto le consegne del Premio della Critica Mia Martini, ed i Soundies Awards.

 

“Il Rotary club Cropani, il Rotaract e l’InterAct nel mese dedicato alle eccellenze professionali ti riconosce particolare valore morale, etico e professionale con questo simbolico attestato”.

Con questa motivazione, il Rotary club di Cropani ha conferito un attestato di merito al direttore del Centro d’accoglienza di Sant’Anna, Vitaliano Fulciniti, distintosi quale eccellenza professionale nel corso dell’ultimo anno trascorso, per l’importante opera promossa in favore degli esuli accolti nella struttura, ed ispirato ad una nuova forma di accoglienza ed integrazione.

Il riconoscimento è stato conferito nel corso di una cerimonia denominata “Premio eccellenze professionali” svoltasi a Cropani nei giorni scorsi ed organizzata dal Rotary Club di Cropani, organizzazione che opera su un distretto di 19 comuni. Oltre al direttore del Cara, Vitaliano Fulciniti, sono stati inoltre premiati per la loro esemplare testimonianza nello svolgimento della professione: Nicola Lombardo, Direttore unità operativa complessa di otorinolaringoiatra, azienda ospedaliera universitaria “Mater Domini” di Catanzaro; Umberto Cannistrà, Direttore unità operativa di neurologia dell’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro.  

La cerimonia è stata introdotta dai saluti del Prefetto del Club Francesca Froio, cui ha fatto seguito l'intervento del Presidente Nicola Caserta. “Gennaio – ha osservato Caserta - rappresenta all’interno del calendario Rotariano il mese dedicato all’azione professionale; non potevamo scegliere momento più adatto di questo per riconoscere e premiare tre eccellenze professionali del nostro territorio che hanno dimostrato nel tempo di saper coniugare alla perfezione ottime capacità professionali e integrità morale”. A seguire, vi è stato l’intervento del Past President Pietro Pitari, che ha posto l’accento sul significato dell'Azione Professionale: “Il Rotary – ha detto Pitari - è un’associazione di servizio, in quest’ottica il principale modo di servire è quello di mettere la propria professionalità̀ al servizio dei bisogni della comunità̀ in cui viviamo. Dobbiamo quindi agire con integrità, etica, trasparenza, correttezza, leadership, dobbiamo essere d’esempio ed individuare tutti coloro che possono essere un esempio, come i professionisti che questa sera abbiamo avuto l’onore di premiare”. Hanno poi preso la parola i professionisti premiati, che hanno espresso la loro gratitudine al Club per l’importante riconoscimento ricevuto.

È infine intervenuta la Past Governor Maria Rita Acciardi che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa promossa dal Rotary Club Cropani.

Anche quest’anno il taglio del nastro è arrivato puntuale, spalancando le porte di Casa Sanremo ad addetti ai lavori, giornalisti e artisti che animeranno l’ospitality del festival durante tutta la settimana sanremese. All’inaugurazione, alla quale era presente la stampa specializzata e addetti ai lavori, hanno fatto gli onori di casa il Governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, il patron Vincenzo Russolillo, il maestro orafo Michele Affidato e la madrina Roberta Morise, volto noto Rai, oltre che numerose autorità. Casa Sanremo è il luogo dove, il mondo dello spettacolo, della musica e del cinema si incontra, dove nascono iniziative artistiche e musicali in un ambiente ricercato accompagnato da momenti di intrattenimento e culturali. In questo contesto, ormai da diversi anni, al maestro Affidato è stato dato il compito di realizzare, i premi che vengono assegnati proprio a Casa Sanremo. Come, i “Soundies Awards”, che rappresentano il primo premio nella storia italiana dedicato ai videoclip delle canzoni in gara al Festival. Tra le tante novità  svelate nel corso della presentazione c’è la collaborazione con Radio immaginaria che ogni sera vedrà la presenza in Sala Pino Daniele di una giuria di 100 “Millennials”, collegati in diretta con 20 redazioni regionali italiane, impegnati a esprimere il proprio parere sulle canzoni in gara al Festival e che al termine della kermesse decreteranno il loro vincitore, che sarà premiato con un’opera di Affidato. Ma a Casa Sanremo un grande spazio è riservato anche alle iniziative sociali, come “Musica Contro le Mafie”, la presenza dell’Unicef, di cui il Maestro è Ambasciatore e che per il terzo anno consecutivo organizzerà un convegno a sostegno dei bambini. E ancora i Campus formativi, primo fra tutti l’ormai tradizionale incontro rivolto alle scuole a cura della Polizia di Stato. Inizia così per l’orafo Michele Affidato la settimana sanremese durante la quale sarà impegnato nella consegna di diverse opere ai big della musica che culminerà con il prestigioso Premio della Critica Mia Martini.

 

È grave, ideologica, discriminante, illiberale e inutile la proposta di legge regionale dal titolo: “Disposizioni per il superamento delle discriminazioni basate sull'identità di genere e l'orientamento sessuale”, n. 317-10 approvata dalla Commissione Cultura nella seduta del 29 gennaio 2019, è quanto afferma l’avv. Giancarlo Cerrelli, Segretario della Lega Salvini Premier di Crotone.

Se dovesse essere approvata tale proposta di legge, che ha avuto sorprendentemente anche l’apprezzamento  in commissione cultura da parte del rappresentante della Casa delle Libertà – afferma Cerrelli - la Calabria si doterebbe di un piano programmatico per la diffusione e l’imposizione, in ogni ambito del proprio territorio, dell’ideologia gender, ideologia che ha lo scopo di togliere importanza al dato biologico sessuale, a favore del dato culturale per propiziare un’indifferenziazione dell’identità sessuale e, ancora, tale proposta di legge ha lo scopo di rieducare il nostro popolo, limitando  la libertà di opinione di ognuno di noi.

Sono numerose le disposizioni previste dal disegno di legge che destano serie preoccupazioni.

Esaminiamone alcune:

  • La proposta di legge - sostiene Cerrelli - usa più volte il costrutto ideologico “identità di genere” definendola all’art. 2 f) come “la percezione e la consapevolezza che le persone hanno di sé, come individui maschili femminili o transgender, come persone che non si identificano necessariamente né con il genere femminile, né maschile.” La Regione Calabria, pertanto, con tale proposta di legge, ha la pretesa di forzare la natura e riconoscere, creandolo per legge regionale, un terzo sesso, cioè un sesso neutro.  È, tra l’altro, preoccupante che del costrutto “identità di genere” non se ne specifichino i limiti interpretativi; cosicché tale locuzione, potrà essere riempita di qualsivoglia contenuto da chi vorrà avvalersi del dispositivo legislativo regionale;
  • La Regione – continua Cerrelli - in ossequio all’art. 1 della proposta di legge regionale - assieme ai Comuni, ad associazioni e a ogni altra istituzione avrà modo di favorire la penetrazione nel corpo sociale calabrese dell’ideologia di genere e tutto ciò avverrà con la scusa di contrastare presunte discriminazioni e violenze di genere che, invero, non sono affatto un’emergenza e un’urgenza sociale nella realtà calabrese; una prova di ciò è data dal fatto che il progetto di legge non è stato in grado di fornire alcun dato, che sia scientificamente attendibile, circa le violenze di genere perpetrate nel territorio calabrese, tale da giustificare un simile provvedimento che impegna risorse pubbliche.
  • Con il disposto di cui all’art. 4 n.1 della proposta di legge, che prevede che “la Regione…adotta interventi in favore delle persone discriminate in ragione dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere o delle caratteristiche sessuali; in particolare attraverso i servizi per il lavoro e i centri per l’impiego”, si pongono le basi per una reale discriminazione sociale e lavorativa di coloro che a parità di condizioni non sono omosessuali. Cerrelli infatti sostiene che tale legge sembra voler conferire un titolo di preferenza alle persone omosessuali rispetto agli altri cittadini.
  • L’art. 6 del progetto di legge prevede, invece, a cura della Regione, una sensibilizzazione, leggasi rieducazione, del personale scolastico e degli studenti sul divieto di discriminazione e sul principio di parità di trattamento.

Lo scopo che, invero, si vuole attuare con questa norma – avverte Cerrelli - è il superamento dei cosiddetti stereotipi di genere, cioè si vuole insinuare che sia una falsa credenza quella che afferma che vi siano due sessi e che vi siano alcune differenze naturali di ruolo.

 

  • Preoccupa l’art. 7 che prevede l’istituzione presso la Giunta Regionale dell’Osservatorio permanente sull’omontransfobia, che elaborerà e recepirà le segnalazioni da parte delle associazioni anti discriminazioni operanti sul territorio, che saranno agenti pronte a stigmatizzare e a denunciare come omofobi tutte quelle opinioni e quei comportamenti non conformi al pensiero politicamente corretto.
  • I veri destinatari e protagonisti di tale proposta di legge, tuttavia, - continua Cerrelli - sono le associazioni che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni; c’è da rilevare che molte di queste sono associazioni che appartengono alla galassia LGBTIQA (Lesbiche, Gay, Bisex, Transgender, Intersex, Queer, Asexual). Tali associazioni avranno il compito di “misurare gli standard di responsabilità sociale delle imprese e degli istituti di formazione circa eventuali discriminazioni basate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. Queste associazioni potranno, pertanto, propiziare la chiusura o la comminazione di sanzioni a imprese e a istituti di formazione che non si conformeranno alla dittatura del pensiero gender. Con tale legge, difatti, sarà istituita una sorta di potere di controllo sulle imprese e sugli istituti di formazione che in modo arbitrario e anche con eventuali ricatti sarà fonte di privilegi per una sola categoria di persone che avrà titolo di preferenza esclusivamente in base all’orientamento sessuale.
  • La proposta di legge all’art. 5 dà, inoltre, - afferma l’avv. Cerrelli - alle associazioni LGBTIQA la possibilità di collaborare con le Aziende sanitarie locali e con i servizi socio assistenziali per aiutare le persone ad accettare il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere. Una tale collaborazione rientra nel piano di rieducazione della popolazione alla cultura gender. Gli adolescenti si troveranno, così, a dover subire lezioni di educazione sessuale nei consultori e a scuola da associazioni che promuovono per mestiere la fluidità sessuale con la scusa di combattere le discriminazioni.
  • La proposta di legge all’art. 9 prevede tra l’altro di modificare la comunicazione e la modulistica nei vari uffici per contrastare le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale. Le modifiche saranno rappresentate dalla sostituzione dei termini tipo padre e madre a favore di genitore 1 e genitore 2 e nell’istituzione di una neo lingua nei vari enti pubblici.
  • E’ di tutta evidenza, inoltre, afferma Il Segretario della Lega, avv. Cerrelli- l’inutilità di tale provvedimento, visto che le norme del nostro ordinamento sono del tutto sufficienti a fronteggiare qualsiasi abuso nei confronti di qualsiasi soggetto, compresi quelli con orientamento omosessuale.
  • Se qualcuno pensasse che tutto ciò sia fatto senza l’esborso di soldi pubblici si sbaglia. La proposta di legge prevede, infatti, una copertura finanziaria pari a 000 mila euro dei nostri soldi per dare forza a organizzazioni che hanno di mira un’azione militante volta a imporre una dittatura del pensiero unico che renda sempre più fluida la nostra identità sessuale.

 

La Regione Calabria in mano alla sinistra non può che farsi promotrice di questi provvedimenti inutili, che celano una intrinseca pericolosità sociale,   auspichiamo, invece, che la Regione Calabria impegni le proprie risorse e le proprie energie verso ciò che possa far crescere realmente il popolo calabrese, che soffre la piaga della disoccupazione, di collegamenti insufficienti, di un turismo che non decolla, di sacche di vera e propria povertà, di una cultura assistenzialista e malavitosa che non favorisce un vero sviluppo morale ed economico del territorio.

La Regione Calabria non segua le sirene di un falso progresso, mascherato da civiltà; si impegni, piuttosto, a favorire il recupero delle proprie radici culturali morali e religiose e non finanzi una cultura di morte, come quella gender, che con la scusa di superare le discriminazioni è volta a cancellare la nostra millenaria civiltà e a limitare la nostra libertà di opinione.

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