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Mercoledì, 20 Ottobre 2021

Strategie condivise e innovazione di sistema, gli agrumi siciliani nell’era 3.0

DADS, arance verdi (settembre)

Quantificare la produzione degli agrumi siciliani da destinare ai mercati interni ed esteri; intervento deciso e straordinario su Tristeza virus; riduzione fiscale e dei costi della filiera anche per maggiore competitività compromessa dal costo dei trasporti dall’isola; meccanismi di tutela alle importazioni extracomunitarie; innovazioni di prodotto e di processo anche a tutela dell’ambiente e della salute del consumatore; ammodernamento delle colture in funzione del mercato; campagna d’informazione nazionale sulle proprietà degli agrumi Dop e Igp siciliani; tracciabilità del Made in Sicily lungo la filiera e, infine, impegno dei fornitori sui temi sensibili per il consumatore contemporaneo: legalità, sviluppo sostenibile, commercio equo e solidale.

L’agrumicoltura siciliana entra nell’era 3.0: la filiera si aggrega, si confronta, propone idee e spunti di progettazione alle istituzioni e al mondo della ricerca scientifica, consapevole che l’innovazione di prodotto – e l’evoluzione di un approccio di squadra, dialogato e condiviso – sia il metodo migliore per uscire definitivamente dalla crisi. Ecco, quindi, in estrema sintesi, le istanze indicate dalle associazioni di categoria Agrinsieme (Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop, Agci), Fruit Imprese, Coldiretti e le industrie di trasformazione, riunite dal Distretto Agrumi di Sicilia, a Roma, nella sede del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per programmare, secondo un criterio di concertazione e di condivisione di obiettivi e strategie, il futuro dell’agrumicoltura sia in Sicilia – maggiore regione agrumetata d’Italia 42 mila aziende, 84 mila addetti diretti, 504mila nell’indotto – che nel resto del Paese.

Una lista delle “cose da fare” tracciata dagli stessi addetti ai lavori. Una rotta che – dalla tracciabilità dei prodotti “Made in Italy”, alle colture sostenibili a tutela del territorio e dell’ambiente – sembra indicare una visione globale di politiche agricole che, se parte dal comparto agrumicolo siciliano, è certamente condivisibile per tutti i prodotti di qualità coltivati nel nostro Paese. Eccellenze di cui gli agrumi siciliani – con ben quattro frutti a marchio Dop e Igp – sono testimoni indiscussi, “frutti del sole” esportati in tutto il mondo sin dall’Ottocento e che, come tanti altri prodotti “Made in Italy”, non possono mancare sulla tavola degli italiani.

Al workshop, introdotti dalla presidente del Distretto, Federica Argentati (agronomo ed esperta in cooperazione), sono intervenuti il Sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe Castiglione e Rosaria Barresi, Assessore Regionale all’Agricoltura. Erano presenti Rosa Giovanna Castagna per Agrinsieme (sigla che riunisce Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop, Agci), Alessandro Chiarelli per Coldiretti, Salvatore Laudani per Fruit Imprese, Vilfredo Rajmo (Associazione industrie agrumarie del C.L.A.M) e Corrado Vigo, presidente dell’Ordine degli Agronomi siciliani.

“Lo sviluppo  della  filiera agrumicola – spiega il Sottosegretario Giuseppe Castiglione - deve muovere dall’adozione di nuove scelte condivise tra i vari attori. Ed è fondamentale avere un’unica mission da portare a termine in stretta sinergia tra Regioni e Governo nazionale utilizzando quegli strumenti della programmazione UE 2014/20 che favoriscano l’aggregazione delle imprese e la promozione degli agrumi siciliani sui mercati”.

Per l'assessore regionale all'Agricoltura, Rosaria Barresi, il comparto agrumicolo sará trainante per l'economia siciliana anche grazie al nuovo PSR 2014/2020 che prevede misure a salvaguardia sia delle produzioni che della commercializzazione. "Adesso - ha detto la Barresi - bisogna far conoscere a un consumatore globale sempre più interessato e attento, le qualità organolettiche e nutritive degli agrumi siciliani. Bene l'azione del Distretto degli Agrumi grazie al suo presidente. Ma i produttori devono rafforzare la filiera per non vanificare le azioni di promozione e supporto della Regione. Trasformazione e bio-innovazione, per valorizzare commercialmente ogni singola fase del circuito produttivo sino agli scarti, sono due parole chiave che troveranno sponda nelle azioni della Regione. Avvieremo tavoli tecnici di settore per una maggiore collaborazione con il Distretto e le categorie produttive".

Conclude la Argentati: “La filiera degli agrumi, attraverso un metodo condiviso di lavoro e progettazione, ridisegna il futuro del comparto e lo affida alle istituzioni, perché sappiamo cogliere le opportunità di un settore maturo e consapevole delle proprie potenzialità. Al Governo chiediamo la giusta attenzione per individuare le priorità delle imprese, sostenere ed incentivare gli accordi interprofessionali ed i progetti di filiera volti allo sviluppo e alla cura rispettosa del territorio”.

photo1 

Le Proposte della Filiera agrumicola siciliana

Agrinsieme (Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop, Agci)

Fruit Imprese

Coldiretti

Industrie di trasformazione 

 

  • Intervento programmato e straordinario sulla Tristeza Virus
  • Monitoraggio delle superfici agrumetate, dei prodotti commercializzati e trasformati in Sicilia per quantificare il “Made in Sicily” e pianificare la commercializzazione in Italia ed all’estero;
  • Interventi per la competitività: riduzione del carico fiscale e dei costi dei trasporti e dei mezzi tecnici in genere, sburocratizzazione, incentivi per l’ingaggio di persone svantaggiate per scoraggiare il caporalato; interventi straordinari di manutenzione degli impianti idrici ;
  • Meccanismi di tutela alle importazioni extracomunitarie;
  • Innovazioni di prodotto e di processo anche a tutela dell’ambiente e della salute del consumatore;
  • Programmi di ricerca scientifica volti all’innovazione di prodotto e di processo coordinati tra i diversi centri di ricerca e tra questi e la filiera;
  • Campagna di informazione nazionale sulle proprietà organolettiche degli agrumi siciliani e sulla provenienza territoriale
  • Sensibilizzazione ai temi: legalità, sviluppo sostenibile (Green & Blue Economy), commercio equo e solidale
  • Formazione specifica su cooperazione, marketing agroalimentare, comunicazione, lingue straniere
  • Incentivi per accordi interprofessionali nell’ambito della filiera e rinnovato sostegno a percorsi di aggregazione del comparto.
  • Cabina di regia nazionale finalizzata per interventi di ammodernamento e ricambio generazionale nelle aziende
  • Piano di intervento nazionale per la diversificazione produttiva e l'allungamento del calendario produttivo 
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