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Mercoledì, 28 Giugno 2017

La giunta nazionale del Centro Nazionale Sportivo Libertas, nella seduta del 27 gennaio 2017, ha deliberato su proposta del Presidente Nazionale Prof. Luigi Musacchia ha deliberato la nomina di responsabile nazionale del settore Protezione Civile a Nicola Maria Nocera presidente della Prociv Augustus Vibo Valentia affiliata al Centro Provinciale Sportivo Libertas di Vibo Valentia. Nocera vanta oltre 20 anni di esperienza nel mondo della protezione civile, di cui 14 nella Croce Rossa. Da 4 anni è presidente e rappresentante legale della Prociv Augustus Vibo Valentia. Ha iniziata la collaborazione con il mondo Libertas circa 2 anni fa  collaborando con  il Centro Provinciale Sportivo Libertas di Vibo Valentia e il Centro Regionale Sportivo Libertas Calabria alla promozione ed organizzazione dei corsi di formazione incentrati sul blsd. Soddisfazione espressa dal manager sportivo Francesco De Caria: da presidente provinciale Libertas esprimo viva soddisfazione per tale nomina. Da parte nostra massimo supporto.

Continua il successo del Museo Lìmen della Camera di Commercio di Vibo Valentia che già aveva portato alla proroga della mostra fino al 18 febbraio p.v., e ora arriva uno dei più importanti critici d’arte viventi, il prof. Vittorio Sgarbi, che ritorna a Vibo dopo che nel 2010 aveva inaugurato il Premio Internazionale Lìmen Arte e nel 2011 aveva visitato la relativa edizione.

Ad accoglierlo alla Camera di Commercio, ieri come allora, il presidente dell’Ente Michele Lico, che lo ha accompagnato nella visita alle diverse sale destinate al Museo, illustrandogli le varie tappe che hanno garantito alla Città un presidio culturale di qualità e le progettualità per promuovere legalità, formazione, lavoro e servizi innovativi proprio attraverso l’arte e la cultura, anticipando i temi della riforma del sistema camerale.

Sgarbi, nell’occasione accompagnato dal prof. Mario Caligiuri e con a seguito un nutrito gruppo di amici e curiosi, si è soffermato su ogni opera, con la curiosità che lo contraddistingue, non mancando commenti e considerazioni con la verve che gli è propria e che trasforma le sue espressioni di pensiero in vere e proprie lezioni su artisti, scuole e movimenti.

In particolare Sgarbi ha posto l’accento sulla capacità della Camera di Commercio di accogliere tanti giovani artisti, che rappresentano la nuova avanguardia e la nuova frontiera della creatività. Una evidenza dei valori che stanno prendendo piede e che è difficile oggi definire in maniera certa

Quindi il Museo d’Arte Lìmen è per Sgarbi testimonianza della provvisorietà della contemporaneità che, paradossalmente, trova stabilità proprio nel Museo.

Soddisfazione del presidente Michele Lico e del Direttore Donatella Romeo che hanno accolto i complimenti dell’autorevole critico che ha paragonato l’organizzazione degli spazi e l’allestimento a quelli della Triennale di Milano.

consegna medaglia d'oro

Oggi Anna Petruzza è una ostetrica in pensione, la si vede camminare per le strade di Briatico dove viene riconosciuta da tutti come 'a mammineja, la mammina, la levatrice del paese. La sua esile figura, la sua eterna dolcezza e pacatezza nasconde tanta umanità, una storia personale affascinante ed avventurosa che merita di essere raccontata. Nata a Caraffa il 26 aprile del 1928, figlia di contadini, Anna Petruzza la sua professione la deve ad una insegnante di scuola elementare che, vedendola passare davanti alla scuola, le disse “Anna perché non vieni a scuola?”. Lei andò a casa, domandò la stessa cosa a suo padre che, preso dagli scrupoli, la iscrisse subito. Cominciò a frequentare la scuola elementare che, allora, non era obbligatoria, era il lontano 1935. Anna Petruzza conseguì la licenza media a Catanzaro e si iscrisse successivamente al corso di ostetrica presso l'ospedale civile, nel 1945. Il padre, per portale il necessario, percorreva a dorso d’asino il tragitto tra Caraffa e Catanzaro, in quel tempo non esistevano collegamenti adeguati. Dopo tre anni di corso Petruzza consegue il diploma di ostetrica, era il 15 giugno del 1948, subito dopo si iscrive all’ordine delle ostetriche. La sua prima esperienza da ostetrica la vive a soli 19 anni, quando ancora non era diplomata, a Caraffa, nel proprio paese, chiamata a sostituire una collega assente. Da diplomata esercita per due mesi a Conflenti dove fa nascere un bambino in un casolare di campagna, al buio, perché si era spenta la candela. Poi la chiamata da Briatico, il 5 settembre del 1948, per sostituire l’ostetrica titolare, ormai anziana e alle soglie della pensione. Quando arriva a Briatico Anna Petruzza ha solo 20 anni e svolge la professione su tutto il territorio comunale ed anche fuori comune, a Porto Salvo, nei comuni di Cessanti e Zambrone, in sostituzione delle ostetriche assenti.

Anna Petruzza al telefono in ospedale

Alcuni paesi, in quel tempo, non erano ancora collegati da strade, pertanto Petruzza era costretta a raggiungerli a piedi, attraversando percorsi accidentati, mulattiere, stradine sterrate, fiumare, torrenti e campagne. Il suo mezzo di trasporto spesso era una bicicletta, si faceva luce con le lanterne, percorreva anche la linea ferrata per raggiungere i caselli ferroviari, sotto la pioggia, con il freddo ed anche in piena notte. "Una volta - racconta Anna Petruzza - nel percorrere una mulattiera per raggiungere Paradisoni, mi si sono rotte le scarpe e ho dovuto sistemarle alla meglio con dello spago. La perdita di tempo non mi ha permesso di assistere la partoriente che, nel frattempo, aveva già dato alla luce il bambino con l’aiuto di un'amica. Quando riuscì a raggiungere il luogo del parto il bimbo aveva ancora il cordone ombelicale attaccato". A Briatico, nel 1949, Petruzza conosce un uomo, è Filippo Borello di Favelloni di Cessaniti, che diventerà poi suo marito. Borello era un grande lavoratore, un commerciante e produttore di olio di oliva, si occupava della raccolta e della macinazione delle olive. Con Filippo si sposerà il 12 agosto del 1950, con lui avrà quattro figli, tre maschi ed una femmina. "A Briatico - ricorda - il primo parto è avvenuto sette giorni dopo il mio arrivo, nel 1948 e gli ultimi nel 1979, poi arrivò il tempo dove le partorienti preferivano far nascere il proprio bambino in ospedale. I luoghi delle nascite erano spesso casolari di campagna, poveri, disagiati e molto modesti". La Petruzza ricorda ancora che "in una casa povera una donna aveva dato alla luce un bambino sorretta da un sacco di grano. In più di trent'anni a Briatico, in alcune famiglie, ho fatto nascere padri, figli e nipoti. Quando a Briatico sono arrivati i militari per i disordini di Reggio Calabria, una signora che abitava a Pordenone era tornata per partorire nel proprio paese".

le aspiranti ostetriche con i professori

Dopo la nascita della bambina erano sopraggiunte gravi complicazioni e la mammineja Anna, resosi conto del pericolo di vita a cui poteva andare incontro la partoriente, oggi ricorda: "sono intervenuta per arrestare una emorragia in atto ed ho chiesto aiuto ai militari per un medico ed un mezzo per trasportarla in ospedale. I militari si sono resi disponibili con un ufficiale medico e fornendomi una jeep con la quale hanno trasportato in ospedale la partoriente. La paziente si è salvata e il reggimento ha regalato alla bambina una collana d'oro, era il 1970". Alla sua pensione è stata premiata con la medaglia d’oro dall’Ordine delle Ostetriche di Catanzaro. Oltre all’attività di ostetrica 'a mammineja, donna instancabile e piena di energia, ha avviato, insieme a suo marito e ai suoi figli, altre due attività, un forno per la produzione di pane e la gestione di un ristorante, negli anni in cui Briatico pullulava di turisti ospiti dei numerosi campeggi presenti sul territorio.

medaglia d'oro dell'ordine delle ostetriche

Grandissimo successo per il 1° Raduno dei costumi tradizionali Calabresi, svoltosi Domenica 27 Novembre 2016 a Parghelia e  coordinato dal Gruppo folk “Città di Tropea”, in occasione della fiera di Sant’Andrea e dei sapori d’Autunno fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale, dalla Pro Loco e dalla Parrocchia di Sant’Andrea.

Presenti ben nove gruppi provenienti da varie zone della Calabria che, con una rappresentanza in abito tradizionale, si è radunata presso il sagrato del Santuario della S.S Madonna di Porto Salvo da dove è partita la sfilata in direzione della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, guidata dal Gonfalone del Comune di Parghelia e dal proprio abito tradizionale e seguita dai Labari dei gruppi della Pacchianeddra Sansustisa da San Sosti, dal Gruppo folk di Serrastretta, dal gruppo folk le Chiazzarole di Tropea, dal gruppo folklorico “Città di Castrovillari”, dal gruppo folk “I Strinari” di Catanzaro,  dal Gruppo Folk “I Miromagnum” da Mormanno, dal gruppo folk dei “Due Mari” di Catanzaro  e dal Gruppo Folk “Città di Tropea”.

A aspettare all’ingresso della chiesa di sant’Andrea, per dare il benvenuto ai gruppi Don Giuseppe Florio e il Sindaco Maria Luisa Brosio che, dopo i saluti ufficiali, hanno accompagnato in sfilata percorrendo la navata della chiesa i gruppi, che hanno intonando un canto alla Madonna in lingua popolare.

L’arciprete Don Giuseppe Florio, nella sua omelia ha sottolineato come la nostra Calabria ha bisogno di queste belle iniziative, dove si trasmettono le tradizioni, i colori, le relazioni e le memorie dei nostri popoli, che sono la vera cultura. Iniziare l’Avvento in preparazione al Natale – continua Don Florio – con questa bella manifestazione, significa comunicare alle nuove generazioni, gioia, bellezza e allegria che danno dignità alla nostra terra di Calabria. 

Prima della comunione i gruppi hanno reso omaggio portando per l’offertorio i cesti contenenti i prodotti della propria terra e molto interessante è stata la spiegazione di ogni rappresentate del proprio abito tradizionale, tra cui lo storico vestito da sposa di fine 800, portato per l’occasione dal gruppo folk “Città di Castrovillari”. L’amministrazione ringraziando e facendo i complimenti ai rappresentati, ha consegnato loro una targa, affinchè ogni gruppo portasse con se un ricordo della splendida giornata passata insieme. Va inoltre sottolineato che la funzione è stata accompagnata dai canti religiosi in lingua popolare eseguiti per l’occasione dal Maestro Pasquale Ranuio, rappresentante del gruppo folk “La Pacchianeddra Sansustisa”.

Infine Andrea Addolorato Presidente del Gruppo folk “Città di Tropea” che ha curato l’organizzazione, dopo aver ringraziato l’amministrazione, e i gruppi presenti per i tanti chilometri percorsi per essere presenti, ha tenuto a precisare che tutti i 9 gruppi folklorici fanno parte della Federazione Italiana Tradizioni Popolari e ha  portato quindi i saluti del Presidente Nazionale Benito Ripoli che non è potuto essere presente per la concomitanza con un importante raduno Nazionale svoltosi a San Giovanni Rotondo.

Alla fine dell’emozionante funzione i gruppi fuori i sagrato della Chiesa hanno allietato i cittadini di Parghelia con i propri balli e canti popolari.

Splendida la giornata quindi, ed entusiasti tutti, cittadini, commercianti, fedeli e organizzatori e sicuramente, a detta del Sindaco Maria Luisa Brosio, dell’Assessore alla Cultura e al Turismo Anna Sambiase, del Presidente della Pro Loco Tommaso Belvedere e del  responsabile della Parrocchia di San’Andrea Apostolo Don Giuseppe Florio questo sarà, molto probabilmente, il primo incontro di una lunga serie.

Si è svolta nei giorni scorsi l’Assemblea dei sindaci del Sistema Bibliotecario Vibonese, l’organismo di indirizzo dell’omonima associazione che comprende più di 20 comuni della Provincia.

All’ordine del giorno della riunione vi era l’elezione del nuovo presidente che doveva subentrare al sindaco di Rombiolo Giuseppe Navarra, il cui mandato, in base al principio di rotazione tra i diversi comuni partecipanti, era scaduto.

Nuovo presidente eletto ad amplissima maggioranza è stato Giuseppe Condello Sindaco di San Nicola da Crissa, comune che aderisce al Sistema da oltre due decenni.

Nel corso della riunione è emersa l’esigenza di procedere a una revisione dello statuto per adeguarlo ai nuovi compiti e per cercare di assicurare al Sistema stesso gli strumenti operativi ed economici necessari ad affrontare le sfide della promozione culturale nel futuro.

Dopo la crisi della provincia e in attesa della futura area vasta, il Sistema Bibliotecario è, di fatto, l’unico organismo culturale pubblico capace di operare con una certa efficacia a livello territoriale, anche se la crisi finanziaria degli enti locali e della stessa regione ha fortemente penalizzato le sue capacità d’intervento.

Il nuovo presidente ha tuttavia assicurato il suo massimo impegno affinché il Sistema possa continuare a sviluppare iniziative culturali di qualità, quali il Tropea Festival Leggere&Scrivere e la promozione della lettura e della cultura sul territorio in collaborazione con i comuni. Ha altresì ribadito il valore del presidio culturale di Santa Chiara, diventato, nel volgere di un paio di decenni, la più importante biblioteca pubblica della Calabria, per servizi, qualità e quantità delle sue raccolte documentarie, le numerose iniziative che ospita e promuove. Una realtà cultuale capace di movimentare con i suoi diversi servizi e iniziative oltre 100.000 presenze l’anno. Fatto più unico che raro in una regione che figura purtroppo agli ultimi posti nella graduatoria della lettura e dei consumi culturali.

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