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Sabato, 21 Ottobre 2017

Gentiloni firma gli accordi con 23 Comuni

Ventiquattro primi cittadini, con fascia tricolore,hanno firmato questa mattina nella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, le convenzioni per la realizzazione di progetti di riqualificazione delle periferie. Le città che hanno firmato oggi le convenzioni sono: le Città metropolitane di Bari, Firenze, Milano, Bologna e i Comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana di Avellino, Lecce, Vicenza, Bergamo, Modena, Torino, Grosseto, Mantova, Brescia, Andria, Latina, Genova, Oristano, Napoli, Ascoli Piceno, Salerno, Messina, Prato, Roma.

Tra i progetti finanziati anche quello di abbattimento delle 'Vele' di Scampia, come spiega il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. A Napoli la convenzione sulle periferie firmata oggi porterà i fondi per finanziare "un progetto a cui teniamo tantissimo sulle vele di Scampia". Lo dice il sindaco di Napoli Luigi De Magistris all'uscita da Palazzo Chigi. "Ci sarà l'abbattimento delle vele, la prima all'inizio dell'estate di quest'anno", aggiunge il sindaco, spiegando che delle quattro vele ne resterà in piedi solo una che, riqualificata e trasformata, diverrà la sede della Città metropolitana di Napoli.

"Oggi si materializza un impegno da 500 milioni per i 24 progetti migliori classificati per le periferie. L'impegno riguarda in tutto 120 interventi, quindi altri 95 rispetto a quelli di oggi: le disponibilità economiche ci sono, il Cipe ha stanziato altri 800 milioni dei 1,6 miliardi che servono, gli altri 800 milioni fanno parte del fondo per le infrastrutture. E ai 2,1 miliardi saranno aggiunti fondi pubblici e privati per un totale di circa 3,9 miliardi. Uno stanziamento molto rilevante". Lo dice il premier Paolo Gentiloni. 

Intanto : vorrebbe che il suo governo fosse «rassicurante». E lui, Paolo Gentiloni, in tivvù con Pippo Baudo, fa di tutto, nel tono, nell'eloquio nelle cose che dice, per rassicurare sul fatto che l'esecutivo che dirige ha una prospettiva seria. I miracoli sono esclusi, «quelli li fanno i cittadini con i loro sacrifici», ma l'impegno nelle riforme il premier lo assicura. «Questo - dice - non è un governo provvisorio». E' in «doverosa continuità» con quello che presiedeva Renzi e intende arrivare «a fine legislatura». Chiede fiducia, promette riforme Gentiloni. «Abbiamo molte cose da completare ce delle cose nuove e importanti». Tra queste, sicuramente, un intervento sul lavoro. «Il nostro obiettivo nel Def - annuncia il premier - è quello di abbassare ulteriormente le tasse sul lavoro. Dobbiamo rendere gli investimenti più vantaggiosi».

Sul fine vita, osserva che «è in corso una discussione parlamentare doverosa». Sul nodo cruciale del Sud sembra assai appassionato. «Mi darebbero un premio Nobel, se avessi una ricetta semplice per far crescere il Mezzogiorno, che comunque ha forti potenzialità come «aveva capito alla grande Carlo Azeglio Ciampi». Il quale disse che la crescita italiana può migliorare solo se si alza la crescita al Sud.

Polemiche con l'Europa ? Zero. Gentiloni critica le rigidità a senso unico della Ue è «rigidissima sugli zero virgola dei bilanci e non su altre cose» ma sottolineato che l'Unione è da «tenersi ben stretta». E che ora «l'Europa deve aiutare la crescita e non deprimerla». Una mano, Bruxelles, però ce la può dare da subito, confida il capo del governo: sia «attraverso il fondo di emergenza, con una cifra attorno al miliardo» sia «consentendo di togliere dai conteggi deficit/pil le spese per il sisma». E comunque, evviva l'Europa: senza di essa, «diventeremmo tante piccole patrie in lotta tra di loro».

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