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Giovedì, 17 Agosto 2017

                                                                                                                        

Randa Kassis e Alexandre del Valle

Comprendere il caos siriano | ebook, .epub €12,99

Dalle rivoluzioni arabe al jihad mondiale

D’Ettoris Editori

pp. 392, €. 22,90

La Siria è diventata l’epicentro di un conflitto globalizzato che oppone da una parte i democratici alle dittature nazionaliste e ai fondamentalisti islamisti, e dall’altra l’asse sciita ‒ fra cui il regime di Bashar al-Assad, Hezbollah e l’Iran ‒ a quello sunnita, sempre più totalitario. Di quest’ultimo è parte il neo-califfato, lanciato all’assalto del mondo intero. Aggirando le trappole del manicheismo e del moralismo, Randa Kassis e Alexandre del Valle offrono un’analisi storica e sociale del caos siriano, dimostrano che l’Occidente ha sbagliato nel promuovere la “primavera araba” ‒ rapidamente trasformatasi in un “inverno islamista” ‒ e propongono soluzioni per una transizione siriana e la pace basate sul pragmatismo e sul dialogo politico. Nessuna soluzione potrà mai trovarsi in Siria ‒ sostengono gli autori – escludendo dalla concertazione la Russia, l’Iran e lo stesso regime di Damasco, il quale non è solo “parte del problema” ma anche “della soluzione”.
Il principale errore strategico dell’Occidente ‒ a dire di Kassis e del Valle ‒ consiste nel rifiutarsi di individuare il vero e principale nemico nel totalitarismo islamista.
Un nemico che ci fa guerra sia col terrorismo, il jihad globale, sia attraverso un proselitismo neo-imperiale sponsorizzato dagli «strani amici» sunniti del Golfo. Tale azione di «conversione» trasforma le comunità islamiche d’Europa in una quinta colonna che crea seri problemi di sicurezza. Per troppi decenni, del resto, si è consentito agli islamisti radicali di penetrare nelle nostre società, indebolite dal politicamente corretto e da un suicida senso di colpa.

Randa Kassis è una scrittrice e antropologa siriana, nonché fondatrice del Movimento per una società pluralista (2012) e già membro del Consiglio nazionale siriano (2011-2012), da cui è uscita a causa dell’influenza delle componenti islamiste eterodirette. Ha pubblicato due libri in Francia, Crypts of the Gods (2013) ‒ analisi antropologica della morale religiosa ‒ e Le chaos syrien (2014).

Alexandre del Valle è uno studioso di geopolitica. Editorialista a France Soir e Atlantico, ricercatore al Center of Political and Foreign Affairs e al Gatestone Institute. Insegna Geopolitica e Relazioni Internazionali alla IPAG Business School di Parigi e ha pubblicato diversi libri sull’islamismo radicale, il terrorismo islamico, la cristianofobia, o il “complesso occidentale”, fra cui, in Italia, Il totalitarismo islamista all’assalto delle democrazie (2005), Perché la Turchia non può entrare nell’Unione europea (2009) e Rossi - Neri - Verdi (2011).

 

978-88-89341-99-5

Jonathan Witt e Jay W. Richards

Hobbit Party | ebook, .epub

Tolkien e la visione della libertà che l'Occidente ha dimenticato

a cura di Maurizio Brunetti

D’Ettoris Editori

Collana: La sfera e la croce

pp. 352, €. 23,90

«Se molto è stato scritto sul rilievo religioso de Il Signore degli Anelli», attesta lo studioso Joseph Pearce nel suo Catholic Literary Giants, «meno è stato pubblicato su quello politico, e quel poco che c’è spesso è erroneo nelle conclusioni e all’oscuro circa le finalità che Tolkien si prefiggeva». Jonathan Witt e Jay W. Richards provano, con Hobbit Party, a colmare questa lacuna.

In un tempo in cui molti sono preoccupati che l’Occidente stia scivolando verso una bancarotta non solo economica, ma anche morale e politica, gli autori dimostrano come Tolkien – che si descriveva come uno Hobbit «in tutto tranne che nella statura» – abbia tracciato, con le sue amate storie della Terra di Mezzo, una mappa verso la libertà. A tal fine, essi attingono alla loro combinata esperienza in letteratura, scienze politiche, economia, filosofia e teologia per descrivere la visione tolkieniana dell’uomo, creato appunto per la libertà, eppure sviabile così tanto facilmente

dalla brama di potere.

L’universo fantastico de Il Signore degli Anelli, del resto, non è stato creato da Tolkien per fornire ai suoi lettori una via di fuga dalla realtà. Del nostro mondo, la Terra di Mezzo è piuttosto un ritratto impressionista. Uomini, Elfi, Nani e Hobbit diventano l’occasione narrativa per mettere a fuoco alcuni dei grandi temi del nostro tempo: i limiti dello Stato; il valore della proprietà privata; il libero arbitrio e la tentazione del potere; la dottrina della guerra giusta; l’ecologia; l’amore e la morte.

Hobbit Party è il nome della festa che celebra le virtù di Frodo e della Contea: la nobiltà d’animo, la verità e la bellezza.

Jonathan Witt è nato e vive in Texas. È stato docente di letteratura inglese e Research and Media Fellow presso l’Acton Institute. Attivo nel campo del giornalismo e sceneggiatore di documentari, è attualmente caporedattore dell’agenzia di stampa online The Stream.

Jay W. Richards insegna presso la School of Business and Economics della Catholic University of America, a Washington D.C., ed è Senior Fellow presso il Discovery Institute. È autore del best-seller Infiltrated (2013) sulle cause della crisi economica del 2008. Nato in Texas, vive in Virginia.

Prova_copertina_Essere_conservatore

Roger Scruton

Essere conservatore

a cura di Oscar Sanguinetti

D’Ettoris Editori

Collana: Biblioteca di studi conservatori

F.to 15 x 21 brossura cucito

pp. 296, €. 20,90

ISBN: 978-88-89341-92-6

Essere conservatore condensa e aggiorna le rifles­sioni che il filosofo Roger Scruton va svolgendo dai primi anni 1970 sulle origini, gli sviluppi e i vari aspetti di quel pensiero conservatore anglosassone che trova in Edmund Burke alla fine del secolo XVIII uno dei «padri fondatori». Alla luce dei suoi princìpi, e di una fitta trama di riferimenti culturali, Scruton sottopone a critica serrata le varie correnti ideologiche che dominano la scena della polit­ica attuale – il na­zionalismo, l’ambientalismo, per esempio, ma anche l’isla­mi­smo. Ne scaturisce un’agile apologia del con­ser­vatorismo, una prospettiva che solo a tratti è riuscita a «bucare» la cultura post-illuministica dominante nel mondo occidentale lungo tutto l’Ottocento e il Novecento, ma non per questo è meno fon­data nei suoi presupposti critici e positivi.

Roger Scruton è nato in Inghilterra nel 1944. È sposato, ha due figli e vive nella sua fattoria nel Wiltshire. È stato docente di estetica, tuttora è visiting professor di vari atenei, ed è autore di numerosi saggi e romanzi. Oltre che di politica, è cultore di arte, musica – che compone ed esegue – e buon vivere.

copertina_La_rivoluzione_nell'arte

Roberto Marchesini

La rivoluzione nell’arte

Una sfida alla bellezza del creato

D’Ettoris Editori

Collana: Orizzonti della conoscenza

pp. 160, €. 14,90

Cos’hanno a che fare l’arte con la Montagna del sale di Mimmo Paladino, le Superfici magnetiche di Boriani, le tele squarciate di Fontana, le sfere bronzee di Pomodoro, i suoni di Stockhausen? Quante volte siamo rimasti basiti di fronte a “opere d’arte” vergognandoci di pensare “Questo l’avrei fatto anche io”? Come si è arrivati, da Caravaggio, Bach, Bernini all’orinatoio di Duchamp? Cosa ha provocato il decadimento della bellezza? Cos’ha a che fare il processo rivoluzionario con l’arte?

Roberto Marchesini ci accompagna in un viaggio appassionante e sorprendente attraverso l’arte moderna e contemporanea, alla ricerca di quel significato nascosto che essa porta senza renderlo esplicito.

Con un linguaggio semplice e chiaro (lontano da quello solitamente utilizzato nei libri dedicati all’arte) l’autore ci accompagna alla scoperta della Rivoluzione nell’arte: una sfida alla bellezza del creato.

Copertina_La_Casa_Europa

Gonzague de Reynold

La Casa Europa

Costruzione, unità, dramma e necessità

Presentazione e cura di Giovanni Cantoni

D’Ettoris Editori

pp. 281, €. 22,90

ISBN: 978-88-89341-98-8

 

Che cos’è l’Europa? È essa un continente? Apparentemente no, essendo meglio qualificabile come penisola asiatica. È essa caratterizzata da unità etnica? Proprio no, oggi più che mai. Essa è invece fondata su un’unità culturale tanto che, per esempio, Isocrate affermava doversi chiamare «[…] Elleni coloro che hanno in comune con noi la cultura piuttosto che l’origine». In tale solco si è collocato anche San Giovanni Paolo II quando, alle soglie del terzo millennio, ha parlato di Europa come di «[…] concetto prevalentemente culturale e storico, che caratterizza una realtà nata come Continente grazie anche alla forza unificante del cristianesimo, il quale ha saputo integrare tra loro popoli e culture diverse» (Ecclesia in Europa, n. 108). Dunque, dire «Europa» significa fare riferimento soprattutto a una costruzione culturale, a una «casa comune europea» (Ecclesia in Europa, n. 19) a più stanze, che trascende le basi geografica ed etnica convenzionali. La presente raccolta vuole aiutare a un inquadramento di tale identità.

Gonzague de Reynold (1880-1970) è stato uno storico, letterato e pensatore svizzero che ha svolto a più riprese riflessioni sull’Europa, fra l’altro redigendo su tale tema L’Europe tragique (1934) e l’opera monumentale La formation de l’Europe, in 8 tomi (1944-1957).

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