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Venerdì, 15 Dicembre 2017

L'ex premier nello studio di Porta a Porta: 'Gentiloni fino al 2018 ma agisca"

Da qui al 30 aprile, l'ex premier dovrà battersi con Andrea Orlando e Michele Emiliano per la segreteria del Pd. "Orlando dicono sia forte tra gli iscritti e Emiliano nelle primarie aperte, io non lo so. Ho rispetto dei miei avversari e non passerò il tempo ad attaccarli. Uno l'ho scelto come ministro, l'altro l'ho aiutato a vincere in Puglia". Ma al governatore che si dice favorevole a una futura alleanza con i Cinque stelle "Mai però con Fi", replica puntuto: "A cena è andato con Berlusconi. Non so se Grillo sceglierebbe Emiliano... Io aspiro ad avere la maggioranza". E poi lancia la prima stoccata della campagna congressuale: sull'obbligo di vaccini a scuola, accusa, "non è stato chiaro come altri presidenti di Regione. Ma non giochiamo sulla pelle della gente, su queste cose non si scherza. Litighiamo su tanti argomenti, sui vaccini per avere un voto in più si perde la faccia e la dignità del Pd". Nello studio di Porta a porta Renzi torna sulla vicenda Consip, invocando processi "per arrivare alla verità": "Umanamente sono preoccupato per mio padre ma sto con i giudici".

Renzi, ieri, in vista del Lingotto, dove intende tracciare il programma dei "prossimi dieci-venti anni" ha mandato dei segnali ben precisi sulla "manovrina" che il governo Gentiloni dovrà varare nei prossimi mesi. Ha Ribadito "pieno sostegno" al premier: "Giochiamo con la stessa maglia, nella stessa squadra, non conta chi fa gol". Ma sottolineato che se il voto è "previsto nel 2018", non si possono passare questi mesi a "parlarsi addosso: l'importante è fare cose concrete". 

Al Lingotto questo weekend Renzi approfondirà le sue proposte con i sostenitori. Non ci sarà Walter Veltroni, che non vuole schierarsi al congresso. Mentre l'ex segretario non svela se ci sarà qualcuno di Fiat ma dice: "Marchionne l'ha salvata" ma il fatto che abbia portato la sede all'estero "mi sta sul gozzo". Anche gli sfidanti Orlando ed Emiliano portano avanti la loro campagna e il ministro della Giustizia, che la scorsa settimana ha incontrato Romano Prodi e raccoglie il sostegno dei prodiani, fa sapere che se venisse eletto segretario si dimetterebbe da Guardasigilli. Il Pd intanto è ancora alle prese, però, con il caos delle tessere e a Napoli la commissione congresso decide di non approvare il tesseramento, invalidando di fatto le iscrizioni dopo le polemiche della scorsa settimana.

Intanto "ho stima, amicizia e rispetto per Renzi, conosco il suo contributo al dibattito europeo e lo rispetto, ma io parlo con il governo italiano". Così il commissario Pierre Moscovici risponde ai giornalisti che chiedono un'opinione sulle indicazioni dell'ex premier sulle scelte del governo per la manovra, come il 'no' all'aumento dell'Iva. "Sta al governo italiano - continua il francese - fare le proposte giuste, ma sappiamo qual è il gap, qual è lo sforzo da fare, che rappresenta lo 0,2% del Pil".

"Per quanto riguarda gli affari di bilancio dell'Italia - ha aggiunto il commissario - siamo in contatto costante con il ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan. C'è uno scadenziario, ci sono dei ritardi, ci sono le scadenze del programma del Patto di Stabilità e del programma nazionale delle riforme. Da qui ad aprile continueremo in quelle che sono le nostre domande: questo 0,2% del Pil di misure e stiamo lavorando su risposte comuni, positive e costruttive col governo italiano". 

E dall'Aula del Senato via libera al Ddl delega sul contrasto alla povertà che è stato approvato con 138 Sì, 71 No, 21 astenuti. Il provvedimento che ha già incassato l'ok della Camera diventa legge e verrà così introdotto il cosiddetto reddito di inclusione per quei nuclei familiari che avranno i requisiti previsti dalla legge.

"Approvata la legge sulla povertà. Un passo avanti per venire incontro alle famiglie in difficolta'. Impegno sociale priorità del Governo". Lo scrive su twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

Intanto si profila una proroga per la rottamazione delle cartelle esattoriali. Il viceministro dell'Economia, Luigi Casero, ha infatti preannunciato in commissione Finanze alla Camera parere favorevole a un emendamento che sposta la scadenza per presentare l'istanza dal 31 marzo al 21 aprile. Se l'emendamento, presentato al decreto terremoto, sarà dichiarato ammissibile, avrà quindi il via libera dell'esecutivo.

L'Agenzia delle Entrate, intanto, ha chiarito le regole per aderire, 'rottamando' i debiti con l'amministrazione fiscale centrale affidati, per la riscossione, ad Equitalia o a Riscossione Sicilia.

Si può fare domanda per tutte le somme affidate agli Agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016, evitando di pagare sanzioni e interessi di mora, versando solo il capitale, gli interessi, le spese sostenute per le procedure di recupero del credito e l’aggio dovuto agli Agenti della riscossione. Per questo motivo non è possibile attivare la procedura per i carichi non affidati entro il 31 dicembre 2016. È invece possibile definire i carichi affidati nel 2016 per i quali alla data del 31 dicembre 2016 non è stata notificata la cartella di pagamento al debitore, ma della cui esistenza l’Agente della riscossione ha avvisato il debitore mediante comunicazione inviata per posta ordinaria.

Ma c'e anche una forte polemica tra Il ministro delle Finanze tedesco Schaeuble e Draghi che lo attacca sui tassi bassi spiegando che 'le misure di politica fiscale e monetaria hanno raggiunto il limite', ma Mario Draghi ancora una volta li lascia invariati e anzi annuncia che i livelli dei tassi di interesse al livello attuale o più basso per un periodo prolungato e anche oltre l'orizzonte temporale del qe che al momento è atteso concludersi a dicembre. Ma riduce a 60 miliardi al mese il ritmo degli acquisti di titoli da aprile a dicembre, dagli attuali 80 miliardi di euro. "Non intendo speculare su un rialzo dei tassi prima della fine del Qe", sottolinea Draghi

'L'inflazione di base resta bassa', dice il presidente della Banca Centrale Europea. La Bce ha alzato all'1,7%, dall'1,3% di tre mesi fa, la stima d'inflazione per il 2017, e a 1,6% da 1,5% quella per il 2018.  La stima sul 2019 è confermata all'1,7%.  

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