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Stato di agitazione al Garibaldi

Con una nota inviata al Prefetto di Catania, Silvana Riccio, al direttore generale Giorgio Santonocito ed all'assessore regionale della Salute Baldo Gucciardi, i rappresentanti sindacali aziendali Carmelo Spica di Uil funzione pubblica, Andrea Gambino di Ugl sanità, Gabriele Messina di Fials e Vincenzo Neri di Nursind, insieme ai rispettivi segretari provinciali Stefano Passarello, Carmelo Urzì, Agata Consoli e Salvatore Vaccaro, hanno dichiarato lo stato di agitazione dei dipendenti dell'azienda ospedaliera "Garibaldi" di Catania, avviando nel contempo la procedura di raffreddamento prevista dalla legge.

Una decisione, quella assunta dalle segreterie provinciali e dalle componenti aziendali, dovuta alle disattese relazioni da parte della direzione generale dell'azienda con le stesse sigle di categoria, nonostante queste avessero più volte sollecitato un confronto, in particolar modo su tematiche come la mobilità del personale, la distribuzione delle risorse umane nelle strutture, l'assunzione di oltre 40 unità ed il conferimento di 20 unità di coordinamento che non hanno assolutamente tenuto conto delle graduatorie di mobilità all'interno dell'azienda.
"Non passa giorno che il personale infermieristico ed ausiliario venga spostato continuamente, con dinamiche a noi sconosciute e senza una reale esigenza - spiegano i sindacati. Protestiamo per chiedere la revoca immediata degli ordini di servizio attuati per consentire il rispetto della graduatoria di mobilità deliberata ed una più attenta analisi delle priorità nell'assegnazione del personale alle varie unità operative. Da diversi mesi chiediamo al direttore generale un confronto, perchè riteniamo sia corretto analizzare la pianta organica attuale per individuare le reali esigenze delle strutture ed i carichi di lavoro, e rispondere alla domanda della popolazione che invoca un servizio efficace ed efficiente. Invece abbiamo dovuto scontrarci con un vero e proprio muro di gomma, mentre si continua a navigare a vista senza alcuna programmazione e nessun rispetto degli accordi sulla mobilità interna. Auspichiamo dunque - concludono le organizzazioni sindacali - che sua eccellenza il Prefetto accolga la nostra richiesta per giungere presto ad una nuova fase, che consenta il riavvio del dialogo con la direzione ospedaliera nell'interesse di garantire all'utenza prestazioni assistenziali all'altezza."

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