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Martedì, 01 Dicembre 2020

Pierfrancesco Favino migliore attore del Globo d'Oro per Craxi

Si è conclusa la 60.ma edizione dei Globi D'Oro,  I giornalisti della stampa estera accreditati in Italia hanno emesso i loro verdetti. Vista l'emergenza coronavirus,  la cerimonia si è tenuta in alcune delle sale cinematografiche di Roma ancora chiuse. Un segno di solidarietà da parte della stampa estera in questo momento così complesso e difficile per il cinema italiano

Favolacce dei fratelli Damiano e Fabio D'Innocenzo e Volevo nascondermi di Giorgio Diritti trionfano alla 60esima edizione del Globo d'Oro, i premi conferiti dall'Associazione della stampa estera in Italia. L'opera seconda dei D'Innocenzo ha vinto come Miglior regia e Miglior sceneggiatura. Il film su Antonio Ligabue, invece, Miglior film e Miglior fotografia. Ad aggiudicarsi il premio Miglior serie Tv è The New Pope di Paolo Sorrentino che commenta: "tutti i premi, dall'Oscar in giù, sono una gratificazione al proprio ego, qualche volta ci vogliono".

Grazie alla sua interpretazione di Bettino Craxi in Hammamet, Pierfrancesco Favino vince il Globo come miglior attore.Pierfrancesco Favino, nell'interpretare grandi politici come Bettino Craxi (in Hammamet ), trasforma il proprio lavoro da estetico in etico: e i simboli guadagnano la profondità di persone. Non mostri, non santi: persone.

Più che un’interpretazione, quella di Favino è un'aderenza assoluta a Craxi, grazie allo straordinario lavoro di make-up, ma anche e soprattutto alla caratterizzazione vocale e gestuale dell'attore romano. “Io non considero Craxi una star, ma un politico su cui è calato da anni un silenzio, anche ingiusto. Non ho fatto un film sul Craxi degli anni Ottanta, ma sulla lunga agonia di un uomo di potere che lo ha perso e va verso la morte. Craxi muore il 19 gennaio del 2000, in Tunisia, macerato fino all'autodistruzione, che forse altrove si sarebbe potuto salvare. I chirurghi del San Raffaele vedendo i macchinari dell’ospedale di Tunisi, infatti non se la sentirono di operarlo”.

Favino ha ricevuto il riconoscimento presso la sala Greenwich a Testaccio e ha motivato così la scelta:

"Ho scelto questo cinema perché è il cinema del mio quartiere, non vedo l'ora che cadano queste distanze, queste barriere, e che si torni a dire ‘zitti!’ nel buio della sala, gomito a gomito”

E anche la bravura di Valeria Bruni Tedeschi, premiata come miglior attrice per Aspromonte di Mimmo Calopresti, sarà possibile ammirarla sui canali Sky. la pellicola sarà infatti in onda sabato 18 luglio.

Valeria ha manifestato il suo entusiasmo con queste parole:
“Questo premio è stata una bella sorpresa, il film di Mimmo Calopresti lo trovo bellissimo: la nostra amicizia è fondamentale per me e questo Globo d’Oro è come un albero sul nostro cammino. Il premio è un riconoscimento, essere premiati è come ricevere delle carezze, è come incontrarsi, e per me il cinema è prima di tutto l’incontro”.

I premi sono assegnati dalla giuria di giornalisti dell'Associazione Stampa Estera in Italia, presieduta da Alina Trabattoni (Eurovision) e da Claudio Lavanga, corrispondente dall'Italia di NBC News e docente di giornalismo televisivo presso la Scuola di Giornalismo Massimo Baldini della Luiss.

Per porre l'attenzione sulle difficoltà che il cinema sta vivendo dopo il lockdown, le statuette del Globo D'Oro sono state consegnate nella sale della Capitale. Un modo per premiare i vincitori sostenendo la settima arte.

Il Globo d'Oro Il Globo d'oro è un premio cinematografico italiano assegnato con cadenza annuale dai giornalisti della stampa estera accreditata in Italia.

Nel 1959 l'Associazione stampa estera in Italia, alla quale facevano riferimento su tutti i critici John Francis Lane, Melton Davis e Klaus Rhüle, volle rendere omaggio al cinema italiano, all'apice della cultura mondiale in quel momento, creando un premio ad hoc sulla scia dei Golden Globe del cinema statunitense. La prima premiazione si tenne nel 1960 e decretò la vittoria del film 'Un maledetto imbroglio' di Pietro Germi. Nel corso degli anni, le categorie del premio vennero ampliate e furono inclusi anche i professionisti del settore, oltre che i film.

L'edizione 1981-1982 vide la partecipazione del presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini. Nel 1995 venne creato il Premio alla carriera.

Ad oggi è considerato fra i tre più importanti premi italiani, insieme ai David di Donatello e ai Nastri d'Argento.

LA GIURIA DI QUESTO ANNO 2020

Tetsuro Akanegakubo, Alvise Armellini, Francesca Biliotti, Marie Delphine Bonada, Michael Braun, Teresa Bustelo, Esma Çakır, Tatiana Covor, Carmen Del Vando Blanco, Antonino Galofaro, Francisco Gonzalez Garzia, Amanda Hargreaves, Richard Heuze, Gustav Hofer, Christina Höfferer, Alba Kepi, Ewout Kieckens, Giorgio Lambrinopulos, Claudio Lavanga, Peter Loewe, Benigna Mallebrein, Catherine Marciano, Mustafa Marghadi, Patricia Mayorga, Dimitri Mihoudis, Elisabeth Missland, Vera Naydenova, Christa Peduto Langen, Silvia Martinez Puentes, Jorge Pinas, Elena Postelnicu, Philip Pullella, Carlo Rebecchi, Dennis Redmont, Cecilia Sandroni, Julia Sarkozy, Susanne Schaller, Vera Shcherbakova, Domenico Stinellis, Constanze Templin, Alfredo Tesio, Alina Trabattoni, Praxilla Trabattoni, Maarten van Aalderen, Kelly Velasquez, Julia Sandra Virsta, Giada Zampano


Tutti i premiati:

Favolacce – Fabio e Damiano D’Innocenzo
Miglior regia/Miglior sceneggiatura

Due i Globi D’Oro per l'opera seconda dei fratelli d’Innocenzo, tra le poltrone del cinema Quattro Fontane. Favolacce è uno spaccato violento della periferia romana che travalica i confini della città per farsi dramma universale.

Migliore Attore – Pierfrancesco Favino

All'attore romano il riconoscimento di miglior attore per la sua interpretazione di Bettino Craxi in Hammamet, film di Gianni Amelio che racconta la latitanza dell’ex presidente del consiglio italiano in Tunisia.

Volevo Nascondermi – Giorgio Diritti
Miglior film

Il lungometraggio del regista bolognese è una poetica biografia di Antonio Ligabue, pittore e scultore italiano morto nel 1965, interpretato da Elio Germano. Per lui il riconoscimento di miglior film consegnato al cinema Tibur del quartiere San Lorenzo, a Roma.

The New Pope – Paolo Sorrentino
Migliore Serie Tv

Il regista partenopeo si aggiudica il premio per la migliore serie tv con The new Pope, il secondo capitolo della sua eccentrica trilogia ambientata in Vaticano.

Tolo Tolo – Luca Medici (Checco Zalone)
Migliore Commedia

Già campione d’incassi al botteghino, la commedia dell’attore e regista pugliese vince il premio di miglior commedia.

Migliore fotografia – Matteo Cocco
Volevo nascondermi

L’attrice di origini piemontesi si aggiudica il Globo D’Oro per la sua interpretazione in Aspromonte – La terra degli ultimi diretto da Mimmo Calopresti.

Globo D’Oro alla carriera – Sandra Milo

Tra i capitelli e le statue del set di Roma a Cinecittà, l’attrice ha ricevuto il premio alla carriera. Tra i film in cui ha recitato c’è Otto e mezzo di Fellinie Lo Scapolo, il suo film di esordio a fianco di Alberto Sordi.

Gran premio della stampa estera – Carlo Poggioli

Tra i costumisti più influenti del panorama cinematografico internazionale, Carlo Poggioli ha curato i costumi di film come Youth di Paolo Sorrentino, Ritorno a Cold Mountain di Anthony Minghella e Divergent, ciclo cinematografico a tema fantascientifico diretto da Neil Burger.

Picciridda – Paolo Licata
Migliore opera prima

Picciridda, film tratto dall’omonimo romanzo di Catena Fiorello e diretto da Paolo Licata, si aggiudica il Globo D’Oro per la Migliore opera prima. Ambientato nella Favignana degli anni Sessanta, il lungometraggio racconta la storia della piccola Lucia (interpretata da Marta Castiglia) e del suo difficile rapporto con la nonna Maria, cui è stata affidata dopo la partenza dei genitori emigrati per cercare fortuna in Francia.

Giovane Promessa – Virginia Apicella

La giovane Virginia Apicella è stata premiata per la sua interpretazione in Nevia, film di Nunzia Garrone che racconta la storia di un’adolescente cresciuta in un campo container a Ponticelli.

È il compositore Pericle Odierna a vincere il Globo D'Oro per la colonna sonora di Picciridda, lungometraggio già premiato come migliore opera prima.

Vulnerabile bellezza – Manuele Mandolesi
Miglior documentario

Migliore colonna sonora – Pericle Odierna
Picciridda

Con Vulnerabile Bellezza, Manuele Mandolesi racconta la rinascita di una famiglia di allevatori marchigiani dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia nel 2016.

L’amore oltre il tempo – Emanuele Pellecchia
Migliore Cortometraggio

È un corto muto e in bianco e nero dallo stile favolistico a vincere il Globo D’Oro per il miglior cortometraggio. Scritto e diretto da Emanuele Pellecchia, mette in scena una storia d’amore tra un uomo e una donna di epoche diverse i cui destini si incrociano quasi per errore.  
 
 
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