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Martedì, 18 Giugno 2019

Che relazione ci può essere, discograficamente parlando, fra un preludio di Debussy e un Preludio in Jazz? O fra il famoso Adagio dalla Patetica di Beethoven e lo standard Someday My Prince Will Come? Una soluzione ce la offre l'album del pianista Lello Petrarca, Reflections, edito dalla label pugliese Dodicilune. 

Che ci offre l'opportunitá di mettere sullo stesso "piatto" un differenziato menu musicale in cui esegue alcuni suoi brani di fragrante freschezza e nel contempo ostenta un proprio stile onnivoro, che pesca in diversi ambiti, a partire dal pop fino appunto al pianismo classico romantico. La perla del lavoro resta la Turca Fuga ispirata al Rondò Alla Turca di quel Mozart nel quale giá Fausto Torrefranca nel lontano 1945 diagnosticava germi di jazz. 

È un vagabondare fra linguaggi, scrive Gabriele Mirabassi nelle liner notes.

Certo ma l'Io Vagabondo "petrarchesco" e quello dei suoi partners Vincenzo Faraldo al contrabbasso e Aldo Fucile alla batteria, non si sfilaccia in mille rivoli anzi si proietta in avanti in un alveo di Riflessioni che sanno guardare al passato dei grandi pianisti della musica afroamericana, e ancora più indietro fino ai mostri sacri occidentali del pentagramma . 

Sarebbe interessante, viste le premesse, vederlo alla prova di un cd monografico dedicato a uno di loro, Beethoven per esempio, tipo Friedrick Gulda, visto che ci si chiede ancora "Did Beethoven invent jazz? (Keyboardimpro.com). Per una nuova "Cura Ludovico" a cui sarebbe piacevole sottoporsi, da ascoltatori di jazz e non solo!

***

Nell'album Blues Is More (Dodicilune) il pianista Claudio Angeleri, uno dei jazzisti italiani più in vista, si avvale di un gruppo ben assortito di musicisti nell'accompagnarlo ovvero il sassofonista Gabriele Comeglio, il trombonista Andrea Andreoli, il bassista Marco Esposito, il batterista Luca Bongiovanni con ospiti del 5et la vocalist Paola Milzani e il flautista Giulio Visibelli.

Anche indovinata si presenta la scelta dei pezzi, sia quelli di Ellington, Powell e Monk che gli altri, a propria firma, dai quali si evidenziano rodate attitudini compositive ed una vena ispirativa non comune.

Ma il disco ha una caratteristica che lo rende se non unico (in Italia) almeno particolare: rappresenta un primo step di ricerche sulle teorie musicali del musicologo svizzero naturalizzato americano Ernst Levy. Un pensiero che affonda le radici in Zarlino e che ha influenzato Steve Coleman con il M-Base Movement oltre agli stessi Herbie Hancock e Jacob Collier; e vanta proseliti anche in altre aree, vedasi, per esempio, il flamenco del chitarrista Ruben Diaz. Al centro sta il concetto di Armonia Negativa. Senza entrare in tecnicismi, l'idea è armonizzare tramite intervalli inversi, lavorare su accordi rovesciati, per esempio sovrapponendo a un do maggiore un fa minore, quasi visti allo specchio (Mirror Harmony) con risultati che non danno luogo a dissonanze o consonanze convenzionali comunque a simmetrie che producono colore, sospensione, fors'anche un effetto straniante all'esecuzione. 

Ma la "Negative Harmony" può interessare il musicista non l'ascoltatore appassionato di jazz il quale va peraltro rassicurato sulla piena godibilitá della musica in questione. Poichè, al di lá dei teoremi tecnici, in questa musica, rimane un piacevole sostrato blues, anzi Blues Is More.

Una importante realtà industriale della Calabria rappresenterà il Made in Italy a Matera 2019. Spetterà infatti, da oggi martedì 12 a venerdì 15 marzo 2019, all’azienda Amarelli di Rossano il compito di aprire la vetrina internazionale delle eccellenze italiane che per 50 settimane assurgeranno al ruolo di protagoniste nella Capitale Europea della Cultura.

Insieme ad altre 49 eccellenze innovative, tra imprese, associazioni e reti di imprese di tutta Italia, appartenenti a settori diversi ed eterogenei, l’azienda Amarelli è risultata tra i vincitori del bando promosso da Confindustria e Fondazione Matera Basilicata 2019, che hanno selezionato le realtà che meglio sapessero raccontare la capacità del fare impresa, i valori e le competenze diffuse che costituiscono un patrimonio importante per le aziende e la società, la qualità e la cultura del lavoro che caratterizza l’Italia, secondo paese manifatturiero d’Europa.

Dalla cultura al turismo, passando dall’ICT al metalmeccanico, dall’arte al settore chimico-farmaceutico, ognuna di queste imprese avrà una settimana dedicata in un spazio espositivo di eccellenza spazio denominato "Open Future Imprese", ospitato nell’ipogeo di Piazza San Francesco, in cui potrà valorizzare progetti e iniziative legate allo sviluppo, alla cultura e al territorio di riferimento.

Per il presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca si tratta “di un evento di rilevanza internazionale e di pervasività diffusa per tutti i settori produttivi. Il fatto che una iniziativa così importante che si pone tra gli obiettivi quello di far conoscere, mettere a sistema e promuovere le eccellenze italiane inizierà parlando di Calabria non può che essere motivo d’orgoglio per tutti. Nello stesso tempo serve da stimolo a fare sempre di più e meglio e da traccia per un territorio come quello calabrese capace di dimostrare, così, di essere ricco di opportunità e pronto a concorrere da protagonista alla crescita ed allo sviluppo del Paese”.

Immagini, video, oggetti e suggestioni sonore racconteranno al visitatore la storia millenaria della liquirizia, attraverso uno spaccato della storia economica del Mezzogiorno ed un focus sui tre secoli della storica e prestigiosa azienda calabrese.

L’Amministratore Delegato della Amarelli Fabbrica di Liquirizia Fortunato Amarelli ringrazia Confindustria ed esprime soddisfazione. “La scelta di inaugurare questo importante e qualificante progetto culturale delle imprese italiane nella Città dei Sassi ci carica di emozione ma anche di un senso di responsabilità e di orgoglio che vogliamo condividere con tutto il territorio e con tutta la rete imprenditoriale della regione”.

“MATERA 2019 – aggiunge Pina Amarelli, presidente della prestigiosa Fabbrica di Liquirizia di Rossano – è destinata a rappresentare per l’Italia intera ma soprattutto per il Mezzogiorno un punto di non ritorno nella capacità di territori, istituzioni ed imprese, di sapersi reinventare attraverso un’attenzione finalmente strategica, perché manageriale, rispetto all’esigenza di valorizzare, comunicare e rendere fruibile il complessivo patrimonio identitario distintivo dei singoli luoghi. Essere co-protagonisti di questo evento storico rappresenta un impegno che cercheremo di interpretare rappresentando al meglio Corigliano, Rossano, la Calabria e l’Italia”.

L’inaugurazione dello spazio “"Open Future Imprese" a Matera Capitale della Cultura 2019 si terrà giovedì 14 marzo alle ore 13 con il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

 

 

 

 

Nella società occidentale i risultati dell’ecclissi della figura paterna sono chiarissimi. Basti pensare, per fare solo un esempio, ai dati che emergono dalla cronaca nera di questi ultimi decenni. Dunque l’importanza del padre va riscoperta e vanno combattute quelle leggi che ne hanno minato l’autorità nella famiglia e nella società, non ultime ma traumatiche quelle sulle adozioni alle coppie composte da due uomini o due donne. Della necessità di una riscoperta sociale, morale e culturale, a 360 gradi, di quel padre oggi messo pericolosamente in disparte dalla cultura dominante ha parlato più volte Papa Francesco. Durante un’udienza tenuta nell’Aula Paolo VI in Vaticano nel febbraio 2015, il Santo Padre affermò tra l’altro: «Padre è una parola nota a tutti, una parola universale. Essa indica una relazione fondamentale la cui realtà è antica quanto la storia dell’uomo. Oggi, tuttavia, si è arrivati ad affermare che la nostra sarebbe una “società senza padri”. In altri termini, in particolare nella cultura occidentale, la figura del padre sarebbe simbolicamente assente, svanita, rimossa». Del ruolo del padre nella famiglia secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, il Compendio di Dottrina sociale della Chiesa e il Magistero di Papa Francesco si parlerà nella prossima puntata di Temi di Dottrina sociale della Chiesa dal titolo “Il padre e l’autorità negata”. Condotta da Giuseppe Brienza e Marco Petrizzelli, andrà in onda su Radio Mater martedì 12 marzo dalle ore 17.30 alle 18.30. Per cercare la frequenza FM dell’emittente cattolica fondata nel 1984 da don Mario Galbiati se ne può consultare il sito ufficiale di Radio Mater.

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