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Venerdì, 14 Agosto 2020

Anche in questi momenti di grande crisi sanitaria che costringe il mondo a restare in casa, la Carpigiani Gelato University, la scuola di gelateria internazionale con 20 campus in 19 paesi diversi, mette a disposizione il know-how dei suoi maestri gelatieri per un nuovo e arricchito catalogo di corsi online non dimenticando che come tutte le arti culinarie, la gelateria si impara sperimentando ogni giorno in laboratorio. Chi vuole iniziare ad avvicinarsi al mondo della gelateria ha a disposizione la serie “E-taste” in quattro lingue: italiano, inglese, francese e spagnolo. Si tratta di 5 lezioni da 1 ora e mezza con workbook scaricabile che riassumono gli elementi fondamentali di un gelato artigianale di alta qualità. “Questo progetto permette di entrare nel nostro campus principale e provare la metodologia di insegnamento che dal 2003 ha dato vita a numerose storie di successo in tutto il mondo.” – commenta Kaori Ito, direttrice della Carpigiani Gelato University – “Sono migliaia gli ex studenti che hanno cambiato la loro vita con il gelato e il mercato offre ancora molte opportunità di business. Grazie la tecnologia riusciamo ad avvicinarci a chi non ha ancora compiuto il passo, ma ha una grande passione per la gelateria e la cucina. Ovviamente, poi li aspettiamo per il corso completo, l’esperienza in aula con gli altri aspiranti gelatieri e le lezioni pratiche in cui mettere alla prova quanto appreso durante le ore di teoria. Il gelato è fantastico da fare e da assaggiare!”.Per i professionisti si spazia dall’attuale “Home Delivery Solution” in italiano e in inglese per chi vuole affrontare l’emergenza attivando il servizio di consegna a domicilio ai corsi avanzati e specifici come quello del “Gelato per il intolleranti al lattosio” o il “Gelato con bevande alcoliche”. I corsi sono disponibili sul sito www.gelatouniversity.com nell’area “Corsi Online”. Per informazioni: info@gelatouniversity.comCarpigiani Gelato University, fondata nel 2003 come divisione formativa del Carpigiani Group, è oggi riconosciuta a livello internazionale come fucina dei gelatieri di successo. La mission è educare alla cultura del gelato artigianale. Quest’anno sono stati organizzati oltre 400 corsi in 10 lingue per circa 12.000 ore di docenza, dati quasi triplicati in 3 anni. La sede principale della Scuola è ad Anzola dell’Emilia (Bologna), e la formazione avviene inoltre in 20 sedi nel mondo. Lanciato a settembre 2013, il percorso formativo Diventa Gelatiere, caratterizzato da una maggiore presenza di lezioni pratiche, ha segnato il record di iscrizioni: sempre più studenti scelgono di completare l’intero percorso di 4 settimane, che si conclude con uno stage formativo in gelateria. 

Sono stati consegnati questo pomeriggio ai medici e agli infermieri dell’Ospedale Bellaria di Bologna i 2.000 camici acquistati dalla Fondazione Il Bene, con la donazione giunta loro dal Monastero Santa Rita di Cascia. Le monache agostiniane, infatti, hanno donato 7.320 euro alla onlus bolognese, che da anni aiuta uno degli ospedali oggi in campo nella lotta al Coronavirus, destinando i primi fondi raccolti dalla campagna #isolatimanonsoli con il Kit del Pellegrino.

Colmo di gioia e gratitudine, il messaggio della Madre Priora, Suor Maria Rosa Bernardinis rivolto ai devoti, che hanno permesso con la loro carità questa opera di bene. “Grazie a voi, abbiamo contribuito ad assicurare protezione al personale sanitario dell’Ospedale Bellaria di Bologna, che si sta prendendo cura della vita di chi è malato, esponendosi a molti pericoli. In questi giorni difficili, la nostra preghiera si leva alta in cielo ogni giorno per tutti e unita alla vostra diventa opera tangibile e si fa azione a tutela della vita, una freccia nell’arco del bene. Una preghiera che, attraverso la campagna #isolatimanonsoli, con l’aiuto di tutti può diventare ancora carità concreta per chi ne ha bisogno”.

LA CATENA DEL BENE È grazie ai devoti che hanno donato, scaricando il Kit del Pellegrino per pregare Santa Rita e facendo concreto un gesto di carità, che il monastero di Cascia ha potuto tendere la mano alla Fondazione Il Bene, portando il suo aiuto, attraverso i dispositivi di protezione sempre più difficili da reperire, agli operatori sanitari che sono in prima linea nella lotta al virus, mettendo a rischio le loro vite. I devoti di Santa Rita, con il loro prezioso gesto di carità e amore, hanno permesso di dare origine ad una vera catena del bene, che farà la differenza per molti. La Fondazione Il Bene, infatti, lanciando la richiesta di aiuto al monastero agostiniano, a sua volta stava rispondendo all’appello rivolto dall’Azienda USL di Bologna, che segnalava un fabbisogno fondamentale di camici usa e getta da utilizzare nei padiglioni Covid-19. La Fondazione si è messa alla ricerca di questo articolo, fino a reperire la disponibilità di 2.000 pezzi di camici in polipropilene, provenienti dalla Cina. Camici acquistati poi grazie al contributo dei devoti benefattori del Monastero Santa Rita di Cascia.

I camici sono stati ritirati e consegnati dal Presidente della Fondazione Il Bene Francesco Rosetti e dal dottor Fabrizio Salvi, neurologo responsabile del Centro il BeNe, dell’Ospedale Bellaria di Bologna. Entrambi hanno voluto inviare ai devoti ritiani il loro profondo ringraziamento per l’importante donazione ricevuta. “Proprio oggi – ha sottolineato il dottor Salvi – le notizie parlano di 94 medici e 26 infermieri deceduti dall’inizio della pandemia, che vede oltre 10 mila sanitari contagiati. La nostra categoria è quella più esposta e purtroppo a rischio, soprattutto se vengono a mancare i necessari presidi di protezione. Ecco perché siamo molto grati a tutti coloro che hanno reso possibile l’acquisto di questi preziosi 2.000 camici, che ora andranno a proteggere la salute e la vita di molti medici ed infermieri, permettendo loro di continuare ogni giorno in sicurezza ad operare al fianco dei malati per sconfiggere il virus”. 

 

 

 

 

Uno pseudo santone indiano che medita in bagno, un chitarrista che suona l’aspirapolvere, una sorta di James Bond che si veste nella cabina doccia e un bassista che saluta sé stesso dalle due estremità del balcone di casa.

La band più irriverente del panorama musicale tarantino torna con un nuovo e frizzante brano. Loro sono i Quadrophenix e, per esorcizzare il delicato momento che si vive a causa del corona virus, lanciano Tango in Quarantena. La promozione è a cura dell’associazione culturale altramusicalive.

L’idea nasce dalla challenge lanciata dalla Sottotetto Records #quarantenasongchallenge1 che ha chiamato a raccolta gli artisti emergenti. Un singolo fresco, divertente, con un ritornello ritmico capace di restare subito nella mente di chi ascolta. Il videoclip è disponibile sul canale YouTube della band ed è stato rigorosamente e interamente girato in casa. Una riflessione sul lungo tempo trascorso tra le quattro mura domestiche che, a volte, difficile da metabolizzare, costringe a pensare: «Basta, adesso vado via… sul divano».

Con il loro tango i Quadrophenix osservano e ironizzano sulle manie che si stanno diffondendo nelle case degli italiani in questi giorni: chi vuole convincere il cane ad uscire per fare due passi, anche se in realtà si tratta di un coniglio, chi resta comodo in poltrona a sgranocchiare biscotti, o chi si dedica alle continue pulizie domestiche seppur armato soltanto di uno spazzolino. «Non vogliamo in nessun modo prenderci gioco della tragedia che si sta consumando nel mondo – commenta la band – e nutriamo un profondo rispetto per chi purtroppo è in difficoltà a causa del virus. Il nostro obiettivo è regalare un sorriso, analizzando quanto le nostre abitudini di vita stanno cambiando».

Acume in musica per il gruppo tarantino composto da Alessandro De Vincentiis, Valerio Gentile, Marco Nigri e Fabio Nardelli. Con un sound dal retrogusto surf rock, miscelato alle sonorità britanniche degli anni ’60, nell’ultimo brano non poteva mancare una riflessione sugli ormai famosi decreti che si sono alternati nelle ultime settimane, che «nascono, crescono e poi come figli ingrati se ne vanno» ma tutti restano «piezz’ e core».

Una quarantena dunque da vivere ancora per un po’, ma che dimostra come è possibile creare musica, divertirsi e trascorrere il tempo anche in maniera leggera perché «Sopra il divano l’italiano è sano». E tra le righe, nemmeno troppo nascosto, il messaggio rivolto a tutti a rispettare le regole, ribadendo l’ashtag #iorestoacasa come monito, questa volta serio, per cercare di superare tutti insieme questa situazione di difficoltà. Senza dimenticare che, anche sorridendo qualche minuto con Tango in Quarantena#andràtuttobene.

BIOGRAFIA. I Quadrophenix nascono nel 2006. Il loro sound è caratterizzato da sfumature tipiche del rock britannico anni ’60, dosate con testi in italiano spiccatamente ironici e divertenti. Dopo aver partecipato a Festival nazionali e a trasmissioni televisive come “La grande onda” con Red Ronnie, vincono il primo premio al “Bitetto Arts” e si esibiscono in molti live. Si aggiudicano anche la “Notte Rock” e lo scorso anno hanno pubblicato il singolo estivo “Mai più” e l’album “Paraponzi”.

 

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