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Martedì, 12 Novembre 2019

La Festa ebraica della Capanne a Reggio Calabria

Teatro Nemesia Valle, sul palco Franco Arillotta, appassionato di storia, mostra una incisione che raffigura la Reggio del ‘700. “Siamo nel 1783, poco prima del terremoto che devasterà la città; a Reggio, zona Porta della Dogana, vicino la grande Cattedrale: nella figura vediamo otto persone che mercanteggiano: ci sono due turchi coi turbanti e le lunghe vesti ottomane, vediamo due stranieri cristiani, di sicuro genovesi, perche alla rada c’è un veliero che batte la bandiera di 'Zena’ (sfondo bianco e croce di Sant’Andrea), due personaggi locali e due ricchi mercanti in sfarzose vesti; sono lunghe, dalla foggia orientale, ma in capo hanno il Thalòs copricapo obbligatorio per i giudei. Ecco, essi sono ebrei. E venivano qui da noi a mercanteggiare: di sicuro con i Turchi stavano trattando l’acquisto e spedizione di colli di seta; questa era la Reggio del ‘700: un luogo internazionale, ricco, ribollente di scambi, produttore di benessere”. Le parole di Franco Arillotta, presidente dell’associazione ‘Amici del Museo’, insigne studioso di storia locale, risuonano al teatro Nemesia Valle di Reggio Calabria, dove si commemora il ‘Sukkoth’, la festa ebraica delle Capanne, iniziativa finalizzata anche a ricordare la ricca eredità ebraica della Reggio di un tempo. L'incontro è stato moderato da Gianluca Ursini, rappresentante del costituendo Comitato Reggio Ebraica e animatore del convegno.  

“Ma ora grazie a questi documenti sappiamo come gli ebrei siano tornati nei secoli a Reggio, e come Reggio fosse per loro luogo privilegiato per fare scambi commerciali internazionali”, prosegue con fervore Arillotta, mostrando al pubblico del convegno un atto notarile del 1795, dove due signori di Santa Caterina, madre e figlio Vazzana e Meduri, si impegnavano a vendere addirittura ‘’400 cedri’’, detti ‘cedra judeorum’, i cedri dei Giudei, a tal signor Antonio Cilea De Fonseca. “Il segno che il Cedro cresceva un tempo molto fiorente anche qui a Reggio”, spiega Arillotta.

Il Cedro, un elemento caratterizzante della Calabria tanto quanto il Bergamotto, è utilizzato per essere bruciato come essenza sacra durante la celebrazione della festa ebraica del Sukkoth, tanto da essere conosciuto da tutti gli ebrei del mondo. “A inizio agosto a Santa Maria del Cedro, a Diamante, a Cirella, i rabbini capo delle maggiori comunità mondiali (New York, Parigi, Tel Aviv, ndr) vengono a scegliere i migliori frutti e a prenotare i migliori alberi” spiega Tonino Nocera, autore del libro ‘’Rosh Shel Calabria’’ e eccelso conoscitore dell’Ebraismo.

“Elemento identitario, che ha una coltivazione unica, a pergolato, ma detta 'doppia pergoletta’ proprio per tutelare il prezioso frutto, che i rabbini acquistano solo se perfetto; il che fa propendere per questa coltivazione, così da non far sfregare i frutti tra loro”, spiega il direttore del dipartimento di Agraria dell’università Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, che si sofferma con un lungo excursus sulla storia del frutto “un tempo coltivato su 400 ettari – contro i 1.800 del bergamotto, per esempio – ora purtroppo ridotti a 70, perché, prediligendo gli spazi lungo gli argini delle fiumare o i terrazzamenti vista mare, i giardini sono stati scacciati dall’aggressione urbanistica”.

Il presidente della Camera di Commercio reggina Ninni Tramontana, invece, ricorda il passato di una Reggio centro degli scambi del Mediterraneo e guarda al futuro. “Come Camera di Commercio miriamo a integrare e favorire i rapporti delle nostre aziende con quelle israeliane; troppo spesso i nostri associati guardano per l’export alle Regione del Nord, o alle nazioni del Nord Europa, mentre noi in questo mandato ci proponiamo di aprire al commercio con la Sponda Sud del Mediterraneo". Il presidente Tramontana, fresco di rielezione, ricorda anche come le possibilità future di interagire con Israele “debbano passare anche dai flussi turistici: abbiamo studiato il turista israeliano, va in cerca di esperienze gastronomiche, culturali ed anche sportive. Possiamo quindi ideare due sbocchi per il nostro prodotto turistico: valorizzare i nostri tesori artistici, archeologici e le nostre unicità gastronomiche ed anche attrarre gli israeliani con i nostri percorsi di trekking, diving, escursioni in montagna. Abbiamo enormi spazi per lavorare in futuro”, chiude speranzoso l’erede della dinastia locale del vino.

Chiudono la serata i saluti di Lorenzo Labate in rappresentanza della ConfCommercio, la lettura del messaggio inviato dal presidente del Consiglio regionale della Calabria Nicola Irto, vicino all’iniziativa per l’esaltazione di una eccellenza calabrese come il Cedro, e del fondatore dell’associazione ‘Amicizia Italia – Israele’, Antonio Porcaro.

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