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Mercoledì, 24 Luglio 2019

Oggi, dopo tante battaglie, tutte rigorosamente vinte, Roberta Angelilli però non ha alcuna voglia di fermarsi e accetta una nuova sfida insieme a Giorgia Meloni, quella di cambiare l'Europa; ricordandoci che con i Fratelli d'Italia combatterà con caparbietà sperando di cambiare in meglio le cose.  

Sono 15 le candidature di Fratelli d'Italia nell'Italia centrale per le prossime elezioni europee. A Giorgia Meloni capolista, seguono i nomi, in ordine alfabetico: Francesco Acquaroli, Arianna Alessandrini, Roberta Angelilli, Alfredo Antoniozzi, Monica Stefania Baldi, Marco Bertolini, Ida Collu, Fabrizio Ghera, Alessio Pestelli, Diego Petrucci, Federica Picchi, Nicola Procaccini, Luca Romagnoli, Michele Sciurpa.“

Roberta Angelilli, 52 anni, nata a Roma. Esperta di Diritto europeo.

Laureata in Scienze politiche. Master in Diritto europeo, Master in Euro progettazione e accesso ai finanziamenti comunitari, Master in Comunicazione e media digitali, Master in Diritto amministrativo. Volontaria della Croce Rossa Italiana. Fondatrice e attivista dell'Associazione ambientalista "Fare Verde" e dell'organizzazione di volontariato internazionale "Movimento Comunità". Giovanissima inizia la sua attività politica militando nei nuclei studenteschi della Capitale, diventando Segretario provinciale di Roma del Fronte della gioventù (Movimento Sociale Italiano) e poi Presidente provinciale di Azione giovani (Alleanza Nazionale).
Dal 1994 al 2014 è Deputato al Parlamento europeo.
Da Luglio 2009 a Giugno 2014 è Vicepresidente del Parlamento europeo, Mediatore per i casi di sottrazione internazionale di minori, Presidente del Gruppo di alto livello per l'uguaglianza di genere e la diversità, rappresentante per il Parlamento europeo al Forum internazionale per i diritti dei minori...

Nel 1980 inizia la sua attività politica nei nuclei studenteschi di Roma.

Nel 1993 è eletta segretario provinciale della Provincia di Roma del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Msi. Alle elezioni europee del 1994 è eletta per la prima volta al Parlamento Europeo nelle liste di Alleanza Nazionale. Dal 1996 al 1997 è presidente provinciale di Azione Giovani, organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale.


Nel 1998 è nominata dirigente provinciale di Roma di Alleanza Nazionale. Alle elezioni europee del 1999 viene riconfermata al Parlamento Europeo, seconda della lista di Alleanza nazionale subito dopo Gianfranco Fini, con oltre 50.000 preferenze. Nel 2000 è nominata Commissario Straordinario della Federazione, prima donna a guidare Alleanza Nazionale a Roma. Nel 2002 è nominata Coordinatrice regionale di Alleanza Nazionale per il Lazio, incarico che mantiene per tre anni.

Alle elezioni europee del 2004 ottiene il terzo mandato al Parlamento Europeo nella lista di Alleanza Nazionale nella circoscrizione centro, ricevendo oltre 87 000 preferenze. È stata iscritta al gruppo Unione per l'Europa delle nazioni, è capo delegazione di Alleanza Nazionale, membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della Commissione per lo sviluppo regionale; della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo, compreso lo Yemen, della Delegazione per le relazioni con Svizzera, Islanda e Norvegia.

Nel 2005 ha fatto parte dell'Esecutivo politico di Alleanza Nazionale. Alle elezioni del Parlamento europeo del 2009 è eletta per la quarta volta nelle liste del Popolo della Libertà, risultando seconda nella circoscrizione Italia centrale e aderisce al Partito popolare europeo.
Il 14 luglio 2009 è eletta al terzo turno, con 274 voti su 644 voti validi, vicepresidente del Parlamento Europeo.[1]. Il 18 gennaio 2012 è stata confermata nella carica con 246 voti su 672[.

A Bruxelles è componente della Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni, della Commissione per i Diritti della Donna e l'Uguaglianza di Genere e della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali. È membro della delegazione per le relazioni con l'Afghanistan e con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo. Presso l'ufficio di Presidenza del Parlamento europeo ha la delega ai diritti dei minori, al personale ed è responsabile dell'Assemblea Parlamentare Euro-Mediterranea. È stata relatrice della Direttiva Europea contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale minorile e la pedopornografia approvata il 27 ottobre 2011.

Nel giugno 2012 si mostra attiva sul tema della messa al bando delle mutilazioni genitali femminili.[4] Il 16 novembre 2013 aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano per cui è candidata alle successive Elezioni europee del 2014 (Italia) nella Circoscrizione Italia centrale ma con 25.443 preferenze non viene eletta arrivando terza.
Nel 2015 abbandona il Nuovo Centrodestra ed aderisce ad IDeA-Identità e Azione di Gaetano Quagliariello.
Nel 2016 è tra i promotori della campagna per il "no" al referendum costituzionale di Renzi (Comitato Civici e Riformatori per il No).

Alle elezioni regionali nel Lazio del 2018 in virtù di un accordo tra IDeA e Forza Italia, viene candidata al Consiglio regionale all'interno delle liste di Forza Italia, in provincia di Roma.[7] Prima dei non eletti, ad agosto subentra a Adriano Palozzi, sospeso come conseguenza del suo arresto, e si iscrive al gruppo del candidato Presidente Stefano Parisi. La supplenza della Angelilli terminerà nel dicembre dello stesso anno con il reintegro di Palozzi in consiglio.

Il 9 dicembre dello stesso anno il movimento “Cuori Italiani” di cui fa parte si federa con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni in vista delle elezioni europee del 2019.
Attualmente è componente dell'European Parliament former members Association.

Questa e una tra le sue battaglie di questo anno : “Una situazione di degrado assoluto, tonnellate di rifiuti, molto peggio degli scorsi mesi. Qui non c’è lo Stato”. Così l'ex vicepresidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, nel corso di un sopralluogo al campo nomadi di via Salviati insieme ai rappresentanti di alcuni comitati civici della periferia est della Capitale.

Ha consegnato al Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, una petizione sull’emergenza dei roghi tossici e del trattamento illegale dei rifiuti nei campi rom a Roma. “Nonostante le rassicurazioni fatte dall’Italia alla Commissione Europea per chiudere la procedura di indagine avviata, le istituzioni italiane non hanno dato assolutamente seguito agli impegni presi”, evidenzia Angelilli. “Abbiamo deciso di richiedere un intervento alle istituzioni europee perché la situazione nei campi rom e nelle zone limitrofe è talmente grave da violare tutte le direttive europee sul trattamento dei rifiuti e sul rispetto dell’ambiente e la qualità dell’aria”, dichiarano i rappresentanti dei comitati e delle associazioni che hanno sottoscritto la petizione.

Un altra sua la battaglia per la chiusura di Cupinoro, una delle discariche più fuorilegge d’Europa. “Non ci siamo rassegnati e dopo anni di lotte al fianco dei cittadini e dei territori della zona Bracciano/Ladispoli/Cerveteri, l’abbiamo fatta chiudere. E dopo non ci siamo fermati! Passo dopo passo stiamo chiudendo ogni ipotesi di costruire ecomostri in zone protette. Ora vigiliamo per risanare completamente la zona. Hanno vinto i cittadini!”, dichiara Roberta Angelilli.

Il suo posto è accanto ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. E’ al fianco di imprese balneari e degli operatori del commercio su aree pubbliche contro la direttiva Bolkestein allo scopo di tutelare sia le aziende coinvolte che i lavoratori impegnati in questi settori.

Nel 2016 è tra i promotori della campagna per il “no” al referendum costituzionale di Renzi (Comitato Civici e Riformatori per il No). “Abbiamo manifestato a Montecitorio con centinaia di persone contro chi, dai palazzi del potere, avrebbe voluto calpestare la sovranità popolare. Alla fine, anche questa battaglia l’abbiamo vinta noi!”

Ci eravamo visti alla stampa estera in una conferenza stampa molto interessante politicamente parlando e gia dal suo discorso appassionato con i miei colleghi, avevo intuito che il professor Rinaldi era pronto, era pronto ad andare nella politica dove lui da grande economista che è e dalle sue apparizioni ai talk show spiegava il suo modello politico di economia .... cosi quando ho saputo da lui che si presentava alle elezioni Europee ho voluto presentarlo ai nostri lettori ...

"La Lega – spiegano dal partito di Salvini – punta per le elezioni europee su candidati che arrivano prevalentemente da esperienze amministrative, dai comuni per portare a Bruxelles le esigenze e le sensibilità dei territori. Numerose le conferme tra gli uscenti ma nessun nome “famoso” proveniente dal mondo dello spettacolo o dello sport con tutto il rispetto per le categorie. Matteo Salvini capolista in tutte le circoscrizioni".

Nella circoscrizione Italia Centrale ci sono Antonio Maria Rinaldi e il sindaco di Cascina Susanna Ceccardi, mentre la signora Eurexit Francesca Donato è candidata nelle isole al secondo posto dietro Matteo Salvini (che peraltro è capolista in tutte le circoscrizioni). Vincenzo Sofo, fondatore de Il Talebano, noto per la sua relazione con Marion Marechal, nipote di Marine Le Pen, è invece candidato nella circoscrizione Italia meridionale.  

Se andrò a Bruxelles presenterò subito una mozione di sfiducia nei confronti della Commissione presieduta da Juncker, la peggiore della storia, non possiamo aspettare certo la scadenza naturale di novembre ci dichiara al Corriere del sud, il professor Rinaldi
 
Rinaldi Antonio Maria, nato a Roma il 27 febbraio 1955.  l'economista ,  volto noto televisivo perché spesso ospite nei talk politici, nella lista dei candidati della Lega per le elezioni europee del 26 maggio. Correrà nel collegio del Centro Italia. "Noi sovranisti siamo al servizio della comunità", dice. Non ha peli sulla lingua, Rinaldi. Va dritto al sodo  :".

E non nasconde, intervistato dall'AdnKronos, che non ci saranno sconti contro burocrati e banchieri. "La nuova Commissione dovrà impegnarsi formalmente a rispettare il principio che prima ci sono i cittadini e poi tutto il resto". Rinaldi promette scintille: "Ora è da cambiare completamente il rapporto fra istituzioni europee e cittadini". Perché non dobbiamo più essere "ostaggio dei poteri dominanti che hanno perseguito solo i loro interessi". Tra le cose da fare "la tutela delle nostre micro e piccole aziende e dei commercianti ormai al collasso, mentre Bruxelles si preoccupa solo delle multinazionali".

Sull'euro il professore che non ha mai nascosto le sue critiche alla moneta unica: "La Ue deve prendere atto che l’euro deve essere una moneta che si mette al servizio dell’economia reale e non un rigido dogma, fondato su assurde regole". "La politica riprenda il suo ruolo centrale per correggere gli effetti delle crisi e non lasciare ai meccanismi automatici il governo della moneta", chiede Rinaldi.

"Credo fermamente che gli italiani abbiano finalmente capito che a Bruxelles ci dobbiamo andare non più per subire passivamente le decisioni, ma a concorrere a determinarle anche nel nostro interesse, esattamente come fanno da sempre tutti gli altri partner", è l'obiettivo con cui si appella al voto del 26 maggio.

Subito a casa il presidente della commissione europea Juncker”. Parte da Orte l’avviso di sfatto. Glielo presenta Antonio Maria Rinaldi.

Economista, sovranista. Così lo chiamano, per le sue intemperanze in trasmissioni tv dove è richiestissimo per il suo carattere.

Lancia strali nel locale ortano come lo fa in tv: “Siamo dei fessi, siamo tra i primi contribuenti e manco siamo capaci a spendere i contributi che abbiamo. Non lo saremo più”.

Non è certo uno che passa inosservato. Non lo ha fatto nemmeno a Orte. Ai locali del dopo lavoro ferroviario è ospite della Lega. Per il partito di Salvini è candidato al parlamento europeo.

“Le europee – spiega Rinaldi – finora sono state elezioni con scarso interesse, ma stavolta è diverso, perché gli italiani hanno capito come molti problemi derivano da certe scelte in Europa e noi che non abbiamo fatto valere le nostre scelte”.

È certo che la Lega porterà una squadra che per numero sarà la prima o la seconda. “Questa volta ci devono dare retta, chiediamo pari dignità, siamo tutti di serie A. Si andrà a votare per decidere quale Europa vogliamo. E non è questa”.

Si prende subito un impegno. “Se dovessi essere eletto – osserva Rinaldi – mi impegno formalmente come prima azione da eurodeputato a un’azione di sfiducia dell’attuale commissione europea e del suo presidente Junker”. Non decade immediatamente dopo il voto.

Vuole rimettere i cittadini, l’agricoltura e l’economia reale in primo piano. “Non le multi nazionali che hanno ammazzato le industrie italiane. La nostra forza sono le piccole e micro imprese”. E scatta l’applauso.

Dall’Europa alla Tuscia. “Grazie al senatore Fusco – ricorda Rinaldi – sul territorio della Tuscia e anche a Rieti ha fatto la Lega. Evidentemente è stato bravo”. È proprio Fusco ad aprire la strada a Rinaldi.

“Questo territorio ha bisogno dello sguardo dell’Europa – spiega Fusco – troppo spesso, ci sono progetti che non arrivano a Bruxelles. Serve uno sportello europeo”. Lo dice rivolgendosi a Rinaldi. Nel caso in cui sia eletto se ne ricorderà.

“Io non sono mai stato iscritto a nessun partito – racconta il Professore Antonio Maria Rinaldi – sin dai tempi dell’Università. Mi è arrivata una telefonata di una persona che conosco da molti anni, che mi ha semplicemente detto ‘Antonio vuoi fare parte della squadra? Abbiamo bisogno di persone che vadano a Bruxelles per poter ribadire il ruolo dell’Italia come fino adesso non è avvenuto’. Io ne ho parlato, ho condiviso il programma e ho accettato con estremo piacere“.

“E’ Matteo Salvini che mi dà questa opportunità – spiega Rinaldi – perché io considero un’opportunità il fatto di andare a Bruxelles e far valere finalmente i nostri sacrosanti diritti. Mi impegno, per una questione di principio, a portare la vera Italia, quella che vuole realmente far parte a testa alta di questa Europa. Abbiamo delle potenzialità incredibili, ma veniamo considerati gli ultimi della classe”.

 

Antonio Maria Rinaldi le informazioni derivano dalle sue biografie pubblicate su portali dedicati al mondo dell’economia su cui, fra l’altro, è possibile rintracciare molti articoli del noto economica..

Tra i maestri proprio il Prof. Paolo Savona con il quale ha realizzato una proposta per il “consolidamento del debito pubblico italiano”. La carriera di Antonio Maria Rinaldi inizia con la laurea in economia alla Luiss. Poi gli incarichi in banche italiane fino a raggiungere il Servizio Borsa della Consob alla Sofid, società capogruppo finanziaria dell’ENI.

Antonio Maria Rinaldi oggi, oltre che professore di Economia Politica alla Link Campus University di Roma, insegna Finanza Aziendale all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara. Intanto le pubblicazioni. Note quelle nel 2011 dal titolo “Il fallimento dell’euro?” e nel 2013 dal titolo “Europa Kaputt, (s)venduti all’euro”.

 

Sul sito ufficiale della Link Campus University leggiamo:
“Antonio Maria Rinaldi, dopo molte esperienze nel campo finanziario mobiliare è stato funzionario del Servizio Borsa della Consob, Direttore Generale della SOFID, Capogruppo Finanziaria dell’ENI, e attualmente svolge la libera professione nel settore della consulenza finanziaria alle aziende. Ha nel suo attivo pubblicazioni scientifiche sul debito pubblico italiano ed è autore di libri sull’aggregazione monetaria europea. Presidente dell’Associazione scientifica “Riscossa Italiana, Diritto ed Economia per la Democrazia Costituzionale”. È docente di Organizzazione dei processi economici del Corso di Laurea Triennale in Economia Aziendale Internazionale e del Corso di Laurea Magistrale in Gestione Aziendale dell’Università degli Studi Link Campus University.”  

 

 

Le forme del Trio. Partiamo da quello del batterista Francesco Cusa in un singolare disco dal titolo From Sun Ra To Donald Trump/ Francesco Cusa Trio meets Carlo Atti T. (Clean Feed). Sun Ra d'accordo. Ma il jazz e Trump? Di Clinton sassofonista si sa e di Obama che, secondo alcuni, sarebbe divenuto presidente USA anche per merito del jazz, pure. Ma l'attuale capo della Casa Bianca che ci azzecca? Presto detto. O quasi. Il terzetto in questione e cioė Francesco Cusa alla batteria, Simone Graziano al piano e Gabriele Evangelista al contrabbasso plus Carlo Atti T. ai sax, lo assurge a totem dell'odierna era della schiumizzazione di una societá insicura, postglobale, finanziarizzata: "la schiuma rende bene questo implodere ed esplodere di sfere che si intersecano. Non c'è più centro, perchè ogni punto è virtualmente il centro" (Peter Sloterdijk). I musicisti scoprono di essere cittadini di un pianeta in cui non si riconoscono, e riparametrano una musica che possa situarsi in tale contesto senza confacervisi. Circumnavigano quell'universo - e qui ci può stare il riferimento a Sun Ra- e lo fanno con le poliritmie di Cusa, il pianismo esplorativo di Graziano, il contrabbassismo vibrante di Evangelista e in aggiunta il sassofono metamorfico di Atti. Nell'insieme il gruppo dá forma ad una materia intrisa di idee ed ideali, che fanno a pugni, questi ultimi, con la realtá dell'illusione capitalistica nata con il liberismo di Adamo Smith, passato per Keynes e, fra boom e recessioni, giunta fino alla odierna foam society. Un brano che meglio rende bene questa trasposizione della moderna storia economica in jazz è Delivering a load of musical boxes to Wall Street (Consegnare un carico di carillon nella sede di Wall Street) pieno zeppo di nodi relazionali, grovigli simbolici, pulsioni vitali di contrasto ad un ambiente tarato.
Del batterista catanese da segnalare inoltre, per la stessa label portoghese, Black Power / Francesco Cusa & The Assassins Meets Duccio Bertini (ed il Florence Art Quartet) e l'altro cd Love, per i tipi di Improvvisatore Involontario, inciso con The Assassins e cioė Giulio Stermieri (hammond, piano) Flavio Zanuttini (tromba, electronics) e Giovanni Benvenuti (sax). Infine, andando un pò indietro nel tempo, Wet Cats, in duo col pianista Gianni Lenoci (Amirani).
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C'è ancora, in tema di album "concettuali", Don't Call It Justice, disco-manifesto del sassofonista-compositore Leonardo Radicchi con il suo Arcadia Trio, completato da Ferdinando Romano, contrabbassista e Giovanni Paolo Liguori, batterista. 
Non chiamatela giustizia, l'incipit, ė digiá una dichiarazione per una musica impegnata nel trovare raccordi con il pensiero sociale che racchiude, dunque, sia un livello estetico che fattuale. I riferimenti a Chomski in Necessary Illusions ed a Jacques Monod in Chance and Necessity/Pointless Evolution sono elementi di una ricerca che il leader e il gruppo svolgono a monte dell'elaborazione jazzistica con una formazione (auto)riflessiva, sensibile, sgrammaticante. In Our Angel is Full Of Joy sfodera un esemplare percorso erratico fra le note laddove In memory of Idy Diene si tuffa nella cronaca piu tragica, nella Firenze nel marzo del 2018, rammemorando una figura martire dalla pelle scura. Come in un volume di novelle ci si sposta su altre situazioni, la giocosa melodia di Child Song e l'immagine del pashtun in Salim Of Lash, un amico che collabora a diversi punti di soccorso di Emergency. Si suona per emergenza espressiva, e la musica, metafora dell'esistente, diviene prassi che potrebbe rovesciare, come poteva esserlo un certo tipo di filosofia non contemplativa eppure visionaria ed operativa. Si ascolti al riguardo il brano Utopia_A song for Gino Strada a cui collaborano Marco Colonna (cl.) Angelo Olivieri e Tommaso Iacociello (tr.) Gabriele Ricci (french horn) Andrea Angelone e Pierluigi Bastioli (tr.ne). Su un piano più squisitamente jazz figurano il blues Stop Selling Lies e Peace di Horace Silver, unico classico di questo album pensierosamente "arcadico".

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