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Sabato, 04 Luglio 2020

Albano e Romina all’arena di Verona, il trionfo della musica italiana

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Nell’ autorevole cornice dell’Arena di Verona, tempio della musica lirica per eccellenza, venerdì 29 maggio si è tenuto il concerto di Albano e Romina Power, due artisti c

on una lunga carriera costellata di successi ed un pubblico internazionale che, dopo la loro partecipazione come ospiti alla scorsa edizione del “Festival di Sanremo”, attendeva con forte interesse questo evento.

A distanza di circa vent’anni, la coppia è tornata a calcare il palcoscenico con una ritrovata intesa professionale, che lascia ben sperare per il futuro. La reunion storica risale al 2013, in occasione del concerto presso il “Crocus City Hall” di Mosca, organizzato per festeggiare il settantesimo compleanno di Albano, al quale fu invitata anche Romina. In seguito al suo enorme successo, qualche mese dopo l’evento venne trasmesso su Rai 1.

A seguire, una serie di spettacoli musicali anche oltreoceano, per arrivare alla loro presenza al Teatro Ariston, nel corso della quale raggiunsero il picco d’ascolto più alto di tutto il Festival.

Le 12mila persone presenti all’Arena di Verona hanno seguito con vera partecipazione ogni momento della serata, impreziosita dalla presenza di guest star come Pippo Baudo, il quale ha dimostrato ancora una volta al pubblico policrome capacità artistiche, che vanno ben oltre il suo classico ruolo di conduttore, e poi Michele Placido, Massimo Lopez, Tullio Solenghi, Kabir Bedi, Ricchi e Poveri, Umberto Tozzi; standing ovation per Albano, grazie alla sua splendida interpretazione di “Nessun dorma” dalla “Turandot” di Giacomo Puccini.

Insomma, un’alternarsi di performance che hanno movimentato la serata in modo assolutamente equilibrato, con un risultato davvero apprezzabile: uno share del 24,37% (pari a circa 5milioni di telespettatori).

Per l’occasione, ho avuto il piacere di intervistare uno degli autori di questo speciale evento musicale, Andrea Lo Vecchio, prestigioso autore di musica leggera italiana, con una carriera iniziata nel 1962 ed entrato nella storia per aver scritto molti successi di Mina, Raffaella Carrà, Ricchi e Poveri, Dik Dik, Roberto Vecchioni e tanti altri. Negli anni, i suoi dischi hanno venduto circa 92milioni di copie, cifre impensabili nell’attuale panorama musicale.

Egli ha scritto tutti i testi per la Carrà e fu proprio Gianni Boncompagni a chiamarlo a Roma; quindi, dal 1974 è autore di programmi televisivi di gran successo.

Fra essi: “Canzonissima”, “Premiatissima” e “Drive in”, oltre al più recente e seguitissimo “Tale e quale Show”, che la Rai sta proponendo di alcuni anni.

L’autore Andrea Lo Vecchio sarà di nuovo presente all’Arena di Verona il prossimo 4 giugno per i “Wind Music Awards“.

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Venerdì sera grande successo all’Arena di Verona. L’immagine panoramica evidenzia una notevole affluenza di pubblico, per dirla in gergo, “sold out”. Vorrebbe parlarmi del dietro le quinte e dei tempi di preparazione di un evento musicale così importante?

Una lunga preparazione di un mese e mezzo, fra incontri con Albano e telefonate con Romina, che vive a Los Angeles, anche per discutere insieme su come coinvolgere nella programmazione i vari ospiti, scelti in base alle loro indicazioni. Siamo arrivati a Verona la settimana precedente l’evento; domenica scorsa è arrivato Albano ed infine, lunedì Romina. Il loro repertorio è vastissimo, quindi si è resa necessaria un’accurata scelta dei brani, alcuni accompagnati da coreografie, altri da cori, entrambi costituiti da tanti elementi. Insomma, un lavoro complesso per tutti noi e la grande orchestra che ha accompagnato gli artisti.

Nell’ambito della serata è stata determinante la presenza sul palco del poliedrico Pippo Baudo, che lei conosce da tantissimi anni. Qual è oggi il suo aspetto umano che la colpisce maggiormente?

Pippo comincia a commuoversi facilmente e questo mi rammenta lo scorrere del tempo. Lo conosco dagli inizi degli anni ’70 e ricordo che una volta era più distaccato, la sua sfera emotiva meno coinvolta. Una cosa… finalmente ha i capelli bianchi e credo stia benissimo così. Dimostrando come sempre di essere un vero professionista, si è messo a disposizione su quanto noi avevamo scritto, con encomiabile spirito collaborativo; avrebbe desiderato presentare “La mia vita” ma, per ragioni di scaletta, ciò non è stato possibile e lui si è adattato alle nostre esigenze. La sua performance al piano, peraltro eccellente, è stata una vera sorpresa per tutti ed inoltre, quando durante la trasmissione, prima dell’esecuzione di Albano di “Nessun dorma” c’è stato un “nero” imprevisto, lui è intervenuto tempestivamente dicendo: “Ragazzi, tranquilli, ci penso io!!!” In effetti, ci ha pensato lui ed è andato tutto bene…La grandezza di un artista si misura anche in questi momenti.

Il pubblico ha accolto con prevedibile entusiasmo e simpatia la reunion professionale di Albano e Romina. Com’è nato questo progetto musicale?

Questo progetto è frutto di un accordo di Albano con la Rai. Successivamente, sono stato convocato, insieme agli altri tre autori. Quindi, abbiamo iniziato un lavoro di squadra, che ha determinato un buon risultato.

Qual è stato il suo ruolo nell’ambito di questo spettacolo, reso ancor più impegnativo dalla prestigiosa location?

Ho un’amicizia consolidata da anni con Albano e Romina e con tutta la loro famiglia ho condiviso bei momenti, come anche quelli difficili. Quindi, il nostro rapporto supera l’aspetto professionale. In occasione di questo evento ho ricoperto il mio ruolo di autore, occupandomi della scelta dei brani opportuni e decidendo poi la loro scaletta, elemento importantissimo. Le faccio un esempio: ho proposto di far cantare “Felicità” per ultima e non in apertura della serata, poiché ritenevo sbagliato far eseguire un pezzo che tutti attendono per primo; credo di aver operato la scelta giusta.

Inoltre, non è stato semplice intercalare gli interventi di Albano con quelli di Romina, poiché lei da solista ha un repertorio più ristretto. Durante le prove ho avuto ancora una volta dimostrazione del fatto che i “vecchi” artisti riescono a salire sul palco e cantare senza troppe difficoltà. I giovani sono più esigenti e questo è segno di forte insicurezza, oltre che di inesperienza.

Fra gli artisti ospiti della serata, gli intramontabili Ricchi e Poveri, un trio in vetta agli ascolti nei Paesi dell’Est europeo, come tanti altri cantanti italiani. Cosa sta accadendo nel panorama musicale italiano?

Noi italiani siamo un popolo strano: così come ci piace creare gli idoli, nello stesso modo ci piace distruggerli. Recentemente, ho avuto la fortuna di lavorare con Charles Aznavour, il quale a novant’anni è intoccabile in Francia. Da noi, contrariamente a quanto accade all’estero, i nostri idoli ci stancano. Nel nostro Paese è assente la cultura del rispetto verso l’artista, verso l’autore. Le racconterò un aneddoto molto significativo; verso la fine degli anni ’70 accompagnai Bobby Solo in tournée a Buenos Aires, dove era molto famoso. In taxi ascoltai, per caso, la versione in spagnolo di una canzone che diversi anni prima scrissi per Isabella Iannetti e dissi che ne ero l’autore. Quel brano rimase per sei mesi in vetta alle classifiche nei Paesi dell’America Latina.

Insomma, per fargliela breve, quando arrivai in Hotel fui accolto da giornalisti, cineoperatori e quanto di meglio il sistema mediatico potesse offrire. Questo episodio mi è rimasto impresso nella mente e denota quanto il pubblico italiano sia distante da questo tipo di mentalità. In genere, gli autori musicali, televisivi o teatrali non hanno mai il giusto riconoscimento. Puoi scrivere le cose più belle del mondo e nessuno lo sa…

Interessante la performance dell’attore-regista Michele Placido, che ha recitato un brano di Vasco Pratolini, aprendo così le porte al felice accostamento della poesia alla musica. Ritiene che il pubblico abbia apprezzato?

Sono certo che il pubblico abbia apprezzato di buon grado; in effetti, è stato un momento di forte intensità emotiva. Quando ha recitato “Amanda è libera” accanto ad Albano, che l’ha cantata, al termine è seguito il ballo della “Pizzica” e noi autori, durante le prove, avevamo proposto di non far ballare Michele, non ritenendo fosse il caso. Invece lui, sorprendendo tutti, si è messo a ballare, fuori dalla scaletta. Questi momenti, in una diretta televisiva, conferiscono umanità all’artista e risultano gradevoli allo spettatore, tuttavia, spesso ignaro del fuori programma! A proposito di poesia, la lettura dei versi scritti da Romina e dedicati alla mamma ha rappresentato un momento di grande commozione, che ho percepito fra tutti. Questo dimostra che il pubblico è preparato ad accogliere ogni modalità espressiva dell’arte, quindi della cultura, a dispetto di quanti quotidianamente tentino in ogni modo di mortificarla.

Contrariamente alla domanda di rito, inerente la sfera privata di Albano e Romina, vorrei semplicemente chiederle se l’apparente ritrovata armonia che ho percepito, frutto di una situazione emotivamente più distesa e propositiva rispetto al concerto di Mosca del 2013, rispecchia la realtà?

Sicuramente si! Anche durante le prove entrambi erano molto affiatati; Albano sempre attento alle esigenze di Romina ed assolutamente rispettoso nei suoi riguardi. Ormai, vivono in due mondi diversi, con vite diverse, ma sono legati da un grande affetto e da stima reciproca. Conosco bene tutta la famiglia, come ripeto, quindi riesco a percepire in loro la forte amicizia che oggi li lega e l’amore verso i figli, che ho visto crescere. Cristel, come i fratelli, è felicissima di poter vedere i suoi genitori di nuovo sul palco insieme e che la sua famiglia abbia ritrovato il giusto clima di serenità.

Vorrei concludere con una citazione del grande poeta Giuseppe Ungaretti, con il quale da giovanissimo ho intrattenuto un importante rapporto di vera e lunga amicizia.

“L’immortalità sta solo nelle cose che scriviamo”

 

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