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Venerdì, 24 Novembre 2017

Un quintale di cozze tarantine messe a disposizione di cinque chef professionisti, che si sono sfidati a colpi di gusto e creatività per trasformare il prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto in piatti gourmet da esportare nel resto d’Italia e d’Europa. La prima tappa della XIV edizione del ‘Festival italiano della Cucina con la cozza tarantina’, organizzato dal Centro di Cultura Renoir di Taranto, si è svolta lunedì, 6 novembre, nell’elegante sala banqueting dell’Apulia Hotel Palace Lucera.

Il festival, ideato dal cavalier Cosimo Lardiello, presidente del Centro Renoir, è approdato per la prima volta nel Foggiano, più precisamente a Lucera, dove cinque maestri della cucina hanno presentato ad una platea autorevole e di settore le rispettive proposte gastronomiche, secondo la formula “cinque chef per cinque pietanze”. A sfidarsi (in ordine di presentazione dei piatti) sono stati gli chef Mirko Ricci, di San Giorgio del Sannio, che ha presentato il suo Tortino di zucca e cozze su letto di fagioli e pomodorini del piennolo; a seguire, Nicola Altavilla, di Leporano, nel Tarantino, con le sue Orecchiette con vellutata di ceci, cozze e cavolfiori.

La terza pietanza presentata durante la serata è quella dello chef Angelo Gaeta, di Orta Nova, nel Foggiano: Crema di ceci neri e cozze, con zucca, cipolla caramellata, gocce di bufala su letto di taralli al finocchietto.

Entrambi napoletani, invece, gli ultimi due concorrenti in gara: si tratta dello chef Antonio Napolitano, che ha gareggiato con un Risotto con caviale di melanzana, fonduta di provola e cozze e dello chef Salvatore Abbruzzese, che ha chiuso la serata con un Turbante di spigola con pesto di zucchine, guazzetto di cozze e crema di fagioli.

Ogni preparazione è stata realizzata al momento, nelle cucine del ristorante dell’Apulia Hotel Palace di Lucera, sotto lo sguardo attento dell’Executive Chef della struttura, Alessandro Angiola, in veste di ispettore di gara. Ogni piatto, poi, è stato valutato ‘a caldo’ da una attenta giuria composta da giornalisti e professionisti del settore turistico ed enogastronomico, seguendo diversi parametri (impressione generale del piatto, armonia di colori e sapori, valorizzazione del prodotto ittico). Ad aggiudicarsi la vittoria della prima tappa del ‘Festival italiano della cucina con la cozza tarantina’ è stato lo chef Salvatore Abbruzzese; medaglia d’argento per Nicola Ricci (già primo classificato nell’edizione 2016 della manifestazione) e bronzo per Antonio Napolitano.

A premiare i maestri dei fornelli è stato il Direttore Operativo Apulia Hotel Gianni Scidurlo, che ha sovrinteso la serata insieme al Sales Manager della catena Domenico Gadaleta e Michele Spatuzza, Senior Financial Controller del team Apulia Hotel.

Il festival itinerante proseguirà per tutto il 2018, con altre 9 tappe in Italia e all’estero, dove la cozza tarantina è attesa a Malta e in Polonia; in ogni serata cinque o sei chef si sfideranno per contendersi il passaggio in semifinale, in attesa della finalissima prevista nell’autunno del 2018.

L’idea alla base della manifestazione è quella di valorizzare una materia prima che fa grande la Puglia”, spiega Lardiello. “Fino a pochi anni fa, si considerava la cozza un prodotto umile, ora è diventato un piatto di culto, in Italia e all’estero. Abbiamo il nostro marchio di fabbrica - le cozze tarantine, appunto - uno dei tanti dell’enogastronomia pugliese, che può essere materia prima per piatti creativi e preparazioni gourmet”. “Si tratta - continua il presidente del Centro di Cultura Renoir - di un prodotto unico al mondo: le cozze tarantine, infatti, si sviluppano in un ambiente in cui sono presenti citri di acqua dolce, piccole sorgenti che attenuano la salinità dell’acqua, influendo sulla sapidità del prodotto”. Ancora, si tratta di un prodotto sicuro: “Quelle tarantine sono le cozze più controllate al mondo”, assicura Lardiello. “I mitili dell’Adriatico sono controllati ogni 3-6 mesi, quelle di Taranto ben due volte a settimana dagli organi preposti Asl che ne definiscono qualità e salubrità in maniera costante”. A valorizzare il frutto di mare tarantino a tavola è stata un’altra eccellenza pugliese: i vini della cantina Don Camillo, tra cui il prestigioso ‘Inno alla gioia’, un Primitivo di Manduria Dop, medaglia d’oro ai Mondiali di Bruxelles 2017.

L’evento è coinciso con il rilancio della maestosa struttura di Lucera, ora sotto l’egida della catena alberghiera ‘Apulia Hotel’ di Ostuni, fondata dai foggiani Gaetano Colavita e Antonio Vivo, interamente rinnovata nel management e nella filosofia dei servizi e dell’accoglienza, che fa del ‘Fattore Puglia’ - inteso come ospitalità, accoglienza, buona cucina e wellness - il suo punto di forza. All’inaugurazione tout-court della struttura alberghiera, infatti, seguirà tra pochi giorni quella dei rinnovati spazi del Centro benessere & Spa, che con i suoi 1500 mq si candida ad essere la spa più grande del nord della Puglia, con palestra, piscina coperta e riscaldata, dove sarà possibile godere di idromassaggio, bagno turco, sauna finlandese, doccia sensoriale, trattamenti estetici qualificati e diverse tecniche di massaggio. L‘inaugurazione è prevista per metà novembre.

Dopo quattro mesi di lavoro tornano al loro splendore i quattro frontespizi degli alteri di Sant’Antonio di Padova, San Matteo, Santa Chiara e l’Immacolata nella chiesa del Monastero Santa Chiara di Grottaglie (TA).

Da una prima analisi lo stato di conservazione dei frontespizi si è presentato nel complesso in buone condizioni. In alcune parti si sono notati subito vecchi interventi di restauro e, al di sopra della nicchia dell'altare dell'Immacolata, la mancanza di un pezzo dell’ala dell'angioletto, parti di cornice e spigoli.

Nei frontespizi degli altari di San Matteo, di San Antonio, di Santa Chiara e dell'Immacolata, le superfici erano ricoperte da depositi di differenti origini tra cui sostanze grasse, polvere e materiale dovuti al transito di insetti. I frontespizi erano ridipinti grossolanamente in grigio e tutto questo ha causato un offuscamento che impediva una corretta percezione dei valori tonali e cromatici.

Il programma di restauro si è articolato seguendo i punti fondamentali della Carta del Restauro 1987: riconoscibilità, reversibilità, compatibilità, intervento minimo, rispetto della patina (tempo di vita dell’opera).

Il recupero ha interessato diverse fasi: spolveratura, pulitura, incollaggio, integrazione e ripristino del colore e rilievo fotografico.

La conclusione dei lavori ha restituito ai quattro i frontespizi la luce ed i colori originari, permettendo così di ridare loro l’aspetto maestoso di un tempo.

Il progetto, curato dalla restauratrice Pina Munno, è stato attentamente seguito e valutato positivamente dalla dottoressa Caterina Ragusa, funzionario della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto su commissione della Madre Abbadessa Pierpaola Nistri.

 

A settembre, a Castellaneta Marina, è il tempo perfetto per scoprire le bellezze naturalistiche della località balneare, tra le più apprezzate del golfo, immersa nel Bosco Pineto, all’interno della Riserva Biogenetica Stornara: la più antica foresta demaniale d’Italia.

Per svelare questo scrigno di meravigliose risorse naturali, l’Info Point di Castellaneta Marina ha organizzato un’escursione in bicicletta, tra dune e pinete, lungo il paesaggio costiero, sino a giungere alla foce del fiume Lato.

In sella, seguendo l’itinerario slow in bicicletta tra dune e pineta, guidati dalla biologa ed esperta del territorio Gabriella Delia, ed in collaborazione con MTB Group Castellaneta e Rudy's Bikers Castellaneta, sarà possibile scoprire i segreti della Riserva Biogenetica Stornara, dove tra le meraviglie della natura è custodita l’antica torre di avvistamento, risalente al sedicesimo secolo; alla calcinaia, antico forno destinato alla produzione della calce; sino a giungere alla foce del fiume che raccoglie le acque delle gravine di Castellaneta, Laterza e Palagianello: il Lato.

L’evento è gratuito, si consiglia la prenotazione telefonica al numero

099 8433124. Per chi non può trasportare la propria bici a Castellaneta Marina, è previsto il noleggio convenzionato alla tariffa di € 5, con il punto vendita “Volevo la bicicletta” di viale dei Pini.

Programma:

ore 9.30 - Raduno dei partecipanti in piazza Kennedy, presso l’Info Point di Castellaneta Marina.

ore 10.00 - Partenza della ciclopasseggiata ore 11.00 - Arrivo alla Torre del fiume Lato. Racconto spiegazione botanica ore 12.15 - Ritorno all’Info Point di piazza Kennedy ore 13.00 - Arrivo, abbracci e saluti.

Info e dettagli

Percorso: lunghezza 10 km, di bassa difficoltà e con poco dislivello.

Itinerario su strade con pavimentazione garden block e strade asfaltate.

Alcuni tratti, per una lunghezza complessiva di circa 400 metri, sono effettuati a piedi.

Note:

Si consiglia di utilizzare una bici da trekking o mountain bike, indossare abbigliamento comodo, scarpe da ginnastica e di portare una borraccia d'acqua ed eventuale pranzo a sacco, per chi volesse proseguire nel primo pomeriggio l’attività.

Con un convegno dal titolo “I bisogni psicologici dei pazienti e dei loro caregivers”, l’Ordine degli Psicologi della Puglia e la Società Italiana di Psico-Oncologia hanno celebrato la Seconda Giornata Nazionale della Psiconcologia. L'evento si è svolto a Taranto, all'interno del Dipartimento Jonico dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Il cancro è una malattia che mette seriamente in crisi il malato ed i suoi familiari. Può cambiare l’identità della famiglia. La psiconcologia ha l’obiettivo di promuovere un miglioramento della vita della persone coinvolte, limitare il rischio di conseguenze psicobiologiche durante tutto il percorso della malattia.

 “La Puglia - dice il Presidente dell'Ordine degli Psicologi regionale Antonio Di Gioia - negli ultimi anni ha risposto in maniera ottimale alla richiesta di interventi psicologici da parte delle famiglie in presenza di patologie tumorali. Le istituzioni però rispondono in maniera parziale. Spesso gli interventi degli psicologi sono eseguiti nella forma del volontariato, come precari con contratti a tempo. In alcuni casi sono le associazioni che si occupano di psiconcologia a sostenere i costi degli interventi specialistici. Alle istituzioni - aggiunge Di Gioia - chiediamo maggiori sensibilità e interventi per migliorare la vita di chi soffre di tumore, dei suoi familiari e amici".

Il sostegno ai pazienti affetti da tumore - afferma Fulvio Giardina Presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi - è ormai un problema sociale. Gli psicologi sono impegnati nell'ampliare il loro contributo professionale che si rivolge non solo al paziente, ma anche a tutto il nucleo familiare. Se supportate adeguatamente, le sofferenze possono essere alleviate. Gli psicologi - continua Giardina - contribuiscono ad attivare quel processo motivazionale che porta il malato a superarsi, ha trovare le risorse e le energie per affrontare il percorso della malattia".

Attenzioni a pazienti e familiari ma anche a tutto il personale medico ed infermieristico che opera nei reparti oncologici. "Il tumore – ha detto il Presidente della SIPO Paolo Gritti - è una malattia che rimodula i nostri rapporti, cambia la vita del paziente e di chi gli è accanto. E non solo della famiglia o degli amici. Cambia in qualche modo la vita di chi ne ha cura, dei medici, dei caregivers. La Psiconcologia è una terra di mezzo. Agisce in maniera trasversale e tocca gli incroci della vita e della nostra professione. La Psiconcologia ci permette di guardare alla medicina del futuro che deve affrontare la malattia del paziente abbracciandolo in tutta la sua integrità, come persona, come uomo”.

 

 

Grafica accattivante, funzioni smart e innovative, facilità d'uso. Si chiama Ewappy ed è il nuovo social network ideato, progettato e realizzato a Taranto. Un pizzico di Silicon Valley tra i due mari con un team di programmatori che stanno sviluppando un progetto che parte da lontano e che vuole fare molta strada.

Un social che pensa globale ma che non trascura il “local”, come ama sottolineare il suo ideatore Ermes Amadio. Uno strumento per comunicare, per condividere contenuti multimediali (video, foto, file audio), news, per commentare, per far conoscere aziende ed attività. Uno strumento che non ha barriere come accade, invece, per social più famosi. In Ewappy, infatti, ognuno parla la propria lingua e la comunicazione avviene attraverso un sistema di traduzione simultanea. I contenuti possono essere pubblicati in qualsiasi parte del mondo e ogni “ewappers” interagisce con tutta la community senza aver bisogno di richiedere amicizie, avere followers o cerchie di conoscenti.

“Queste caratteristiche rendono Ewappy diverso da tutti gli altri social network – spiega Angelo Peluso, Cto Ewappy – abbiamo raccolto il meglio delle esperienze social per offrire un prodotto adeguato ad un pubblico sempre più esigente”. “Con la nostra iniziativa – aggiunge Marzia Galeone, responsabile marketing del progetto – cerchiamo di dare una marcia in più al territorio ionico e di far conoscere Taranto”.

L'immediatezza di Ewappy ha già riscosso grande successo tra giovani e giovanissimi, i più attenti alle novità ed i più pronti a recepirle, grazie anche al contest in corso in quattro scuole di Taranto: gli istituti Pacinotti, Liside, Cabrini e Alfieri.

Gli studenti sono impegnati in una particolare gara che consiste nel caricare e condividere contenuti di vario tipo. Il contest si concluderà a metà dicembre con una cerimonia durante la quale sarà presentato e illustrato nel dettaglio il progetto Ewappy sul quale hanno già messo gli occhi importanti operatori internazionali pronti ad investire sul primo social made in Taranto.

L'app di Ewappy è disponibile per i sistemi operativi (IOS, Android), e sul sito web www.ewappy.com . Disponibile anche la pagina Facebook @ewappy.everywhere

 

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