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Da venerdì 18 fino al 30 settembre, nella splendida cornice del cortile di uno palazzi settecenteschi più suggestivi di Martina Franca, sito lungo corso Vittorio Emanuele al n. 38, è in corso tutti i giorni la mostra dal titolo INCONTRI IN CORTILE con i dipinti realizzati da Vito Marzo e le fotografie di Marcello Nitti, ad ingresso libero nel pieno rispetto nelle norme anti-covid. Uno spazio espositivo originale e che, in un certo modo, rompe con la tradizione dello spazio chiuso di una galleria per offrire un accesso aperto e libero, inserito in un contesto di una cittadina nota per la vivacità dei suoi fermenti culturali.

Gli acquerelli di Vito Marzo in mostra sono stati realizzati in gran parte nel periodo della chiusura, e hanno come tema alcune immagini femminili e sensazioni di attesa, solitudine, riflessione; a sua volta, Marcello Nitti ha già realizzato rinomate mostre delle  sue fotografie all’estero, in Svezia, e quelle esposte in cortile sono un estratto delle sue tematiche illustrative, qui sintetizzate in giochi di trasparenze monocromatiche.

L'allestimento è ideato e realizzato secondo criteri minimalisti, che rispettano il contenuto delle opere allo stesso tempo valorizzando il contenitore che le accoglie.

La mostra si offre quasi come un contrappunto tra due forme espressive che spesso si assimilano a seconda dei contenuti trattati e delle quali spesso è difficile distinguere la caratteristica artistica o documentaria.

Si è concluso con un buon riscontro l’educational tour inserito nel programma del Tour Taranto Opera Festival. Nel capoluogo ionico e nella provincia, sono stati presenti per alcuni giorni 12 tra operatori turistici, rappresentanti di agenzie di viaggio e giornalisti del turismo provenienti da tutta Italia, coinvolti in un percorso che ha abbracciato musica, cultura e gusto. La delegazione di esperti del mondo del turismo ha preso parte con interesse all’educational tour guidato dai promotori della manifestazione. E’ stata ricevuta a Palazzo di Città, nella sede del Comune di Taranto, in piazza Castello, dall’assessore al turismo Fabrizio Manzulli e dall’assessore alla cultura e vicesindaco Fabiano Marti; ha partecipato, poi, ad un aperitivo nella Città Vecchia. Nel pomeriggio, dopo la sosta all’Hotel Plaza (in cui è stato previsto anche il pernottamento), gli ospiti hanno visitato il Marta, Museo archeologico nazionale di Taranto, il Castello Aragonese, la Cattedrale di San Cataldo e i vicoli della Città Vecchia. In serata, hanno preso parte all’ultimo concerto del Tour Taranto Opera Festival: “Due voci ed un trio” (Francesca Ruospo, mezzosoprano, Nico Franchini, tenore, trio Domenico Savino composto da Luigi Di Fino, Francesco Amatulli e Paolo Cuccaro); è seguito un percorso enogastronomico sul canale navigabile, con l’assaggio di vini, formaggi, olio extravergine del territorio, prodotti da forno e pietanze calde, come le orecchiette e verdure preparate secondo la tradizione. In un’altra giornata, la delegazione ha fatto visita ai delfini in Mar Grande, con partenza dal Molo Sant’Eligio. E’ seguito un tour nella terra delle 100 masserie di Crispiano, con, in conclusione, un aperitivo in un vigneto di Masseria Mita. In particolare, l’educational tour è stato organizzato da Go4Sea e dal Taranto Opera Festival. Storia, musica e sapori, con visite guidate nei luoghi di maggiore interesse storico ed architettonico, percorsi gastronomici pugliesi ed appuntamenti musicali di prestigio, sono stati il denominatore dell’intero progetto “Tour Taranto Opera Festival”, pensato dagli organizzatori del Taranto Opera Festival con il coinvolgimento di partner istituzionali e di due tour operator: Go4sea e Todo Modo. E’ questo il valore aggiunto dell’iniziativa, sposata appieno dai due tour operator, che hanno puntato, attraverso l’offerta variegata pensata intorno ai singoli appuntamenti, a coinvolgere turisti e visitatori, promuovendo Taranto e il territorio tarantino. Il Tour Taranto Opera festival è stato promosso dal Taranto Opera Festival, dall’associazione musicale Domenico Savino e dal Comune di Taranto (assessorato alla cultura), che ha dato il patrocinio; ha goduto anche del patrocinio della Regione Puglia e ha visto come collaboratori Antonella Masella experience, Touring Club Italiano (Taranto), Banca di Taranto ed Eni (in qualità di main sponsor). La proposta ha riscontrato un grande successo di pubblico e di critica: gli appuntamenti hanno ricevuto il pieno delle prenotazioni. Gli operatori turistici e i giornalisti del turismo hanno mostrato interesse e curiosità per le iniziative, che hanno fatto conoscere da vicino alcuni aspetti dell’offerta turistica di Taranto e della sua provincia. L’obiettivo è stato promuovere, attraverso la fruizione di varie iniziative, la città di Taranto ed il territorio tarantino. Taranto ha mostrato il suo volto più bello, rimarcando che è la città che nell'ultimo anno ha incrementato molto i servizi per il turismo. Fare sistema con gli operatori è necessario, soprattutto per portare avanti l’obiettivo del “turismo esperienziale”, puntando su una proposta variegata e sulle visite, oltre che nei siti di maggiore interesse storico, in luoghi a contatto con la natura.

Torna dal 28 al 30 agosto il Festival dei sensi, la manifestazione che per un  week end intero animerà con lezioni di altissima qualità, argomenti inattesi, mostre speciali e conversazioni sorprendenti la mitica valle dei trulli. Le emozioni sono al centro di questa nuova edizione

Un safari culturale – nelle parole di chi lo ha ideato, Milly Semeraro - che per primo ha aperto al pubblico i luoghi più belli e sconosciuti di quell’angolo di Puglia, da Martina Franca a Cisternino, alla scoperta di autentici gioielli che sarebbero altrimenti rimasti segreti. “Non basterebbe una pagina per elencare le scoperte di questi anni – prosegue la curatrice - dalle dimore principesche alle antiche cave dismesse, dai ponti ai trulli diroccati. Senza mai tradirli, questi luoghi, senza camuffarli, mostrandoli per quello che sono”. 

Ma le scoperte non si esauriscono qui, al Festival dei Sensi idee e temi lontani dagli usuali approcci accademici, esperti di fama internazionale e talvolta anche persone semplici, daranno vita a un programma fuori dal comune, a una manifestazione pensata per persone curiose del mondo, amanti della cultura e appassionate di paesaggio: una comunità sempre più numerosa proveniente da tutta Italia che ogni anno a fine agosto si ritrova in Valle d’Itria. 

Si comincia il 28 agosto con l'inaugurazione, quando il Festival tornerà alla Masseria San Paolo di Martina Franca, luogo dalla bellezza intatta, dove si potranno ammirare al pascolo alcuni tra i più splendidi cavalli murgesi di tutta la Puglia. Ad attendere il pubblico un programma intrigante con il quale, anche in questa edizione, si confronteranno nomi di altissimo prestigio. E già l’immagine di copertina, che più scherzosa non si potrebbe, lancia un messaggio: al Festival dei Sensi si gira al largo dal melodramma. Così, l’unico cuore si potrà avvistare in un appuntamento che verte sulle relazioni tra le persone e i robot -Cuore matto, matto da legare- dove anziché Little Tony, troverete il sociologo Derrick De Kerckhove, eminente allievo di Marshall Mac Luhan, in compagnia di Edoardo Fleischner, spumeggiante analista multimediale. Oltre ai ragionamenti sul futuro e sulle emozioni artificiali ci saranno naturalmente anche quelli sulle emozioni “sempre attuali”, come l’agognata Felicità, con Paolo Legrenzi, professore emerito di psicologia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, che suggerirà anche dei modi per avvicinarsi al mitico obiettivo. Non mancherà il gioco della seduzione e dei segnali estetici nel mondo animale, con Giorgio Vallortigara, un pioniere della neuroscienza italiana. Poi una parola senza tempo, Bambini, raccontata da un maestro come Alberto Oliverio, emerito di psicobiologia che insegna la stessa materia nell'Università di Roma La Sapienza. Si scopriranno anche le emozioni degli altri, e l’antropologo Adriano Favole partirà dall’Oceania per arrivare fino ai riti funebri in streaming e all’iconico smiley, simbolo incontrastato degli emoticon contemporanei. Un architetto giardiniere autorevole come Antonio Perazzi, noto anche per i libri e le molte rubriche –una forte confidenza con la penna è quasi naturale quando si è nipoti di Oriana Fallaci-, propugnatore di una filosofia che vuole i giardini ecologicamente integrati nell’ambiente che li circonda, progettati in modo da richiedere un consumo minimo di risorse e di manutenzione. E poiché dall’architettura al paesaggio il passo è breve, Mario Cucinella, noto per il suo impegno nell’architettura sostenibile -e autore del primo progetto del genere, realizzato per la prima volta in Italia più di vent’anni fa- interrogato dal critico Manuel Orazi, dirà la sua sulla Città emozionale. Il Festival dei Sensi è anche l’opportunità di incontrare personalità fuori dal comune, come Franco Toselli: cinquant’anni di ininterrotta, poetica esplorazione nei territori dell’arte contemporanea. Un percorso che lo porta a muoversi in spazi espositivi dalle caratteristiche ambientali mutevoli, dove si avvicendano gli artisti più rappresentativi del panorama internazionale. Toselli ha realizzato mostre memorabili, prendendo parte alle avventure dei maggiori movimenti: idee, lavoro, sogni, in una intensa conversazione con la storica dell'arte Angela Vettese, autorità in materia. In questo anno emotivo, torna a far capolino nel programma del Festival anche il teatro, con un doppio sguardo: la grande tradizione napoletana di Isa Danieli, una vita con le vele ampiamente spiegate al teatro di Eduardo, al cinema della Wertmuller, e perfino al mega sceneggiato Un posto al sole, continua imperterrita –e assegnataria per ben tre volte del premio Ubu- a solcare tutti i mari del palcoscenico; e poi il mitico Teatro dell’Elfo, tra i punti di riferimento della cultura milanese, impersonato da Elio De Capitani e Cristina Crippa. La conversazione, dal giusto titolo Ragione e sentimento, sarà condotta dal filosofo Armando Massarenti. “Non è un festival che cerca il consenso facile, ed è il suo bello - dice ancora Milly Semeraro - indipendente e spartano”. Nessuna sorpresa quindi, se la rassegna proporrà un tema che più contemporaneo di così non si potrebbe: Le emozioni della politica. La politica delle emozioniElsa Fornero dialogherà con Francesco Merlo

Il festival, inoltre, inaugurerà a Martina Franca, nel Palazzo Ducale, il 28 agosto la mostra Puglia 1900 – 1950Lo sguardo del Touring Club Italiano. 55 Fotografie provenienti dall’archivio Touring Club Italiano, gran parte delle quali inedite, oltre a curiosità d'epoca. La mostra, aperta solo per un mese, chioserà le Giornate Europee del Patrimonio, dedicate quest'anno alla formazione continua veicolata attraverso il patrimonio culturale e materiale, immateriale e digitale. Saline, trulli, piazze, ulivi, chiese, facce che non si dimenticano.

 

Il Festival dei sensi ha il patrocinio della Regione Puglia, dei comuni di Martina Franca, Locorotondo e Cisternino, della Città Metropolitana di Bari e del FAI.

L’estate turistica 2020 a Taranto, non ancora conclusa, ha di fatto registrato un incremento per gli arrivi e le presenze rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In particolare, si registra un incremento rilevante a Taranto città e lungo la costa.

«I primi dati derivanti dalle comunicazioni raccolte su un campione del 50% delle strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere sono positivi per l’intera regione - ha affermato l'assessore al Turismo del Comune di Taranto Fabrizio Manzulli -, ma soprattutto per alcune zone della Puglia, tra cui la nostra Taranto. È ipotizzabile che Taranto città e tutta la costa abbiano fatto registrare un incremento superiore alla media regionale».

Quella di Taranto è una crescita che continua dal 2018 e che ha portato quasi a triplicare gli arrivi in pochi anni.

E per il 2020, nonostante la durissima pandemia, si va verso una riconferma di questa tendenza. «Tra qualche mese tireremo le somme di questa stagione estiva - ha aggiunto Manzulli - ma nel frattempo dobbiamo già pensare alla prossima stagione al fine di non farci trovare impreparati. Dobbiamo puntare a potenziare servizi per i turisti, ma anche per i cittadini, affinché alla crescita turistica possa accompagnarsi una migliore accoglienza per chi decide di trascorrere un periodo di ferie in città e una migliore vivibilità per i residenti. Un percorso che faremo insieme alle associazioni di categoria e agli operatori turistici, che sono i veri protagonisti di questa crescita di Taranto, senza dimenticare la centralità dei cittadini e, quindi, dei residenti, perché un Borgo Antico senza anima perde la sua autenticità. La storia e le tradizioni non vanno cancellate».

Recentemente, il sindaco Rinaldo Melucci e l’assessore Manzulli,  avevano un ampio sopralluogo nella rada di Mar Grande e in Mar Piccolo , ampio nei temi affrontati e negli approcci adottati, quelli relativi al turismo culturale legato al mare di Taranto e allo sviluppo della “economia azzurra”.

In particolare, lo specifico interesse si riferisce alla possibilità d’inserimento del patrimonio culturale “vista mare” e legato ai servizi di turismo esperienziale in un processo unico di sviluppo economico e valorizzazione, che agisca su questi due elementi, ma che al contempo produca un risultato complessivo sul territorio.

«Continua il processo di messa a sistema cui si rivolgono gli sforzi progettuali e di pianificazione dei servizi turistici – il commento del primo cittadino –, da presentare alle prossime fiere internazionali di settore in cui Taranto sarà protagonista». La valorizzazione del patrimonio culturale e la promozione del territorio, infatti, sono una componente della programmazione e dello sviluppo economico di “Ecosistema Taranto” e comportano ricadute positive sia in ambito strettamente turistico, sia in ambito culturale ed economico, contribuendo alla salvaguardia, alla valorizzazione e alla promozione del diversificato patrimonio di un territorio. Un nuovo elemento di studi sul turismo, quindi, aperto dall'introduzione del tema della creatività nella progettazione e nella fruizione turistica, e dall'interesse per uno specifico oggetto della fruizione culturale legata agli itinerari culturali “vista mare”. In questo contesto si colloca il bando pubblico, che governerà vendita e riqualificazione delle numerose unità immobiliari che compongono i 7 edifici appartenenti al Comune di Taranto oggetto del bando, e che è disponibile sul sito dell’ente al  link.

Ci sarà tempo fino al 20 novembre perché imprese, agenzie, società o privati cittadini presentino le loro proposte. Allegate al bando sono disponibili le schede degli immobili e ogni proposta, al fine di redigere la graduatoria, sarà valutata secondo tre parametri principali: ecosostenibilità, destinazione progettuale e contratto di sponsorizzazione. Gli aggiudicatari avranno un anno di tempo per avviare il cantiere. «Con la pubblicazione del bando – ha commentato il sindaco Melucci – il progetto “case a 1 euro” inizia il suo ambizioso percorso. L’interesse verso questa opportunità ha prodotto corrispondenza proveniente da tutto il mondo, il fascino di Taranto e della sua storia si è già rivelato un potente attrattore. Un euro è un contributo simbolico per un obiettivo epocale: ripopolare dopo decenni la Città Vecchia, la nostra Isola Madre».

L’Amerigo Vespucci a Taranto

Intanto, un’attrattiva in più premia i visitatori in questi giorni nel capoluogo ionico: la nave più bella del mondo, l’Amerigo Vespucci, è arrivata il 22 agosto a Taranto, e, dopo il suggestivo attraversamento del canale navigabile, è ora alla fonda in mar Piccolo, non lontano dal castello Aragonese.
Lo splendido veliero, nave-scuola della Marina Militare, sosta nella città dei due mari per concludere la campagna di addestramento 2020 degli allievi ufficiali, partita lo scorso 29 giugno da Livorno. «Il profilo inconfondibile del Vespucci si staglia di nuovo sul panorama del golfo di Taranto - le parole del sindaco Rinaldo Melucci -, un’immagine che racchiude l’essenza di un rapporto secolare, quello tra Taranto e la Marina Militare. Un’immagine di eccezionale bellezza che racconta il destino di Taranto, “capitale di mare” che grazie agli sforzi che abbiamo compiuto negli ultimi anni si riappropria di un ruolo e di una ricchezza che aveva perso per strada».

 

 

La Svimez, Associazione per lo sviluppo. dell'industria del Mezzogiorno, ritiene che il Piano del Sud proposto dal Governo ed in particolare dal Ministro Provenzano non sia adeguato e che non risponda alla necessità di un progetto strategico per il Mezzogiorno che abbia un quadro ed una vision sostenibile e la necessità di strumenti operativi capaci di indirizzare la spesa pubblica e gli investimenti privati. È il pensiero condiviso dai relatori intervenuti al seminario webinar “Il Mezzogiorno nello Sviluppo del Paese”, promosso dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale su iniziativa del Comitato Civico CammiNaTA, insieme con  l’Area Metropolitana di Napoli, da CGIL, CISL, UIL Taranto.

“In questo momento il Mezzogiorno è la risorsa fondamentale per il Paese purché ci si investa e lo si sappia interpretare. Se si guardano i numeri, ci accorgiamo che il Sud e il Paese nel suo complesso hanno perso la terza guerra mondiale rispetto agli altri Paesi europei – lo dice Adriano Giannola, Presidente Svimez - L’istituto che presiedo ha proposto un Piano per l’Italia al Ministro Provenzano che con poche operazioni può rimettere in moto il Paese e invertire la marcia, assestare e recuperare - prosegue Giannola. -  Abbiamo individuato quattro poli, quattro realtà nuove, le aree ZES: Bari, Taranto, Napoli  e Gioia Tauro. I quattro migliori porti del Mediterraneo sono in queste città. Un quadrilatero che è il Mezzogiorno continentale. Se si mettono in moto questi 4 motori collegandoli all’agricoltura e governando le aree di retro porto si aiuta il Paese a crescere. C’è bisogno di burocrazia zero e zone doganali intercluse per esempio. Non servono investimenti ma occorre renderle attrattive.  Adriano Giannola nel corso del suo intervento ha citato più volte il lavoro di Vera Corbelli come esempio di buone pratiche parlando di aree vaste e di filiere territoriali – logistiche che se connesse diventano sistemi e crescita economica del Paese.

“Il fatto che l’Europa abbia chiesto scusa all’Italia e poi abbia promesso risorse economiche con precise condizionalità – spiega Giannola -  nasce da una riflessione strategica ed opportunistica: l’Italia e il Mezzogiorno sono il baricentro del Mediterraneo. Si tratta di un mare strategico, il più trafficato del mondo.  L’Italia è un ospite in quel mare e lo è anche la Germania. Dunque perdere la frontiera sud dell’Europa significa la fine dell’Unione Europea. Ecco dunque che oggi ci sono le condizioni affinché il Mezzogiorno possa essere rilanciato. Non è per bontà questa corsa per salvare l’Italia, ma c’è l’interesse comune perché il Mediterraneo è cruciale  Facciamo una operazione verità: per 15 anni c’è stata intollerabile gestione delle risorse nel Paese. Ogni anno circa 60 miliardi di euro non vanno al sud ma al nord in barba alle leggi e gli Stati Generali non hanno fatto emergere questa cosa. L’aiuto dell’Europa oggi è fondamentale. Per la prima volta l’Europa ha capito il significato euro – mediterraneo”

Il Distretto dell’Appenino Meridionale, guidato da Vera Corbelli, ha stilato un “Piano per il governo e della gestione delle risorse acqua e suolo e del sistema territoriale ed infrastrutturale connesso”, quale significativo contributo al rilancio della “macro regione del Mezzogiorno” nel contesto del Bacino del Mediterraneo. “Abbiamo presentato la nostra proposta per il piano per il Mezzogiorno al Ministro Provenzano ma ad oggi non se ne vedono gli effetti “, ha detto Vera Corbelli, Segretario del Distretto dell’Appenino Meridionale e Commissario Straordinario per la bonifica di Taranto.  “Il Mezzogiorno è spesso oggetto di slogan e di annunci, per noi è stato un luogo dove  far emergere le eccellenze. La bonifica in corso a Taranto ci ha consentito di operare per diventare modello innovativo e best practices. Le attività di rigenerazione ambientale oggi in corso sull’Area Vasta di Taranto rappresentano un modello da applicare in altri luoghi con criticità ambientali simili, così come sta accadendo per Bagnoli, in Campania. In 5 anni di attività a Taranto abbiamo fatto un percorso innovativo unico, sia  dal punto di vista amministrativo burocratico che dal punto di vista dei processi scientifici e metodologici adottati.  Taranto può e deve essere protagonista di un’azione di rilancio del Mezzogiorno e dell’intero Paese. Tale attività passa anche per un altro patrimonio del territorio: la risorsa acqua. Un patrimonio sul quale noi già stiamo investendo con la pianificazione strumenti a livello europeo nazionale ed europeo. L’area  del Distretto dell’Appennino Meridionale che si configura con una sua dimensione fisiografica, - ha aggiunto la  Corbelli -  rappresentando nel contempo uno scenario sul quale  impostare una strategia attiva e partecipata del governo del sistema territoriale-ambientale, quale volano per l’avvio di processi economici e sociali di estremo rilievo nell’attuale congiuntura economica, concorrendo all’attivazione di dinamiche di crescita i cui riverberi positivi possono ricadere sui tessuti socio-economici del Mezzogiorno e del Paese. Ad oggi, nel contesto nazionale ed internazionale, “processi e percorsi integrati” configurati in una visione olistica, come quella ipotizzata, sono stati sviluppati e in corso di realizzazione in ristrette aree o per singole tematiche che hanno dato e stanno fornendo riscontri particolarmente positivi. La stessa Autorità ha in corso azioni così strutturate in aree pilota ed in contesti altamente complessi, con ritorni tecnico-operativi-gestionali di alta significatività, come è il caso del laboratorio in scala reale Taranto”.

Si tratta di temi sui quali opera e lavora l’Associazione Cammina_Ta, promotrice del seminario e impegnata per il rilancio del Mezzogiorno. “Le leggi operanti in materia di pianificazione, intesi come sintesi di urbanistica e economia, sono spesso poco aderenti alle complesse realtà territoriali e alle loro necessità di sviluppo socio-economico. La prima legge risale al 1942 - spiega Terenzio Lo Martire, Presidente CammiNaTa - e tutte quelle che sono succedute non hanno mai perso le radici dello standard urbanistico, che se andava bene nel periodo della ricostruzione post bellica oggi purtroppo non va più bene. Purtroppo se è necessario parlare di infrastrutture “nazionali” è altrettanto evidente che la domanda da porsi è se queste infrastrutture sono realmente importanti per lo sviluppo strategico , o forse è il caso di cominciare a parlare di aree strategiche per le quali le armature rappresentano lo scheletro di supporto ? Forse è il caso di cominciare a pensare lo sviluppo come un sistema organico e funzionalmente gerarchizzato”.

 

 

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