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Sabato, 26 Settembre 2026

Le società sportive che utilizzano spazi pubblicitari per tabelloni o striscioni promozionali negli impianti sportivi comunali non dovranno pagare alcun canone di concessione, almeno fino al prossimo 30 giugno. Lo ha stabilito il consiglio comunale presieduto da Giuseppe Castiglione che nella seduta di ieri sera ha approvato la deliberazione della disciplina provvisoria per l’occupazione delle aree pubbliche a scopi pubblicitari presentata in aula dal vicensindaco e assessore alle finanze Roberto Bonaccorsi. La proposta di sostegno alle società sportive, già fortemente penalizzate dall’assenza di pubblico alle manifestazioni agonistiche e tra queste il Calcio Catania, è stata avanzata in un emendamento dei capigruppo di maggioranza del consiglio comunale, primo firmatario Luca Sangiorgio, (Salvo Pogliese sindaco-Una scelta d’amore per Catania), con il parere favorevole tecnico contabile. L’atto finale è stato votato con 18 voti favorevoli e 9 astenuti.

“Grazie a un’azione sinergica coi capigruppo e la maggioranza del consiglio comunale –ha detto il sindaco Salvo Pogliese, presente in aula durante i lavori dell’assemblea cittadina– riusciamo a dare un segnale importante e concreto al mondo dello sport che vive una condizione drammatica sotto il profilo economico e della sostenibilità gestionale delle società sportive professionistiche e dilettantistiche, che le restrizioni del Covid stanno mettendo in ginocchio. E’ una misura equilibrata e sostenibile che rilancia l’attività promozionale negli impianti sportivi del Comune o dati in godimento, che non dovranno pagare oneri concessori per l’utilizzo degli spazi per ricavare introiti dalla pubblicità”.

Durante la seduta del civico consesso, il capogruppo di “Grande Catania” Sebastiano Anastasi ha richiesto che l’aula fermasse i lavori per un minuto di silenzio in ricordo delle vittime delle foibe di cui ieri si è celebrata la giornata nazionale, proposta subito accettata dal presidente vicario Carmelo Nicotra che conduceva i lavori.

A seguire i lavori si sono interrotti per mancanza del numero legale su una mozione presentata dal consigliere Giovanni Grasso inerente la gestione pubblica degli spazi museali.      

 

Dichiarazione del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa

“Mentre la politica si occupa della patrimoniale che non c’è (quella proposta da una parte del Pd e Leu), il prossimo 16 dicembre dovrà essere pagata la seconda rata 2020 della patrimoniale che c’è, vale a dire l’Imu.

Si tratta – lo ricordiamo a coloro i quali sembrano dimenticarlo – di un’imposta che pesa per ben 22 miliardi di euro l’anno e che colpisce le famiglie, il risparmio diffuso, la voglia di investire nell’Italia anziché indirizzare altrove i frutti del lavoro. Riguarda case, negozi, uffici, terreni. Dovrà pagarla anche chi ha l’immobile sfitto, chi lo ha inagibile, chi non riceve il canone da mesi, chi addirittura si è visto requisire l’abitazione o il locale dallo Stato attraverso il blocco degli sfratti.

In queste ore si susseguono dichiarazioni di esponenti della maggioranza di ferma contrarietà a qualsiasi ipotesi di patrimoniale. Coerenza vorrebbe che questa posizione fosse accompagnata da qualche riflessione sull’Imu, magari sulla scorta della proposta dell’opposizione di ridurla del 30 per cento. Invece, nulla, tutto tace. E il 16 dicembre la patrimoniale andrà pagata, chissà con quali soldi”.

A nostro modesto avviso, gli investimenti rappresentano, senza alcun dubbio, una sorta di "carburante" per avviare il motore della crescita economica e sociale del Mezzogiorno. A questo punto, va detto, anche, senza mezzi termini, che nell'ultimo decennio gli investimenti sono leggermente aumentati nel Centro-Nord(del 2% circa, Fonte Istat), passando da poco meno di 227 miliardi, agli attuali 230 miliardi (l'8o% circa, del totale degli investimenti), mentre nel Mezzogiorno si sono ridotti del 20% circa, scendendo da 74 a 62 miliardi. Pertanto, noi riteniamo  che i poteri politici debbano cambiare rotta, destinando le, già, poche risorse disponibili, verso mirati investimenti infrastrutturali, su realtà specifiche del  territorio italiano, soprattutto al Sud. In conclusione, diciamo che soprattutto, la Politica meridionale, inizi da decisioni, ragionate e coraggiose, ovvero, definendo da un lato, una sostenibile politica industriale e, dall'altro lato, abbattendo la gigantesca evasione fiscale,dando vita ad uno sviluppo sociale ed economico, azzerando l'italica arte, di arrangiarsi.

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