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Manifestazione a Napoli davanti alla sede dell'Inps, in via De Gasperi, per protestare contro l'abolizione del reddito di cittadinanza.

Una delegazione dei manifestanti che questa mattina ha organizzato un presidio contro l'abolizione del reddito di cittadinanza sta incontrando il direttore dell'ufficio Inps di Napoli, in via De Gasperi. Quella di oggi è di fatto la prima manifestazione organizzata dopo l'sms che ha annunciato venerdì scorso la cancellazione del sussidio. In piazza tra le 30 e le 50 persone tra aderenti al sindacato Usb e a Potere al Popolo oltre a una serie di percettori del reddito di cittadinanza. A vigilare sulla manifestazione uno spiegamento di forze dell'ordine. Solo in provincia di Napoli sono 21.500 le famiglie che percepivano il reddito.


Al momento la situazione, sulla quale vigila uno spiegamento di forze dell'ordine, è tranquilla."Per loro evasione e vitalizi, per noi schiavitù", Questo lo striscione di Potere al Popolo, che ha organizzato il presidio assieme al sindacato Usb, esposto all'esterno della sede dell'Inps. In piazza, a manifestare, circa 50 persone.

Una delegazione dei manifestanti ha incontrato il direttore dell'ufficio Inps di Napoli. Questa è di fatto la prima manifestazione organizzata dopo l'sms che ha annunciato venerdì scorso la cancellazione del sussidio. In piazza tra le 30 e le 50 persone tra aderenti al sindacato Usb e a Potere al Popolo oltre a una serie di percettori del reddito di cittadinanza. A vigilare sulla manifestazione uno spiegamento di forze dell'ordine. Solo in provincia di Napoli sono 21.500 le famiglie che percepivano il reddito.

533 mila cittadini, per un totale di 208 mila nuclei familiari. Numeri in costante crescita rispetto al 2021 e al 2022, che fanno della Campania la prima regione per numero di persone destinatarie della misura di contrasto alla povertà.

Se si considera l'importo medio, stimato in 663 euro, a giugno il reddito di cittadinanza in Campania è costato oltre 353 milioni. Su un totale di 169 mila famiglie a livello nazionale, sono circa 43 mila quelle campane (22 mila tra Napoli e provincia) che hanno ricevuto il messaggio che sospende il diritto al sussidio a partire da agosto.

Negli ultimi mesi e anni ci sono state numerose truffe messe in atto per riscuotere il reddito pur non avendone diritto. Considerando solo il periodo tra giugno del 2021 e ottobre 2022, in provincia di Napoli sono state accertate oltre 4mila truffe e rintracciati circa 15 milioni, finiti nelle tasche di circa 660 'furbetti'.

Una ventina di ex percettori del reddito di cittadinanza sono in presidio davanti alla sede dell'Inps di Napoli, per protestare contro la stretta del Governo sul sussidio. Con loro manifestano anche alcuni attivisti di Potere al popolo e Usb, che hanno promosso il sit-in.

"Le guerre tra poveri le vincono i ricchi", recita uno striscione. Su un altro campeggia, invece, la scritta "Per loro evasione e vitalizi, per noi schiavitù". Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal direttore della sede Inps di Napoli, Roberto Bafundi.

Ecco chi lo percepirà ancora  : persone con dipendenze, donne vittime di violenza, persone in carico ai servizi psichiatrici: sono alcune delle tipologie che rientrano tra quelle che potranno continuare a percepire il Reddito di cittadinanza fino a fine 2023 e poi chiedere dal 2024 l'Assegno di inclusione sociale. E' quanto prevede la legge sulle nuove misure contro la povertà ma l'elenco completo dovrebbe essere contenuto nel decreto attuativo della legge che non è ancora uscito. Resta il problema del termine per la presa in carico da parte dei servizi sociali che è stato spostato dal 30 giugno al 31 ottobre creando un possibile un buco nel quale le famiglie potranno restare senza sussidio in attesa di essere prese in carico dai servizi sociali. 

 

Secondo la legge oltre alle famiglie che hanno un componente minore, disabili o over 60 - spiega il ministero del Lavoro nelle slide di spiegazione della nuova normativa - "potranno continuare ad usufruire del Reddito di cittadinanza fino a fine 2023 i nuclei con componenti in condizioni di svantaggio e inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio sanitari territoriali certificati dalla pubblica amministrazione. "Sono da considerarsi in condizioni di svantaggio, ad esempio, spiega il ministero, le persone in carico ai servizi per le persone con disabilità, le persone in carico ai servizi per le dipendenze le persone in carico ai servizi per le donne vittime di violenza, le persone in carico ai servizi psicologici per la salute della persona, le persone in carico ai servizi per le malattie psichiatriche le persone senza fissa dimora, le quali versino in una condizione di povertà tale da non poter reperire e mantenere un'abitazione in autonomia e in carico ai servizi sociali territoriali".

 

Fonte varie agenzie ansa e Agi

Inaugurate oggi le Sale Vanvitelli, percorso espositivo negli Appartamenti Reali della Reggia di Caserta dedicato all'architetto che, proprio oggi, il 1° marzo di 250 anni fa, moriva. La mostra permanente rientra nel progetto "1773 -2023 Luigi Vanvitelli il Maestro e la sua eredità", promosso e sostenuto dal Museo Reggia di Caserta, in collaborazione con il Comune di Caserta.
 
Gli ambienti, retrostanti della Sala delle Guardie del Corpo del Palazzo reale, sono luogo privilegiato e, da oggi, sempre visitabile di narrazione dell’opera di Luigi Vanvitelli. L'esposizione celebra l'eredità, materiale e immateriale, del Maestro quale genio del Settecento italiano ed europeo attraverso la valorizzazione di alcuni beni delle collezioni della Reggia di Caserta e il linguaggio digitale che consentirà di fruire di contenuti complessi.
 
"Omaggiare Luigi Vanvitelli in occasione dei 250 anni della sua morte è doveroso - afferma il direttore Tiziana Maffei - Il programma annuale delle celebrazioni sostiene tre linee di azione: conoscenza, divulgazione e cura condivisa della sua eredità. Con l’apertura delle nuove sale consentiamo al grande pubblico del museo d’intraprendere il viaggio di emozione della Reggia avendo gli strumenti per comprendere meglio l’artefice della sua realizzazione e vivere con maggiore consapevolezza le suggestioni del più grande lascito del Maestro".
 
Il percorso museale si snoderà lungo quattro sale.
 
Nella prima, “La chiamata del Re”, Luigi Vanvitelli si presenta e accoglie il visitatore. La scultura dell'architetto - modello preparatorio di quella posta nella omonima piazza del centro di Caserta - apre l'esposizione mentre alla sua destra, su un player multimediale, si materializzano i suoi ricordi: dalla formazione, alle committenze, passando per le sue vicende biografiche. Sono esposti in questi spazi "Ritratto di Luigi Vanvitelli", olio su tela di Giacinto Diano; il modello in gesso di Onofrio Buccini raffigurante Vanvitelli; il modello ligneo della facciata della Reggia di Caserta.
 
Nella sala 2, “La Dichiarazione dei Disegni”, la narrazione museale prosegue con il progetto della Reggia di Caserta: dalla presentazione dei disegni alla posa della prima pietra. Un allestimento riconducibile a quello con cui il maestro mostrò il suo piano originario per la Reggia di Caserta ai Sovrani nel 1751. Sono qui esposte le prime tavole e disponibili approfondimenti su un supporto tattile: dalla rielaborazione del progetto nella Dichiarazione dei Disegni del 1756, ad alcuni passi delle lettere, alle celebrazioni della posa della prima pietra.
 
Nella terza sala prende vita il cantiere vanvitelliano. Restituendo al visitatore le espressioni dell'architetto sulla scelta delle maestranze, dei macchinari e delle materie prime, sull’intenzione di rendere la Reggia il centro di un nuovo piano regolatore per la città, sulle invenzioni realizzate, si dà la possibilità di vivere l’esperienza brulicante e il fermento della sua opera. Il racconto sulla grande parete interattiva è accompagnato anche qui da opere appartenenti al patrimonio museale.
 
Nell'ultima stanza “L’eredità del Maestro Luigi Vanvitelli: la Reggia di Caserta", in uno spazio interamente video-proiettato, il visitatore assisterà alla nascita del Complesso architettonico costituito da Piazza, Palazzo, Parco e Acquedotto. Nel grande schermo l’evoluzione costruttiva dell’opera è raccontata attraverso la successione degli elementi chiave che caratterizzano il Complesso Vanvitelliano. Il percorso espositivo - dall’idea al progetto, dall’esecuzione alle suggestioni attuali anche di luoghi non accessibili normalmente al pubblico - sintetizza il senso profondo di vent’anni di lavoro dell’architetto e la sempre incredibile Meraviglia della Reggia di Caserta.
 
Tiziana Maffei, cura e coordinamento del progetto  “Sale Vanvitelli”
Vincenzo Mazzarella e Anna Cipparrone, concept, ricerca storico-artistica e redazione contenuti di base

Luciano Turchetta con la collaborazione di Vincenzo De Luce, progetto museografico
Opera Laboratori, allestimento

Punto Rec Studios s.r.l., progettazione e sviluppo del percorso immersivo multimediale
Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, elaborazione grafica e progetto identità visiva

Si ringrazia tutto lo staff del Museo, il Nucleo Reggia dell'Associazione nazionale carabinieri, le ditte Vincenzo Modugno srl, Hera Restauri, CIAL Allarmi, CT Impianti e Siass srl.

Le Sale Vanvitelli sono visitabili tutti i giorni, in piccoli gruppi, negli orari di ordinaria apertura degli Appartamenti Reali, fatta eccezione per le giornate di gratuità e per eventuali esigenze di sicurezza e tutela. L'accesso è incluso nel costo ordinario del biglietto di ingresso agli Appartamenti reali e dell'abbonamento Reggia Card 2023. Gratuità e riduzioni come previste per legge.

 

Fonte Reggia di Caserta

 

Il 30 giugno, il Santuario di Pompei torna ad aprirsi di notte grazie alla nuova edizione de “Una notte in Santuario”. Organizzata dall’Associazione Pompei Tutors, l’iniziativa prevede una visita guidata notturna dello straordinario e affascinante luogo di culto fondato dal Beato Bartolo Longo alla fine dell’Ottocento.

Un percorso tra fede, arte, storia e racconto che offrirà ai cittadini pompeiani e a tutti i visitatori la conoscenza della Nuova Pompei e della sua storia, ricca di particolari e aneddoti affascinanti. Un modo per far innamorare ancora di più tutti di questa straordinaria città e del suo singolare passato. Fascino e suggestione accompagneranno i visitatori durante il percorso, lungo il quale potranno lasciarsi coinvolgere dall’atmosfera di questo luogo che racchiude interessanti aspetti religiosi e storico-artistici.

I percorsi guidati partiranno alle 20.00, alle 20.45 e alle 21.15. Il tour, della durata di circa quarantacinque minuti, prevede la visita del pronao d’ingresso, della Basilica, della Facciata monumentale e, infine, novità di questa edizione, anche del nuovo portale, con la spiegazione di don Battista Marello, il sacerdote artista che lo ha realizzato e che, per la prima volta, illustrerà ai visitatori il significato della sua opera. Il nuovo portale è stato inaugurato il 5 maggio scorso, giorno del 120° anniversario dell’inaugurazione della Facciata Monumentale dedicata alla Pace Universale.

Per partecipare all’iniziativa occorre effettuare la prenotazione: ogni tour prevede, infatti, un massimo di 25 persone. L’ingresso sarà da Piazza Bartolo Longo. A fare da guida saranno i Tutors e, il ricavato del biglietto, del costo di 2 euro, servirà per l’autofinanziamento dell’Associazione che ha dato vita all’iniziativa.

Sarà Canale 21, la storica emittente campana, a trasmettere in diretta televisiva alcune delle celebrazioni che si terranno al Santuario il 13 novembre, 145° anniversario dell’arrivo del Quadro della Vergine del Rosario a Valle di Pompei.

Quest’anno, infatti, a causa dell’emergenza sanitaria non sarà possibile onorare la ricorrenza con la tradizionale Discesa del Quadro. Per motivi igienico-sanitari, infatti, non è stato possibile organizzare la venerazione diretta dell’immagine sacra e il tradizionale bacio. Ma il Santuario intende commemorare comunque l’anniversario del giorno che viene considerato come la vera data di nascita della Nuova Pompei. Il 13 novembre 1875, su un umile carro di letame, giunse a Pompei la prodigiosa immagine della Vergine del Rosario, portando nuova vita nella valle abbandonata.

Come ha affermato l’Arcivescovo di Pompei, Mons. Tommaso Caputo: «Sarà un 13 novembre diverso, nel rispetto delle norme per il contenimento della pandemia. Lo vivremo nella centralità dell’Eucarestia. Offrendo a Maria i dolori e le difficoltà di ogni giorno, Le chiederemo di sostenerci nel cammino di questo complicato presente».

È stata prevista, pertanto, una differente organizzazione della giornata per garantire, anche in questo tempo difficile, celebrazioni che possano solennizzare una ricorrenza così importante per la città mariana. Canale 21 trasmetterà, dunque, alle 7, il rito dell’Apertura del Quadro, presieduto dall’Arcivescovo Caputo, e, alle 7.30, la santa Messa, durante la quale si pregherà per la fine della pandemia. Alle 12 in punto, Canale 21 trasmetterà la recita della Supplica, la preghiera composta nel 1883 dal Beato Bartolo Longo, fondatore della Nuova Pompei. La recita dell’“Ora del Mondo”, come il Beato chiamava la Supplica, sarà guidata dal Prelato. Alle 19, invece, l’Arcivescovo della città mariana presiederà la santa Messa delle 19, che si concluderà con il rito della Chiusura del Quadro (trasmessi sempre in diretta su Canale 21).

«Una lunga giornata televisiva – commenta l’editore della tv campana, Paolo Torino – per far vivere ai nostri telespettatori uno straordinario momento di fede e partecipazione popolare in totale sicurezza. Canale 21 si conferma in questo modo televisione della comunità che in un momento così difficile riesce ad offrire informazione, intrattenimento ed occasioni di condivisione».

Altri due momenti della giornata saranno, invece, trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook del Santuario di Pompei la celebrazione Eucaristica delle 11, durante la quale, anche in vista della Giornata Mondiale del Povero, che sarà celebrata per il 4° anno consecutivo il prossimo 15 novembre, si pregherà per i poveri e gli ammalati, e il “Santo Rosario per l’Italia” delle 18.

Tutte le celebrazioni si terranno in Basilica, i fedeli e i devoti della Madonna che vorranno partecipare dovranno prenotare presso l’Ufficio Rettorato, chiamando ai numeri 0818577379 e 0818507000.

Il 13 novembre, inoltre, la trasmissione “Bel Tempo si Spera”, in onda dal lunedì al venerdì, alle 7.30, su Tv2000, dedicherà uno spazio allo speciale evento, con interviste e collegamenti da Pompei.

La città mariana vivrà, dunque, questa giornata in maniera diversa, ma manifestando alla Vergine tutta la gratitudine per aver scelto Pompei come luogo privilegiato della sua presenza e protezione.

 

Il Salone degli Affreschi della storica Maison E. Marinella, nel palazzo Satriano alla Riviera di Chiaia di Napoli, è stata la sede della presentazione e della consegna al vicesindaco dell’Ente metropolitano  Francesco Iovino del prototipo della cravatta istituzionale per la Città Metropolitana di Napoli.

Di seta jacquard in blu ministeriale tinta unita con il logo sottonodo riportante il cavallino rampante,

simbolo millenario dell’indomabile popolo napoletano, la cravatta esalta la classicità e l’eleganza riecheggiando la bellezza del nostro patrimonio e il valore delle nostre eccellenze. Molto leggera, praticamente estiva, di cm 148 per 7,50,  sarà probabilmente donata alle delegazioni che saranno in visita alla città di Napoli e non sarà in vendita. «La cravatta serve a dare un tocco di originalità a chi la indossa - riferisce Maurizio Marinella - diceva mio nonno e mio padre che un bel vestito grigio sarà sempre un vestito grigio, la cravatta esprime le sensazioni del momento. Un tempo ci si vestiva per la mattina e ci si cambiava per la sera, oggi noi non abbiamo più tanto tempo, pertanto l’unica cosa che ci diversifica è la cravatta e il fazzoletto da taschino. Mio figlio Alessandro ha  rinvigorito l’usanza per i giovani laureandi di indossare  una cravatta beneaugurante con la stampa di disegni  rossi». A chi chiedeva i motivi per non aver messo nella loro collezione delle mascherine protettive come fanno in tanti, la risposta di Maurizio Marinella è stata ovvia: «La mascherina è una cosa seria, noi avremmo potuto farle  foderate di seta, preferiamo lasciare la produzione  delle mascherine alle strutture sanitarie».        

Francesco Iovino, numero due della Città Metropolitana di Napoli, già delegato ai rapporti con le imprese, nel dicembre 2019, durante l'evento Arte Sartoriale di E. Marinella, svoltosi  presso il Salone degli Affreschi,  consegnò allo stilista partenopeo Alessandro Marinella, quarta generazione della maison napoletana, un riconoscimento dedicato alla giovane imprenditoria dell'area metropolitana di Napoli, per essersi distinto anche e soprattutto per la sua attività di internazionalizzazione aziendale. In tale occasione Iovino manifestò il desiderio di far realizzare una cravatta personalizzata per la Città Metropolitana. Maurizio e Alessandro Marinella raccolsero la sfida e, a pochi mesi di distanza, realizzarono  cinque prototipi, è stato lo stesso Vice Sindaco a scegliere quello definitivo: stile, rigore  e sobrietà per una cravatta dal forte carattere istituzionale che rimanda alla bellezza del nostro patrimonio partenopeo artistico e paesaggistico ed esalta il know how delle nostre eccellenze artigianali e imprenditoriali. «Pubblico e privato devono concorrere al bene comune - ha sostenuto il Vice Sindaco Iovino nel corso del suo intervento - unendo il nostro grande capitale culturale alle tante energie del nostro tessuto produttivo. Il nostro compito, il compito della politica, è quello di contribuire ogni giorno alla crescita del territorio ». Gli ha fatto eco Maurizio Marinella: « E’ per me motivo di grandissimo orgoglio che sia stata scelta l’azienda Marinella per creare il prototipo della cravatta rappresentativa della Città Metropolitana  e sono particolarmente contento che la cerimonia si svolga in questo stupendo salone decorato con affreschi dell’ottocento che presto sarà il nostro museo per riportare le  tappe più significative legate ai 106 anni  della nostra  storia». Alessandro Marinella al termine della cerimonia di presentazione e consegna ha riferito: «Rappresentare la città dove sono nato e cresciuto è un’esperienza unica, io mi impegno per invogliare i miei coetanei a restare a Napoli e la cravatta è un simbolo dell’unione per combattere il Covid che divide sempre di più. Oggi si parte da Napoli ed è bello ritornare a stare tutti insieme, abbiamo rappresentato la napoletanità in tutto il mondo, questa è il prototipo della cravatta che deve rappresentare Napoli e l’eccellenza della Città Metropolitana nel mondo, per cui tutte le scelte compiute sono state volte ad esaltarne la classicità e l’eleganza». Alessandro si occupa di dare alla Maison un respiro più giovane e digital, nel rispetto dei valori e della tradizione familiare.

Già si parla di realizzare la cravatta  anche in altre tonalità o declinarla in altri progetti, magari per una maggior diffusione del simbolo della nostra Città quale veicolo promozionale del Made in Naples all’estero.

L'evento, come anche la kermesse Arte Sartoriale di E. Marinella 2019, è stato curato da Beatrice Gigli, PR della Beatrice Gigli Communication.

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