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Giovedì, 12 Marzo 2026

Il futuro dell’olivicoltura laziale fa tappa a Palombara Sabina giovedì 22 gennaio 2026, dove a partire dalle h 14:30, presso la Tenuta Valeria (Strada di Stazzano Vecchio
n. 19), si svolgerà il quarto appuntamento del progetto “Insieme a EVO, per
il bene comune, la salute, il territorio”, iniziativa d’avanguardia cofinanziata da Regione Lazio e Arsial.
L’evento si configura come un vero laboratorio di innovazione, dove il sapere accademico incontra la terra per trasformare la filiera oleicola in un modello di sostenibilità e tecnologia.
Dopo l’apertura istituzionale, affidata al Sindaco Alessandro Palombi e al Presidente del Parco dei Monti Lucretili Marco Piergotti, la manifestazione passerà alla fase pratica. Infatti, Massimiliano Di Carlo guiderà una dimostrazione di macchine innovative per la raccolta, preludio a una tavola rotonda tecnica che esplorerà frontiere quasi futuristiche, dall’impollinazione assistita tramite droni alla gestione rigenerativa del suolo con biostimolanti di nuova generazione.
Esperti di ENEA, rappresentanti dei biodistretti e consorzi DOP, si confronteranno su temi cruciali come la rintracciabilità dei dati, la scelta delle cultivar e le proprietà nutraceutiche dell'olio, puntando a una qualità che sia al contempo tutela della salute e valorizzazione del territorio.
Nelle parole del promotore Livio Terilli, docente di marketing e titolare de Il Torrino dei Gelsi, l’innovazione condivisa diventa così il moltiplicatore di energie necessario per il rilancio dell’oleoturismo.
La giornata, che vedrà affidate le conclusioni al dirigente Arsial Giovanni Pica, si chiuderà con un dibattito aperto e una degustazione di prodotti tipici, suggellando quel legame indissolubile tra progresso scientifico e identità rurale.

In occasione della Giornata nazionale del Servizio Civile del 15 dicembre, gli oltre 230 enti promotori della Campagna Quanto vale il futuro? ribadiscono il valore fondamentale del Servizio Civile - nato dall’obiezione di coscienza al servizio militare - nella costruzione della pace attraverso interventi di trasformazione nonviolenta dei conflitti e nella crescita personale e civica delle nuove generazioni attraverso il loro coinvolgimento in attività di servizio finalizzate all’inclusione, alla coesione sociale e alla difesa dei beni comuni.

È un valore fondamentale, a maggior ragione in questi tempi in cui l’unica risposta alla complessità del contesto nazionale e internazionale sembra essere la contrazione dei diritti umani, la repressione, la violenza, il riarmo, la militarizzazione della società e, in ultima inevitabile istanza, la guerra.

Oggi più di 51.000 operatori volontari scelgono quotidianamente di impegnarsi per le proprie comunità, contribuendo a costruire un Paese migliore. È un’esperienza resa possibile da centinaia di enti che accompagnano i giovani in un percorso davvero unico: una scelta individuale che diventa cammino collettivo, fondato sui principi della nostra Costituzione.

Il Servizio Civile rappresenta una risposta concreta a un diffuso bisogno di cura e di sicurezza inteso come protezione delle persone, in particolare le più fragili, e come promozione dei diritti umani per tutti. Per questo la Campagna Quanto vale il futuro? persegue con determinazione gli obiettivi della stabilizzazione e dell’universalità di questo Istituto della Repubblica, un’esperienza che fa bene ai giovani e fa bene al Paese.

A fronte di un sistema in continua crescita – per numero di enti e per interesse dei giovani come dimostrano le oltre 135.000 candidature dell’ultimo bando – è essenziale ampliare l’offerta e la capillarità dei progetti nei territori. Il prossimo bando, previsto per l’inizio del 2026, senza ulteriori risorse rischia infatti di non garantire la continuità delle circa 60.000 posizioni finanziate negli ultimi anni.

In vista della Legge di Bilancio 2026, la Campagna Quanto vale il futuro? propone un incremento di 100 milioni di euro rispetto alle risorse già stanziate, così da assicurare l’avvio di almeno 65.000 volontari, coerente con la forte domanda dei giovani e con la necessità di dare stabilità al sistema.

Tuttavia, le risorse da sole non bastano a raggiungere davvero l’universalità: è indispensabile potenziare una promozione e comunicazione strutturata e continuativa. Accogliamo positivamente l’impegno del Dipartimento nel costruire una campagna più articolata e condivisa, e riteniamo prioritaria l’attivazione di accordi con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il Ministero dell’Università e della Ricerca per inserire il Servizio Civile nell’orientamento scolastico e nella formazione degli insegnanti, e per contribuire ai percorsi di educazione alla cittadinanza.

La Campagna Quanto vale il futuro? conferma infine la piena disponibilità al dialogo con il Ministro Abodi, con l’obiettivo di contribuire, in un clima di collaborazione, al rafforzamento del Servizio Civile.

  Fonte Uff.St.Paola Scarsi

Una tecnologia tutta ideata e sviluppata in Italia, per la precisione a Lainate (MI) si prepara a rivoluzionare il settore del packaging, permettendo un concreto passo avanti sulla strada dell’inclusione. È un altro frutto della creatività e della competenza di Rotoprint Sovrastampa, da 48 anni punto di riferimento per la sovrastampa di imballaggi (un procedimento che pochissime aziende eseguono e che permette di riutilizzare tonnellate di materiale altrimenti destinato alla discarica).

La novità messa a punto nel 2025 da Gian Carlo Arici, fondatore di Rotoprint, e da suo figlio Giovanni Luca, CEO della società, è una tecnologia unica al mondo per la sovrastampa a registro, su materiali flessibili, di loghi e scritte in rilievo, compreso l’alfabeto Braille. Il procedimento ha già ottenuto il brevetto negli Stati Uniti (per il brevetto internazionale la richiesta è al vaglio), ha suscitato amplissimo interesse nelle fiere ed è valso a Rotoprint già due importanti riconoscimenti: il Prestige Award (sigillo di qualità dedicato all'eccellenza di piccole e medie imprese in vari settori) e l’EEA – European Excellence Award (nella categoria “Innovazione dell’anno”).

 La portata dell’invenzione di Rotoprint è ben sintetizzata dalle parole di Giovanni Luca Arici: «La nostra tecnologia rappresenta una novità assoluta perché nessun altro è in grado di realizzare l’embossing, o goffratura (cioè la stampa a sbalzo, in rilievo), a registro, su materiali flessibili, in maniera integrata nel flusso produttivo. L’esempio più facile da capire è il Braille, l’alfabeto tattile utilizzato dalle persone non vedenti: lo vediamo stampato praticamente solo sulle confezioni dei farmaci, dove è obbligatorio per legge, ma in quel caso si tratta di fustelle di cartone. Finora, invece, era praticamente impossibile portare il Braille sul packaging di tipo flessibile largamente impiegato per ogni sorta di confezione».

Fino a oggi l’idea di usare il Braille su altri tipi di imballaggio, come quelli alimentari, si scontrava dunque con un limite tecnico, ma l’innovazione di Rotoprint riapre i giochi, con effetti concreti in termini di inclusione, sicurezza e qualità della vita per le persone con disabilità visive. «La Cina è uno dei Paesi più avanzati in questo senso e sta  valutando di rendere obbligatorio il Braille sulle confezioni alimentari – fa notare Giovanni Luca Arici –. Se questo accadesse si aprirebbe per noi un mercato enorme: già alcune aziende cinesi ci hanno comunicato il loro interesse».

Oltre al tema dell’accessibilità, ce n’è anche uno legato all’estetica delle confezioni, che non è meno importante per il settore packaging: con il metodo brevettato di Rotoprint si schiudono anche possibilità nuove per il design, con loghi e scritte in rilievo di grande impatto, perfetti per valorizzare e differenziare il brand. «Un packaging non solo da vedere, ma che si fa anche sentire» chiosa Arici.

 Questo colpo da maestro della Rotoprint, che negli ultimi mesi ha suscitato grande ammirazione nelle fiere di settore (inclusa l’importante Pack Expo di Las Vegas, dove esclusività dell’applicazione ha suscitato l’interesse di Converters internazionali provenienti da India, Cina, Messico, USA, Canada, Corea, Turchia…), si inserisce nella lunga storia di innovazione di questa azienda, nata nel 1978, che nel settore viene definita “il pronto soccorso del packaging” per la sua tecnica brevettata di sovrastampa che permette di recuperare materiale “sbagliato” (per via di errori di stampa, informazioni non corrette o non aggiornate, eccetera) che sarebbe altrimenti da buttare.

«In quasi cinquant’anni – spiega Giovanni Luca Arici – abbiamo sovrastampato più di 1 milione di km di imballaggi, contribuendo all’abbattimento della produzione di CO2 perché la sovrastampa evita sia la generazione di rifiuti, sia l’impiego di energia per la realizzazione di nuovi packaging».

Il tunnel Koralmbahn descritto come il più grande progetto socio-economico dell'Austria in 150 anni - Il modello di finanziamento austriaco che consente investimenti infrastrutturali che superano la Germania

Costruire grandi infrastrutture è una sfida in gran parte dell'Europa. I bilanci ristretti e la polarizzazione politica spesso minano i progetti a lungo termine, costringendo i governi a gestire le crisi invece di pianificare il futuro.


L'Austria, tuttavia, è l'eccezione alla regola.

Come riportato da Bloomberg, il paese inaugura ufficialmente il tunnel Koralmbahn, il progetto di punta del valore di 5,9 miliardi di euro. (6,9 miliardi di dollari), che rappresenta il cuore di un ambizioso nuovo asse ferroviario. La linea, una volta completata, collegherà la costa baltica in Polonia con il Mar Adriatico, trasformando i viaggi all'interno dell'Austria e ponendo il paese all'avanguardia della logistica europea.

"Questo è il più grande esperimento socio-economico dell'Austria da oltre un secolo", ha dichiarato l'economista Eric Kirchner del centro di ricerca Joanneum di Graz, stimando che il progetto aiuterà a frenare l'urbanizzazione e a stimolare l'industria nelle province del sud-est del paese.

Il Koralmtunnel è il primo di tre "mega-progetti" ferroviari che dovrebbero essere completati nel prossimo decennio. Con una lunghezza di 33 chilometri, è uno dei tunnel ferroviari più lunghi al mondo e, attraversando le Alpi, riduce il tempo di viaggio tra Graz e Klagenfurt (la seconda e la quinta città più grande d'Austria) da tre ore a soli 45 minuti. Contemporaneamente, il progetto ha agito da catalizzatore per uno sviluppo più ampio: nell'ambito del progetto sono stati costruiti più di 260 km di nuove linee e 23 stazioni ferroviarie.

Per persone come Ralph Kaiser, un fisico che ogni settimana fa il pendolare tra Vienna e Trieste, il nuovo collegamento con la Koralmbahn è un "punto di svolta". Il suo tempo di viaggio in treno fu ridotto di quasi un terzo — da nove a circa sei ore. Come prevede, il nuovo percorso porterà "molte persone a scegliere il treno invece della carrozza".
Per gli stati austriaci meridionali di Stiria e Carinzia, il progetto rappresenta una mappa economica completamente nuova.
Gli studi mostrano che i collegamenti nel mercato del lavoro potrebbero aumentare fino al 40%, secondo Kirchner. "Si sta creando una nuova agglomerazione urbana di 1,1 milioni di persone. Per l'Austria, questo è enorme."

I mercati immobiliari intorno alle nuove stazioni hanno già reagito, con i prezzi nelle aree rurali lungo la linea in aumento mentre gli acquirenti puntavano su un futuro in cui i villaggi tranquilli si trasformeranno in sobborghi per i pendolari. Alcune famiglie hanno iniziato a tornare nelle piccole comunità carinzie che avevano abbandonato anni fa.

I ricercatori austriaci stimano che i comuni con stazioni ferroviarie potrebbero registrare una crescita demografica fino a tre punti percentuali sopra la media. Anche le aree entro 20 minuti di auto possono aumentare la popolazione fino a due punti. Nel sud dell'Austria, dove il declino demografico ha afflitto le piccole città per decenni, questi dati sono sorprendenti.

Quando le vie di prova iniziarono in autunno, i residenti iniziarono a rendersi conto dell'entità del cambiamento. Le comunità lungo la linea stanno organizzando assemblee aperte, è previsto un nuovo trasporto locale per collegare le stazioni e gli operatori turistici stanno lanciando campagne per i visitatori.

Il Koralmtunnel è solo l'inizio. L'Austria ha impegnato circa 20 miliardi di euro. euro per la costruzione di 100 chilometri di linee ad alta velocità sotto le Alpi. I prossimi progetti - il Tunnel di Base del Semmering e il Tunnel di Base del Brennero - aumenteranno la capacità di trasporto sulle rotte commerciali che collegano il Mediterraneo al Mare del Nord. La nuova arteria ferroviaria si estende infine dalla Polonia ai porti di Trieste e Koper, che sono tra i centri logistici in più rapida crescita d'Europa.

"L'Austria sta diventando la cerniera dell'asse Nord-Sud," osserva Kirchner. "Già funge da hub logistico per aziende come Lidl, che distribuiscono prodotti nell'Europa orientale. Questo ruolo si rafforza ulteriormente."

Questo sviluppo potrebbe trasformare l'intera regione, secondo Margarette Lanzinger dell'Università di Vienna, che guida un programma di ricerca europeo su come i collegamenti di trasporto portano all'accumulo di ricchezza nel tempo. I dati economici storici mostrano che ogni miglioramento delle vie alpine ha rafforzato le economie locali per secoli.

Il modello di finanziamento austriaco e il vantaggio sulla Germania negli investimenti infrastrutturali

La capacità dell'Austria di attuare tali progetti è ancora più impressionante rispetto ai paesi vicini. Il paese ha superato Germania e Italia negli investimenti infrastrutturali pro capite. Sebbene Berlino abbia aumentato la spesa – incluso creando un fondo infrastrutturale da 500 miliardi di euro. – il divario si è ampliato nell'ultimo decennio, in parte a causa del particolare modello austriaco di finanziamento ferroviario.

In Austria, i progetti sono finanziati tramite contratti biennali con rimborso a rate fisse. "Lo Stato in sostanza 'prende un mutuo' per costruire un tunnel", spiega Franz Hammerschmidt, responsabile della pianificazione strategica presso le Ferrovie Federali Austriache (ÖBB). Pertanto, solo le rate e non il costo totale del progetto sono indicate nei bilanci annuali.
"La Germania deve lottare ogni anno per il suo budget ferroviario", afferma Hammerschmidt. "Non lo abbiamo."

Naturalmente, la scelta dell'Austria di investire quando altri sono titubanti comporta anche rischi. A giugno, Fitch ha declassato il rating creditizio del paese a un livello storicamente basso, due gradi sotto il massimo, dopo quasi tre anni di recessione e aumento del debito pubblico. Con l'intensificarsi delle pressioni fiscali, l'economista Klaus Weierstras dell'Istituto di Studi Avanzati di Vienna stima che alcuni progetti potrebbero essere ritardati o posticipati. "Sarà sicuramente una sfida," riconosce. "Ma il costo di non investire è molto più alto."

"Basta guardare a cosa succede in Germania quando le infrastrutture vengono trascurate troppo a lungo," aggiunge. "Alla fine, i costi delle riparazioni schizzano alle stelle."
Per ora, l'investimento nelle ferrovie rimane una delle poche politiche che uniscono gli austriaci oltre le linee di partito. E nonostante sia in funzione da meno di una settimana, il Koralmtunnel è già diventato un simbolo di orgoglio nazionale – e della capacità dell'Austria di realizzare progetti su una scala con cui pochi paesi europei possono competere.
"Non è successo da un giorno all'altro," conclude Hammerschmidt. "I nostri politici hanno deciso 30 anni fa che avremmo modernizzato e continuato a investire. La maggior parte dei paesi no."

 

Fonte varie agenzie 

La casa di moda fiorentina Stefano Ricci ha presentato al Teatro Niccolini di Firenze la nuova collezione Explorer Autunno/Inverno 2026-27, ottava tappa di un percorso che unisce alta sartoria, avventura e responsabilità ambientale. L’ispirazione nasce dai gauchos della Patagonia e della Terra del Fuoco, figure simbolo di libertà e resilienza, che hanno guidato la spedizione fotografica tra ghiacciai, fiordi e steppe cilene. La collezione traduce questo immaginario in capi di lusso: smoking nero con tessuti dell’Antico Setificio Fiorentino, evocati dal manto lucido dei pinguini dell’Isla Magdalena; parka bianco neve e pantaloni di fustagno, pensati per un’eleganza che dialoga con la natura estrema. Il direttore creativo Filippo Ricci ha sottolineato come ogni elemento sia frutto di un viaggio culturale e ambientale, arricchito dalla collaborazione con la Fundación Científica Acción Fauna, impegnata nella tutela dei puma cileni.  

Parallelamente alla sfilata, Firenze ha ospitato il “Explorer Symposium” nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, il 18 novembre 2025. L’incontro, rivolto agli studenti, ha posto al centro cambiamento climatico, sostenibilità e dialogo interculturale, con la partecipazione di istituzioni come la National Geographic Society e The Explorers Club, oltre a fotografi e narratori di fama internazionale.  

Sul piano economico, l’azienda conferma la propria solidità: fatturato consolidato di 233 milioni di euro nel 2024, in crescita del 10% rispetto all’anno precedente, con circa 800 dipendenti e una filiera produttiva in gran parte interna. Nel novembre 2025, Stefano Ricci ha ottenuto da Intesa Sanpaolo un finanziamento di 30 milioni di euro per sostenere l’espansione internazionale.  

I mercati prioritari sono Stati Uniti, Cina e Asia-Pacifico, dove il segmento lifestyle registra una forte espansione. Sono previste nuove aperture di boutique a Washington D.C., Scottsdale, Chengdu, Shenzhen, Città del Messico e India, oltre a punti vendita gestiti da terzi a Ho Chi Minh City e Almaty. In Italia, è attesa l’apertura di una nuova boutique a Roma, in via Bocca di Leone, che rafforza la presenza nazionale accanto alla storica sede fiorentina e agli spazi milanesi.  

Il marchio, fondato nel 1972, ha ampliato il proprio universo oltre l’abbigliamento, includendo pelletteria, gioielleria maschile, argenteria, interior design e ospitalità di lusso. Con Explorer, Stefano Ricci riafferma la propria identità di impresa che guarda oltre la passerella: unendo artigianato toscano, esplorazione geografica e impegno etico, la collezione diventa manifesto di un’eleganza consapevole, capace di trasformare il viaggio in un ponte tra culture e generazioni. I figli di Stefano, Filippo e Niccolò proseguono il percorso paterno con impegno e innovazione, ma sempre sul binario della qualità artigianale della tradizione fiorentina.

 

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