Per molte persone l'automobile non è più solo un bene materiale, da possedere e preservare nel tempo, ma rappresenta un puro e semplice servizio. Questo cambiamento è stato possibile anche grazie alla diffusione di soluzioni di mobilità alternativa come il noleggio, una formula che oramai non è un'opzione ad esclusivo beneficio delle imprese, ma è facilmente accessibile anche ai privati.
Le offerte disponibili sul mercato sono molteplici, e per chi si avvicina al noleggio per la prima volta non è semplice valutare la più adatta alle proprie necessità. Molti scelgono di consultare i comparatori online, alla ricerca del canone più conveniente, ma una rata mensile contenuta non sempre garantisce un servizio all'altezza.
Meglio affidarsi a un fornitore in grado di garantire assistenza reale e una costante attenzione al cliente, come Sella Leasing, che ha creato un nuovo servizio di noleggio a lungo termine per aziende che privati. ABordo è il marchio Gruppo Sella pensato per consentire agli utenti di accedere a forme di mobilità più flessibili e sostenibili, con un supporto completo e una consulenza dedicata, che va ben oltre il semplice calcolo del canone mensile.
D’altronde, Sella Leasing costituisce da oltre 25 anni uno dei punti di riferimento più autorevoli nel panorama finanziario; ed è proprio questa esperienza a rendere ABordo uno dei servizi più validi attualmente sul mercato, supportato da consulenti esperti e solerti, sempre pronti a risolvere ogni eventuale problematica.
Ma in un settore così competitivo, essere presenti anche online è fondamentale. E il sito web di ABordo Sella Leasing non è semplicemente una vetrina: qui gli utenti non hanno soltanto la possibilità di esaminare le caratteristiche dei modelli disponibili, ma possono creare il proprio canone ideale in pochi clic, semplicemente modificando i parametri di riferimento, come il chilometraggio e la durata del contratto.
Le combinazioni che ABordo mette a disposizione degli utenti sono molteplici, così come le motorizzazioni disponibili. Non solo diesel e benzina ma anche autovetture elettriche e ibride, disponibili con o senza anticipo, e opzioni aggiuntive come il cambio gomme stagionale o la vettura sostitutiva. Ogni veicolo, inoltre, è presentato attraverso una scheda tecnica informativa, in modo da rendere ancora più semplice la scelta.
Il tutto senza impegno, con la possibilità di richiedere l'assistenza di un consulente tramite il sito stesso.
Perché è vero che il noleggio rappresenta la soluzione di mobilità più funzionale, per chi vive la strada ogni giorno, ma è la scelta del fornitore del servizio a fare davvero la differenza.
La Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) boccia l'ipotesi di estendere la Zona economica speciale (ZES) anche ad alcune regioni del Nord, ritenendo che la misura rischierebbe di indebolire uno degli strumenti più efficaci per attrarre investimenti nel Mezzogiorno. La posizione è stata espressa dal direttore generale Luca Bianchi, intervenuto alla trasmissione Settegiorni di Rai Parlamento, dove ha affrontato anche i temi della crescita economica del Sud, dell'occupazione, dell'attuazione del PNRR e delle prospettive dopo il 2026. Per Bianchi, la ZES è nata con una funzione ben precisa: rendere il Mezzogiorno più competitivo nell'attrazione degli investimenti grazie a procedure amministrative semplificate e incentivi fiscali dedicati. Un'estensione delle agevolazioni al Nord, ha osservato, eliminerebbe quel vantaggio competitivo che oggi orienta gli investitori verso il Sud. In assenza di tale differenziale, le imprese sarebbero naturalmente portate a privilegiare territori più vicini ai principali mercati, con il rischio di interrompere un percorso che, secondo la Svimez, ha già dimostrato la propria efficacia.Nel corso dell'intervento, Bianchi ha richiamato anche quello che ha definito il principale paradosso dell'economia meridionale. Negli ultimi anni il prodotto interno lordo del Sud è cresciuto a ritmi superiori rispetto al resto del Paese, ma i salari reali hanno continuato a diminuire. Secondo il direttore generale della Svimez, la soluzione non può limitarsi alla creazione di nuovi posti di lavoro: occorre favorire occupazione qualificata e meglio retribuita. A questa contraddizione se ne aggiunge un'altra. Nonostante l'aumento dell'occupazione, continua infatti la migrazione dei giovani, soprattutto laureati. Bianchi ha spiegato che la crescita è stata sostenuta prevalentemente da comparti tradizionali, come turismo e costruzioni, che spesso non offrono opportunità professionali adeguate ai percorsi di alta formazione. Per invertire la tendenza, la Svimez ritiene indispensabile puntare sull'innovazione, diffondendola in tutti i settori produttivi e rafforzando in particolare il manifatturiero, così da creare condizioni in grado di trattenere i giovani qualificati. Giudizio positivo, invece, sull'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Secondo Bianchi, i Comuni del Mezzogiorno rappresentano una delle sorprese più significative del PNRR, avendo dimostrato capacità di spesa e tempi di realizzazione sostanzialmente in linea con quelli delle amministrazioni del Centro-Nord. Un risultato attribuito sia alle semplificazioni normative sia all'impegno degli enti locali, che hanno saputo valorizzare il modello basato sulla capacità effettiva di realizzare gli interventi. Le maggiori preoccupazioni riguardano infine il periodo successivo al 2026. Per la Svimez il PNRR ha consentito di avviare investimenti fondamentali negli asili nido, nelle mense scolastiche e nella sanità territoriale, contribuendo a ridurre alcuni storici divari tra Nord e Sud. Tuttavia, il processo è ancora incompleto. Per questo l'associazione chiede al Governo di assicurare continuità agli investimenti attraverso nuove risorse nazionali, evitando che il percorso di convergenza territoriale si interrompa con la conclusione del Piano.
Il nuovo lusso? Mettere le mani nell'argilla di una piccola bottega in un borgo siciliano. Non è uno slogan turistico, ma una delle nuove tendenze del mercato internazionale. E a confermarlo è il pubblico americano che, a New York, ha fatto registrare il tutto esaurito ai laboratori esperienziali delle Strade della Ceramica Siciliana. Un successo che va oltre il dato organizzativo e racconta un cambiamento più profondo: oggi il viaggiatore cerca autenticità, vuole conoscere le persone, imparare antichi mestieri e sentirsi parte delle comunità che visita. Così attività produttive storiche, come quelle delle centinaia di botteghe di ceramica artistica siciliana, si aprono a un nuovo mercato, quello del turismo esperienziale. È proprio su questa nuova idea di viaggio che ha puntato "Sicily Lands in Hands", il progetto promosso da Migi Press, nato dalla collaborazione tra i comuni di Burgio, Caltagirone, Collesano, Monreale, Santo Stefano di Camastra e Sciacca e cofinanziato dalla Regione Siciliana – Assessorato alle Attività Produttive nell'ambito dell'iniziativa "Sicilia che piace 2026", che ha portato negli Stati Uniti le eccellenze artigianali delle sei città siciliane della ceramica, trasformando per tre giorni Brooklyn e Manhattan in una finestra aperta sulla Sicilia più autentica. Il sold out registrato sia al Choplet Ceramic Studio Shop & Gallery di Brooklyn sia da Eataly Flatiron non rappresenta soltanto il successo di un evento, ma conferma l'interesse crescente del mercato nordamericano verso un turismo che mette al centro identità, artigianato, piccoli borghi e tradizioni locali, aprendo nuove prospettive di mercato internazionale per il settore delle ceramiche siciliane. New York ha risposto con il tutto esaurito. I due workshop esperienziali organizzati nell'ambito di "Sicily Lands in Hands" hanno registrato il sold out sia al Choplet Ceramic Studio Shop & Gallery di Brooklyn sia presso Eataly Flatiron, nel cuore di Manhattan, confermando come il patrimonio culturale e manifatturiero della Sicilia rappresenti oggi uno degli strumenti più efficaci per intercettare la crescente domanda internazionale di turismo esperienziale. L'iniziativa, che ha portato negli Stati Uniti le sei città siciliane della ceramica – Burgio, Caltagirone, Collesano, Monreale, Santo Stefano di Camastra e Sciacca – non si è limitata a presentare opere artistiche o produzioni artigianali. Ha proposto un modo diverso di raccontare la Sicilia: attraverso il contatto diretto con gli artigiani, la lavorazione dell'argilla, il dialogo con i maestri ceramisti e la scoperta di una tradizione che affonda le proprie radici in migliaia di anni di storia.
Un modello di promozione turistica che trova piena sintonia con l'evoluzione del mercato internazionale
"La Sicilia per il mercato nordamericano è una destinazione ormai molto solida - spiega Caterina Orlando, Country Manager Enit Stati Uniti e Messico - La sfida oggi è offrire nuovi itinerari e nuove esperienze. Il nuovo lusso non è rappresentato dagli alberghi più esclusivi, ma dalla possibilità di vivere realmente le tradizioni locali, diventando protagonisti del viaggio. Il turista americano cerca autenticità, vuole conoscere la storia dei prodotti, incontrare le comunità e immergersi nella vita dei piccoli centri. Ogni prodotto è figlio del territorio e racconta una storia millenaria: è proprio questo che rende la Sicilia una destinazione straordinaria". Una visione che coincide perfettamente con la filosofia delle Strade della Ceramica Siciliana, nate per trasformare un patrimonio artistico in uno strumento di valorizzazione del territorio, capace di accompagnare il visitatore fuori dai tradizionali circuiti dell'overtourism per condurlo dentro botteghe, musei, laboratori, paesaggi e comunità locali.
"L'arte ceramica - sottolinea Claudio Lo Monaco, vicepresidente nazionale dell'Associazione Italiana Città della Ceramica - rappresenta uno dei più forti elementi identitari della Sicilia. Attraverso la ceramica si apprende la storia dell'isola, fatta di contaminazioni arabe, spagnole, ebraiche e mediterranee che ancora oggi vivono nei colori, nelle forme e nelle decorazioni. Da questa idea nasce il Passaporto delle Strade della Ceramica Siciliana, che noi definiamo una vera e propria credenziale del turismo esperienziale: uno strumento che invita il visitatore a riscoprire l'identità siciliana attraverso la sua produzione ceramica. "Lands in Hands" significa proprio questo: mettere la terra della Sicilia nelle mani delle persone, trasformando il viaggio in un'esperienza che coinvolge tutti e cinque i sensi".
A New York questa idea ha trovato un pubblico attento e curioso. Nei due laboratori, andati rapidamente esauriti, decine di partecipanti hanno potuto modellare l'argilla insieme ai maestri ceramisti siciliani, comprendendo come dietro ogni manufatto si nascondano secoli di storia, cultura e identità mediterranea. Per i piccoli comuni della rete il progetto rappresenta anche una concreta opportunità di sviluppo economico e turistico. "Portare il nostro artigianato oltre i confini italiani significa promuovere i nostri territori - afferma Alessandro Amoroso, assessore al Turismo del comune di Santo Stefano di Camastra - Per realtà come la nostra la ceramica è molto più di una tradizione: è uno dei principali motori dell'economia locale. Fare rete tra le sei città ci permette di presentarci insieme sui mercati internazionali con una proposta forte e credibile. Il sostegno dell'Enit, dell'Istituto Italiano di Cultura di New York e della Regione Siciliana dimostra che il turismo esperienziale rappresenta una strada concreta per valorizzare le eccellenze dei nostri territori e costruire nuove opportunità di sviluppo".
Tra i momenti più significativi della missione americana anche la consegna del Passaporto delle Strade della Ceramica Siciliana al direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York, Claudio Pagliara. Un gesto simbolico che sancisce l'avvio internazionale di uno strumento pensato per incentivare il turismo esperienziale nei sei comuni della rete, invitando i visitatori a collezionare i timbri delle città della ceramica e a vivere un percorso fatto di laboratori, musei, botteghe e incontri con gli artigiani. Il debutto statunitense di "Sicily Lands in Hands" conferma così che il patrimonio immateriale della Sicilia può trasformarsi in una leva strategica per attrarre nuovi flussi turistici internazionali. Non soltanto arte, ma un racconto autentico del territorio, capace di coniugare cultura, tradizioni, manifattura d'eccellenza e sviluppo locale. Una prospettiva che trova oggi conferma anche nei dati del mercato internazionale: il turismo contemporaneo premia sempre più le destinazioni capaci di offrire esperienze autentiche, nelle quali il visitatore non sia semplice spettatore, ma protagonista della storia che sta vivendo. È su questa visione che le Strade della Ceramica Siciliana intendono continuare il proprio percorso di internazionalizzazione, portando nel mondo un modello di promozione che mette al centro i borghi, gli artigiani e l'identità più autentica della Sicilia.
Il prestigioso premio fil rouge tra istituzioni, imprese e inclusione sociale svela le novità del palinsesto e annuncia la finalissima del 2 dicembre presso il Teatro dell’Opera di Roma. Si è tenuta presso l’Hotel Quirinale la conferenza stampa di presentazione degli Italian Tourism Awards – The Night of Excelence che si terrà il prossimo 2 dicembre 2026 presso il Teatro dell'Opera di Roma. Il premio, ideato e prodotto da Deborah Garlando, founder e ceo di MHR, in collaborazione con Palmiro Noschese, strategic advisor per la luxury hospitality e presidente di giuria, Paolo Garlando, esperto di marketing turistico e networking territoriale, vedrà la conduzione di Gabriella Carlucci sul prestigioso palcoscenico capitolino. Nella giuria, oltre al presidente Palmiro Noschese, figurano Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato, lo chef pluristellato Carlo Cracco, la vice presidente della “Andrea Bocelli Foundation” e A.D. del beach club Alpemare Veronica Berti Bocelli. Il comparto dell'hotellerie, dell'impresa e dei media è autorevolmente rappresentato da Aldo Melpignano, managing director Borgo Egnazia, da Giuseppe De Martino, general manager del The St. Regis e Westin Excelsior Rome nonché brand ambassador Europe per il marchio St. Regis, da Carmela Colaiacovo, a.d. di Tourist spa e da Luca Pirolo, professore associato presso la Luiss Business School. Insieme a loro siederanno Andrea Delfini, founder e ceo del gruppo Blastness, la stessa ideatrice del premio Deborah Garlando e Simona Tedesco, direttrice di Dove e direttrice editoriale dei progetti multimediali in RCS MediaGroup. Ad affiancare i giurati un Comitato Tecnico coordinato da Deborah Garlando, con l’hospitality advisor e past president di Enit e Confindustria Alberghi e Giorgio Palmucci, l'esperto di marketing e comunicazione turistica Paolo Garlando, il ceo di Zero Limit Consulting, e di XDeers S.a.g.l.s., Filippo Cervi, e il business development manager di importanti gruppi alberghieri Antonello De Medici. La solida base scientifica del Comitato è completata da Carmen Bizzarri, professore associato in geografia economica presso l'Università Europea di Roma. Gli Italian Tourism Awards vedono 13 categorie in gara, attribuendo un rilievo oltre alle grandi eccellenze consolidate, all'ecosistema delle giovani imprese e alle soluzioni tecnologiche che stanno rivoluzionando il mercato. La competizione mappa l'intera filiera del comparto attraverso le sezioni dedicate a Destinazioni, Hotel e Resort, Nuove Forme di Ospitalità, Ristorazione e Cucina, Terme Spa e Benessere, Trasporti e mobilità, Eventi, Viaggi in Italia. In questo contesto di rinnovamento, acquista rilievo la nuova categoria delle Esperienze di Viaggio. Un’altra novità è la rilevanza strategica assegnata alle categorie Start Up, Innovazione e Sostenibilità, concepite specificamente come catalizzatori per il ricambio generazionale: una vera e propria vetrina per i modelli di business emergenti, in cui verranno valorizzate le idee pionieristiche dei giovani professionisti che intercettano i nuovi comportamenti dei viaggiatori o che si concentra sull'aspetto puramente tecnologico, e i nuovi parametri di inclusione e impronta green, premiando l'integrazione di software avanzati. A questo impianto si aggiunge la sezione internazionale denominata Best International Tourism Award, per rivolgere uno sguardo anche al di fuori del panorama italiano premiando una destinazione estera che si è distinta per la qualità della propria offerta. Inoltre, nel gran finale il pubblico in sala eleggerà in diretta il vincitore assoluto del Best Tourism Night Award tramite una votazione istantanea sui dispositivi mobili. La serata di gala vedrà infine l'assegnazione di tre prestigiosi premi speciali fuori gara, dedicati all'Uomo del Turismo nel ricordo di Jean Marc Droulers, alla Donna del Turismo in memoria di Elena David, e al titolo di Ambasciatore del Turismo Italiano. Ad aprire i lavori, dopo il saluto di benvenuto del general manager dell’Hotel Quirinale Fabrizio Battisti, sono stati l’ideatrice del premio e ceo di MHR Deborah Garlando, il presidente di giuria Palmiro Noschese, la conduttrice Gabriella Carlucci e il co-direttore artistico Paolo Garlando.. Deborah Garlando, founder e ceo di MHR. “Gli Italian Tourism Awards sono nati per dare voce a chi costruisce il valore del nostro Sistema Paese e l'approdo al Teatro dell'Opera di Roma ne sancisce la consacrazione istituzionale. Dietro i dati positivi del turismo ci sono investimenti, coraggio e visione. Con le 13 categorie del premio vogliamo valorizzare questo motore, dalle realtà consolidate fino alle start-up e alle innovazioni tecnologiche. La Notte dell'Eccellenza non è una semplice celebrazione, ma una mappa del turismo del futuro". Palmiro Noschese presidente della giuria degli Italian Tourism Awards “L’Italia non è amata soltanto per ciò che possiede, ma per ciò che sa far vivere. Dietro ogni esperienza memorabile c’è una persona capace di raccontare, accogliere, interpretare e creare emozione. Il capitale umano è la nostra vera opera d’arte: proteggerlo, formarlo e valorizzarlo significa difendere il futuro dell’ospitalità italiana”. Gabriella Carlucci, presentatrice degli Italian Tourism Awards “Il nostro compito, con gli Italian Tourism Awards, è dare un volto al sogno dell’Italia, premiare chi rende reale l’emozione che il mondo intero si aspetta quando pensa al nostro Paese: l’accoglienza, la bellezza, l’autenticità, l’eccellenza.Il 2 dicembre al Teatro dell’Opera di Roma non celebreremo solo chi fa turismo: celebreremo l’identità di un Paese che il mondo ama e che non smette mai di ispirare. Perché l’Italia non è solo una destinazione, è un sentimento”. Paolo Garlando, co-direttore artistico della manifestazione. “Italian Tourism Awards celebra la matura consapevolezza di un comparto che si riconosce come motore pulsante e identitario del Sistema Paese, un’occasione elegante, colta e creativa capace di unire professionisti, imprese e Istituzioni in un legame di networking”. Gianluca Caramanna, consigliere del Ministero del Turismo. “Il grande lavoro che state facendo mettendo insieme tutti gli attori del turismo per valorizzarli, è molto importante. Per me è un onore essere qui e supportarvi come rappresentante del MInistero ma anche come imprenditore. Un plauso va anche alla scelta del Teatro dell’Opera come location del premio, per noi romani un luogo iconico. Ma bisogna guardare oltre al turismo delle grandi mete: oggi io vado in Puglia, perché la delocalizzazione è al centro dei nostri intenti, dopo aver raggiunto dei numeri importantissimi di crescita di settore”. Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma Capitale: "È un piacere celebrare e omaggiare i tantissimi professionisti che lavorano nel mondo del turismo. Un settore che deve essere sempre più un’industria che arricchisce il tessuto economico di Roma, generando posti di lavoro maggiormente qualificati e retribuiti. Il turismo è una scienza esatta e non va gestito in modo casuale. Noi abbiamo puntato sui grandi eventi sportivi, musicali, culturali e di moda. Una strategia che si è rivelata corretta. Non è un caso infatti che negli ultimi 4 anni, ogni anno, stiamo battendo ogni record". Edy Palazzi vice presidente della Commissione Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio . “Gli Italian Tourism Awards celebrano le competenze e l'innovazione che guidano lo sviluppo economico e culturale nazionale. Considero prioritario fare rete tra istituzioni e imprese per valorizzare l'identità e la qualità enogastronomica e paesaggistica del nostro territorio. Bisogna investire su competitività, sostenibilità e formazione, ringraziando gli organizzatori per la promozione del merito e del grande patrimonio umano del turismo”. Aldo Melpignano, proprietario Borgo Egnazia, membro della giuria. “Un premio eccezionale per chi crea valore, come, credo abbiamo fatto noi creando Borgo Egnazia, e come faremo ancora. Annuncio infatti in anteprima che anche nel Lazio, sulla costa, stiamo creando una nuova struttura di cui saprete presto che abbia parametri di accoglienza unici”. Veronica Berti Bocelli vice presidente della Andrea Bocelli Foundation-: “Ogni viaggio, ogni persona è un’esperienza diversa e ogni persona merita di conoscere il nostro modo di vivere l’Italia, per questo sono onorata di far parte della giuria”. Carmen Bizzarri professoressa associata in geografia economica presso l'Università Europea di Roma “Gli Italian Tourism Awards può rappresentare soprattutto per i giovani uno stimolo per migliorarsi dalla candidature arrivate si può infatti capire come sta cambiando il mondo del turismo e dove sta andando e diventa per noi oggetto di studio, assieme ai miei studenti, sul futuro”. Monica Berarducci, responsabile osservatorio sul mondo del lavoro AiPD. “E per noi un valore il sodalizio con questa manifestazione, che si tradurrà nel sostegno concreto per i giovani all'interno del comparto alberghiero italiano”. Le aziende e i professionisti del settore possono sottoporre le proprie candidature direttamente attraverso il sito ufficiale: www.italiantourismawards.com
Cia-Agricoltori Italiani della Calabria esprime profonda soddisfazione e orgoglio per l'ufficializzazione dell'Iscrizione dell'Indicazione Geografica Protetta "Peperoncino di Calabria" nel registro dell'Unione Europea, sancita dal Regolamento di Esecuzione (UE) 2026/1273.
Questo riconoscimento rappresenta il coronamento di un lungo percorso e premia il lavoro e il sacrificio dei produttori calabresi. Il peperoncino, simbolo indiscusso dell'identità gastronomica e culturale della nostra regione, ottiene finalmente la tutela e la valorizzazione che merita sui mercati internazionali.
L'IGP non è solo un marchio di qualità, ma un potente strumento di contrasto alle contraffazioni e un volano economico per le aree rurali della Calabria. Questo successo dimostra che la sinergia tra territorio, tradizione e istituzioni è la chiave per rendere la nostra agricoltura sempre più competitiva e sostenibile.
Cia Calabria invita ora tutti gli attori della filiera a fare rete per massimizzare l'impatto di questa storica certificazione, trasformandola in una concreta opportunità di reddito, occupazione e promozione turistica per l'intera regione.
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