
Le reliquie di San Giovanni Paolo II arriveranno per la prima volta al Premio Internazionale “San Giovanni Paolo II – Gran Galà per la Pace”. È questo l’elemento di maggiore rilievo della settima edizione della manifestazione, ideata e promossa dal giornalista Nino Capobianco, che il 16 settembre tornerà a celebrare la figura di Karol Wojtyla e il suo instancabile messaggio di pace, dialogo e rispetto della persona. Un momento destinato a segnare la storia del Premio e che gli organizzatori definiscono un vero e proprio “evento nell’evento”.
L’appuntamento è fissato alle ore 19 presso il Grandangolo, in via del Foro Italico 501, dove personalità provenienti dal mondo della politica, della scienza, della cultura, della musica, del teatro, del cinema e dello spettacolo si riuniranno per una serata dedicata ai valori della pace e della solidarietà.
Sarà una serata dedicata alla pace, al dialogo, alla cultura e alla lotta contro ogni forma di violenza, con un momento destinato ad assumere un significato particolare: per la prima volta nella storia del Premio Internazionale “San Giovanni Paolo II – Gran Galà per la Pace” arriveranno le reliquie di Karol Wojtyla. Un vero e proprio “evento nell’evento” che accompagnerà la settima edizione della manifestazione, ideata e promossa dal giornalista Nino Capobianco.
La presenza delle reliquie assume un significato particolare per una manifestazione nata proprio per mantenere viva la memoria di Giovanni Paolo II e dei valori ai quali il Pontefice dedicò il suo lungo pontificato. Il Premio, infatti, non si limita a ricordare la figura di Wojtyla, ma intende riconoscere persone che, attraverso il proprio lavoro e il proprio impegno, contribuiscono alla promozione della pace, della cultura, della salute, del benessere e alla lotta contro ogni forma di violenza, con particolare attenzione alla violenza di genere.
A promuovere l’iniziativa è Nino Capobianco, giornalista e presidente del Premio Internazionale San Giovanni Paolo II – Gran Galà per la Pace, della Fiaccola della Pace e del progetto “A.MA.MI.”, oltre che Senatore Accademico della Fondazione Papa Clemente XI Albino. Capobianco è anche l’ideatore e direttore artistico della manifestazione, che si svolge ogni anno il 16 settembre.
Il legame tra Capobianco e Giovanni Paolo II è anche personale. Il giornalista racconta infatti di aver conosciuto il Pontefice nel 1988 e di averlo frequentato durante il suo pontificato, maturando nel tempo una particolare attenzione per quei valori che, secondo il suo ricordo, Wojtyla considerava fondamentali: il rispetto, l’educazione, l’onestà, la legalità, la famiglia e l’amore.
“Da 7 anni – afferma Capobianco – ho volutamente dedicato parte della mia vita a un grande uomo che ho avuto l’onore e il piacere di conoscere, era il 1988, e di frequentare durante tutto il suo lungo papato, apprezzandone soprattutto quei valori, come il rispetto, l’educazione, l’onestà, la legalità, la famiglia e l’amore, che oggi non ci sono quasi più, quei valori tanto amati da Giovanni Paolo II”.
Nel racconto di Capobianco c’è anche il ricordo di uno degli appuntamenti più imponenti del pontificato di Wojtyla: la Giornata Mondiale della Gioventù del 2000 a Tor Vergata. “Io c’ero con lui nel 2000 al mitico crocione di Tor Vergata”, ricorda, sottolineando la presenza di oltre due milioni di persone.
Ancora più intenso è il ricordo dell’ultimo incontro con il Papa. Era marzo del 2005, pochi mesi prima della sua morte, quando Giovanni Paolo II si affacciò per l’ultima volta dalla finestra di Piazza San Pietro per rivolgersi ai circa 50 mila giovani presenti. Nonostante le condizioni fisiche ormai gravissime, il Pontefice lanciò il suo appello contro la guerra, ripetendo con forza: “Mai più la guerra, mai più la guerra!”. Il 2 aprile 2005, esattamente un mese dopo, Giovanni Paolo II sarebbe morto.
Il messaggio di pace pronunciato allora torna oggi al centro del Gran Galà, in una manifestazione che vuole trasformare la memoria in un impegno concreto. Il Premio è infatti strettamente collegato al progetto A.MA.MI., lanciato nel 2018 per contrastare il femminicidio e ogni forma di violenza, in particolare quella di genere.
Nel corso della serata saranno assegnati nuovi riconoscimenti a personalità distintesi nei rispettivi settori per talento, professionalità e impegno. L’obiettivo è valorizzare quelle esperienze capaci di contribuire alla costruzione di una società più giusta e solidale, attraverso la cultura, l’arte, la ricerca, la professione e l’impegno civile.
La manifestazione, curata artisticamente da Capobianco, riunirà dunque protagonisti di mondi diversi ma accomunati da un medesimo denominatore: la volontà di promuovere valori universali come pace, dialogo, solidarietà e rispetto.
Ma quest’anno sarà soprattutto la presenza delle reliquie di Karol Wojtyla a dare alla serata un significato particolare. Per la prima volta nella storia del Premio, la memoria di Giovanni Paolo II sarà accompagnata dalla presenza delle sue reliquie, in un momento che gli organizzatori considerano il simbolo più forte della settima edizione.
Un appuntamento nel quale il ricordo di un Papa che fece della pace uno dei pilastri del proprio messaggio incontrerà le testimonianze di chi, oggi, continua a battersi contro la violenza e per una società fondata sul rispetto e sulla solidarietà.




































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