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Giovedì, 13 Agosto 2026

Il cinema come ponte di elezione: Vito Zagarrio e il richiamo indissolubile della Val di Noto

In vista della XXXI edizione del "Premio Ragusani nel Mondo", in agenda sabato 25 luglio 2026 in Piazza Libertà a Ragusa, la manifestazione celebra Vito Zagarrio, figura di spicco capace di saldare ricerca accademica, regia e promozione culturale nel nome del territorio ibleo.
Nato a Firenze da madre della provincia di Ragusa e padre ragusano d'adozione, Zagarrio ha coltivato un legame mai interrotto con l'isola sin dalle estati dell'infanzia tra il capoluogo e Cava d'Aliga; da questa radice è nato nel 1991 il Costaiblea Film Festival, rassegna ideata per valorizzare il patrimonio cinematografico locale che ha fatto tappa a Scicli, Comiso, Ragusa e Marina di Ragusa, ospitando maestri come Scola, Amelio, Argento, Cavani, Garrone e Andò.
Al solido cammino accademico - culminato nei titoli di Master e PhD alla New York University e in docenze presso la stessa NYU, la California State University, lo IULM di Milano, l'Università di Firenze e Roma Tre, dove è stato vicedirettore di Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo e direttore del Centro Produzione Audiovisivi - Zagarrio ha sempre affiancato alla carriera universitaria quella di regista e produttore cinematografico, unendo studio, ricerca e attività creativa. Docente e membro del Comitato Scientifico del Centro Sperimentale di Cinematografia, ha fondato negli anni Ottanta la Cavadaliga srl per produrre opere fortemente radicate nel territorio.
La sua filmografia vanta regie televisive, campagne istituzionali, documentari antropologici tra cui Visioni iblee e lungometraggi come La donna della luna, Bonus Malus, Tre giorni d'anarchia, Le seduzioni e il recente Buio Controluce, a cui si aggiunge un'intensa produzione saggistica su autori internazionali del calibro di Kubrick, Coppola, Moretti, i fratelli Taviani e Argento.
Con lo sguardo già rivolto al futuro, tra una nuova edizione del festival a Marina di Ragusa, impegni editoriali e un nuovo set, la parabola di Zagarrio incarna perfettamente la filosofia del Premio, rendendo omaggio a un intellettuale che ha proiettato la propria terra d'origine su uno scenario globale avvalendosi del linguaggio universale della cultura e del cinema.

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