Caso Roggero, Meloni sostiene la richiesta di grazia: "Chi può giudicare il trauma di chi ha subito una rapina?"
Il caso del gioielliere Mario Roggero continua ad alimentare il dibattito politico e giudiziario in Italia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato il proprio sostegno all'iniziativa del ministro della Giustizia Carlo Nordio per avviare la procedura finalizzata alla richiesta di grazia nei confronti dell'imprenditore piemontese, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori durante la fuga dopo un assalto alla sua gioielleria.
In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Meloni ha ribadito di ritenere legittimo l'intervento del Governo nell'avvio della procedura prevista dall'ordinamento, pur riconoscendo che la decisione finale spetta esclusivamente al presidente della Repubblica.
«Ho chiesto al ministro della Giustizia di procedere con la pratica relativa alla richiesta di grazia per il gioielliere Mario Roggero. Nessuno mette in discussione che la concessione della grazia sia una prerogativa esclusiva del Capo dello Stato, ma questo non impedisce al ministro della Giustizia di avviare l'intero iter previsto dalla legge», ha dichiarato la premier.
"Quando si viene aggrediti si reagisce in condizioni estreme"
La presidente del Consiglio ha inoltre posto l'accento sull'aspetto umano della vicenda, sostenendo che chi subisce un'aggressione violenta vive una condizione psicologica eccezionale che non può essere valutata con superficialità.
Secondo Meloni, quando una persona viene attaccata «il corpo e la mente entrano in uno stato di combattimento». La premier ha ricordato come numerosi studi scientifici dimostrino che l'adrenalina modifica la percezione della realtà, altera i sensi e influenza profondamente la capacità di valutare ciò che accade nei momenti immediatamente successivi a un'aggressione.
«Chi può davvero giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura vissuti da quest'uomo?», ha affermato il presidente del Consiglio, lasciando intendere di ritenere eccessiva la condanna inflitta dalla magistratura.
La rapina del 2021
I fatti risalgono al 28 aprile 2021, quando tre uomini fecero irruzione nella gioielleria di Mario Roggero a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.
Durante il colpo, i rapinatori minacciarono con un coltello e con una pistola – risultata successivamente essere un'arma finta – il gioielliere, la moglie e la figlia, riuscendo a impossessarsi di gioielli per un valore complessivo di circa 68 mila euro.
Terminata la rapina, i tre malviventi uscirono dal negozio dirigendosi verso l'auto utilizzata per la fuga.
A quel punto Roggero li inseguì all'esterno dell'esercizio commerciale e sparò quattro colpi con una rivoltella legalmente detenuta. L'arma era regolarmente posseduta, anche se il porto d'armi gli era stato revocato nel 2005 dopo un precedente episodio di minacce nei confronti dell'allora fidanzato della figlia e dei genitori del giovane.
I colpi raggiunsero alle spalle due dei rapinatori, che morirono, mentre il terzo rimase ferito.
La sentenza definitiva della Cassazione
Il 15 luglio la Corte di Cassazione ha confermato definitivamente la condanna a 14 anni e 9 mesi di carcere, respingendo la tesi difensiva secondo cui Roggero avrebbe agito in stato di legittima difesa, in una condizione di forte turbamento emotivo aggravata anche dal trauma subito durante una precedente rapina avvenuta nel 2015.
Secondo i giudici, nel momento in cui aprì il fuoco i rapinatori non rappresentavano più un pericolo immediato né per lui né per i suoi familiari. Nelle motivazioni della sentenza la Corte ha affermato che l'imputato si sarebbe sostituito allo Stato, trasformandosi contemporaneamente in «giudice e boia».
Da venerdì scorso Roggero, oggi settantaduenne, ha iniziato a scontare la pena nel carcere di Bollate, alle porte di Milano.
Entrando nell'istituto penitenziario, il gioielliere ha rivolto un messaggio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Dovrebbe ascoltare la sua coscienza. Mi aspetterei un favore».
Lo scontro politico
La vicenda ha rapidamente assunto una forte rilevanza politica, trasformandosi in uno dei temi più discussi del confronto tra maggioranza e opposizione.
Il Governo Meloni considera la condanna sproporzionata e ritiene che il caso Roggero evidenzi la necessità di riflettere sul diritto dei cittadini a difendere sé stessi e la propria famiglia durante una rapina.
Per questo motivo la premier ha incaricato il ministro Carlo Nordio di predisporre il fascicolo necessario per l'eventuale richiesta di grazia presidenziale, confermando pubblicamente questa scelta nell'intervista al Corriere della Sera.
Secondo quanto riportato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrebbe avuto un colloquio con il ministro Nordio dopo l'annuncio della premier, riaffermando il ruolo costituzionale del Capo dello Stato quale unico titolare del potere di concedere la grazia.
Nel frattempo prosegue anche una raccolta di firme a sostegno del gioielliere.
La proposta della Lega e le reazioni
Parallelamente, la Lega guidata dal vicepremier Matteo Salvini ha depositato al Senato un disegno di legge volto ad ampliare i limiti della legittima difesa. La proposta prevede che una reazione a un'aggressione armata all'interno di un'abitazione o di un'attività commerciale non venga automaticamente punita.
L'iniziativa ha suscitato forti critiche da parte delle opposizioni, che parlano di una norma capace di favorire forme di giustizia privata. Anche Forza Italia, pur facendo parte della maggioranza, ha espresso prudenza sulla proposta, frenandone per il momento l'iter parlamentare.
Il sostegno politico e l'intervento di Elon Musk
Intorno al caso Roggero si è sviluppata anche una competizione politica.
Esponenti di Fratelli d'Italia hanno fatto visita al gioielliere in carcere, mentre Matteo Salvini lo ha incontrato due volte, arrivando a proporgli una candidatura alle prossime elezioni. Roberto Vannacci, leader del nuovo partito Futuro Nazionale, ha invece scelto come consulente l'avvocato difensore di Roggero.
Sul caso è intervenuto anche Elon Musk, che ha definito la decisione della magistratura «assurda», criticando duramente i giudici.
Nel frattempo i legali del gioielliere hanno annunciato l'intenzione di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo, sostenendo che lo Stato italiano non avrebbe garantito un'adeguata tutela al loro assistito, vittima di una violenta rapina prima di finire al centro di una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi anni.













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