Si svolgerà a Bari domani, 17 giugno, ore 9,00, presso l’aula magna del Dipartimento di Architettura, Costruzioni, Design (ARCOD) del Politecnico (campus universitario) una giornata-studio sugli affitti turistici brevi nelle città italiane. Dinamiche strutturali e iniziative di regolamentazione con un focus dedicato alla città di Bari. Essa costituisce l’approfondimento della ricerca AIRMAP.
L’iniziativa segue due precedenti appuntamenti dedicati al tema: Torino, 22 maggio per un quadro dettagliato delle principali caratteristiche del fenomeno degli affitti brevi: dalla diffusione alle performance economiche; dalla distribuzione geografica alle caratteristiche dei soggetti che gestiscono gli annunci, alla evoluzione nel periodo 2017-2024 e del 25 maggio, presso la sede della Regione Puglia, per presentare un lavoro, Uniba-Poliba, orientato sulla città di Bari.
Sugli esiti di questo percorso e del lavoro analitico sul fenomeno (cfr https://full.polito.it/airmap/), sarà ampiamente presentata la ricerca nazionale e locale dedicata al tema, anche per poter stimolare una riflessione aggiornata sulla costituenda proposta di Legge Regionale sulla regolazione del fenomeno delle locazioni brevi.
La giornata, ore 9,00 sarà presentata dai rettori del Poliba, Umberto Fratino e di Uniba, Roberto Bellotti. Seguiranno due sessioni.
Alle 9,15. Prima sessione.
Le dinamiche strutturali. Presiede Mariella Annese - Politecnico di Bari
Relazione: Il quadro delle città italiane. Loris Servillo - Politecnico di Torino
Intervento: Il caso di Bari. Fabrizio D'Alessandro - Politecnico di Bari
Intervento: Mercato dell'affitto e abitare studentesco. Francesco Prota - Università di Bari "Aldo Moro"
Ore 11:00. Seconda sessione.
Le iniziative di regolamentazione
Presiede, Nicola Martinelli - Politecnico di Bari
Relazione: il quadro della regolamentazione in Italia. Filippo Celata - Sapienza Università di Roma
Intervento: Le lezioni di Barcellona. Giovanna Mangialardi - Politecnico di Bari
Intervento: Il caso della Puglia. Angela Barbanente - Politecnico di Bari
Intervento. Giovanna lacovone - Vicesindaca del Comune di Bari
Conclusioni
Gianfranco Viesti - Università di Bari Aldo Moro
L’iniziativa è curata dal Politecnico di Bari e dall’Università “Aldo Moro” di Bari.
Dal 16 al 18 giugno 2026 il Campus Cosimo Lacirignola del CIHEAM Bari ospiterà uno dei più importanti appuntamenti europei dedicati alla trasformazione dei sistemi alimentari, riunendo ricercatori, decisori politici, agenzie di finanziamento, coordinatori di progetto, innovatori e rappresentanti istituzionali provenienti da tutta Europa.
Sotto l’egida del Partenariato europeo FutureFoodS, l’evento rappresenterà un momento strategico di confronto sulle sfide che attendono i sistemi alimentari europei e sulle soluzioni necessarie per renderli più sostenibili, resilienti, sani e inclusivi.
L’iniziativa assumerà un carattere unico grazie alla convergenza di tre dimensioni complementari: la riunione del Governing Board e dei partner di FutureFoodS, l’incontro dello Strategic Working Group on Food Systems dello SCAR e l’iniziativa Open Doors del CIHEAM Bari. Sarà un’occasione concreta per mostrare come ricerca, governance e collettività possano collaborare per accelerare la trasformazione dei sistemi alimentari e costruire nuove sinergie a livello europeo e mediterraneo.
Lanciato nel 2024, nell’ambito di Horizon Europe, FutureFoodS è uno dei partenariati di punta dell’Unione europea dedicati alla trasformazione dei sistemi alimentari. Con partner provenienti da 29 Paesi e un orizzonte di implementazione di dieci anni, il programma punta ad allineare gli investimenti in ricerca e innovazione, rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e promuovere cambiamenti sistemici lungo l’intera filiera alimentare. Oltre al finanziamento della ricerca, FutureFoodS sta sviluppando un Food Systems Observatory, un European Knowledge Hub, una rete di Living Labs e un portfolio di progetti transnazionali dedicati a temi che spaziano dalle proteine alternative alla governance, dalla resilienza agli ambienti alimentari. L’incontro al CIHEAM Bari rappresenterà una tappa fondamentale di questo percorso, offrendo ai partner l’opportunità di valutare i progressi compiuti, definire le priorità future e avviare una nuova generazione di collaborazioni.
La partecipazione prevista all’evento testimonierà la crescente centralità della trasformazione dei sistemi alimentari nell’agenda europea della ricerca e delle politiche pubbliche. Sono attesi 122 partecipanti appartenenti a 60 organizzazioni, tra cui 34 agenzie di finanziamento, 84 rappresentanti di FutureFoodS, 20 coordinatori di progetto, 14 membri SCAR, rappresentanti della Commissione europea.
La dimensione internazionale dell’iniziativa si riflette nella presenza di partecipanti provenienti da 24 Paesi —Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovenia, Spagna e Turchia— numeri che evidenziano non solo l’ampia portata geografica dell’iniziativa, ma anche la varietà e la complementarità degli attori coinvolti nel processo di trasformazione dei sistemi alimentari.
Tra i momenti più significativi dell’incontro vi sarà il kick-off del primo portfolio di progetti finanziati da FutureFoodS. Ventitré progetti che coinvolgono tutta l’Europa e i Paesi partner saranno presentati nel corso dell’incontro, con l’obiettivo di condividere le proprie attività e favorire lo sviluppo di nuove sinergie collaborative. Le iniziative affronteranno diverse dimensioni della transizione dei sistemi alimentari, dalle innovazioni basate sulle alghe e sulle proteine alternative fino alla resilienza delle catene di approvvigionamento, offrendo una panoramica completa delle sfide e delle opportunità che caratterizzano oggi il settore agroalimentare europeo.
Il programma includerà anche un evento pubblico dal titolo Connecting Research, Governance and Business to Enhance Transition of Food Systems, dedicato al dialogo tra ricerca, governance e mondo imprenditoriale. L’incontro, in programma il 17 giugno alle ore 18.00 al CIHEAM Bari, sarà moderato da Silvia Scaramuzzi, UniFi, e vedrà la partecipazione di Jorge Molina Villanueva, policy officer della Direzione Generale Ricerca e Innovazione della Commissione europea, Petra Kezman, vice segretaria generale dell’Unione per il Mediterraneo per lo Sviluppo Umano, Barna Kovacs, coordinatore strategico dell’Iniziativa BIOEAST, Cécile Renouard, fondatrice e presidente del Campus de la Transition, e Biagio Di Terlizzi, direttore del CIHEAM Bari. Il dibattito offrirà una riflessione sulle principali sfide che interessano i sistemi alimentari europei e sulle modalità attraverso cui i diversi attori potranno collaborare per affrontarle.
Parallelamente alle attività di FutureFoodS, lo Strategic Working Group on Food Systems dello SCAR si riunirà per discutere le future priorità della ricerca europea, concentrandosi sugli sviluppi più recenti delle Direzioni Generali Ricerca e Innovazione e Agricoltura della Commissione europea, sulla governance dei sistemi alimentari, sulla resilienza e la preparazione alle crisi, sulle interconnessioni tra sistemi alimentari e commercio internazionale, sulle dimensioni globali delle trasformazioni in corso e sulla preparazione del prossimo mandato SCAR. Il confronto confermerà la crescente consapevolezza del ruolo dei sistemi alimentari come ambito trasversale che richiede approcci integrati capaci di connettere agricoltura, salute, ambiente, innovazione e sviluppo territoriale.
Elemento distintivo dell’evento sarà inoltre l’iniziativa Open Doors del CIHEAM Bari, che trasformerà il Campus Cosimo Lacirignola in un laboratorio vivente aperto ai partecipanti e in uno spazio di incontro tra ricerca, innovazione e società. Per tre giorni il campus diventerà un punto di riferimento per la comunità europea impegnata nella trasformazione dei sistemi alimentari, offrendo a ricercatori, decisori politici, agenzie di finanziamento, coordinatori di progetto e stakeholder internazionali l’opportunità di conoscere da vicino le attività dell’Istituto. Attraverso tre percorsi tematici dedicati alla formazione e al capacity building, alla ricerca applicata e ai Living Labs, alla cooperazione internazionale e all’impatto territoriale nel Mediterraneo, i visitatori potranno esplorare alcune delle principali sfide che interessano oggi i sistemi alimentari, dalla gestione sostenibile delle risorse idriche, del suolo, dell’energia e della biodiversità alle filiere agroalimentari resilienti, dalle soluzioni basate sulla natura per la salute degli agroecosistemi alle iniziative di cooperazione per la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile. Laboratori, campi dimostrativi, piattaforme di innovazione, soluzioni di bioeconomia circolare e progetti di cooperazione mediterranea mostreranno come la conoscenza scientifica possa essere trasformata in applicazioni concrete e processi di cambiamento reale. Aprendo le porte del proprio campus, il CIHEAM Bari offrirà così una dimostrazione tangibile della visione di FutureFoodS, fondata sull’integrazione tra conoscenza, innovazione e persone per accelerare la transizione verso sistemi alimentari sostenibili, resilienti, sani e inclusivi.
L’appuntamento di Bari si propone quindi come molto più di una tradizionale riunione di progetto, configurandosi come un momento strategico per il futuro delle politiche europee dedicate ai sistemi alimentari. Dall’evento emergeranno tre messaggi chiave: la trasformazione dei sistemi alimentari sta diventando uno dei pilastri della politica europea per la ricerca e l’innovazione; FutureFoodS si sta consolidando come una piattaforma di riferimento capace di connettere agenzie di finanziamento, ricercatori, decisori politici e innovatori; il CIHEAM Bari si conferma come hub mediterraneo per lo scambio di conoscenze, la diplomazia scientifica, l’innovazione, il rafforzamento delle competenze e la cooperazione internazionale, contribuendo alla costruzione della prossima generazione di sistemi alimentari sostenibili. In un contesto caratterizzato dalla necessità di costruire sistemi alimentari più resilienti, inclusivi e capaci di rispondere alle sfide climatiche, le collaborazioni e le riflessioni che prenderanno forma a Bari contribuiranno a orientare le future politiche e le agende di innovazione europee e internazionali.
Giovedì 11 e venerdì 12 giugno a Villa Romanazzi Carducci a Bari, SIUST, la Società Italiana Ustioni, organizza il Convegno nazionale “Chirurgia biorigenerativa: esperienze dei Centri Ustioni Italiani a confronto”. Si tratta di un innovativo approccio terapeutico per il trattamento delle ustioni gravi che riduce mortalità e tempi di guarigione.
Al Policlinico di Bari è attivo questo nuovo modello basato sull’integrazione tra escarolisi enzimatica precoce e chirurgia biorigenerativa. Una combinazione di tecniche mini-invasive che consente di evitare interventi di chirurgia tradizionale, ridurre il rischio di complicanze e migliorare la qualità degli esiti cicatriziali, anche nei pazienti pediatrici.
Nel corso del Convegno, presieduto dal direttore del Centro Ustioni del Policlinico di Bari, Giulio Maggio, dal Co-Presidente prof. Giuseppe Giudice, direttore della Chirurgia plastica e ricostruttiva del Policlinico di Bari, nonchè dai Presidenti Onorari Antonio Di Lonardo e Michele Maruccia, saranno illustrate le esperienze dei 14 Centri Ustioni Italiani a confronto, tra cui quello di Torino, Pisa, Cesena, Roma, Brindisi e Milano con illustri relatori che parleranno delle nuove linee guida e delle indicazioni europee. Tra gli interventi anche quello di Franz W. Baruffaldi Preis che si soffermerà sulla gestione dell’emergenza per la tragedia di Crans-Montana scattata nella notte dello scorso Capodanno.
Il Centro Ustioni del Policlinico di Bari è un riferimento importante per il Mezzogiorno, un’eccellenza per la cura dei grandi ustionati. Le cause delle ustioni sono spesso accidentali soprattutto provocate da fiamma, legate ad un uso improprio di alcol e benzina, da liquidi bollenti e da agenti chimici in incidenti sul lavoro. Le ustioni da fiamma sono la forma più comune di ustione tra gli individui di età superiore ai 5 anni, mentre le ustioni da liquido bollente sono le più comuni nei bambini di età inferiore ai 5 anni.
La maggior parte delle ustioni (75%) si verificano in ambiente domestico, mentre il 13% nell’ambiente di lavoro. Circa il 95% delle ustioni è accidentale, mentre il 2% è legato a tentati omicidi e l'1% a tentati suicidi.
L’approccio per curare le ustioni deve essere multidisciplinare e coinvolge rianimatori, infettivologi, fisiatri, neurologi, nefrologi, psichiatri, cardiologi, ematologi, nutrizionisti, farmacisti e psicologi. Il trattamento dei grandi ustionati è lungo e complesso: per ustioni superiori al 20% la degenza media è di circa 30 giorni, mentre per i pazienti con ustioni più estese e insufficienza respiratoria si arriva anche a 3 mesi in ospedale.
L’indice di mortalità nei pazienti che riportano ustioni profonde superiori al 70% è sempre elevato. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le ustioni costituiscono un problema per la salute pubblica globale e sono responsabili di circa 180.000 morti ogni anno, rappresentando il quarto tipo di trauma più comune al mondo, dopo gli incidenti stradali, le cadute e la violenza interpersonale. Inoltre chi sopravvive alle ustioni spesso, presenta disabilità permanenti.
“I Centri Ustioni Italiani vivono un momento di grande criticità a causa della sempre minore disponibilità di chirurghi plastici ad interessarsi alle ustioni – dichiara il dott. Giulio Maggio -. Salvare vite, curare persone sofferenti con ferite estese a gran parte del corpo e di qualsiasi età, è una missione che richiede non solo alta professionalità e competenza ma soprattutto umanità, empatia, complicità, disponibilità, coraggio e accanimento. Tutto questo fa la differenza di chi esercita la professione del medico per vocazione”.
Si terrà il prossimo 11 giugno 2026 ore 10:00 a Bari la nuova tappa del progetto “Neanche con una rosa”, iniziativa dedicata alla promozione della cultura del rispetto e alla prevenzione di ogni forma di violenza. Realizzato da ACSI e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
L’evento, si svolge con il patrocinio del Comune di Bari, si svolgerà presso la Sala Consiliare in Corso Vittorio Emanuele II 84, sede istituzionale messa a disposizione dall’Amministrazione comunale, a testimonianza dell’impegno concreto delle istituzioni pubbliche locali nel sostenere percorsi di sensibilizzazione e responsabilità collettiva. Bari è oggi una delle realtà urbane e culturali più importanti del Mezzogiorno e dell’intero Paese, punto di riferimento per il dialogo sociale, la partecipazione giovanile e le attività culturali.
Portare qui il progetto significa dare voce a un territorio dinamico, capace di coinvolgere comunità, istituzioni e nuove generazioni in una riflessione condivisa sui temi del rispetto e della prevenzione. Bari diventa così una tappa simbolica e strategica di un percorso nazionale che intende costruire consapevolezza e responsabilità collettiva. “Neanche con una rosa” intende promuovere una riflessione profonda sul tema della violenza, anche nelle sue forme più sottili e meno riconoscibili, ribadendo con forza che nessuna espressione di sopraffazione può trovare giustificazione, neanche quando si manifesta attraverso gesti apparentemente simbolici o culturalmente accettati. L’iniziativa si configura come un momento di incontro e confronto aperto alla cittadinanza, con l’obiettivo di rafforzare la cultura del rispetto, della dignità e della responsabilità condivisa.
La tappa di Bari si inserisce, inserendosi in un più ampio percorso nazionale che mira a coinvolgere territori diversi, uniti dalla necessità di affrontare con consapevolezza e determinazione i temi legati alla prevenzione della violenza. Per informazioni e dettagli sul programma è possibile contattare l’organizzazione ai riferimenti ufficiali del progetto.
Luogo: Sala Consiliare Comune di Bari
Data: 11 giugno 2026 h. 09.30
09.30 – 10.00 Accoglienza e registrazione dei partecipanti 10.00 -10.30 Saluti istituzionali - Vito Leccese – Sindaco di Bari - Michelangelo Cavone Assessore alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti Civili con deleghe ai Servizi alla persona, Inclusione sociale e Contrasto alle povertà, Contrasto alle discriminazioni, Accoglienza e Integrazione.
10.30 -10.45 Apertura lavori convegno
Antonino Viti - Presidente Nazionale ACSI Patrizia Sannino – Responsabile Nazionale Progetti
10.45 – 12.20 Tavola rotonda / Panel di discussione interventi: - Nicola Sardaro – Dirigente Ministero Lavoro Div. III - Promozione, sviluppo e sostegno degli enti del Terzo Settore e del volontariato. Promozione e rafforzamento dell’economia sociale - Maria Pia Vigilante – Avvocata Presidente dell’Associazione Giraffa APS - Marcella Loporchio Specialista in sviluppo organizzativo & DEI, Presidente ASD Fight for your life - Giuseppe Ceglie – Avvocato - Direttore Ripartizione Personale del Comune di Bari - Emanuele Bruno – Campione Judoka – co-ideatore del metodo JK Defense Donna - Stefano Maniscalco – Campione Karateka co-ideatore del metodo JK Defense Donna
Una giornata all'insegna dell'educazione alimentare, della sostenibilità, del benessere e della conoscenza del mondo agricolo ha visto protagonisti gli alunni delle scuole baresi che hanno partecipato all'iniziativa conclusiva delle masserie didattiche "A lezione di Agricoltura, Cibo, Salute, Prevenzione e Movimento", promossa da Campagna Amica, Coldiretti Puglia, Municipio II del Comune di Bari e LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) nell'ambito del progetto "Guadagnare Salute", presso il Mercato Coperto di Campagna Amica Bari in via Bernardini.
Hanno preso parte all'iniziativa gli alunni degli istituti comprensivi De Amicis-Laterza-Monte San Michele-Mungivacca, Zingarelli-Anna Frank e Massari-Galilei, coinvolti in un percorso educativo che ha trasformato il mercato contadino in un grande laboratorio a cielo aperto dedicato alla scoperta dell'agricoltura, delle produzioni locali e dei corretti stili di vita.
Nel corso della mattinata i bambini hanno partecipato ad attività pratiche e laboratoriali nell'orto didattico, cimentandosi nella piantumazione di ortaggi e piantine per comprendere il valore della terra, della stagionalità e della biodiversità. Grande entusiasmo hanno suscitato anche i laboratori "Mani in pasta", durante i quali gli alunni hanno potuto conoscere e sperimentare direttamente le tradizioni alimentari legate alla dieta mediterranea.
Accanto alle attività didattiche, ampio spazio è stato dedicato alla promozione del movimento e del benessere fisico attraverso giochi educativi e percorsi ludico-sportivi, con l'obiettivo di sensibilizzare i più giovani sull'importanza della prevenzione e di uno stile di vita sano. Particolarmente apprezzata è stata la dimostrazione della filatura della mozzarella dal vivo, che ha consentito ai partecipanti di osservare da vicino le tecniche artigianali di lavorazione del latte e la trasformazione in uno dei prodotti simbolo dell'agroalimentare e anche della pasta fatta in diretta con le orecchiette protagoniste della mattinata.
"Con questa giornata agrididattica abbiamo dato ai ragazzi la possibilità di vivere un'esperienza concreta e coinvolgente, entrando in contatto diretto con il mondo agricolo, con il cibo autentico e con i valori della sana alimentazione", ha dichiarato Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia. "Educare i giovani alla stagionalità, alla qualità delle produzioni locali, al rispetto dell'ambiente e all'importanza dell'attività fisica significa investire sul loro futuro e sulla salute delle nostre comunità. Il protocollo siglato con ANCI Puglia rappresenta uno strumento strategico per rafforzare questo percorso e portare sempre più spesso nelle scuole e nei territori esperienze formative capaci di creare cittadini consapevoli e consumatori responsabili".
L'iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione dell'educazione alimentare e ambientale promosso da Coldiretti Puglia anche attraverso il Protocollo d'Intesa sottoscritto con ANCI Puglia, finalizzato a qualificare le mense scolastiche e collettive dei Comuni, privilegiando prodotti locali, stagionali e a chilometro zero, promuovendo alimenti “glifosato free” ed escludendo dai menu i cibi ultra-processati.
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