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Venerdì, 12 Dicembre 2025

C’è un vento che attraversa la Calabria e porta con sé storie, sogni e musica. Non è solo il vento dei panorami infiniti o del sole che incendia le colline: è il vento della creatività, della voglia di raccontare, di trasformare il quotidiano in arte. Qui, dove il tempo sembra talvolta sospeso, la vita pulsa tra teatro, note e parole. È questa energia silenziosa ma potente a dare forma all’VIII edizione di “Sguardi a Sud – Suoni e visioni del presente 2025”, la rassegna culturale ideata dalla Compagnia Porta Cenere con la direzione artistica di Mario Massaro. Non una semplice celebrazione della Calabria, ma un invito a reinventare il mondo, a farlo vibrare nei cuori di chi si lascia attraversare dalla bellezza.

Con il patrocinio del Comune di Mendicino e il sostegno della Fondazione Carical, la kermesse torna dal 14 novembre al 14 dicembre al Teatro Comunale di Mendicino. La Calabria diventa laboratorio del presente: il Sud si misura con le altre realtà e l’arte diventa specchio e lente insieme. Teatro, musica, parola e memoria si trasformano in strumenti di un orizzonte che va oltre i confini geografici: il Sud come direzione dell’anima.

«Inaugureremo questa VIII edizione di “Sguardi a Sud” con la musica perché il suono è il linguaggio più immediato dell’emozione- afferma Mario Massaro, direttore artistico della rassegna-. Il nostro obiettivo è trasformare la Calabria in un laboratorio creativo, dove il presente si confronta con la tradizione e l’innovazione, dove il Sud diventa spazio di pensiero, immaginazione e resistenza culturale».

La rassegna si aprirà venerdì 14 novembre alle ore 20.30 con “Diggin’ the Songbook”, trio guidato dal contrabbassista Giuseppe Venezia, affiancato da Bruno Montrone al pianoforte e Dario Riccardo alla batteria. Classe 1982, lucano, Venezia è una delle voci più autorevoli del contrabbasso italiano. La sua carriera lo ha portato a calcare i palcoscenici internazionali dei club storici di New York – Birdland, Smalls, Fat Cat, Dizzy’s Club Coca-Cola – e dei principali festival europei, collaborando con nomi di punta del jazz come Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Scott Hamilton e molti altri.

Oltre alla carriera internazionale, il celebre contrabbassista ha costruito un percorso nazionale di rilievo, collaborando con alcuni dei jazzisti italiani più apprezzati, tra cui Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Max Ionata, Giovanni Amato e Flavio Boltro. La sua cifra stilistica è unica: ascolto, interazione e groove. Venezia fonde tecnica e anima, trasformando ogni performance in esperienza emotiva e narrativa. La sua musica affonda le radici nella tradizione afroamericana del jazz, ma si apre all’espressione contemporanea, capace di tessere legami tra generazioni e fondere linguaggi differenti in un unico respiro sonoro.

In “Diggin’ the Songbook”, Giuseppe Venezia guida il trio in un dialogo continuo tra passato e presente: le melodie evocative del pianoforte, il ritmo pulsante della batteria e le linee profonde del contrabbasso diventano parole di un racconto senza voce. Il repertorio spazia dagli standard immortali del jazz a composizioni originali, reinterpretate con uno sguardo contemporaneo. Ogni nota diventa dialogo, ogni silenzio diventa spazio narrativo. Il pubblico viene trasportato in un flusso di energia e delicatezza, dove il jazz diventa esperienza sensoriale ed emotiva.

Il giorno successivo, il 15 novembre, il palco del Teatro Comunale di Mendicino accoglierà Marco Grompi e Michele Fortis Duo con “Winterflowers”, progetto che rende omaggio a Neil Young e alle grandi melodie della giovinezza. Grompi e Fortis, un tempo conosciuti come Crossroads, ricominciano a suonare insieme dopo quarant’anni, riportando in vita brani originali e armonie acustiche custodite nel tempo. Il loro album Winterflowers (Tube Jam Records, 2024) segna la rinascita di una complicità musicale e umana, capace di intrecciare passato e presente. La loro musica evoca i grandi cantautori angloamericani come Bob Dylan, Joni Mitchell, Jackson Browne, Van Morrison, Simon & Garfunkel, trasformando ogni esecuzione in un racconto poetico e intimo.

La storia di Marco e Michele affonda le radici negli anni del liceo a Bergamo, tra prime composizioni originali e concerti nei folk club lombardi. Marco Grompi ha costruito una carriera solida tra band, produzioni, pubblicazioni e collaborazioni internazionali; Michele Fortis ha sviluppato la professione medica come specialista in anestesia, terapia del dolore e cure palliative, affiancando la pratica professionale alla scrittura narrativa con tre romanzi pubblicati.

Il loro ritorno nasce nell’estate 2023 con il reading musicale "Il Paese dei Ribelli", tratto dal romanzo di Fortis. Nel 2023/’24, insieme al produttore Paz De Fina e ai musicisti fidati Fulvio Monieri (basso, cori), Massimo Piccinelli (tastiere) e Robi Zonca (chitarra), decidono di far rivivere le canzoni di gioventù. Il risultato è un progetto che non è solo musica, ma esperienza emotiva e narrativa: dieci brani originali e il singolo "Settembre" (Winterflowers Version) restituiscono al pubblico la forza di una memoria che diventa arte viva.

Rossella Giordano, assessore alla Cultura del Comune di Mendicino, sottolinea: «L’VIII edizione della rassegna Sguardi a Sud conferma il Teatro Comunale di Mendicino come luogo di incontro e crescita culturale. In qualità di assessore alla Cultura, non posso che esprimere orgoglio per una rassegna di grande qualità, che valorizza il nostro territorio e rinnova l’impegno dell’amministrazione nel promuovere arte e partecipazione, grazie alla preziosa collaborazione con la compagnia teatrale Porta Cenere».

In ogni spettacolo, in ogni incontro, vive il desiderio di una Calabria che si rinnova e guarda lontano. Una terra che ascolta, crea e non smette di sognare. Perché "Sguardi a Sud" non è solo una rassegna: è un cammino di bellezza condivisa, un respiro collettivo che trasforma l’arte in presenza, e la presenza in futuro. Ogni spettatore potrà uscire dal teatro con un’esperienza viva, sentendosi parte di un racconto più grande, in cui arte, parola e musica dialogano con la quotidianità e la trasformano in visione.

Nella splendida cornice dei Magazzini Badiali dell’Abbazia Florense, nel cuore del centro storico di San Giovanni in Fiore, si è conclusa sabato scorso una ricca giornata di eventi dedicata alla scoperta dei luoghi della memoria e dell’identità produttiva della Sila.

Le attività, iniziate nel pomeriggio con un percorso di trekking urbano tra i principali musei cittadini, hanno offerto ai partecipanti un viaggio nella storia, nella cultura e nelle tradizioni del territorio.
Particolarmente suggestiva la visita al Mulino Belsito, autentico scrigno di archeologia industriale nel cuore della città.

L’iniziativa, fortemente voluta dalla sindaca Rosaria Succurro, ha trovato il suo momento culminante nell’incontro conclusivo ai Magazzini Badiali, al quale hanno preso parte il presidente del GAL Sila Antonio Candelise, il direttore del GAL Sila Francesco De Vuono, il commissario del Parco Nazionale della Sila Liborio Bloise, Natale Carvello e altri autorevoli stakeholder del territorio.

Durante il confronto si è discusso del ruolo strategico dei Musei d’Impresa come strumenti di promozione e valorizzazione dei territori.
È emerso come i musei non siano solo luoghi di memoria, ma spazi vivi di dialogo dove la storia dell’impresa si intreccia con la cultura, l’innovazione e l’identità delle comunità locali.

Un momento di riflessione e condivisione che ha messo le basi per la costruzione di nuovi percorsi di sviluppo sostenibile e culturale, capaci di raccontare e valorizzare un territorio ancora in parte da scoprir

La giornata si è conclusa in un clima di convivialità, con un buffet di prodotti a km 0 organizzato e gestito dagli allievi dell’ITS Iridea Academy, sotto la direzione operativa di Antonio Veltri e la supervisione del coordinatore didattico Giorgio Durante.

Una squadra coesa e professionale, operativa fin dal mattino con una caccia ai funghi da parte di due grandi esperti,  Michele Ferraiuolo, e Tommaso Loria,  una compagine  che ha interpretato al meglio la filosofia dell’alta formazione promossa dalla presidente della Fondazione ITS Iridea Academy, prof.ssa Felicita Cinnante, che tra l’altro per l’occasione ha preannunciato un nuovo corso, (Sono gia aperte le iscrizioni n.d.r. www.itsiridea.it ),  sul turismo enogastronomico, pienamente integrata con il territorio e le sue eccellenze agroalimentari.

Sempre più, San Giovanni in Fiore si conferma non solo capitale della Sila, ma anche fulcro di uno sviluppo territoriale innovativo e sostenibile, grazie a iniziative che sanno unire formazione, cultura e valorizzazione delle risorse locali, in perfetta armonia con le straordinarie bellezze del Parco Nazionale della Sila.

Nuove sfide, nuovi traguardi per Vincenzo Mazzuca, maratoneta di Saracena, il piccolo comune ai piedi del Pollino, in provincia di Cosenza, noto per le sue produzioni tipiche (olio e moscato), per le sue montagne e per il suo particolare centro storico. Dopo le brillanti prestazioni degli anni scorsi alla Firenze Marathon (2022) ed alla Venice Marathon della città lagunare del 2023, altri podi si sono aggiunti di recente al suo palmarès. 1° classificato al Trofeo Riccardo Voltarelli nella categoria 3M.65 (con un tempo di 44’,56”), la 10 km nazionale svoltasi a Mirto Crosia, Cosenza, lo scorso 21 settembre, che ha visto la partecipazione di oltre cento atleti. In questa occasione si è aggiudicato l’ambito titolo di campione provinciale.

Un altro successo è arrivato alla gara podistica Fidal regionale – Tredicesimo Memorial Avv. F. De Biase di Castrovillari, Cosenza. 9,3 Km: primo classificato nella categoria S.M. 65 con un tempo di 41’,27”. A questa importante gara, cui hanno preso parte oltre ottanta persone, ha partecipato come associato alla ASD di Castrovillari.  L’ultimo successo l’ha ottenuto alla gara podistica Fidel regionale – Primo Memorial Lisa Grasso svoltasi a San Costantino Calabro, Vibo Valentia, lo scorso 12 ottobre. Una gara impegnativa, 9,5 Km conclusa con un altro podio (2° classificato nella sua categoria con un tempo di 41’,55”). Anche in questo caso a corso come tesserato della ASD di Castrovillari.

“Queste gare regionali sono state per me un ritorno, ma anche una preparazione in vista di altri appuntamenti, a cominciare dalla prestigiosa maratona di Firenze che si svolgerà il prossimo mese di novembre. Tre podi rappresentano in ogni caso un incoraggiante traguardo, considerata in alcuni casi la difficoltà dei percorsi e l’alto numero dei partecipanti. Per me, questi successi rappresentano inoltre la prova che l’impegno, la costanza negli allenamenti, l’ottimismo della volontà sono fondamentali per il raggiungimento di certi obiettivi. Le gare sportive sono in fondo come la vita: con impegno e serietà si possono raggiungere importanti traguardi. Per questo mi rivolgo ai giovani, esortandoli a praticare lo sport, che non è soltanto agonismo ma anche la via per un sano equilibrio psico-fisico, un campo in cui si vive una socialità piena, con gli amici che condividono la stessa passione”.

Con 163 atleti al traguardo, in una domenica infarcita di concomitanze sui 21,097 km in giro per l’Italia, la Co.Ro. Half Marathon di Corigliano-Rossano (CS) ha ritrovato il suo posto nel calendario delle mezze maratone. La terza edizione della prova calabrese, chiamata ad assegnare i titoli regionali Fidal sulla distanza, ha richiamato anche nomi prestigiosi a cominciare da quello del vincitore, l’azzurro Luca Ursano (Atl.Casone Noceto) che in 1h06’27” ha abbassato di oltre 4 minuti il record della manifestazione.

La sua si è ben presto trasformata in una prova di allenamento lungo, visto il distacco imposto agli avversari. Seconda piazza per Charles James Elshaikh (Pol.Magna Grecia Asd Cassano) a 6’03”, terza per Andrea Pranno (Cosenza K42) a 6’30”. Ai piedi del podio Salvatore Curcio (Marathon Cosenza) a 12’47” e Andrea Meduri (Violettaclub) a 13’31”.

Record anche al femminile grazie a Simona Belvedere (Atl.Brothers) che si è aggiudicata la gara in 1h28’32” battendo di 6’17” Mariacarmela Nardi (Kos Running) e di 6’32” Isabella Cardile (Violettaclub).

Questi i nuovi campioni regionali: Giuseppe Basile (Corricastrovillari/JM), Charles James Elshaikh (Pol.Magna Grecia Asd Cassano/SM), Andrea Pranno (Cosenza K42/SM35), Salvatore Curcio (Marathon Cosenza/SM40), Andrea Ponzi (Athlos Mirto Crosia/SM45), Giovanni Canino (Fiamma Atl.Catanzaro/SM50), Franco Vitaliano (Fiamma Atl.Catanzaro/SM55), Pietro Cosimo (Fiamma Atl.Catanzaro/SM60), Vincenzo Falvo (Lib.Atl.Lamezia/SM65), Raffaele Lagani (Corricastrovillari/SM70), Erika Vignale (Pol.Magna Grecia Asd Cassano/PF), Isabella Cardile (Violettaclub/SF), Mariacarmela Nardi (Ks Running/SF40), Simona Belvedere (Atletica Brothers/SF45), Italia Sinopoli (Corricastrovillari/SF50).

Ben 3 titoli regionali quindi per la società organizzatrice Asd Corricastrovillari-Guglielmo Atl. a coronamento di una bellissima giornata di sport, allestita con il sostegno del Comune di Cirigliano-Rossano, sotto l’egida dell’Asi oltre che della Fidal regionale. La manifestazione, grazie anche al supporto dei volontari si è confermata un riferimento per l’atletica calabrese, degno di ospitare manifestazioni anche di maggior valore e titolo. Appuntamento al prossimo anno.

Un gesto carico di significato, quello di Pasquale Cirillo, titolare della storica e rinomata Gioielleria Cirillo di Diamante, che ha voluto rendere omaggio al Prof. Enzo Monaco, presidente dell’Accademia Italiana del Peperoncino e ideatore del celebre Peperoncino Festival.
L’occasione è stata la consegna di un prezioso peperoncino in ceramica e argento, simbolo che rappresenta e comunica l'identità, i valori e la storia di Diamante e della Calabria.

Un dono dal cuore di Diamante: Pasquale Cirillo omaggia il Prof. Monaco

 “Quando ho deciso di fare un dono-simbolo al professor Enzo Monaco – racconta Cirilloavevo in mente questa motivazione: ‘Al Professor Monaco, che ha reso Diamante una leggenda. Con sincera stima e profonda gratitudine, dalla Gioielleria Cirillo’. Siamo convinti di aver compiuto un gesto piccolo ma dal grande significato, anche a nome di chi riconosce in lui un diamantese che ha reso Diamante famosa nel mondo.” Un atto di riconoscenza che, come sottolinea Cirillo, “coinvolge simbolicamente tutta la comunità”, perché al Prof. Monaco va riconosciuto il merito di aver trasformato una semplice intuizione in un evento di portata internazionale. Grazie alla sua passione e determinazione, infatti, il Peperoncino Festival ha raggiunto la 33ª edizione, diventando un appuntamento unico, di fama mondiale e contribuendo a fare del peperoncino un simbolo identitario di Diamante e della Calabria intera, espressione di cultura, tradizione e convivialità.

Un gesto di gratitudine per il Prof. Enzo Monaco, ideatore del Peperoncino Festival e ambasciatore di Diamante nel mondo

Visibilmente emozionato, il Prof. Enzo Monaco ha accolto il riconoscimento con parole dense di orgoglio e affetto: “sono contento, per non dire felice, di ricevere questo riconoscimento. Innanzitutto perché mi viene conferito a Diamante. Ho avuto molti riconoscimenti in tutta Italia, ma mai nel mio paese. Credo che sia la prima volta. E poi perché viene da un riferimento storico di Diamante, la Gioielleria Cirillo. Nei miei studi sulla città, anche sulla Madonna Immacolata, ho ricordato che la Gioielleria Cirillo si occupò della corona già nel 1928: è un punto di riferimento importante.”

Monaco ha poi aggiunto un passaggio significativo sul legame indissolubile tra il Festival e la sua Diamante: “Mi hanno chiesto più volte di trasferire il Festival del Peperoncino in altre parti d’Italia, come Maratea, ma ho sempre detto di no. Io non faccio il Peperoncino Festival per nessun motivo se non quello di promuovere Diamante. Sono, come dico spesso, malato di ‘diamantite acuta’ e sono felice di aver raggiunto l’obiettivo che mi ero prefissato oltre trent’anni fa: allungare la stagione turistica e dimostrare che Diamante ha tutte le potenzialità per vivere di turismo per molti mesi all’anno. Se ora Diamante è conosciuta nel mondo, il merito non è mio ma del peperoncino, l’alimento più consumato al mondo. Noi abbiamo abbinato Diamante al peperoncino e, di conseguenza, la nostra città è diventata famosa ovunque.”

Un riconoscimento dunque che va oltre il gesto materiale: rappresenta un tributo all’identità di un popolo, al genio di un uomo e al legame profondo tra Diamante e il suo simbolo più ardente il peperoncino.

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