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Domenica, 07 Giugno 2026

Luca Sabatini, sociologo e docente di statistica, ha presentato alla XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino il suo romanzo “Il nome sbagliato”. Originario di Campomorone, città della Liguria, vive e lavora a Genova, parla il dialetto ligure che è una grande ricchezza storico-culturale, ha studiato all’estero, a Barcellona, e in Italia a Milano e Pavia conseguendo un dottorato di statistica. Mantiene un forte e radicato legame con il suo paese di origine Santo Stefano, una frazione a Campomorone di circa trecento abitanti e, ogni volta che ritorna a casa, va sempre nel cimitero in cui si trovano i suoi parenti e conoscenti proprio per onorare la loro memoria e mantenere il rapporto con le sue origini e le sue radici storiche.

 Di quale argomento tratta il romanzo?

 “Il libro che ho scritto ha una peculiarità: è una analisi semiseria dei problemi che molti di noi hanno quando emigrano all’estero, ad esempio per motivi di studio o di lavoro. Si parte sempre con una valigia reale e una invisibile che pesa poco all’inizio e tanto in seguito e, fuori di metafora, mi riferisco al bagaglio costituito dalle tradizioni culturali, dalle credenze e dai valori della società di appartenenza”.

 Chi sono i protagonisti del libro e quale ruolo svolgono?

 “Il protagonista del racconto è Pasquale che parte da Napoli per trasferirsi a Sesto San Giovanni, considerata “cintura DDR” (Repubblica Democratica Tedesca, ovvero l'ex Germania Est) relegata e contrapposta alla Milano della moda e della finanza. Il suo coinquilino, Tonino, è barese, ha le stesse radici socio-culturali di Pasquale, sono simili ma nel contempo diversi nelle dinamiche tradizionali e relazionali che li uniscono e li rendono affini”.

 Nel testo esistono componenti socio-culturali di tradizioni locali?

 “Ad esempio il rito del caffè nel Meridione ha un carattere quasi “liturgico” perché questa pratica richiede il compimento di una serie di atti in cui si condivide un prodotto, il caffè, e contemporaneamente si trascorre insieme del tempo conversando. Tonino definisce il rito del caffè il luogo e il tempo in cui il problema è la soluzione, altrimenti è solo problema; per lui la caffettiera giusta è quella da tre e infatti riempie sempre tre tazze anche se meno di tre persone bevono il caffè”.

 Pasquale è anche un uomo innamorato, come si sviluppa questo sentimento e le dinamiche che lo sottendono?  

 “Pasquale, uomo del Sud che è arrivato a Sesto San Giovanni, a un certo punto vuole conoscere una donna, ma ritiene che la città non permetta la possibilità di sviluppare e di creare contatti reali, perciò decide di iscriversi al sito social di incontri “Tinder”. Lui crede che la sua provenienza geo-storica e il suo nome Pasquale Esposito possano costituire un limite, perciò decide di chiamarsi Valentino per muoversi sui social più velocemente attirando l’attenzione femminile. Su Tinder Pasquale-Valentino conosce Chiara di Bergamo e, con questa nuova e diversa identità, Pasquale inizia a costruire un castello di bugie che sarà sempre più difficile e pesante da gestire. Il 13 febbraio Chiara gli scrive in chat: “Che bello, domani ci vediamo” e, per Pasquale, questa frase rappresenta quasi un brusco risveglio nella realtà. Pensa subito al suo vero nome che compare sul citofono di casa e studia come sia possibile cancellarlo.

  Pasquale come decide di risolvere la situazione che si è creata con la sua bugia?

 “La prima idea che gli viene in mente è quella di posizionare del nastro adesivo isolante sul citofono per coprire la P della dicitura “Esposito P. e Laricchia A.”, ma si accorge che così risulta ancora più evidente proprio ciò che vuole nascondere. Tutta questa scena si svolge mentre è in pigiama e scalzo alle due del mattino; al suo rientro nell’appartamento trova una terza persona che funge da coscienza. L’epilogo sarà a Sesto San Giovanni e in un paesino della riviera ligure”.

 Questo è il suo primo romanzo?

 “I testi che ho scritto finora hanno riguardato temi e argomenti di natura scientifica, perciò questo libro rappresenta una novità dal punto di vista stilistico e narrativo. Su Facebook inserisco post divertenti che narrano storie e, sempre più amici, mi chiedevano perché non provassi a scrivere un libro. Il post progenitore della attuale storia è stato quello di una persona che aveva dei problemi con il suo nome e è stato lo spunto ispiratore che ha dato il via alla narrazione di questo testo. I riferimenti letterari a cui mi sono ispirato sono stati “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde e la commedia degli equivoci. Ho ripercorso l’ironia britannica di Wilde e il romanzo è improntato a caratteri di gentilezza che oscillano fra la commedia romantica e la tradizione anglosassone. La storia è caratterizzata dai riti, dalle identità e dalle relazioni fra le persone con una nota stilistica di rigore metodologico che abbina al lato comico uno stile coerente che non deborda mai in un eccessivo realismo”.

Giovanni Battista Brunori, Corrispondente Responsabile dell’Ufficio Rai per il Medio Oriente ha mandato alle stampe le sue cronache da quella martoriata terra. Cronache che fanno chiarezza di molti luoghi comuni e apparenti contraddizioni che hanno caratterizzato specialmente questi ultimi anni a fare capo dal 7 ottobre 2023. Il capitolo che presenta le testimonianze dei sopravvissuti andrebbe letto in tutte le scuole per toccare con mano l’odio che ha portato le milizie di Hamas a perpetrate una carneficina difficilmente immaginabile nella sua crudeltà. Il volume è corredato da codici QR attraverso i quali è possibile accedere a servizi, interviste e reportage andati in onda sulle reti Rai che Brunori ha fatto in questi anni. Pubblicato dall’editore livornese Belforte, dal titolo Il nuovo Medio Oriente. Il declino della Mezzaluna Sciita si apre con la crisi militare che ha coinvolto l’Iran, prima con gli attacchi a Hezbollah attraverso le esplosioni di walkie talkie minati, poi con l’intervento Usa contro i laboratori dove viene arricchito l’uranio a scopi militari. Tutto questo, oltre a indebolire l’Iran, ha anche ridotto il potenziale militare di Hezbollah che ha nell’Iran la fonte prima di aiuti. Il gesto libanese di chiudere l’aeroporto di Beirut ai voli provenienti dall’Iran è stato indicativo della volontà dei nuovi responsabili del governo libanese di mandare un messaggio forte a proprio ad Hezbollah. I primi capitoli descrivono il declino del progetto iraniano della “Mezzaluna scita”: una regione che abbraccia, oltre all’Iran, l’Iraq, la Siria, il Libano e lo Yemen. Sul Libano e sulla presenza armata di Hezbollah Brunori dedica un capitolo per spiegare i pericoli del partito armato libanese che, come Hamas nella striscia di Gaza, ha costruito tunnel e una città sotterranea al confine con Israele dal quale controllare e colpire, seminando il terrore nel paese vicino. E questo spiega le reazioni di Israele che è arrivata a colpire Hezbollah fin dentro Beirut. Tunnel visitati da Brunori e che non hanno avuto una particolare eco, ma le richieste del nuovo presidente della repubblica libanese, il generale Aoun, di disarmare Hezbollah, la dicono lunga sul pericolo di questo partito armato per la sicurezza del Libano. Disarmerà Hezbollah? Disarmerà Hamas? Questi sono i dubbi che attanagliano gli unici due stati democratici del Medio Oriente: Libano e Israele. La parte centrale del volume è dedicata al 7 ottobre e descrive anche il caos provocato in Israele, il dramma dei rapiti e la guerra ad Hamas. Un capitolo è dedicato agli stupri commessi proprio il 7 ottobre attraverso le numerose testimonianze, i dossier e le inchieste che Al Jazeera ha cercato di smentire, ma che il Tg1 racconta grazie proprio a Brunori (21 febbraio 2024 alle ore 20). Anche la catastrofe umanitaria a Gaza viene descritta grazie ai racconti di Medici Senza Frontiere cercando di fare chiarezza tra le informazioni manipolate da Hamas e anche dalle Nazioni Unite senza negare la sofferenza dei civili.

Le violenze dei coloni ebraici non vengono nascoste, come pure le spinte espansionistiche che hanno come fine l’impossibilità della nascita di uno Stato palestinese. Il volume lancia uno sguardo sulla realtà del Medio Oriente senza pregiudizi e senza nulla tacere, scritto da giornalista che racconta i fatti anche scomodi e che coinvolgono tutte le parti in conflitto, ma con una conclusione certa: l’Iran sta perdendo buona parte della sua influenza nell’area. Un’influenza che cresceva anche a scapito di quella dell’Arabia Saudita in una «contesa antica che affonda le sue radici in uno scontro mai sopito che dura da quattordici secoli, esploso con la morte di Maometto, nel 632 d.C. tra chi (i sunniti) sostenevano che la successione dovesse avvenire tramite elezione da parte della comunità e chi invece riteneva che dovesse avvenire all’interno della famiglia del profeta». Ancora la questione non è risolta e da decenni il conflitto è esploso su vari fronti. Ultimi ad entrare in questa guerra gli Houthi che hanno portato alla grave crisi umanitaria nello Yemen. Ma adesso la Lega Araba ha preso posizione contro Hamas e in favore dell’Autorità Nazionale Palestinese. Un fatto storico, ma in Medio Oriente le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Ultimo aspetto affrontato da Giovan Battista Brunori è il ritorno dell’antisemitismo «il virus che ha di nuovo contagiato il mondo, che ha spezzato legami sociali e anche di amicizia, circolerà molto a lungo prima che vangano trovati gli anticorpi»  anche perché si alimenta di un «indottrinamento antioccidentale, che identifica Israele come schiavista, colonizzatore e sfruttatore» e di quell’odio di sé dell’Occidente che portò Benedetto XVI a dire, davanti al Parlamento tedesco (22 settembre 2011) ed è proprio Brunori a citarlo: «La cultura dell’Europa è nata dall’incontro fra Gerusalemme, Atene e Roma – dall’incontro fra la fede in Dio di Israele, la ragione filosofica dei greci e il pensiero giuridico di Roma. Questo triplice incontro forma l’intima identità dell’Europa».

 

Edito da Mondadori Università, è in libreria il nuovo libro a cura di Nicola Bernardi "Smetti di farti spiare, difendi la tua privacy" con la prefazione di Guido Scorza, membro del Garante per la protezione dei dati personali. Uno strumento utile anche per sapere come comportarsi se si è vittima di reati digitali. L'obiettivo è aumentare la consapevolezza e fornire soluzioni concrete per riconquistare la propria privacy.

Negli ultimi mesi, l'Italia è stata teatro di numerosi episodi di violazione della privacy che hanno suscitato grande allarme nell'opinione pubblica. Dal noto caso che ha coinvolto il conduttore televisivo Stefano De Martino, in cui immagini e video privati sono stati sottratti da telecamere di sorveglianza domestica e diffusi online, agli inquietanti furti di immagini rubate da telecamere installate in spazi riservati come camere d'albergo, palestre e studi medici. Particolarmente grave il massiccio attacco informatico dell'estate 2025, che ha colpito oltre dieci hotel italiani portando al furto e alla pubblicazione nel dark web di più di 70 mila scansioni di documenti d'identità di clienti italiani e stranieri. Una giovane poi è stata vittima per mesi di un episodio di deepfake: le sue foto sono state alterate e diffuse insieme a contenuti a sfondo sessuale, riportando anche i suoi dati personali.

 Questi e altri casi che si susseguono uno dopo l'altro, amplificati dai social media e dalla mancanza di adeguate misure di sicurezza, hanno acceso i riflettori sulla vulnerabilità della privacy di ognuno di noi nell'era digitale. In questo scenario di crescente insicurezza e attenzione, è stato pubblicato da Mondadori Università, nella collana Saggi Oltre, il libro "Smetti di farti spiare, difendi la tua privacy", a cura di Nicola Bernardi - Presidente di Federprivacy - con Gianluca Amarù, Alessandra Fava e Marco Fossi, e con la prefazione di Guido Scorza, membro del Garante per la protezione dei dati personali. Il volume propone una riflessione aggiornata e strumenti pratici per orientarsi tra rischi, diritti e nuove forme di tutela della privacy.

 Il libro contiene consigli pratici e best practices per difendere la propria privacy, in un percorso tra le insidie che si incontrano quotidianamente. Nicola Bernardi, autore del libro e Presidente di Federprivacy afferma: "Ci sono molte cattive abitudini e ingenuità che possono spesso indurre a cadere in molteplici tranelli. Oggi nel mondo digitale la complessità è enorme, ancor più con l'avvento dell'AI. Imparare a destreggiarsi nel web tutelando i dati personali è diventata una sfida impegnativa che vale però la pena portare avanti perché è prima di tutto un nostro diritto".

 Tra i capitoli e i consigli approfonditi nel volume, in particolare risultano di straordinaria attualità quelli legati agli strumenti tecnologici sempre più di uso comune come le Smart tv, la domotica e gli assistenti digitali, le webcam installate in moltissimi luoghi. Ecco dunque un estratto di alcuni dei principali consigli pratici che il libro suggerisce di seguire per tutelarsi.

 

Assistenti digitali e domotica: il rischio di essere spiati tra le mura domestiche

-    evitare di utilizzare l'assistente digitale per memorizzare i dati relativi a salute, password, numeri di carte di credito e altre informazioni delicate

-    scegliere con cura la parola di attivazione vocale del dispositivo smart evitando parole di uso frequente che potrebbero attivarlo involontariamente

-    disattivare o disconnettere il dispositivo quando non è in uso (es. di notte o quando si è fuori casa)

-    cancellare periodicamente la cronologia delle informazioni registrate

 

Smart tv, tu la guardi e lei guarda te

-    valutare di coprire la webcam della smart tv e di disconnetterla da Internet quando non è necessario il collegamento alla rete

-    controllare regolarmente se ci sono notifiche su disponibilità di aggiornamenti del firmware da scaricare verificando naturalmente prima che provengano realmente dal produttore

-    disattivare le funzioni che monitorano i programmi visti e altre abitudini d'uso dell'apparecchio

-    in presenza di minori, affidarsi alla custodia attiva di un sistema di parental control

 

Telecamere ovunque: difendersi dagli occhi elettronici indiscreti

Alleate in tanti casi per famiglie, aziende e forze dell'ordine, le telecamere hanno portato con sé anche rischi importanti per la privacy. Nel 2022 una ricerca svolta da Federprivacy in Italia aveva evidenziato che su 1000 sistemi di videosorveglianza solo l'8% era correttamente segnalato. Tali aspetti sono regolamentati dal GDPR e dalla normativa italiana in materia di videosorveglianza.

Se si sospettano violazioni della privacy tramite una webcam o una telecamera di videosorveglianza, è necessario contattare il Data Protection Officer dell'organizzazione che ha effettuato le riprese delle immagini. In seconda battuta, occorre rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali se le rassicurazioni ricevute non siano sufficienti.

 Attenzione, infine, anche ai wearable devices, come lo smart watch, e agli smart toys come bambole, peluche, robot e giochi educativi in grado di collegarsi al web e ai social network.

 

 

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