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In un’epoca dominata dall’oblio della rapidità che caratterizza il quotidiano e dalla continua rigenerazione dei paesaggi urbani, la memoria collettiva rischia di sgretolarsi sotto l'impatto di una modernizzazione imperfetta.

Emerge, tuttavia, un filo sottile, ma indistruttibile che trattiene il senso di appartenenza di una comunità al proprio passato ed è su questo confine sociologico che si innesta il nuovo lavoro editoriale di Anna Montella, scrittrice e appassionata cultrice di storia locale, intitolato “GROTTAGLIE SPARITA”.

Questo volume - recentemente pubblicato e reso disponibile - si presenta  come un autentico viaggio visivo e antropologico attraverso la storia della città, espresso per mezzo di cartoline e fotografie d’epoca con il precipuo obiettivo di preservare l’identità e le radici della comunità.

Il testo raccoglie e ordina per la prima volta in un’unica e raffinata pubblicazione di grande formato (22×30 cm) un prezioso patrimonio visivo finora frammentato, attingendo per la maggior parte immagini storiche dalla collezione privata di Salvatore Brittanico.

Anzichè limitarsi a un semplice catalogo iconografico, l'opera  esprime una complessa operazione strutturale; le immagini di scorci urbanistici trasformati o scomparsi, le testimonianze di vita quotidiana e le tradizioni che hanno segnato la storia cittadina sono, infatti, corredate da accurate schede testuali e arricchite da inedite e futuristiche ricostruzioni virtuali in 3D degli spazi urbani ormai estinti.

Sotto il profilo epistemologico e sociale, l'opera si pone come la naturale prosecuzione e l’indispensabile completamento di “Paese Mio”, la precedente ricerca dell’autrice pubblicata nel 2024 e dedicata alla ricostruzione storica e ragionata della città.

Se con “Paese Mio” era stato tracciato un solido percorso storiografico basato sul rigoroso vaglio delle fonti documentate - superando in tal modo i limiti e le incertezze della sola tradizione orale -  “GROTTAGLIE SPARITA” concretizza un’ulteriore e fondamentale operazione di salvaguardia della memoria condivisa.

Mediante la scelta del grande formato (22x30 cm), specificamente pensata per valorizzare ogni singolo dettaglio iconografico,  rendendo la pubblicazione un’opera al contempo di consultazione scientifica e di collezionismo, l'autrice Montella restituisce alla cittadinanza un tassello inestimabile delle proprie radici storiche e sociali, offrendo lo spunto per una riflessione profonda su come il mutamento dei luoghi plasmi l'identità dell'uomo contemporaneo.

Per info ed eventuali contatti stampa dedicati all'opera è possibile rivolgersi direttamente ad Anna Montella al seguente indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Imperdibile appuntamento con Maurizio Battista, sabato 11 luglio, al teatro Corallo di Messina. Torna la sfacciata comicità di Battista tra aneddoti, ospiti e tante battute per passare una serata all’insegna della comicità. “Uno nessuno e centomila” è il titolo dello show con il quale il comico romano Maurizio Battista esplora le intricatissime e divertenti sfumature della vita attraverso il suo caratteristico occhio irriverente e dissacrante, con la sua tipica autoironia. Comico, conduttore televisivo, cabarettista, attore e regista: Maurizio Battista è questo e molto altro! La sua comicità si incentra sulla parodia di aspetti e comportamenti comuni nella quotidianità oltre che per la capacità di scovare fatti di cronaca bizzarri e divertenti. Il tour è una produzione Alma e arriva in Sicilia grazie alla Ventidieci e alla Agave Spettacoli di Andrea Randazzo, in collaborazione con Associazione Culturale Development. Ancora disponibili i biglietti su www.ticketone.it e nei circuiti locali autorizzati. Ticket a partire da 39 euro.

Per info e approfondimenti è possibile inviare una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

In libreria “Una mamma in corriera” di Elisa Benedetto: una commedia brillante e sincera sulla resilienza femminile, sull’equilibrio impossibile tra lavoro e famiglia e sull’arte di reinventarsi senza mai perdere leggerezza

Dopo anni nel marketing e nella comunicazione, Elisa Benedetto debutta come autrice con “Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera”, per Edizioni Clandestine, Collana Narrazioni Clandestine.

Beatrice è ironica, disastrosa e irresistibilmente umana. Cresciuta in una famiglia “da copertina”, ha sempre avuto il talento innato di trasformare ogni momento perfetto in una catastrofe spettacolare. Da centralinista pasticciona a commerciale in carriera, tra voli prenotati nel giorno sbagliato e caffè rovesciati, Bea affronta il mondo con il sorriso e la convinzione che prima o poi tutto si sistemi — o almeno, che se ne possa ridere.

Dopo un salto imprevisto in una multinazionale e una parentesi londinese con Andrea — collega, complice e poi marito — la sua vita sembra finalmente aver trovato un equilibrio. Il ritorno in Italia, il matrimonio, la nascita di Camilla portano felicità e rivoluzione, finché il lavoro non si trasforma in un campo minato: un capo glaciale, colleghi silenziosi, un clima che da competitivo diventa ostile. Beatrice si ritrova al centro di un lento ma inesorabile mobbing, fino al licenziamento che le toglie il terreno sotto i piedi.

Ma Bea non è il tipo da restare ferma alla fermata sbagliata. Riparte da sé: tra colloqui surreali, imprevisti domestici, un marito che la sostiene e una piccola rete di vicini che diventano famiglia, ritrova la sua bussola più preziosa — l’ironia.

“‘Avevo un piano, la vita no’ non è nato da un progetto studiato a tavolino – ha dichiarato l’autrice.
Per anni questa storia mi è rimasta in testa senza essere davvero cercata, tornando ogni tanto a bussare. Poi, a un certo punto, è uscita e basta.
È un’autobiografia estremizzata e romanzata all’eccesso, ma tutto quello che succede a Beatrice nasce da qualcosa che ho vissuto davvero.
Credo che sia successo perché anch’io, come lei, sono una pianificatrice seriale che la vita si è divertita parecchio a smentire.

Volevo raccontare una donna vera: imperfetta, ironica, a volte un po’ casinista, che prova a tenere insieme tutto senza perdere sé stessa. E volevo farlo con leggerezza, perché credo che l’ironia sia uno dei modi migliori per sopravvivere alle cose difficili”.

“Come casa editrice, abbiamo scelto di pubblicare ‘Avevo un piano, la vita no’ di Elisa Benedetto perché abbiamo riconosciuto in questa storia una voce autentica, contemporanea e profondamente vicina alla realtà di molte donne e famiglie di oggi – ha commentato l’editore.

Il romanzo affronta temi universali: il lavoro, la maternità, l’identità personale, il cambiamento improvviso e la necessità di reinventarsi, con uno sguardo originale che unisce ironia, leggerezza ed emozione. Beatrice è una protagonista imperfetta, brillante e vera: una donna che sbaglia, cade, si rialza e continua a cercare il proprio posto nel mondo senza perdere la capacità di sorridere anche nei momenti più difficili.

Ci ha colpito la capacità di Elisa Benedetto di raccontare con ritmo e sensibilità il fragile equilibrio tra ambizione professionale e vita privata, trasformando esperienze comuni in una narrazione fresca, divertente e profondamente umana. 

 La sua scrittura riesce a parlare con sincerità di precarietà, aspettative sociali e resilienza femminile, senza mai rinunciare alla leggerezza e all’ironia che rendono il romanzo così coinvolgente.

Abbiamo creduto in questo libro perché offre alle lettrici e ai lettori una storia in cui riconoscersi, emozionarsi e ritrovare speranza. ‘Avevo un piano, la vita no’ ci ricorda che spesso i percorsi più inaspettati sono quelli che ci portano davvero verso una nuova versione di noi stessi".
Questo libro non rappresenta infatti un lieto fine, ma un nuovo inizio: quello di una donna che trova la forza di ripartire, ogni volta, con una tazza di caffè in mano e la certezza che, in fondo, si può sempre ricominciare.

Elisa Benedetto


Torinese di nascita e viaggiatrice per vocazione: prima di fermarsi (forse) nell’hinterland milanese ha vissuto tra Parigi, Ravenna e Dublino.
Dopo anni nel marketing e nella comunicazione, debutta come autrice con Avevo un piano, la vita no. Una mamma in corriera.

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