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Domenica, 12 Luglio 2026

Vincenzo Grandinetti strega il pubblico a Santa Severina con un recital pianistico di straordinaria intensità

Ci sono serate in cui la storia millenaria di un luogo incontra la freschezza del futuro, fondendosi in un’armonia perfetta. È quanto accaduto nello splendido scenario del Castello di Santa Severina, dove il giovane e talentuoso pianista crotonese Vincenzo Grandinetti ha letteralmente stregato il pubblico presente con un recital pianistico di straordinaria maturità e intensità espressiva.

In un’atmosfera intima e suggestiva, Grandinetti ha dimostrato non solo una tecnica impeccabile, ma una rara capacità di penetrazione psicologica dei testi musicali, guidando gli ascoltatori attraverso un viaggio cronologico ed emotivo di rara bellezza.

Il Programma: dalla quiete classica al fuoco del Novecento.

Il programma della serata, ambizioso e tecnicamente impegnativo, ha messo in luce le diverse anime interpretative del giovane musicista.

L.v. Beethoven: Sonata op. 28 “Pastorale”. L’apertura del concerto è stata affidata alle atmosfere serene e bucoliche della celebre sonata beethoveniana. Grandinetti ha saputo restituire con delicatezza il carattere disteso e sognante del primo movimento, mantenendo un controllo del suono magistrale. Il contrasto tra la cantabilità dei temi e il rigore formale ha svelato una sensibilità romantica già solida e consapevole.

  1. J. Brahms: Rapsodia op. 79 n. 1. Con il cambio di registro legato a Brahms, il pianista ha cambiato pelle. La Rapsodia in si minore è esplosa in tutta la sua foga passionale e drammatica. Qui Grandinetti ha fatto valere una tastiera vigorosa, capace di gestire le dense trame sonore brahmsiane e i repentini cambi di atmosfera, oscillando magistralmente tra l'irrequietezza dei temi principali e la lirica dolcezza delle sezioni centrali.
  2. Prokofiev: “Sarcasmi” op. 17 . Il vero colpo di maestro è arrivato con le dissonanze e l'ironia sferzante di Prokofiev. Una pagina complessa, spigolosa, modernissima. Il giovane talento crotonese ha affrontato i Sarcasmi con un'energia percussiva e un'intelligenza ritmica formidabili, restituendo al pubblico quel senso di grottesco, provocazione e genialità tipico del compositore russo. Una prova di forza tecnica e interpretativa che ha letteralmente tolto il fiato.
    Un successo da scroscianti applausi Il pubblico che gremiva la sala ha seguito l'intera esibizione in un silenzio quasi reverenziale, per poi sciogliersi in lunghi e calorosi applausi al termine di ogni esecuzione, culminati in una vera e propria ovazione finale.

Con questo concerto, Vincenzo Grandinetti si conferma come una delle realtà più brillanti e promettenti del panorama musicale del territorio (e non solo). La sua esibizione al Castello di Santa Severina non è stata solo un saggio di bravura, ma la firma d'autore di un artista che ha tutte le carte in regola per far parlare a lungo di sé i palcoscenici internazionali. La Calabria della musica brilla di una nuova, intensa stella.

 

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