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Domenica, 14 Giugno 2026

Nasce la Giornata Nazionale del Cavallo: un omaggio annuale a un animale simbolo della storia dell’uomo

È un’iniziativa nata dalla passione e dall’impegno di un’associazione che, sin dal 2005, lavora per promuovere la conoscenza del cavallo, soprattutto tra i più giovani, attraverso eventi di rilevanza nazionale. Da questa esperienza è maturata un’idea semplice ma significativa: dedicare anche al cavallo una giornata nazionale riconosciuta, colmando un vuoto simbolico.

“Quasi ogni cosa ha una propria giornata nazionale — spiegano i promotori — tranne il cavallo”. Da qui la decisione di istituire, nel 2022, la Giornata Nazionale del Cavallo, affidando la gestione e la comunicazione al partner mediatico Club Cavallo Italia, con l’obiettivo di rendere finalmente omaggio a un animale che ha avuto un ruolo centrale nella storia dell’umanità.

Un riconoscimento che vuole sottolineare l’importanza del cavallo nello sviluppo della civiltà. Senza il suo contributo — ricordano gli organizzatori — l’uomo difficilmente avrebbe raggiunto i traguardi che oggi consideriamo acquisiti: dai trasporti alle attività agricole, fino all’ambito militare e sportivo.

Una data simbolica tra storia e tradizione

La scelta della data non è casuale. La Giornata Nazionale del Cavallo si celebra ogni anno l’ultima domenica di maggio, un momento carico di significati storici. Secondo quanto ricostruito, infatti, proprio l’ultima domenica di maggio del 1250 rappresenterebbe la prima testimonianza conosciuta in Italia del rapporto organizzato tra uomo e cavallo, segnando l’inizio di una lunga convivenza.

Dal 2022, dunque, questa ricorrenza viene celebrata annualmente in tutta Italia con iniziative dedicate, contribuendo a diffondere cultura e sensibilità verso il mondo equestre.

L’edizione 2026: protagonista la voce dei più piccoli

Il 31 maggio 2026 e stata fatta la quinta edizione della Giornata Nazionale del Cavallo. Per quest’anno, gli organizzatori hanno scelto di dare un forte valore simbolico all’evento, affidando a una bambina di sei anni, Futura, un ruolo centrale nelle celebrazioni.

È stata letta la “Lettera al Cavallo” in tre diverse location, all’interno di un maneggio dell’Oltrepò Pavese. Una scelta che intende sottolineare il legame tra le nuove generazioni e il cavallo, con un messaggio educativo e affettivo che guarda al futuro.

Solidarietà e sostegno alle attività associative

L’evento avrà anche una dimensione solidale. Le eventuali vendite della felpa con il logo di Club Cavallo Italia, indossata dalla piccola Futura durante la lettura della lettera, saranno destinate a sostenere le attività dell’associazione promotrice, contribuendo così alla realizzazione di nuovi progetti dedicati alla promozione del mondo equestre.

Un’iniziativa che coniuga cultura, memoria e impegno sociale, e che punta a consolidarsi negli anni come un appuntamento fisso nel calendario italiano, capace di valorizzare il cavallo non solo come animale, ma come parte integrante della storia dell’uomo.

Lettera al Cavallo


Il mio amico Mito
Ti guardo e vedo la storia.
Non sei solo un animale, sei un pezzo di noi,
un amico che ci accompagna da sempre.
Sei passato tra i secoli con passo leggero.

Sei nell'arte dei nostri musei e nel sudore di chi ha costruito l'Italia.
Sei forza, ma anche misura.
Nel tuo passo trovo l'equilibrio.
Nel tuo sguardo, imparo cos'è la fiducia.
E nel tuo silenzio... scopro la dignità.

Oggi è la tua Giornata Nazionale.
Ma proteggerti non è solo un dovere, è ricordarsi chi siamo.
Perché parlare di te, significa imparare a voler bene al mondo.
31 maggio 2026. Cavalli, Arte e Cultura: il nostro Mito Eterno.

Il premio Minerva  ideato da Anna Maria Mammoliti torna a Roma con la sua XXXV edizione, confermandosi uno degli appuntamenti più autorevoli dedicati all’eccellenza femminile e alla promozione dei diritti delle donne. Nato nel 1983 da un’idea di Anna Maria Mammoliti, il riconoscimento – primo premio al femminile in Italia – è oggi promosso dall’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti e rappresenta da oltre quarant’anni un simbolo di impegno civile, cultura e pari opportunità.


Dal 2009 il Premio è dedicato alla sua fondatrice e continua a portare avanti la visione di una società fondata sull’uguaglianza, valorizzando ogni anno figure femminili che si distinguono nei campi del sapere, delle arti, delle professioni, dell’impresa e dell’impegno sociale. Una vera e propria “holding dei saperi”, come viene definita dagli organizzatori, capace di mettere in rete esperienze, competenze e percorsi di leadership femminile in Italia e nel mondo.

La cerimonia si svolgerà nella prestigiosa cornice della Sala della Protomoteca, in Campidoglio, con il patrocinio del Senato della Repubblica Italiana, della Camera dei Deputati e della Regione Lazio, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Capitolina.

Ad aprire la serata sarà Olga Mammoliti Severi, presidente dell’Associazione promotrice del Premio. L’edizione 2026 è presieduta da Saveria Dandini, mentre la conduzione sarà affidata alla giornalista Maria Chiara Carbone. Porterà il saluto istituzionale l’On. Svetlana Celli.

Il Premio Minerva 2026 celebrerà undici personalità di altissimo profilo, donne che si sono distinte per competenza, visione e responsabilità nei rispettivi ambiti. Alle vincitrici sarà consegnata la storica spilla raffigurante la Dea Minerva, disegnata nel 1983 dal Maestro Renato Guttuso.

Tra le premiate figura Balghis Badri, insignita del Premio Internazionale ai Diritti Umani e Civili per il suo impegno nei processi di pace e nella promozione dei diritti delle donne in Sudan e nel Corno d’Africa. A Pernilla Cento andrà il riconoscimento per il Digital Transformation Management, mentre Giorgia Todrani riceverà il premio alle Arti, consacrando ancora una volta tra le voci più amate della musica italiana contemporanea.

Per l’Impegno Sociale sarà premiata Elena Bulfone, punto di riferimento nella tutela dei diritti e dell’inclusione delle persone con autismo. Il riconoscimento alla Cultura sarà assegnato a Marina Valensise, consigliere delegato della Fondazione INDA, storica istituzione che da oltre un secolo realizza le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa.

A Manuela Battaglia sarà attribuito il premio “Women for STEM” per il contributo alla ricerca scientifica internazionale e allo sviluppo di soluzioni innovative per la salute. Il premio allo Sviluppo e Innovazione andrà invece a Anna Mareschi Danieli, espressione di una leadership imprenditoriale di respiro internazionale.

Tra le altre premiate figurano Maria Alessandra Sandulli per le Istituzioni, Francesca De Sanctis per l’Imprenditoria e Raffaella Menichetti per le Professioni, grazie a un percorso artistico capace di coniugare ricerca e linguaggio contemporaneo.

Il Premio dell’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti sarà invece conferito a Francesca De Masi, presidente della Cooperativa Sociale Bee Free, realtà impegnata nel contrasto alla violenza di genere, alla tratta e alle discriminazioni.

Il riconoscimento “Premio all’Uomo” sarà assegnato a Padre Sandro Barlone, presidente della Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro, per il suo impegno umano, educativo e spirituale.

A sostenere la XXXV edizione saranno importanti partner istituzionali e aziendali, tra cui Banca del Fucino, sponsor platinum del Premio, rappresentata dal presidente Mauro Masi. Presenti anche Enel, con la dott.ssa Veronica Jorio, e Consap, con l’amministratore delegato Vincenzo Sanasi d'Arpe.

Nel corso della serata, l’attrice Valentina Martino Ghiglia interpreterà alcuni testi tratti da “CICATRICI”, installazione del progetto CHORR – Voci · Arte · Azioni, ideata dall’artista visiva Tiziana Ballarini in collaborazione con l’Associazione Premio Minerva Anna Maria Mammoliti. Il progetto, dedicato al contrasto della violenza di genere, raccoglie testimonianze, parole e segni di donne che hanno attraversato esperienze di violenza e che oggi trasformano il proprio percorso di rinascita in memoria viva attraverso l’arte.

In oltre quarant’anni di storia, il Premio Minerva ha costruito un patrimonio culturale e umano straordinario, accogliendo tra le sue protagoniste figure di rilievo internazionale come Simone Veil, Nilde Iotti, Ursula von der Leyen, Margherita Hack e Monica Vitti. Un percorso che continua guardando al futuro, nel segno della libertà, della parità e del riconoscimento del talento femminile.

Mi chiamo Baltazar Delmo Herrero Lopez del Valle, sono nato a Pietra Ligure, ma sono cresciuto nella città di Savona dove ho frequentato il Liceo Scientifico Orazio Grassi con opzione scienze applicate, per poi proseguire i miei studi alla Scuola Militare Teulié. Sono il secondo figlio di una famiglia numerosa. I miei genitori sono di origine argentina. Mi appassionano l’economia, i motori e la musica che sto continuando a praticare facendo parte del coro alla Scuola Militare.

 Perché hai deciso di entrare alla Scuola Militare Teulié?

Le motivazioni principali per cui ho deciso di entrare alla Scuola Militare Teulié sono state il desiderio di coltivare la disciplina necessaria per eccellere in futuro e la preparazione che questo Istituto offre per una possibile carriera militare. La scelta è stata rafforzata dal prestigio storico della Scuola Militare Teulié.

 Quanto tempo hai dedicato alla preparazione del concorso e cosa consiglieresti a chi come te sta pensando di partecipare al concorso?

Ho dedicato diversi mesi alla mia preparazione, cercando di rafforzare le competenze teoriche e fisiche. Sono stato fortunato a provenire da una scuola che mi ha fornito una base molto solida, permettendomi di affrontare il concorso con maggiore sicurezza. A chi sta pensando di partecipare consiglierei di iniziare per tempo, lavorando con disciplina e costanza e senza trascurare la preparazione mentale oltre a quella accademica e fisica. Inoltre, è fondamentale conoscere al dettaglio il bando di concorso per affrontare al meglio ogni prova.

 Quali sono state le tue prime impressioni all’arrivo della scuola Militare Teulié e come hai vissuto i primi giorni in Istituto?

L’impatto iniziale è stato impegnativo: tutto è molto rapido, quasi travolgente, e richiede una capacità di adattamento immediata. I ritmi serrati e le responsabilità non lasciano spazio all’improvvisazione. In questo mi ha aiutato il mio percorso scout nell’AGESCI in cui ho ricoperto anche ruoli di capo. Inoltre, provenendo da una famiglia numerosa, sono cresciuto abituandomi alla vita condivisa: non ho mai avuto bisogno di attenzioni particolari e l’inserimento in un contesto simile non ha rappresentato per me una difficoltà.

 Quale significato ha per te giurare fedeltà alla Repubblica Italiana?

Per me il giuramento significa sentirmi finalmente parte di una Patria e dichiararlo ufficialmente. Questo momento rappresenta il riconoscimento formale di un’appartenenza che ho costruito negli anni. È anche un segno di gratitudine verso l’Italia, che ha accolto i miei genitori dall’Argentina, offrendo loro opportunità, stabilità e la possibilità di crescere e di far crescere anche me.

 Cosa caratterizza il percorso formativo che svolgi in questo Istituto? quali attività svolgete durante il giorno?

Alla Scuola Militare Teulié l’attività principale è lo studio: siamo preparati da professori competenti che ci guidano in un percorso formativo di alto livello. Inoltre, svolgiamo attività di addestramento militare. È presente anche la giusta quantità di sport, fondamentale per la crescita fisica. Mi piacciono molto le numerose conferenze organizzate con personalità del mondo militare e civile, che arricchiscono la nostra formazione culturale.

  Come gestisci la distanza dalla famiglia e dagli amici? Quale posto ti manca di più della tua città do origine?

La distanza dalla famiglia e dagli amici è sicuramente uno degli aspetti più difficili del percorso e rappresenta una delle sfide con cui bisogna confrontarsi ogni giorno.

Nei momenti che abbiamo a disposizione per le chiamate a casa, così come durante le libere uscite e le licenze, cerco sempre di mantenere vivi i miei rapporti con amici e famiglia.

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