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Giovedì, 12 Marzo 2026

La Giunta Comunale di Catania, su proposta dell'Assessora ai Servizi Sociali Serena Spoto, ha approvato la delibera che istituisce il Tavolo Tecnico Interistituzionale Permanente per il contrasto alla grave emarginazione adulta e alla condizione di senza fissa dimora, strumento operativo che segna un cambio di paradigma nell'approccio a un fenomeno sociale complesso troppo a lungo gestito con interventi discontinui ed emergenziali.

Il documento rappresenta una svolta concreta nell'organizzazione dei servizi per le persone in condizione di grave marginalità, articolandosi su cinque direttrici strategiche che trasformano in una visione unitaria la governance del delicato settore. Il Tavolo garantirà che Comune, ASP, Dipartimento Salute Mentale, rete ospedaliera, Questura e Polizia Locale lavorino con protocolli condivisi e obiettivi comuni anziché per compartimenti stagni. Primo obiettivo, infatti, è ottimizzare il coordinamento sistemico superando la frammentarietà delle azioni attraverso una programmazione unitaria e sinergica che eviti sovrapposizioni, sprechi di risorse e risposte contraddittorie ai bisogni delle persone.

Secondo punto qualificante è affinare la lettura analitica del fenomeno implementando lo scambio informativo tra gli enti per un monitoraggio costante e puntuale dei bisogni nelle aree urbane sensibili, superando l'attuale carenza di dati aggiornati sulla consistenza numerica, le caratteristiche socio-sanitarie e la distribuzione territoriale delle persone senza dimora. Solo una mappatura accurata e condivisa consente interventi mirati ed efficaci.

Terzo pilastro dell'azione è la promozione della Rete Territoriale Anti-Emarginazione mediante apposito avviso pubblico di manifestazione di interesse finalizzato alla raccolta di adesioni da parte degli enti del Terzo Settore e degli altri soggetti operanti nel settore, valorizzando l'esperienza sul campo delle organizzazioni che da anni si occupano di marginalità e costruendo un sistema integrato pubblico-privato sociale capace di moltiplicare le risorse disponibili.

Quarto obiettivo strategico è garantire tempestività e coerenza degli interventi integrando stabilmente le competenze sociali, sanitarie, psichiatriche, giudiziarie e di sicurezza pubblica attraverso protocolli operativi vincolanti definendo ruoli, responsabilità e procedure comuni per situazioni ricorrenti, evitando che le persone fragili rimbalzino da un servizio all'altro senza trovare risposte adeguate.

Quinto elemento qualificante è sviluppare soluzioni strutturate di lungo periodo, superando la logica assistenzialista dell'emergenza stagionale per costruire percorsi di reinserimento sociale e lavorativo che restituiscano dignità e autonomia, generando impatto positivo sulla vita delle persone fragili, sul decoro urbano e sull'efficienza dei servizi essenziali cittadini. "Quello che abbiamo approvato non è un atto burocratico, ma una scelta politica chiara fondata sulla convinzione che la dignità di ogni persona sia una responsabilità collettiva che nessun ente può onorare da solo", ha spiegato l'Assessora ai servizi sociali Serena Spoto-. Per troppo tempo la grave emarginazione è stata trattata come emergenza stagionale con interventi separati e non interconnessi che raramente comunicavano tra loro. Da oggi cambiamo paradigma. Il Tavolo Tecnico Permanente è la risposta strutturale che Catania doveva ai cittadini più fragili: una cabina di regia che unisce competenze diverse garantendo risposte coerenti, tempestive e dignitose. Risultato raggiunto grazie al lavoro di squadra della Direttrice Lucia Leonardi e dalla responsabile organizzativa degli uffici preposti Marcella Signorelli, il cui apporto tecnico è stato fondamentale per tradurre l'indirizzo politico in procedure operative concrete."

Il Tavolo avrà anche il compito di definire i contenuti tecnici e procedurali necessari alla stipula di un nuovo Protocollo d'Intesa che formalizzi nuove procedure operative vincolanti su temi chiave quali l'iscrizione anagrafica mediante via fittizia per garantire l'accesso ai diritti fondamentali, le dimissioni ospedaliere protette che evitino il ritorno immediato in strada di persone appena curate, e la tutela psichiatrica e legale delle persone con fragilità mentali o in condizione di incapacità.

C’è una città che guarda in alto senza dimenticare la profondità delle proprie radici. Una città che vive di stratificazioni, energia, contrasti, e che proprio da lì trova la forza di immaginare il domani. Oggi, a Roma - al ministero della Cultura - Catania ha presentato alla giuria il dossierCatania Continua”, trasformando l’audizione per la Capitale Italiana della Cultura 2028 in un momento di identità condivisa e visione concreta.

Un momento intenso, costruito con una regia precisa e un racconto corale guidato dal sindaco Enrico Trantino e coordinato da Paolo Di Caro (direttore Cultura del Comune), che ha scandito gli interventi secondo una scaletta capace di intrecciare emozione e progettualità, identità e strategia.

L’audizione si è aperta e si è chiusa con due testimonial d’eccezione.

Il colonnello Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, da Houston, ha offerto un contributo simbolico e potente: Catania come città capace di guardare in alto, di superare i propri confini, di essere crocevia e laboratorio di contaminazioni. Una città “unica”, dalle radici profonde e dallo sguardo cosmopolita.

A rafforzare il messaggio identitario, il video-appello di Fiorello, che con la sua voce ironica e autentica ha sostenuto la candidatura invitando a credere in una sfida che riguarda l’intera comunità.

Dopo il primo cittadino, che ha ribadito come il passato rappresenti un patrimonio intoccabile ma non immobilizzante, sono intervenuti il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani: “Confermiamo il sostegno istituzionale, politico ma anche finanziario - ha detto - nel caso in cui Catania dovesse essere prescelta. Era giusto essere presenti, accanto al sindaco, per questo progetto che ho avuto già modo di apprezzare; credo che Catania abbia tutti i numeri per essere protagonista”.

La presentazione ha dato spazio ai contenuti del dossier: il programma dedicato ai protagonisti delle imprese creative, del terzo settore e dei giovani - con Francesco Mannino di Officine Culturali e Claudia Cosentino di Isola - il piano partecipato con orizzonte 2038 come eredità strutturale (con Fabio Finocchiaro, direttore Politiche Comunitarie del Comune), il rafforzamento del sistema bibliotecario e museale e del patrimonio (con Laura Cicola dell’Archivio di Stato), l’integrazione tra cultura, scienza e innovazione, le vibrazioni del teatro, della danza e della musica (con Marco Giorgetti dello Stabile, Roberto Zappalà  di Scenario Pubblico e Giovanni Cultrera del Teatro Massimo Bellini) fino al richiamo al progetto Radicepura come esempio di connessione tra paesaggio, visione e rigenerazione. Tra gli interventi anche quello di Maria Cristina Busi Ferruzzi, Confindustria Catania, a testimonianza del coinvolgimento del sistema imprenditoriale e della volontà di costruire una sinergia stabile tra cultura e impresa.

“Catania Continua” si fonda su un dato concreto: oltre il 70% delle proposte inserite nel dossier nasce dal territorio, grazie al contributo di circa 100 realtà tra istituzioni, associazioni, università, enti di ricerca e imprese.

Non un semplice calendario, dunque, ma un percorso strutturato, con monitoraggio, misure e obiettivi durevoli. Una strategia - quella supportata da PTS e Melting Pro - pensata per lasciare un segno oltre il 2028, migliorando la qualità della vita e rafforzando l’attrattività culturale e produttiva della città.

L’audizione si è conclusa con un clima di forte partecipazione e consapevolezza. Catania ha mostrato unità, maturità progettuale e una visione capace di tenere insieme identità, innovazione e comunità.

La proclamazione della Capitale Italiana della Cultura 2028 è attesa entro il 27 marzo 2026.

Una vera e propria gara di solidarietà ha coinvolto la Diocesi di Acireale nella settimana del Natale, portando alla raccolta di 6mila euro, destinati al nuovo ospedale di Gaza, territorio duramente segnato dalla guerra e dalla crisi umanitaria in corso.
L’iniziativa, promossa dal vescovo di Acireale mons. Antonino Raspanti e inserita all’interno di un progetto già avviato dalla Conferenza Episcopale Italiana, è stata lanciata in occasione del concerto del Coro del Teatro Massimo Bellini nella Basilica Cattedrale di Acireale che si è svolto lo scorso dicembre.
In un contesto segnato da gravi carenze di risorse, blackout continui e difficoltà di approvvigionamento, ogni contributo ha assunto un valore ancora più significativo. Alla raccolta benefica hanno partecipato cittadini, parrocchie, scuole, associazioni e realtà attive sul territorio diocesano, che hanno risposto con grande sensibilità e generosità al grido di aiuto proveniente dalla Striscia di Gaza.
«È un segno concreto di vicinanza e di speranza – ha dichiarato mons. Raspanti – che dimostra come, anche a distanza, sia possibile contribuire ad alleviare le sofferenze di chi vive una situazione drammatica».
La raccolta fondi ha rappresentato non solo un sostegno economico, ma anche un messaggio di pace, capace di superare confini geografici. In un contesto mondiale segnato da conflitti e divisioni, l’iniziativa della Diocesi di Acireale si pone come esempio, trasformando la preoccupazione e il dolore per quanto accade a Gaza in un’azione concreta di solidarietà.

Uno straordinario riscontro di partecipazione ha contrassegnato la rassegna domenicale dei Matinée Musicali organizzata nel Palazzo degli Elefanti per la Festa di Sant’Agata 2026, in occasione del nono centenario del rientro delle Reliquie da Costantinopoli. 

 Il ciclo di appuntamenti, ospitato nel salone Bellini, è stato promosso dal sindaco Enrico Trantino in sinergia con il Comitato dei festeggiamenti agatini presieduto da Carmelo Grasso che ha contribuito, in particolare, con il costante impegno di Attilio Cappellani in tutte le fasi della rassegna.  

Grazie alla direzione artistica del maestro e violinista Fabio Raciti, il programma dei concerti  ha saputo coniugare qualità artistica e valorizzazione delle tradizioni identitarie della città con momenti di grande intensità, eleganza e qualità interpretativa. 

 Il matinée conclusivo ha visto l’esibizione dei giovani talenti del  liceo musicale “G. Turrisi Colonna” di Catania,  retto dalla dirigente scolastica Emanuela Gutkowski. Sono intervenute  le soprano Angela Curiale, Giulia Presti e Margherita Aiello, che insieme ai musicisti hanno incantato il pubblico con un repertorio capace di spaziare tra arie sacre e brani della tradizione lirica, offrendo un sentito omaggio alla Santa Patrona e alla storia musicale della città. 

“Il successo dell’iniziativa - ha dichiarato il sindaco Trantino - conferma il ruolo importante della musica come strumento di coesione culturale e sociale, e rafforza l’impegno dell’Amministrazione comunale, in sintonia con il Comitato agatino, nella promozione di eventi in grado di valorizzare il patrimonio di risorse catanesi”.

Caltagirone si prepara ad accogliere dal vivo le premiazioni della quarta edizione del Caltagirone Short FilmFest, in programma nelle giornate di giovedì 22 e venerdì 23 gennaio, Si tratta di una kermesse che negli anni si è affermata come importante spazio di confronto culturale e sociale, capace di raccontare il presente attraverso il linguaggio del cinema breve.

Il festival, ideato e diretto da Angela Failla, giornalista, sceneggiatrice e scrittrice, voluto e patrocinato dal Comune di Caltagirone, si conferma un laboratorio di idee, uno sguardo attento sulle trasformazioni della società e, soprattutto, un’occasione di dialogo con le nuove generazioni. Il cinema diventa così strumento di riflessione, inclusione e crescita collettiva, capace di dare voce a storie spesso ai margini ma profondamente radicate nella realtà contemporanea.

La prima giornata, giovedì 22 gennaio, si svolgerà al cine-teatro Politeama – Sala B, con la proiezione dei sei cortometraggi selezionati per il Premio Giovani Visioni. Protagonisti assoluti saranno gli studenti del quinto anno degli istituti superiori di Caltagirone, chiamati a scegliere il corto vincitore, con i giovani che, pertanto, non saranno semplici spettatori, ma parte attiva del processo culturale. A confronto opere diverse per stile e linguaggio, ma accomunate da una forte attenzione alle tematiche che toccano da vicino il mondo giovanile. Le proiezioni, presentate dall’attrice Adriana Tuzzeo, saranno arricchite da masterclass e momenti di approfondimento, pensati per stimolare il dibattito e offrire strumenti di lettura critica del cinema e della realtà agli studenti.

Il festival si concluderà venerdì 23 gennaio, a partire dalle 20,30, al Politeama, con la serata di gala e la cerimonia di premiazione dei cortometraggi vincitori della quarta edizione del Caltagirone Short FilmFest. L’ingresso è gratuito. A condurre la serata sarà il presentatore Ruggero Sardo. Ospite speciale dell’evento sarà Giò Di Tonno, artista amato dal pubblico, celebre per il ruolo di Quasimodo in Notre Dame de Paris, per I Tre Moschettieri e vincitore del Festival di Sanremo insieme a Lola Ponce nel 2008. Durante la serata verranno inoltre conferiti importanti riconoscimenti. Il Premio Città di Caltagirone andrà all’illustratore e fumettista calatino Giacomo Porcelli, che ha firmato il logo della mostra a New York dedicata a Carlo Rambaldi, celebrando il centenario della nascita del maestro degli effetti speciali e unendo il talento italiano a quello americano. Il Premio Antonio Grasso, prestigioso riconoscimento a chi si è distinto nel campo culturale e giornalistico, sarà assegnato al direttore de La Sicilia, Antonello Piraneo, al timone di una squadra capace di produrre un’informazione di qualità e “multitasking”, che ne fa sempre più un punto di riferimento nel panorama non soltanto regionale. E il Premio Barocco andrà alla regista nicosiana Clelia Parisi, che continua a raccogliere apprezzamenti nel contesto cinematografico internazionale. 

“Con questa quarta edizione – dichiara il sindaco Fabio Roccuzzo -, il Caltagirone Short FilmFest rinnova il proprio impegno nel promuovere la cultura cinematografica come strumento di partecipazione, consapevolezza e cambiamento sociale, rafforzando il legame tra arte, territorio e comunità”.

 

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