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Giovedì, 13 Agosto 2026

Stati Uniti e Arabia Saudita firmano l'accordo sul nucleare civile

Stati Uniti e Arabia Saudita firmano l'accordo sul nucleare civile: partnership da miliardi di dollari, ora la parola passa al Congresso

Gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita compiono un passo destinato a ridefinire gli equilibri energetici e strategici del Medio Oriente. Il segretario statunitense all'Energia, Chris Wright, e il ministro saudita dell'Energia, Abdulaziz bin Salman, hanno firmato un accordo di cooperazione che consentirà a Riad di sviluppare un programma nucleare a scopi civili, aprendo una nuova fase nelle relazioni tra i due Paesi. A darne notizia è stato il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti attraverso un comunicato ufficiale.

L'intesa rappresenta uno dei principali risultati della cooperazione tra Washington e Riad e punta a consolidare una collaborazione destinata a durare decenni. Secondo quanto spiegato dall'amministrazione americana, gli accordi sottoscritti costituiscono la base giuridica per una partnership pluridecennale dal valore di miliardi di dollari, con l'obiettivo di promuovere interessi economici e strategici comuni, mantenendo al tempo stesso elevati standard in materia di sicurezza nucleare e non proliferazione.

Nel comunicato diffuso dal Dipartimento dell'Energia si sottolinea che i due accordi "pongono le basi giuridiche per una partnership pluridecennale del valore di miliardi di dollari, volta a promuovere diversi obiettivi economici e strategici prioritari, tra cui la non proliferazione nucleare".

Il nuovo "Accordo 123"

Il cuore dell'intesa è rappresentato dal cosiddetto "Accordo 123", denominato così in riferimento alla sezione 123 dell'Atomic Energy Act del 1954, la normativa statunitense che disciplina la cooperazione nucleare civile con i Paesi stranieri.

Secondo la nota ufficiale, l'accordo garantirà alle aziende americane un ampio accesso al programma nucleare saudita, offrendo nuove opportunità industriali e commerciali. L'obiettivo è favorire la partecipazione dell'industria nucleare statunitense alla realizzazione delle future infrastrutture energetiche del Regno, rafforzando al contempo le catene di approvvigionamento e creando benefici economici per lavoratori e imprese degli Stati Uniti.

Parallelamente, il programma dovrebbe contribuire a soddisfare il crescente fabbisogno energetico dell'Arabia Saudita, impegnata da anni in una strategia di diversificazione economica e di riduzione della dipendenza dal petrolio.

Il Dipartimento dell'Energia evidenzia inoltre che gli accordi rafforzeranno la sicurezza degli Stati Uniti e dell'intera regione, garantendo elevati standard di sicurezza nucleare, protezione degli impianti e rispetto delle norme internazionali sulla non proliferazione, oltre a consolidare il vantaggio competitivo americano nel settore delle tecnologie nucleari civili.

Wright: "Una partnership che rafforza sicurezza e prosperità"

Il segretario all'Energia Chris Wright ha definito l'accordo un passaggio fondamentale nelle relazioni tra Washington e Riad.

"Questi accordi riflettono il comune impegno dei nostri due Paesi a rafforzare le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Arabia Saudita, garantendo prosperità in patria e sicurezza ai nostri alleati all'estero", ha dichiarato.

Wright ha inoltre assicurato che l'intesa rispetta i più rigorosi standard internazionali in materia di sicurezza nucleare e non proliferazione.

"State certi che questi accordi rispettano i più elevati standard di sicurezza nucleare e non proliferazione, avvalendosi al contempo delle migliori tecnologie e dei migliori scienziati nucleari al mondo, sviluppati proprio qui negli Stati Uniti", ha affermato.

Il segretario ha infine attribuito il risultato alla politica energetica del presidente Donald Trump, sostenendo che "grazie al Presidente Trump, la rinascita nucleare americana è in corso e porterà benefici a lungo termine ai popoli americano e saudita".

Dopo la firma, il testo dell'accordo sarà trasmesso al Congresso degli Stati Uniti per il previsto esame parlamentare.

Programma trentennale da decine di miliardi di dollari

Ulteriori dettagli sull'intesa erano stati anticipati nelle ore precedenti dal Wall Street Journal, secondo il quale il presidente Donald Trump avrebbe dato il via libera a un accordo destinato a rilanciare il programma nucleare civile saudita.

Secondo il quotidiano americano, l'intesa avrebbe una durata di 30 anni e un valore complessivo di decine di miliardi di dollari. Le aziende statunitensi avranno un ruolo centrale nella progettazione, costruzione e sviluppo delle infrastrutture nucleari saudite, senza la partecipazione di concorrenti stranieri.

La questione dell'arricchimento dell'uranio

Uno degli aspetti più delicati dell'accordo riguarda la possibilità che l'Arabia Saudita possa dotarsi di un impianto per l'arricchimento dell'uranio.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il testo prevede che tale impianto possa essere realizzato qualora venisse ritenuto necessario. L'amministrazione americana sostiene tuttavia che la struttura dell'accordo garantisca agli Stati Uniti un controllo sostanziale sul programma nucleare saudita, così da impedire qualsiasi utilizzo della tecnologia per finalità militari.

Washington ritiene quindi che il sistema di controlli previsto dall'intesa sia sufficiente a scongiurare rischi di proliferazione e a mantenere il programma esclusivamente nell'ambito civile.

Le possibili resistenze al Congresso

Resta però da verificare quale sarà la posizione del Congresso americano.

Diversi parlamentari, infatti, guardano con cautela all'espansione della tecnologia nucleare in Medio Oriente, anche alla luce delle esperienze maturate con il programma nucleare iraniano. Il precedente risale agli anni Cinquanta, quando il presidente Dwight Eisenhower promosse il programma "Atomi per la Pace", favorendo l'avvio dello sviluppo del nucleare civile in Iran durante il regno dello scià Mohammad Reza Pahlavi, un percorso che negli anni successivi avrebbe alimentato un lungo contenzioso internazionale.

Nonostante queste perplessità, il Wall Street Journal osserva che difficilmente il Congresso riuscirà a bloccare l'accordo. Per annullare l'iniziativa presidenziale sarebbe infatti necessaria una risoluzione congiunta approvata con una maggioranza qualificata dei due terzi, soglia sufficiente a superare un eventuale veto del presidente, un risultato che appare al momento politicamente difficile da raggiungere.

Se riceverà il via libera definitivo, l'accordo inaugurerà una nuova fase della cooperazione strategica tra Stati Uniti e Arabia Saudita, rafforzando la presenza americana nel settore nucleare civile del Regno e consolidando un'alleanza destinata ad avere importanti ripercussioni sia sul piano energetico sia sugli equilibri geopolitici del Medio Oriente.

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