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Martedì, 19 Maggio 2026

Martedì 19 maggio 2026 (ore 11.00–13.00), presso il Salone d’Onore della Triennale di Milano, AISLA presenterà pubblicamente “Ovunque Vicini – Cura specialistica per le persone con SLA”, un nuovo modello di assistenza integrata che porta competenze cliniche specialistiche, supporto sociale e strumenti digitali direttamente nei luoghi di vita delle persone.

La visita non si sposta. Arriva. È questo il principio che guida Ovunque Vicini: un’infrastruttura di prossimità che punta a ridurre disuguaglianze territoriali, frammentazione assistenziale e tempi di accesso, mettendo in connessione specialisti, territorio, caregiver e persone con SLA in un percorso continuo di cura. 

Promosso da AISLA, in partenariato con Fondazione Serena – Centri Clinici NeMO, il progetto mette in dialogo salute, innovazione sociale, telemedicina, presa in carico multidisciplinare e Progetto di Vita delle persone con disabilità, in coerenza con i nuovi paradigmi della medicina territoriale e della continuità assistenziale.

Durante l’evento, in programma martedì 19 maggio, dalle ore 11 alle 13, al Salone d’Onore della Triennale di Milano, saranno presentati il modello operativo, la governance clinica e sociale del sistema e una dimostrazione live del percorso di presa in carico: dalla richiesta del paziente alla tele visita specialistica, fino al follow-up assistenziale.

Tra gli interventi previsti: Fulvia Massimelli, Presidente Nazionale AISLA; Alberto Fontana, ideatore dei Centri Clinici NeMO; la riflessione del prof. Alessandro Padovani, Direttore della Clinica di Neurologia e Prorettore alla Ricerca dell’Università degli Studi di Brescia, sul cambiamento della medicina: dall’episodio alla continuità della cura; oltre a rappresentanti del mondo clinico, istituzionale e delle prime tre Regioni coinvolte nella fase pilota del modello: Calabria, Basilicata e Veneto.

Le tre esperienze territoriali rappresentano il primo passo di un percorso che, a partire dall’autunno, vedrà un progressivo coinvolgimento di ulteriori territori italiani, con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile una medicina specialistica di prossimità per le persone con SLA. Il progetto è realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le disabilità, a valere sul Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità.

L’evento, con i saluti istituzionali del Ministro per le Disabilità, on. Alessandra Locatelli, si svolgerà martedì 19 maggio 2026, dalle ore 11.00 alle 13.00, presso il Salone d’Onore della Triennale di Milano, e rappresenta l’avvio pubblico di un progetto nazionale che punta a portare il sistema di cura là dove la vita accade: nelle case delle persone.

 

 

Manipolazione, svalutazione e controllo ossessivo: la violenza psicologica è un abuso che non lascia lividi sulla pelle, ma cicatrici profonde nella psiche. Un fenomeno in crescita, spesso mascherato da "eccesso d'amore", che oggi corre anche sui canali digitali.  

 La violenza psicologica è una forma di abuso sempre più diffusa, ma ancora estremamente difficile da riconoscere e denunciare. Spesso si insinua nelle pieghe della quotidianità attraverso comportamenti che vengono erroneamente normalizzati.

“Molte persone non si rendono conto di vivere una relazione disfunzionale perché mancano segnali fisici evidenti. La violenza psicologica agisce per sottrazione: sottrae autostima, contatti sociali e libertà di essere se stessi”, spiega la Dr.ssa Elisa Caponetti.

Nel suo ultimo saggio, la dott.ssa Caponetti identifica i pilastri della manipolazione affettiva, con un focus particolare sulle nuove forme di controllo tecnologico:

  • Svalutazione e senso di colpa: la critica costante che mira a distruggere l'identità dell'altro.
  • Gelosia patologica: utilizzata non come prova d’affetto, ma come strumento di possesso per limitare l’autonomia del partner.
  • Abuso digitale: la pretesa di condividere le password dei social e della mail o l'imposizione della geolocalizzazione per monitorare ogni spostamento.
  • Isolamento: la strategia per allontanare la vittima da amici e familiari, rendendola emotivamente dipendente.

Queste dinamiche non riguardano solo la coppia, ma si riflettono in contesti familiari e in episodi di bullismo, dove il controllo e la prevaricazione psicologica diventano armi per l'annientamento sociale del singolo.

“Uscire da un 'nodo oscuro' non è solo un atto di volontà, ma un processo di riappropriazione della propria identità che inizia dal dare un nome a ciò che si sta subendo,” aggiunge la dott.ssa Caponetti.  

 “Nodi oscuri”, edito da Armando Editore, racconta i volti e le storie di una violenza ancora troppo invisibile. Attraverso un’analisi lucida e professionale, il libro offre strumenti pratici per riconoscere le relazioni tossiche, spezzare le catene della manipolazione e intraprendere un percorso di rinascita e rispetto di sé.

 

 

La dott.ssa Elisa Caponetti è disponibile per interviste, podcast e approfondimenti sui temi della violenza di genere, del bullismo e delle dinamiche relazionali.

 

I medicinali utilizzati per trattare il morbo di Parkinson possono essere prodotti da bottiglie di plastica di scarto attraverso un metodo innovativo, sviluppato da un team di scienziati dell'Università di Edimburgo.

Il metodo sfrutta il potere dei batteri per convertire i rifiuti plastici in levodopa (L-DOPA), un farmaco di prima linea per alleviare i sintomi del morbo di Parkinson, riportano i ricercatori sulla rivista "Nature Sustainability".

Qual è il processo di conversione?

In particolare, gli scienziati hanno creato i batteri E. coli per convertire un tipo di plastica ampiamente utilizzata nei packaging alimentari e delle bevande, il polietilene tereftalato (PET), nella sostanza L-DOPA.

Il processo consiste innanzitutto nella scomposizione dei rifiuti PET negli elementi chimici di base dell'acido tereftalico. Le molecole di questo acido vengono poi convertite in L-DOPA dai batteri modificati, attraverso una serie di reazioni biologiche.

Secondo i ricercatori, questa è la prima volta che viene creato un processo biologico naturale per trasformare i rifiuti plastici in una sostanza terapeutica per le malattie neurologiche.

Quali sono i vantaggi del nuovo metodo?

I ricercatori sottolineano che la produzione di L-DOPA, con questa nuova tecnica, è più sostenibile rispetto ai metodi tradizionali di produzione di farmaci, basati sull'uso di combustibili fossili. Inoltre, la necessità di nuovi metodi per il riciclo del PET è urgente. Questa plastica è resistente e leggera, ma è prodotta da materie prime non rinnovabili, come petrolio e gas. I processi di riciclo esistenti non sono completamente efficaci e continuano a contribuire all'inquinamento da plastica a livello globale.

Si sottolinea che il nuovo metodo potrebbe aprire la strada allo sviluppo di una nuova industria di riutilizzo biologico dei rifiuti per produrre non solo medicinali, ma anche una vasta gamma di prodotti, come profumi, cosmetici, profumi e prodotti chimici industriali.

Il team si concentrerà quindi sull'avanzamento della tecnologia verso la sua applicazione industriale: ottimizzando ulteriormente il processo, migliorando la dimensione della produzione e valutando ulteriormente le sue prestazioni ambientali ed economiche.

Intanto acqua, bibite, birra e vino venduti in bottiglie di vetro contengono più microplastiche rispetto a quelle vendute in bottiglie di plastica e lattine di alluminio, secondo un nuovo studio dell'Agenzia Francese per la Sicurezza Alimentare.

Negli ultimi anni, microplastiche sono state rilevate in tutto il mondo, dall'aria che respiriamo al cibo che mangiamo, così come in tutto il corpo umano, riporta Science Alert.

 

Guillaume Duflos, direttore della ricerca presso l'agenzia francese per la sicurezza alimentare ANSES, ha detto all'agenzia di stampa AFP che un team di esperti ha cercato di "indagare sulla quantità di microplastiche nei diversi tipi di bevande vendute in Francia ed esaminare l'impatto che diversi imballaggi possono avere." Il loro studio è stato pubblicato sul Journal of Food Composition and Analysis.

5-50 volte più microplastiche

I ricercatori hanno trovato in media circa 100 particelle di microplastiche per litro in bottiglie di vetro di bibite, limonata, tè freddo e birra. Questo è un rapporto cinque-cinquanta volte superiore a quello rilevato nelle bottiglie di plastica o nelle lattine di alluminio.

"Ci aspettavamo il risultato opposto," ha detto la dottoranda Iseline Chaib, che ha condotto la ricerca. "Abbiamo poi osservato che nel vetro le particelle avevano la stessa forma, colore e composizione polimerica – cioè la stessa plastica – della vernice all'esterno dei coperchi che sigillano le bottiglie di vetro."

La vernice sulle palpebre presentava anche "piccoli graffi, invisibili a occhio nudo, probabilmente dovuti all'attrito tra le palpebre durante la conservazione", ha detto ANSES stessi. Questo potrebbe poi "rilasciare particelle sulla superficie dei coperchi."

Meno in acqua, più in birra

Per quanto riguarda l'acqua, gassata e non gassata, la quantità di microplastiche era relativamente bassa in tutti i casi, variando da 4,5 particelle per litro nelle bottiglie di vetro a 1,6 particelle in quelle di plastica. Le bevande analcoliche, invece, contenevano circa 30 microplastiche per litro, la limonata 40 e la birra circa 60.

Poiché non esiste un livello di riferimento per una potenziale quantità tossica di microplastiche, non è stato possibile determinare se questi elementi rappresentino un rischio per la salute, ha detto ANSES stessi. Tuttavia, ha aggiunto che i produttori di bevande potrebbero facilmente ridurre la quantità di microplastiche espulse dai tappi di bottiglia.L'agenzia ha testato un metodo di pulizia che prevede il soffiare dei coperchi con aria e poi risciacquare con acqua e alcol, riducendo la contaminazione del 60%


Fonte Cnn

Abbiamo incontrato la dott.ssa Lydia Igoumenaki per parlare del suo lavoro in esclusiva per il Corriere del sud, nell’ambito della medicina estetica non invasiva e dell’approccio olistico che caratterizza la sua pratica clinica. Un dialogo che ha messo in luce una visione della bellezza come equilibrio tra benessere fisico e psichico.  

Unire Medicina Estetica e Psicoterapia è l’approccio olistico professionale della dr.ssa Lydia Igoumenaki, medico chirurgo, psicoterapeuta e psicoanalista, con oltre trentacinque anni di esperienza, che a Roma ha costruito un modello fondato sull’approccio olistico e sull’integrazione tra benessere fisico e benessere psichico.

La sua formazione – che comprende una Laurea in Medicina e Chirurgia, una Specializzazione in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicoanalitica e un Master Internazionale di II livello in Medicina Estetica – le consente di affrontare ogni trattamento non come semplice intervento superficiale, ma come parte di un percorso più ampio, centrato sulla persona nella sua totalità di corpo e anima.

Medicina Estetica: la tecnica del “Plasma-Exeresi” – non invasiva e non infettiva

Viviamo nell’era dei filtri e della medicina estetica standardizzata, di punturine e bisturi. Invece la dr.ssa Lydia Igoumenaki propone la tecnica avanzata al plasma, che elimina in pochi secondi la parte superficiale dell’epidermide con rughe, macchie e altri inestetismi, valorizzando l’unicità della persona.

L’effetto è duplice:

  • retrazione immediata dei tessuti e stimolazione di collagene, acido ialuronico ed elastina, con formazione di una pelle nuova, giovane e fresca.

Il risultato è un miglioramento evidente della texture cutanea: la pelle appare più compatta, tonica, idratata e luminosa, con attenuazione delle rughe e degli inestetismi.

Cosa può trattare il plasma

La Plasma-Exeresi trova applicazione in numerosi inestetismi cutanei del viso, tra cui:

  • Blefarocalasi (rilassamento palpebrale). È possibile effettuare una blefaroplastica con ottimi risultati senza bisturi (quindi senza anestesia, tagli e cicatrici) e senza iniezioni di tossine.
  • Rughe superficiali
  • Macchie solari, lentigo e cheratosi senili
  • Xantelasmi
  • Fibromi penduli
  • Esiti cicatriziali e acne

Si tratta di una tecnica non chirurgica: non richiede bisturi, non prevede iniezioni di farmaci o tossine e non comporta sala operatoria, anestesia, tagli, punti o cicatrici.

La durata del trattamento varia in base all’area interessata, da pochi minuti fino a circa un’ora. Dopo la seduta, il paziente può riprendere le normali attività quotidiane, con l’accortezza di evitare l’esposizione diretta al sole e di utilizzare un’adeguata protezione solare.

Un’estetica che dialoga con la psicologia

Ciò che distingue il lavoro della dr.ssa Igoumenaki non è solo l’adozione di tecnologie avanzate e all’avanguardia, ma l’impostazione clinica. La sua esperienza in ambito psicologico e psicoanalitico le consente di comprendere a fondo le motivazioni che spingono una persona a richiedere un trattamento estetico.

L’intervento non è mai standardizzato: ogni percorso viene personalizzato in base alle caratteristiche fisiche, alle aspettative e alla dimensione emotiva del paziente. In questo modo, il miglioramento estetico si inserisce in un processo più ampio di rafforzamento dell’autostima e del benessere personale.

Un punto di riferimento a Roma

Nel panorama della medicina estetica romana, la dr.ssa Lydia Igoumenaki rappresenta un riferimento per chi desidera risultati naturali, efficaci e sicuri, senza ricorrere a procedure invasive o iniezioni di farmaci.

Esperienza clinica, aggiornamento continuo, attenzione al dettaglio, affidabilità ed empatia costituiscono i pilastri della sua attività. Le numerose pazienti che negli anni si sono affidate al suo studio testimoniano un metodo che coniuga competenza tecnica e sensibilità umana.

In un settore in continua evoluzione, la sua proposta si distingue per una visione chiara: la bellezza non è un artificio, ma l’espressione di un equilibrio tra corpo e mente.

Dr.ssa Lydia Igoumenaki

Medico chirurgo, psicoterapeuta e psicoanalista, specialista in Psicologia Clinica. La sua formazione, ampia e diversificata, le ha consentito di operare sia nell’ambito dell’emergenza sanitaria sia nella pratica clinica privata, fino alla medicina estetica non ablativa, con un’attenzione particolare al benessere globale del paziente.

Formazione accademica e abilitazioni

La dr.ssa Igoumenaki si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel 1996. Nello stesso anno ha conseguito l’iscrizione all’Albo dei Medici Chirurghi (aprile 1996).

Successivamente ha ampliato il proprio raggio professionale con ulteriori abilitazioni:

  • Iscrizione al Registro degli Omeopati (marzo 2000)
  • Abilitazione all’esercizio dell’attività di Psicoterapia (2006)

Specializzazioni in ambito psicologico e psicoanalitico

La sua evoluzione professionale si è orientata in modo significativo verso la psicologia clinica e la psicoanalisi.

Nel novembre 2006 ha conseguito la Specializzazione in Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicoanalitica presso la Scuola Romana di Psicologia Clinica “IMAGO”.

Nel novembre 2011 ha ottenuto il Master in Psicologia del Sé e Psicoanalisi Relazionale presso l’Istituto di Specializzazione “Isipsè”.

Questo percorso le ha consentito di approfondire i modelli psicoanalitici contemporanei, con particolare attenzione alla dimensione intersoggettiva e relazionale, ambiti fondamentali nel trattamento dei disturbi d’ansia, delle difficoltà di coppia e dei disturbi del comportamento alimentare.

Master universitari e formazione avanzata

La dottoressa Igoumenaki ha inoltre conseguito:

  • Master Universitario Internazionale Biennale di II Livello in Medicina Estetica e Terapia Estetica presso l’Università di Camerino
  • Master in Psicoanalisi della Relazione di Coppia presso la Società Italiana di Psicoanalisi Relazionale (SIPRe)
  • Master Tecnico Professionale in Dietologia e Nutrizione Clinica (IAF, Roma)

Queste competenze le permettono di intervenire non solo sul piano psicologico ma anche su quello nutrizionale ed estetico, in una prospettiva multidisciplinare.

Diplomi e competenze tecniche

Tra i titoli conseguiti figurano:

  • Diploma in Agopuntura, Psicofisiologia e Terapia del Dolore, Università “La Sapienza” (1997)
  • Diploma Triennale di Omeopatia (2000)
  • Diploma in Lingua Tedesca presso il Goethe Institut di Freiburg (1987)

Ha inoltre frequentato corsi annuali di rilievo, tra cui:

  • Corso Annuale di Medicina d’Emergenza “Roma Urgenza” (I e II livello)
  • Corso teorico-pratico di Linfodrenaggio Manuale Metodo Vodder
  • Corso di perfezionamento in Chirurgia Estetica Non Ablativa (SIMECNA)

La formazione è stata costantemente aggiornata attraverso numerosi attestati su tematiche quali ansia e agorafobia, psicosi, dinamiche di coppia, prevenzione delle dipendenze, disturbi alimentari e sessualità.

Esperienza professionale

Dal 1996 al 2021 la dottoressa Igoumenaki ha maturato un’esperienza significativa in diversi ambiti:

  • Servizio medico presso ambulanze private “Croce Rosa” e “Medital” tra Roma e Rieti
  • Servizio sanitario presso l’ambulatorio medico della Banca di Roma (sede centrale di via del Corso)
  • Consulenza medica presso il Centro Estetico DCD (Roma e Frascati) dal 1999 al 2006
  • Attività privata come psicoterapeuta individuale e di coppia
  • Trattamento dei disturbi del comportamento alimentare (bulimia e anoressia)
  • Attività come omeopata e agopuntore
  • Medicina estetica e chirurgia non ablativa
  • Insegnamento delle tecniche Plasma-Exeresi Metodo Fippi presso il C.I.R.M. di Roma

La sua attività clinica si caratterizza per una particolare attenzione ai disturbi del comportamento alimentare, alle problematiche relazionali e ai disturbi d’ansia, integrando strumenti psicoterapeutici, nutrizionali e medici.

Lingue e profilo personale

Madrelingua greca, parla correntemente italiano, inglese e tedesco. È in possesso di doppia cittadinanza italiana e greca, elemento che riflette un profilo professionale aperto a contesti culturali differenti.

Un approccio olistico alla cura

Il tratto distintivo del lavoro della dottoressa Lydia Igoumenaki è l’integrazione tra medicina tradizionale, psicoanalisi e medicina estetica. Il corpo non viene considerato come elemento separato dalla mente, ma come parte di un sistema complesso in cui sintomi fisici, dinamiche relazionali e identità personale si intrecciano.

Da anni cerca di diffondere l’idea che in medicina estetica si possano ottenere i risultati desiderati senza l’uso di iniezioni, senza tossine e senza bisturi.

Dall’emergenza sanitaria alla psicoterapia relazionale, fino alla medicina estetica non ablativa, il suo percorso testimonia una costante ricerca di equilibrio tra scienza medica e comprensione profonda della soggettività. Un profilo professionale completo, che coniuga competenza tecnica, aggiornamento continuo e visione integrata della salute.

 

Si è svolto ieri 5 Novembre presso la Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio il Forum Nazionale " Il Costo della Salute " evento di rilievo istituzionale nel quale promosso dalla Fondazione Boscacci, che ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle istituzioni, del mondo sanitario e dell'imprenditoria italiana.

Tra i relatori di spicco, Mary Modaffari, Presidente Nazionale di CNE-Federimpreseuropa, che è intervenuta con un importante contributo sul tema della partnership tra Industria e Servizio Sanitario Nazionale, evidenziando le opportunità di collaborazione strategica per il rafforzamento del sistema sanitario pubblico.

Un evento di alto profilo istituzionale


Il Forum Nazionale " Il Costo della Salute " si è confermato come momento di confronto imprescindibile per analizzare le sfide e le prospettive del sistema sanitario nazionale. L'evento ha riunito esperti del settore, rappresentanti istituzionali, dirigenti sanitari e imprenditori, creando un'occasione unica di dialogo costruttivo sulle politiche sanitarie e sulle innovazioni necessarie per garantire cure di qualità ai cittadini.

Tra i relatori che hanno animato il dibattito figurano:
- Rappresentanti del Ministero della Salute
- Membri delle Commissioni parlamentari competenti
- Vertici delle principali organizzazioni sanitarie nazionali
- Presidenti di ordini professionali medici e sanitari
- Esponenti del mondo accademico e della ricerca
- Leader di associazioni di categoria del settore salute

Il contributo di Mary Modaffari: 

Una voce autorevole per il dialogo pubblico-privato

La partecipazione di Mary Modaffari, in qualità di Presidente Nazionale di CNE-Federimpreseuropa, ha rappresentato un elemento di particolare valore per il Forum. Nel suo intervento, Modaffari ha sottolineato l'importanza di costruire sinergie virtuose tra il sistema industriale e il Servizio Sanitario Nazionale, evidenziando come la collaborazione tra pubblico e privato possa generare innovazione, efficienza e migliori servizi per i cittadini.

"La presenza della Presidente Modaffari testimonia l'impegno di CNE-Federimpreseuropa nel contribuire attivamente al dibattito sulle politiche sanitarie nazionali", si legge in una nota dell'organizzazione. "Il suo intervento ha portato la prospettiva del mondo imprenditoriale, fondamentale per sviluppare un ecosistema sanitario moderno, sostenibile e capace di rispondere alle sfide demografiche ed epidemiologiche del nostro tempo."

CNE-Federimpreseuropa, attraverso la voce della sua Presidente, conferma così il proprio ruolo di interlocutore qualificato nelle discussioni strategiche che riguardano il futuro della sanità italiana, promuovendo modelli di collaborazione che possano coniugare eccellenza clinica, sostenibilità economica e innovazione tecnologica.

 

 

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