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Sabato, 14 Febbraio 2026

“La Grecia a Roma”, la grande mostra in corso ai Musei Capitolini – Villa Caffarelli sarà il tema della conferenza di giovedì 29 gennaio, alle ore 16.30, in Sala Tenerani al Museo di Roma a Palazzo Braschi.

Per l’occasione la conferenza sarà tenuta dal Sovrintendente Capitolino e curatore della mostra Claudio Parisi Presicce, e da Alessandra Avagliano, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

La conferenza prende spunto dalla mostra “La Grecia a Roma”, ospitata ai Musei Capitolini, Villa Caffarelli, fino al 12 aprile 2026, e intende raccontare il complesso rapporto tra due civiltà fondamentali della storia antica.

Attraverso una selezione di opere e temi, l’intervento propone una lettura narrativa del processo con cui Roma, pur affermandosi come potenza politica e militare, fece della cultura greca un modello di riferimento, rielaborando linguaggi e forme. La mostra diventa così occasione per riflettere su concetti quali scambio culturale, copia e originalità, costruzione dell’identità. La conferenza privilegia un approccio accessibile e dialogico, invitando a considerare l’antico come uno spazio di confronto ancora attuale.

L’incontro rientra nella programmazione della quarta edizione di Roma Racconta - il ciclo di conferenze organizzate dalla Sovrintendenza Capitolina e ospitate in vari musei di Roma, con cadenza settimanale fino a maggio 2026. Gli appuntamenti accompagnano il pubblico alla scoperta di personaggi, luoghi ed eventi culturali della storia di Roma.

La partecipazione alla conferenza in presenza è gratuita e libera fino a esaurimento dei posti disponibili. È possibile partecipare anche con collegamento streaming.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

LA MOSTRA

Con oltre 150 opere tra sculture, rilievi e reperti archeologici, tutti originali greci e alcuni esposti per la prima volta, la mostra racconta l’incontro tra due civiltà straordinarie, in un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. Un viaggio che parte dalla fondazione di Roma e attraversa i secoli fino all’età imperiale, restituendo la straordinaria forza con cui l’arte greca penetrò la società romana: dapprima attraverso gli scambi commerciali e l’importazione di raffinati manufatti, poi grazie alle conquiste nel Mediterraneo Orientale, che portarono a Roma capolavori di inestimabile valore — statue in marmo e bronzo, argenti cesellati, pitture e arredi di lusso. Queste opere, spesso collocate in piazze, edifici pubblici e giardini, trasformarono il volto della città e contribuirono alla ridefinizione dei modelli estetici e culturali romani. Anche negli spazi privati l’arte greca fu sinonimo di distinzione e potere.

Tra i numerosi capolavori esposti spiccano i grandi bronzi capitolini, eccezionalmente riuniti, affiancati da monumenti chiave come la magnifica stele dell’Abbazia di Grottaferrata e le sculture di Niobidi dagli Horti Sallustiani, che furono disperse tra Roma e Copenaghen. Un ritorno dal forte valore simbolico è rappresentato da una scultura acroteriale femminile della celebre collezione rinascimentale del cardinale Alessandro Peretti Montalto, venduta oltre due secoli fa e oggi finalmente di nuovo visibile a Roma. Presenti anche dei reperti inediti, come le ceramiche attiche recentemente rinvenute in scavi archeologici presso il Colosseo e qui esposte al pubblico per la prima volta.

Il percorso espositivo è arricchito da un apparato multimediale con videoproiezioni che accompagnano il visitatore in un viaggio immersivo alla scoperta del passato.

 

Fonte Chiara Sanginiti
Uff. St. Zètema Progetto Cultura

Supermagic Elementi pronto a incantare Roma con la sua 22ª edizione e talenti internazionali.  la manifestazione Supermagic Elementi 2026 si svolge dal 22 gennaio all'8 febbraio all'Auditorium della Conciliazione di Roma, e prosegue poi a Torino al Teatro Alfieri dal 13 al 15 febbraio. Lo spettacolo offre oltre due ore di magia dal vivo con 16 artisti internazionali, ed è riconosciuto come il migliore spettacolo di magia dalla Fédération Internationale des Sociétés Magiques.

Tra i molti, i prestigiatori finlandesi Jay Niemi & Jade portano eleganza e raffinatezza sul palco con apparizioni impossibili di colombe e pappagalli. Jay Niemi, noto per esibizioni in varietà internazionali, emoziona milioni di spettatori con il suo fascino nordico.

Il cast include Darcy Oake dal Canada, Maurice Grange dalla Germania, Xavier Mortimer dalla Francia, Topas dalla Germania, Paolo Carta & Sara dall'Italia, Matteo Fraziano e Jimmy Delp dalla Francia. Remo Pannain, ideatore di Supermagic, guida l'evento per oltre 280.000 spettatori nelle edizioni passate.

Biglietti e info:

Biglietti su TicketOne e supermagic.it, con opzioni per posti premium e incontri esclusivi.

Dopo la tradizionale accensione dell’Albero di Natale di Piazza del Popolo con il Sindaco di Roma e Presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma Roberto Gualtieri e la Presidente di Acea Barbara Marinali, ha preso il via Christmas Gala, una serie di concerti e recital gratuiti dedicati alla grande tradizione musicale del periodo natalizio in diverse chiese cittadine, protagonisti la Scuola di Canto Corale e gli artisti di Fabbrica Young Artist Program del Teatro dell'Opera di Roma con la partecipazione speciale dei cori del territorio di Roma Capitale. 

«Con il Christmas Gala il Teatro dell’Opera di Roma consolida la sua presenza nei territori, dopo l’esperienza di OperaCamion e grazie al coinvolgimento dei cori locali come veri e propri presìdi culturali nel contesto urbano. È un progetto che promuove i giovani talenti della Scuola di Canto Corale e del programma “Fabbrica”, con l’obiettivo di formare artisti consapevoli che la bellezza possa e debba essere accessibile a tutti. Le festività natalizie rappresentano il momento ideale per portare la musica tra le comunità, e la risposta calorosa del pubblico ci emoziona profondamente. Ci conferma che l’opera può contribuire al benessere collettivo, a colmare distanze sociali e geografiche e a "rammendare le nostre città"». Così il Sovrintendente Francesco Giambrone descrive Christmas Gala, un’iniziativa, realizzata con il sostegno di Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale.

A sottolineare il valore inclusivo di Christmas Gala è anche l’Assessore Alessandro Onorato: «Dare la possibilità a tutti – famiglie, giovani, adulti, romani – di assistere gratuitamente a questi spettacoli durante il periodo natalizio ci riempie di orgoglio. È un modo per stare insieme, divertirsi e ascoltare buona musica». Onorato richiama inoltre il senso pubblico del progetto: «Abbiamo fortemente voluto questa iniziativa, insieme agli spettacoli gratuiti nelle piazze di Ostia, Don Bosco e Casal de’ Pazzi, perché crediamo in una città che non lascia indietro nessuno, una città dove musica, cultura e intrattenimento siano davvero un diritto di tutti». Una visione condivisa che traduce il patrimonio musicale natalizio in occasioni di incontro e condivisione.

Il 17 dicembre il Coro della Cappella Vestiniana della Basilica di San Vitale al Quirinale diretto da Andrea Rossi apre nella basilica omonima il primo dei quattro concerti finali, unendosi il 19 dicembre al Corale S. Maria della Fiducia nel quartiere Don Bosco, il 20 dicembre al Coro Tempi Dispari al Villaggio Breda e il 21 dicembre al Coro In Canto Libero nel quartiere Settecamini. Quattro serate dedicate alla musica e alle atmosfere natalizie, in cui si alternano assoli lirici, parti corali ed esecuzioni d'insieme. L’Opera di Roma porta il Natale in città, con un viaggio musicale che attraversa il repertorio sacro e operistico, passando per celebri melodie gospel e canti popolari.

Fino al 21 dicembre un programma fitto di capolavori internazionali che ha visto impegnata la Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera, diretta dai Maestri Alberto de Sanctis e Isabella Giorcelli, docenti di riferimento dell’attività educativa e artistica del Teatro. Gli allievi della Scuola sono stati accompagnati al pianoforte Zenoviia-Anna Danchak, artista diplomata della quinta edizione di Fabbrica Young Artist Program, il progetto del Teatro dell’Opera di Roma che ogni anno forma nuove generazioni di professionisti attraverso percorsi artistici, produzioni, masterclass e debutti nei titoli della stagione lirica e sinfonica. A loro sono stati affidati suggestivi medley natalizi che includono i canti della tradizione italiana (Tu scendi dalle stelle), Noël d’enfants di Fauré, Minuit chrétiens di Adam, spiritual afroamericani e celebri brani del film Sister Act.

Oltre ai cori del territorio di Roma Capitale -con il coordinamento di Andrea Rossi e Don Elio Lops- danno vita alle serate gli artisti della quarta edizione di Fabbrica attualmente in corso: le cantanti Sofia Barbashova, Jessica Ricci, Maria Elena Pepi e Irene Zas Martinez, i cantanti Guangwei Yao e Alejo Alvarez Castillo e le pianiste Elettra Aurora Pomponio e Maki Hamada. I programmi combinano composizioni sacre, come Ave Maria di Gounod e tradizionali canti natalizi come Astro del ciel, ad alcune delle pagine più amate da Nabucco, La bohème e Samson et Dalila, insieme a celebri brani di Händel, Puccini, Franck, Bizet e Mendelssohn. I concerti ospitati in varie chiese cittadine, dalle periferie al centro storico, trasformano tradizionali luoghi di culto in spazi di ascolto e partecipazione. Il felice incontro, già sperimentato in occasione di OperaCamion, conferma l’impegno del Teatro dell’Opera di Roma nel diffondere la cultura musicale nel tessuto urbano capitolino, valorizzando il talento dei giovani artisti in un contesto metropolitano di comunità.

 

Fonte Teatro dell opera di Roma

Dopo un accurato lavoro di restauro e un processo di riqualificazione e allestimento dell’edificio, apre il nuovo spazio della Casina Vignola Boccapaduli, edificio storico situato in piazza di Porta Capena, a pochi metri da dove sorgeva l’antica porta di accesso alla via Appia.

Originariamente destinato a ospitare la dimora del conservatore capitolino Prospero Boccapaduli, l’edificio cinquecentesco, completamente ripensato, si propone oggi come un punto di riferimento informativo per i cittadini e i turisti di passaggio nell’area, grazie alla sua posizione strategica tra l’Area Archeologica Centrale e la via Appia Antica, a poca distanza dal Celio, dal Palatino e dall’Aventino.

I lavori di valorizzazione, realizzati sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, hanno consentito di trasformare l’antico portico in travertino del piano terra in un punto adibito alla vendita dei biglietti del sistema dei Musei Civici e di prodotti culturali e editoriali. Il centro, aperto tutti i giorni, avrà anche la funzione di infopoint per l’Area Archeologica Centrale e i siti monumentali dell’Appia Antica.

Per questo è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Parco Archeologico dell’Appia Antica e la Sovrintendenza con l’obiettivo di rendere la Casina un punto informazione e di collegamento tra il Celio, il Colosseo e le Terme di Caracalla e una stazione di partenza dei percorsi pedonali e ciclabili diretti verso l’Appia Antica, fornendo informazioni sui numerosi percorsi e punti di interesse che da Porta Capena si diramano verso i Castelli Romani, lungo il tracciato dell’antica via.

I lavori, finanziati con fondi giubilari, hanno riconvertito il portico in uno spazio per i visitatori, con vetrate a taglio termico e acustico e con un nuovo sistema di climatizzazione.

Gli infissi in legno sono stati sostituiti con nuovi serramenti. Per la rimozione delle barriere architettoniche è stata realizzata una rampa esterna d’accesso, progettata in coerenza con il contesto storico e paesaggistico.

Un nuovo impianto di illuminazione e un desk centrale, realizzato su misura, scandiscono le diverse aree funzionali. Il mobile integra una postazione informativa per il personale, una seduta con prese elettriche per la ricarica dei dispositivi mobili, un ripiano con libreria e ulteriori sedute per la consultazione.

L’intervento si inserisce all’interno del Centro Archeologico Monumentale (CArMe), il piano di trasformazione dell’area compresa tra Fori, Colosseo, Colle Oppio, Celio, Terme di Caracalla, Circo Massimo, Foro Boario e Campidoglio, il cui primo tassello è la realizzazione della Nuova Passeggiata Archeologica nell’area centrale della città: un grande anello pedonale che consentirà di passeggiare in un contesto mirabile e unico al mondo, dai Fori, al Colosseo, al Celio, al Palatino, alle Terme di Caracalla, al Circo Massimo, fino al Campidoglio.

CENNI STORICI

La Casina Vignola Boccapaduli rappresenta un brillante recupero della memoria del paesaggio urbano in un periodo di grandi cambiamenti.

Con la prima legge sulla zona monumentale di Roma (1887) e le successive (1898,1907) si formò un’apposita Commissione Reale per procedere alla valorizzazione della valle tra i colli Celio e Aventino dove doveva essere realizzata la cosiddetta Passeggiata archeologica.

Fu demolito, perché divenuto un ostacolo per il nuovo tracciato di via delle Terme di Caracalla, il casino cinquecentesco che Prospero Boccapaduli, nobile romano e Conservatore in Campidoglio aveva fatto costruire presso le Terme, tra i chiostri di S. Balbina e di S. Saba. L’architetto originario è in realtà ignoto: la denominazione Vignola Boccapaduli suggerisce una suggestiva attribuzione dell’opera originaria a Jacopo Barozzi detto il Vignola, ma al nome è stato anche attribuito il senso di “campagna, piccola vigna”.

La Commissione Reale si impegnò tuttavia a ricostruire la Casina nel sito attuale, a circa 300 metri di distanza dal sito originario. Nel 1911 l’architetto Pietro Guidi riedificò dunque l’edificio in piazzale della Moletta, dotandolo di una scalinata di 10 gradini, utilizzando gli elementi decorativi in travertino e cercando di rispettare per quanto possibile la pianta e le volumetrie del Casino originario. Sul fianco destro del Casino venne murata una lapide a memoria di un’antica e celebre fonte consacrata a Mercurio (fons Mercurii) situata nei pressi.

 

Fonte Zetema

Venerdì 26 dicembre 2025, alle ore 11.00, nella suggestiva cornice della Basilica di Santa Maria in Ara Coeli a Roma, torna il Concerto di Santo Stefano, ideato e diretto da Luigi Cinque, giunto alla sua ventottesima edizione. L’ingresso è gratuito.

Il titolo scelto per quest’anno, Le vie dei canti, evoca il celebre libro di Bruce Chatwin e introduce un’edizione che attraversa orizzonti sonori antichi e contemporanei, con un intreccio di voci, culture e linguaggi musicali che spaziano dal flamenco all’Iran, dalle montagne del Caucaso al canto popolare del Sud Mediterraneo, in dialogo con Monteverdi, Ligeti, John McLaughlin e lo stesso Luigi Cinque.

Il concerto è un’esperienza immersiva, potente e rituale, che nella Basilica si trasforma in un abbraccio sonoro collettivo. Un evento artistico, ma anche spirituale, che unisce celebrazione e riflessione, in un’atmosfera sospesa tra sacro e profano. Come scrisse all’epoca Ernesto Assante, si tratta di un laboratorio di world music unico nel suo genere, capace di fondere in modo originale tradizione e sperimentazione.

Quest’anno saranno protagonisti, tra gli altri: Greta Panettieri, Urna Chahar Tugchi, Carles Denia, Giovanna Famulari, Marco Colonna, Riccardo Tesi, Alireza Mortazavi, i Musicisti del Caucaso, il NUbras Ensemble, e un ensemble di maestri zampognari riuniti nell’Hypertext O’rchestra, che darà vita a una composizione in quadrifonia, pensata per trasformare lo spazio sacro in un’ideale piazza sonora.

“Il Concerto di Santo Stefano dichiara Luigi Cinque, ideatore del progetto sin dalla sua prima edizione - è diventato un tempo dell’ascolto condiviso. Ogni anno cerchiamo la forma viva di un canto collettivo che sia insieme memoria, viaggio e interrogazione in grado di aprire spazi di ascolto imprevisti per andare aldilà di un semplice concerto e farsi esperienza rituale unica e condivisibile”.

L’appuntamento è ormai un riferimento nella vita culturale della città, con un pubblico numeroso che sin dal mattino riempie la Basilica. Nel corso degli anni, sul sagrato e all’interno della chiesa si sono alternati grandi nomi del jazz, del rock, della musica colta e delle tradizioni popolari – da Paco Peña a Raiz, da Fabrizio Bosso a Jivan Gasparyan, da Petra Magoni ai Tenores di Bitti, da Danilo Rea a Youssou N’Dour, Alex Balanescu, Stefano Di Battista, Efren Lopez Kelly Toma passando per attori, poeti, giornalisti e artisti da tutto il mondo.

Il Concerto di Santo Stefano continua a essere un luogo di incontro e sperimentazione, un momento corale che raccoglie voci diverse in un unico grande racconto musicale, ogni anno nuovo, ogni anno necessario.

Fonte Uff. st.: Elisabetta Castiglioni

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