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Domenica, 08 Febbraio 2026

Giovanni Battista Brunori, Corrispondente Responsabile dell’Ufficio Rai per il Medio Oriente ha mandato alle stampe le sue cronache da quella martoriata terra. Cronache che fanno chiarezza di molti luoghi comuni e apparenti contraddizioni che hanno caratterizzato specialmente questi ultimi anni a fare capo dal 7 ottobre 2023. Il capitolo che presenta le testimonianze dei sopravvissuti andrebbe letto in tutte le scuole per toccare con mano l’odio che ha portato le milizie di Hamas a perpetrate una carneficina difficilmente immaginabile nella sua crudeltà. Il volume è corredato da codici QR attraverso i quali è possibile accedere a servizi, interviste e reportage andati in onda sulle reti Rai che Brunori ha fatto in questi anni. Pubblicato dall’editore livornese Belforte, dal titolo Il nuovo Medio Oriente. Il declino della Mezzaluna Sciita si apre con la crisi militare che ha coinvolto l’Iran, prima con gli attacchi a Hezbollah attraverso le esplosioni di walkie talkie minati, poi con l’intervento Usa contro i laboratori dove viene arricchito l’uranio a scopi militari. Tutto questo, oltre a indebolire l’Iran, ha anche ridotto il potenziale militare di Hezbollah che ha nell’Iran la fonte prima di aiuti. Il gesto libanese di chiudere l’aeroporto di Beirut ai voli provenienti dall’Iran è stato indicativo della volontà dei nuovi responsabili del governo libanese di mandare un messaggio forte a proprio ad Hezbollah. I primi capitoli descrivono il declino del progetto iraniano della “Mezzaluna scita”: una regione che abbraccia, oltre all’Iran, l’Iraq, la Siria, il Libano e lo Yemen. Sul Libano e sulla presenza armata di Hezbollah Brunori dedica un capitolo per spiegare i pericoli del partito armato libanese che, come Hamas nella striscia di Gaza, ha costruito tunnel e una città sotterranea al confine con Israele dal quale controllare e colpire, seminando il terrore nel paese vicino. E questo spiega le reazioni di Israele che è arrivata a colpire Hezbollah fin dentro Beirut. Tunnel visitati da Brunori e che non hanno avuto una particolare eco, ma le richieste del nuovo presidente della repubblica libanese, il generale Aoun, di disarmare Hezbollah, la dicono lunga sul pericolo di questo partito armato per la sicurezza del Libano. Disarmerà Hezbollah? Disarmerà Hamas? Questi sono i dubbi che attanagliano gli unici due stati democratici del Medio Oriente: Libano e Israele. La parte centrale del volume è dedicata al 7 ottobre e descrive anche il caos provocato in Israele, il dramma dei rapiti e la guerra ad Hamas. Un capitolo è dedicato agli stupri commessi proprio il 7 ottobre attraverso le numerose testimonianze, i dossier e le inchieste che Al Jazeera ha cercato di smentire, ma che il Tg1 racconta grazie proprio a Brunori (21 febbraio 2024 alle ore 20). Anche la catastrofe umanitaria a Gaza viene descritta grazie ai racconti di Medici Senza Frontiere cercando di fare chiarezza tra le informazioni manipolate da Hamas e anche dalle Nazioni Unite senza negare la sofferenza dei civili.

Le violenze dei coloni ebraici non vengono nascoste, come pure le spinte espansionistiche che hanno come fine l’impossibilità della nascita di uno Stato palestinese. Il volume lancia uno sguardo sulla realtà del Medio Oriente senza pregiudizi e senza nulla tacere, scritto da giornalista che racconta i fatti anche scomodi e che coinvolgono tutte le parti in conflitto, ma con una conclusione certa: l’Iran sta perdendo buona parte della sua influenza nell’area. Un’influenza che cresceva anche a scapito di quella dell’Arabia Saudita in una «contesa antica che affonda le sue radici in uno scontro mai sopito che dura da quattordici secoli, esploso con la morte di Maometto, nel 632 d.C. tra chi (i sunniti) sostenevano che la successione dovesse avvenire tramite elezione da parte della comunità e chi invece riteneva che dovesse avvenire all’interno della famiglia del profeta». Ancora la questione non è risolta e da decenni il conflitto è esploso su vari fronti. Ultimi ad entrare in questa guerra gli Houthi che hanno portato alla grave crisi umanitaria nello Yemen. Ma adesso la Lega Araba ha preso posizione contro Hamas e in favore dell’Autorità Nazionale Palestinese. Un fatto storico, ma in Medio Oriente le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Ultimo aspetto affrontato da Giovan Battista Brunori è il ritorno dell’antisemitismo «il virus che ha di nuovo contagiato il mondo, che ha spezzato legami sociali e anche di amicizia, circolerà molto a lungo prima che vangano trovati gli anticorpi»  anche perché si alimenta di un «indottrinamento antioccidentale, che identifica Israele come schiavista, colonizzatore e sfruttatore» e di quell’odio di sé dell’Occidente che portò Benedetto XVI a dire, davanti al Parlamento tedesco (22 settembre 2011) ed è proprio Brunori a citarlo: «La cultura dell’Europa è nata dall’incontro fra Gerusalemme, Atene e Roma – dall’incontro fra la fede in Dio di Israele, la ragione filosofica dei greci e il pensiero giuridico di Roma. Questo triplice incontro forma l’intima identità dell’Europa».

 

Edito da Mondadori Università, è in libreria il nuovo libro a cura di Nicola Bernardi "Smetti di farti spiare, difendi la tua privacy" con la prefazione di Guido Scorza, membro del Garante per la protezione dei dati personali. Uno strumento utile anche per sapere come comportarsi se si è vittima di reati digitali. L'obiettivo è aumentare la consapevolezza e fornire soluzioni concrete per riconquistare la propria privacy.

Negli ultimi mesi, l'Italia è stata teatro di numerosi episodi di violazione della privacy che hanno suscitato grande allarme nell'opinione pubblica. Dal noto caso che ha coinvolto il conduttore televisivo Stefano De Martino, in cui immagini e video privati sono stati sottratti da telecamere di sorveglianza domestica e diffusi online, agli inquietanti furti di immagini rubate da telecamere installate in spazi riservati come camere d'albergo, palestre e studi medici. Particolarmente grave il massiccio attacco informatico dell'estate 2025, che ha colpito oltre dieci hotel italiani portando al furto e alla pubblicazione nel dark web di più di 70 mila scansioni di documenti d'identità di clienti italiani e stranieri. Una giovane poi è stata vittima per mesi di un episodio di deepfake: le sue foto sono state alterate e diffuse insieme a contenuti a sfondo sessuale, riportando anche i suoi dati personali.

 Questi e altri casi che si susseguono uno dopo l'altro, amplificati dai social media e dalla mancanza di adeguate misure di sicurezza, hanno acceso i riflettori sulla vulnerabilità della privacy di ognuno di noi nell'era digitale. In questo scenario di crescente insicurezza e attenzione, è stato pubblicato da Mondadori Università, nella collana Saggi Oltre, il libro "Smetti di farti spiare, difendi la tua privacy", a cura di Nicola Bernardi - Presidente di Federprivacy - con Gianluca Amarù, Alessandra Fava e Marco Fossi, e con la prefazione di Guido Scorza, membro del Garante per la protezione dei dati personali. Il volume propone una riflessione aggiornata e strumenti pratici per orientarsi tra rischi, diritti e nuove forme di tutela della privacy.

 Il libro contiene consigli pratici e best practices per difendere la propria privacy, in un percorso tra le insidie che si incontrano quotidianamente. Nicola Bernardi, autore del libro e Presidente di Federprivacy afferma: "Ci sono molte cattive abitudini e ingenuità che possono spesso indurre a cadere in molteplici tranelli. Oggi nel mondo digitale la complessità è enorme, ancor più con l'avvento dell'AI. Imparare a destreggiarsi nel web tutelando i dati personali è diventata una sfida impegnativa che vale però la pena portare avanti perché è prima di tutto un nostro diritto".

 Tra i capitoli e i consigli approfonditi nel volume, in particolare risultano di straordinaria attualità quelli legati agli strumenti tecnologici sempre più di uso comune come le Smart tv, la domotica e gli assistenti digitali, le webcam installate in moltissimi luoghi. Ecco dunque un estratto di alcuni dei principali consigli pratici che il libro suggerisce di seguire per tutelarsi.

 

Assistenti digitali e domotica: il rischio di essere spiati tra le mura domestiche

-    evitare di utilizzare l'assistente digitale per memorizzare i dati relativi a salute, password, numeri di carte di credito e altre informazioni delicate

-    scegliere con cura la parola di attivazione vocale del dispositivo smart evitando parole di uso frequente che potrebbero attivarlo involontariamente

-    disattivare o disconnettere il dispositivo quando non è in uso (es. di notte o quando si è fuori casa)

-    cancellare periodicamente la cronologia delle informazioni registrate

 

Smart tv, tu la guardi e lei guarda te

-    valutare di coprire la webcam della smart tv e di disconnetterla da Internet quando non è necessario il collegamento alla rete

-    controllare regolarmente se ci sono notifiche su disponibilità di aggiornamenti del firmware da scaricare verificando naturalmente prima che provengano realmente dal produttore

-    disattivare le funzioni che monitorano i programmi visti e altre abitudini d'uso dell'apparecchio

-    in presenza di minori, affidarsi alla custodia attiva di un sistema di parental control

 

Telecamere ovunque: difendersi dagli occhi elettronici indiscreti

Alleate in tanti casi per famiglie, aziende e forze dell'ordine, le telecamere hanno portato con sé anche rischi importanti per la privacy. Nel 2022 una ricerca svolta da Federprivacy in Italia aveva evidenziato che su 1000 sistemi di videosorveglianza solo l'8% era correttamente segnalato. Tali aspetti sono regolamentati dal GDPR e dalla normativa italiana in materia di videosorveglianza.

Se si sospettano violazioni della privacy tramite una webcam o una telecamera di videosorveglianza, è necessario contattare il Data Protection Officer dell'organizzazione che ha effettuato le riprese delle immagini. In seconda battuta, occorre rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali se le rassicurazioni ricevute non siano sufficienti.

 Attenzione, infine, anche ai wearable devices, come lo smart watch, e agli smart toys come bambole, peluche, robot e giochi educativi in grado di collegarsi al web e ai social network.

 

 

"La guerra bianca" è il racconto documentato degli anni della Prima guerra mondiale sul fronte del Nordest italiano: un’«opera-mondo», per citare l’espressione usata da Carlo Greppi nella sua prefazione, che tocca ogni aspetto – dalla quotidianità in trincea all’impreparazione tecnica, dagli errori degli alti comandi alle difficoltà logistiche – di un momento storico in cui, ogni giorno, per migliaia di persone la vita e la morte sono state distanti solo pochi attimi. Agli albori del 1915 l’Italia è una nazione ancora da forgiare: non c’è una lingua, non c’è un sentimento comune, non c’è un'idea diffusa di patria. Per le classi dirigenti del paese è ora che gli italiani si temprino in una solida unità nazionale, e con l’uccisione di Francesco Ferdinando d'Austria la soluzione è a portata di mano: la guerra. La fucina, il campo di battaglia. A pagarne il prezzo saranno i giovani costretti in un fronte lungo seicento chilometri, dalle Dolomiti all'Adriatico; giovani che, uniti nella paura e nell'angoscia, combatteranno in un biancore costante di pietre e di neve, uccideranno e saranno uccisi. Grazie ai diari dell’epoca, alle interviste dei reduci e alle esperienze di scrittori come Ungaretti, Hemingway, Musil e Gadda, Mark Thompson delinea con lucidità il panorama socio-culturale e politico-economico di un’epoca spartiacque non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa, la cui fisionomia verrà stravolta dalla dissoluzione degli imperi centrali che aprirà la strada ai totalitarismi. Questo libro mostra in modo evidente come le illusioni e le attese evocate dalla retorica nazionalista furono sconfessate dalla brutalità della guerra di logoramento. Un monito che, a distanza di più di cento anni e di fronte a guerre sempre nuove, continua a supplicarci affinché la prossima «inutile strage» possa essere evitata.

 

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