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Domenica, 14 Giugno 2026

Presso l’Avani Rio Novo Hotel di Venezia, l’autrice Annamaria Farricelli presenterà il prossimo 11 giugno la nuova edizione del romanzo “L’Eco del Silenzio” e la silloge poetica “ABYSSUM”.

Verrà fatto accenno anche all’intenso lavoro letterario “In un soffio d’Amore, pubblicato da We Edizioni, che ha riscosso notevole successo di critica e pubblico al prestigioso salotto letterario di Casa Sanremo Writers 2026.

L’approdo di Annamaria Farricelli a Venezia rappresenta un connubio elettivo tra la profondità della parola scritta e l’anima di una città che, da secoli, elegge la bellezza a sua forma d’essere. Questo incontro non si configura come una semplice presentazione editoriale, ma come un momento di alto valore culturale e istituzionale, dove la sensibilità dell’autrice trova nel contesto veneziano la cassa di risonanza ideale per narrare storie di fragilità trasformate in forza. 

 

La città lagunare, crocevia di narrazioni universali, accoglie una voce capace di esplorare l'universo femminile con un'intensità rara, rendendo l'evento un punto di riferimento per il panorama letterario contemporaneo.

In un’epoca di rapidi cambiamenti, la sinergia tra letteratura e ospitalità di prestigio diventa un volano fondamentale per la promozione del territorio. Venezia, attraverso l’accoglienza di figure di spicco della cultura internazionale, riafferma il proprio ruolo di capitale intellettuale. L'evento è frutto di una raffinata organizzazione curata dall’Associazione Veneziana Albergatori (AVA), custode dell’accoglienza cittadina, ed è stato reso possibile grazie alla sensibilità e alla intercessione del Dr. Claudio Scarpa, attuale Presidente del Centro Studi, la cui dedizione alla città è testimoniata da una storica carriera di ventisei anni alla direzione dell'Associazione.

L’incontro si terrà in una location che simboleggia l'unione tra modernità e tradizione, offrendo uno spazio di riflessione e ascolto nel cuore della città.

Key Facts dell'Appuntamento:

Data: Martedì 11 giugno
Promotori: Associazione Veneziana Albergatori (AVA)
Opere in presentazione: “L’Eco del Silenzio” e “ABYSSUM” (Edizioni Il Cuscino di Stelle)
Intervista pubblica a cura di Lisa Bernardini, giornalista della Associazione della Stampa Estera in Italia, nonché Presidente della Associazione culturale “Occhio dell’Arte” APS.

Oltre l'aspetto organizzativo, l'incontro rappresenta un'immersione nell'estetica del dolore e della sua risoluzione, addentrandosi nel cuore pulsante della produzione di Farricelli.

Il Viaggio Letterario: “L’Eco del Silenzio” e “ABYSSUM”

La missione narrativa di Annamaria Farricelli risiede nella straordinaria capacità di operare una metamorfosi del dolore, convertendo la sofferenza in testimonianza attiva e luce di speranza. Le sue opere rappresentano un punto di riferimento per l’universo femminile, offrendo uno spazio di riflessione condiviso in cui la scrittura non è solo testimonianza, ma strumento di salvezza.

In “L’Eco del Silenzio”, l'autrice propone il suo romanzo biografico in una veste rinnovata per Amazon. L'opera esplora il confine sottile tra la ferita e la guarigione, narrando una sofferenza vissuta fin dall’infanzia che non viene negata, ma trasformata in una rinascita interiore. Farricelli consegna al mondo valori di dignità e ascolto, dimostrando che anche nei luoghi più bui dell'esperienza umana può accendersi una luce capace di orientare altre vite.

Con la silloge poetica “ABYSSUM”, il viaggio si fa squisitamente introspettivo. I temi trattati emergono come frutti colti dall’albero della vita e dell'esperienza, colti da un cuore sensibile che ha conosciuto l’abisso. La sua è una poesia che spezza le catene del tempo, risalendo dalle profondità del dolore verso un futuro di libertà, nuovi sogni e colori. L'opera culmina in un'ode alla bellezza presente in ogni frammento dell'esistenza, offrendo uno sguardo lirico e universale sull'animo umano.

Questa produzione letteraria è indissolubilmente legata alla resilienza dell'autrice, definendo un profilo intellettuale dove il vissuto personale si eleva a valore collettivo.

Annamaria Farricelli incarna l'esempio della resilienza intellettuale contemporanea. Nata e cresciuta a Castellammare di Stabia (NA) e laureata in Materie Letterarie presso l'Istituto "Suor Orsola Benincasa", ha dedicato la sua vita all'insegnamento e alla scrittura, unendo un solido rigore accademico a una vibrante passione creativa. La sua figura di docente le ha permesso di trasmettere l'amore per il patrimonio letterario a generazioni di studenti, valorizzando la lettura critica come strumento di libertà.

La carriera di Annamaria Farricelli è un intreccio sapiente di impegno civile e sperimentazione narrativa, suggellata da un prestigioso dittico di riconoscimenti internazionali ricevuti nell'ultimo anno: il Premio “Storie di Donne” e il “Maria Callas Tribute Prize NY”, conferito a New York in occasione dell'ultima Giornata Internazionale della Donna. Questi premi celebrano la sua capacità di trasformare la fragilità in potenza letteraria, restituendo voce a chi abita il silenzio e confermandosi come una delle figure più significative della letteratura italiana odierna.

L'incontro veneziano rappresenta dunque un'occasione preziosa per approfondire il percorso di un'autrice che ha saputo fare della parola un ponte verso la speranza.

L'autrice e l'organizzazione invitano la stampa, i critici e il pubblico a partecipare a questo momento di condivisione e confronto. Annamaria Farricelli resta a disposizione per interviste e approfondimenti, confermando la trasparenza e l’apertura al dialogo che caratterizzano il suo percorso umano e artistico.

 

In libreria il nuovo saggio di Nello Di Micco “L'arte di stare soli. La solitudine come spazio creativo e come disagio del nostro tempo”, per uno sguardo equilibrato su una realtà spesso fraintesa o semplificata
 
Curatore di diverse rubriche di psicologia su magazine nazionali, ospite ed opinionista fisso come esperto su temi di psicologia in diverse trasmissioni radiotelevisive e relatore a eventi tematici, culturali e sociali, lo psicoterapeuta Nello Di Micco torna in libreria con un nuovo saggio dal titolo “L'arte di stare soli. La solitudine come spazio creativo e come disagio del nostro tempo” (Editore Brè, Collana Bresag. Saggistica Brè).
 
Viviamo in un mondo dove tutto è a portata di clic, eppure qualcosa continua a sfuggirci: il senso autentico della connessione. La solitudine non è scomparsa: si è trasformata. Non è più solo assenza, ma può diventare scelta. Spazio. Libertà.
Questo libro ti accompagna dentro uno dei paradossi più profondi del nostro tempo: sentirsi soli anche quando non lo si è mai stati così poco, almeno in apparenza.

Con uno sguardo lucido e coinvolgente, ribalta la prospettiva comune e ti invita a riscoprire la solitudine non come vuoto da colmare, ma come occasione preziosa per ritrovare te stesso. Perché è proprio lì, nel silenzio che spesso evitiamo, che nascono le connessioni più vere. Quelle che contano davvero.

Se vuoi capire come trasformare la solitudine in una forza e costruire relazioni più autentiche, questo è il punto da cui iniziare.
“Ho scritto quest’opera per riflettere su una condizione che appartiene a ogni essere umano – ha dichiarato il Dott. Di Micco.
Ho sentito l'esigenza di esplorare questo tema nelle sue diverse sfaccettature, mostrando come possa essere sia un'occasione di crescita interiore e di conoscenza di sé, sia una fonte di disagio e sofferenza nella società contemporanea.

Da un lato, la solitudine come spazio di introspezione, contemplazione e dialogo con se stessi, capace di favorire la crescita personale e la consapevolezza. Dall'altro, la solitudine come fenomeno sempre più diffuso nella società moderna, caratterizzato da isolamento, incomunicabilità e senso di smarrimento, nonostante le numerose possibilità di connessione offerte dal nostro tempo.

La stesura è stata, infatti, un percorso di riflessione e approfondimento. Ho cercato di unire osservazioni personali, considerazioni filosofiche e aspetti legati alla realtà sociale odierna. È stato un lavoro che ha richiesto sensibilità e attenzione, perché l’argomento coinvolge esperienze profonde e molto diverse tra loro”.

Il messaggio di queste pagine è, quindi, che la solitudine non è una realtà univoca: può essere una risorsa preziosa oppure una condizione dolorosa. La differenza sta nel modo in cui viene vissuta e affrontata. Attraverso questa opera il lettore è invitato a riscoprire il valore del tempo trascorso con se stesso, senza però dimenticare l'importanza delle relazioni umane autentiche, fondamentali per il benessere individuale e collettivo.

 

Biografia

Nello Di Micco, psicoterapeuta, si occupa di violenza di genere. Lavora esclusivamente online con donne che stanno vivendo un momento di difficoltà emotiva o si sentono bloccate in una situazione stagnante, grazie a percorsi di terapia breve online e ipnosi, clinica Ericksoniana. Laureato in Psicologia e in Filosofia, si è formato in Terapia Breve delle esperienze di equilibrio, specializzandosi in personalizzazione della psicoterapia con Mick Cooper. Inoltre ha conseguito il Master di II livello in Ipnosi Clinica e Psicoterapia Ericksoniana presso la Sipe di Roma, sotto la guida diretta del professor Camillo Loriedo. Precedentemente, ha conseguito la specializzazione quadriennale post-laurea in Psicoterapia presso l’ICLeS di Napoli.
 

Luca Sabatini, sociologo e docente di statistica, ha presentato alla XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino il suo romanzo “Il nome sbagliato”. Originario di Campomorone, città della Liguria, vive e lavora a Genova, parla il dialetto ligure che è una grande ricchezza storico-culturale, ha studiato all’estero, a Barcellona, e in Italia a Milano e Pavia conseguendo un dottorato di statistica. Mantiene un forte e radicato legame con il suo paese di origine Santo Stefano, una frazione a Campomorone di circa trecento abitanti e, ogni volta che ritorna a casa, va sempre nel cimitero in cui si trovano i suoi parenti e conoscenti proprio per onorare la loro memoria e mantenere il rapporto con le sue origini e le sue radici storiche.

 Di quale argomento tratta il romanzo?

 “Il libro che ho scritto ha una peculiarità: è una analisi semiseria dei problemi che molti di noi hanno quando emigrano all’estero, ad esempio per motivi di studio o di lavoro. Si parte sempre con una valigia reale e una invisibile che pesa poco all’inizio e tanto in seguito e, fuori di metafora, mi riferisco al bagaglio costituito dalle tradizioni culturali, dalle credenze e dai valori della società di appartenenza”.

 Chi sono i protagonisti del libro e quale ruolo svolgono?

 “Il protagonista del racconto è Pasquale che parte da Napoli per trasferirsi a Sesto San Giovanni, considerata “cintura DDR” (Repubblica Democratica Tedesca, ovvero l'ex Germania Est) relegata e contrapposta alla Milano della moda e della finanza. Il suo coinquilino, Tonino, è barese, ha le stesse radici socio-culturali di Pasquale, sono simili ma nel contempo diversi nelle dinamiche tradizionali e relazionali che li uniscono e li rendono affini”.

 Nel testo esistono componenti socio-culturali di tradizioni locali?

 “Ad esempio il rito del caffè nel Meridione ha un carattere quasi “liturgico” perché questa pratica richiede il compimento di una serie di atti in cui si condivide un prodotto, il caffè, e contemporaneamente si trascorre insieme del tempo conversando. Tonino definisce il rito del caffè il luogo e il tempo in cui il problema è la soluzione, altrimenti è solo problema; per lui la caffettiera giusta è quella da tre e infatti riempie sempre tre tazze anche se meno di tre persone bevono il caffè”.

 Pasquale è anche un uomo innamorato, come si sviluppa questo sentimento e le dinamiche che lo sottendono?  

 “Pasquale, uomo del Sud che è arrivato a Sesto San Giovanni, a un certo punto vuole conoscere una donna, ma ritiene che la città non permetta la possibilità di sviluppare e di creare contatti reali, perciò decide di iscriversi al sito social di incontri “Tinder”. Lui crede che la sua provenienza geo-storica e il suo nome Pasquale Esposito possano costituire un limite, perciò decide di chiamarsi Valentino per muoversi sui social più velocemente attirando l’attenzione femminile. Su Tinder Pasquale-Valentino conosce Chiara di Bergamo e, con questa nuova e diversa identità, Pasquale inizia a costruire un castello di bugie che sarà sempre più difficile e pesante da gestire. Il 13 febbraio Chiara gli scrive in chat: “Che bello, domani ci vediamo” e, per Pasquale, questa frase rappresenta quasi un brusco risveglio nella realtà. Pensa subito al suo vero nome che compare sul citofono di casa e studia come sia possibile cancellarlo.

  Pasquale come decide di risolvere la situazione che si è creata con la sua bugia?

 “La prima idea che gli viene in mente è quella di posizionare del nastro adesivo isolante sul citofono per coprire la P della dicitura “Esposito P. e Laricchia A.”, ma si accorge che così risulta ancora più evidente proprio ciò che vuole nascondere. Tutta questa scena si svolge mentre è in pigiama e scalzo alle due del mattino; al suo rientro nell’appartamento trova una terza persona che funge da coscienza. L’epilogo sarà a Sesto San Giovanni e in un paesino della riviera ligure”.

 Questo è il suo primo romanzo?

 “I testi che ho scritto finora hanno riguardato temi e argomenti di natura scientifica, perciò questo libro rappresenta una novità dal punto di vista stilistico e narrativo. Su Facebook inserisco post divertenti che narrano storie e, sempre più amici, mi chiedevano perché non provassi a scrivere un libro. Il post progenitore della attuale storia è stato quello di una persona che aveva dei problemi con il suo nome e è stato lo spunto ispiratore che ha dato il via alla narrazione di questo testo. I riferimenti letterari a cui mi sono ispirato sono stati “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde e la commedia degli equivoci. Ho ripercorso l’ironia britannica di Wilde e il romanzo è improntato a caratteri di gentilezza che oscillano fra la commedia romantica e la tradizione anglosassone. La storia è caratterizzata dai riti, dalle identità e dalle relazioni fra le persone con una nota stilistica di rigore metodologico che abbina al lato comico uno stile coerente che non deborda mai in un eccessivo realismo”.

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