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Martedì, 18 Agosto 2026

Sarà presentato il prossimo 16 agosto a Scoglitti il libro “Costruire la casa. Il magistero di don Antonio Baionetta”. Il libro, curato da Daniela Baionetta, psicologa e pedagogista, nipote di don Antonio, sacerdote di Comiso morto il 17 febbraio del 2016.

Il libro sarà presentato alle 21,30, nel sagrato della chiesa Santa Maria di Portosalvo, in piazza Cavour. Introdurrà il parroco don Robert Dynerowics. Dialogherà con l’autrice l’avvocato Giovannella Incardona, dell’Azione Cattolica di Comiso. Sarà presente Lella Colombo, che ha collaborato nella stesura della prima parte del libro. Seguiranno alcune testimonianze.

Il libro ripercorre la parabola umana e spirituale di don Antonio Baionetta, sacerdote che, nell’arco della sua vita, è stato un punto di riferimento per giovani e famiglie, offrendo a tutti una straordinaria esperienza di vita e di fede. Due i pilastri che hanno guidato i momenti diversi della sua vita: il Movimento dei Focolari e Incontro Matrimoniale. La prefazione è del vescovo emerito monsignor Paolo Urso.

Ad appena 17 anni, mentre era seminarista a Siracusa, incontrò il nascente Movimento dei Focolari, allora quasi sconosciuto; nel 1959 partecipò alla Mariapoli di Fiera di Primiero. Fu uno dei primi sacerdoti focolarini d’Italia. A Vittoria nacque l’esperienza del primo focolare sacerdotale, in via dei Mille.

Negli anni 60 – 70 nacque a Vittoria la Gioventù Studentesca - meglio nota come G.S. - che coinvolse, in circa 15 anni, quasi 2000 giovani. Don Antonio Baionetta ne era il fulcro. L’esperienza nacque da piccoli momenti di condivisione: una passeggiata serale al viale della Stazione, la recita del Rosario. «I ragazzi – si legge nel libro - si moltiplicavano per scelta, per curiosità, per simpatia, per il piacere di stare insieme e sentire esperienze di vita cristiana vissuta. Antonio non predicava (…) camminava accanto a loro (…). Li ha aiutati a ritrovare se stessi, a orientare la propria libertà e a costruire una fede personale e consapevole».  Oggi quei giovani, sparsi in varie città italiane e del mondo, hanno portato nella loro vita personale e professionale l’esperienza straordinaria vissuta negli anni giovanili.

Alla fine degli anni 80 comincia per lui l’esperienza di “Incontro Matrimoniale”, secondo pilastro della sua vita di sacerdote. «Il titolo del libro “Costruire la casa” – si legge nel testo - richiama una delle sue immagini più care: la casa non semplicemente come luogo fisico, ma realtà viva, simbolica, sacra: è casa la famiglia, la parrocchia, la comunità, ogni spazio in cui ci si apre all’altro. (…). La casa ha per lui il volto della Chiesa vissuta, il luogo dove l’amore si fa concreto, quotidiano, spazio di relazione, apertura al mistero di Dio. (…) Egli credeva profondamente nella Chiesa domestica, dove l’amore tra i coniugi e la vita familiare si fanno sacramento della presenza di Cristo».

Don Antonio, insieme a don Romolo Taddei, fu tra i pionieri del movimento in Italia. Negli anni 1999-2002 fu responsabile nazionale di Incontro Matrimoniale, insieme ai coniugi Giorgio e Pinuccia Licitra di Ragusa. Proverbiale, negli ultimi quindici anni della sua vita, l’esperienza delle vacanze sulle Dolomiti, montagne che egli amava, un’esperienza estiva catalizzante che egli trasformava in oasi di riposo del corpo e dello spirito.

Il libro comprende una breve storia della sua vita di sacerdote: operò a Vittoria nelle parrocchie Sacro Cuore, Madonna Assunta, San Francesco di Paola, San Cipriano a Roma, fu parroco della chiesa Santa Maria di Portosalvo a Scoglitti e Santa Maria delle Stelle (Chiesa Madre) di Comiso. Una seconda parte è dedicata ai suoi scritti, alle sue omelie e meditazioni, ai suoi appunti inediti, definiti “Il Quaderno dell’Anima”. Comprende anche l’omelia per il suo funerale del vescovo monsignor Giuseppe La Placa.

Quattro giorni di birra artigianale, musica, street food e divertimento in una delle location più suggestive dell'estate siciliana. Dal 13 al 16 agosto 2026 il Porto Turistico di Marina di Ragusa ospiterà l'undicesima edizione di Birrocco, il festival che negli anni è riuscito a trasformare la cultura della birra artigianale in un grande rito collettivo, diventando uno degli appuntamenti più attesi del calendario estivo del territorio.
Dopo aver celebrato il decennale nel 2025, Birrocco, ideato da Davide Savasta, creative director di Ideology Creative Studio, torna con un'edizione che guarda alle proprie radici e che promette di essere ancora più coinvolgente. "Dieci anni dopo la prima spillatura siamo ancora qui. E questa volta sarà indimenticabile", è il messaggio degli organizzatori, che annunciano quattro serate celebrative all'insegna dei grandi ritorni, della convivialità e della voglia di stare insieme.
Per quattro giorni la piazzetta panoramica del porto turistico si trasformerà in un grande villaggio dedicato al gusto, con una selezione di otto birrifici artigianali provenienti dalla Sicilia e da diverse regioni italiane. Un percorso pensato per raccontare il mondo della birra attraverso tradizione, ricerca e sperimentazione.
Tra i protagonisti dell'edizione 2026 ci saranno i birrifici ragusani Onei, che unisce il miele alla produzione brassicola, e Kuturi, espressione delle radici iblee. Accanto a loro arriveranno Brewfist da Codogno, LarianoWar da Cassina de' Pecchi, Epica dai Nebrodi, Porta Bruciata dalla Franciacorta e Antikorpo da Trieste, offrendo ai visitatori un viaggio tra luppoli, malti e stili provenienti da tutta Italia.
Non solo birra. Anche quest'anno Birrocco proporrà un'ampia area dedicata allo street food, con un'offerta che attraversa i sapori della Sicilia: dalla pasta al cous cous, dalla paranza alla griglia, fino ai dolci della tradizione, in un percorso gastronomico pensato per accompagnare le degustazioni.
Tra le iniziative più attese e divertenti torna anche il Beer Passport, diventato ormai uno dei simboli del festival. I visitatori potranno collezionare un timbro per ciascun birrificio degustato e, completando il percorso tra tutti gli stand, riceveranno in premio il boccale ufficiale Birrocco 2026, trasformando ogni assaggio in una vera esperienza di scoperta. Come da tradizione, infatti, anche l'identità visiva dell'evento si lega al patrimonio artistico del territorio. Il logo tridimensionale dell'edizione 2026, realizzato da Ideology Creative Studio e trasformato in boccale da collezionare, è ispirato a uno dei mascheroni scolpiti di Palazzo La Rocca a Ragusa Ibla, confermando il concept che ha dato il nome al festival: l'incontro tra la birra e il barocco, simboli di creatività, tradizione e identità siciliana.
Ad accompagnare le degustazioni sarà una ricca programmazione di concerti dal vivo, dj set, intrattenimento ed eventi, con quattro serate pensate per coinvolgere un pubblico di tutte le età e rendere il porto turistico il cuore pulsante dell'estate ragusana.
Undici edizioni dopo la prima spillatura, Birrocco continua così a confermarsi molto più di un festival dedicato alla birra artigianale: è un appuntamento che unisce gusto, musica, cultura e socialità. 

 

AlI’apice di un prestigioso percorso che proietta la terra iblea al centro della scena internazionale, si inserisce il tributo della XXXI edizione del "Premio Ragusani nel Mondo”, pronto a celebrare, sabato 25 luglio 2026 a Ragusa in Piazza Libertà, il medico odontoiatra ragusano Francesco Arezzo, asceso alla Presidenza del Rotary International quale terzo italiano nella storia a ricoprire tale incarico.
Il suo iter formativo prende le mosse a Ragusa, dall'Istituto “Giovanni Pascoli” di Ragusa Ibla fino alla maturità scientifica al Liceo “Enrico Fermi”, per poi coronarsi con la laurea in Medicina e Chirurgia conseguita a Padova nel 1978, la successiva specializzazione in Odontostomatologia presso la medesima Università e l'ulteriore specializzazione in Ortognatodonzia con master in Ortodonzia Linguale all'Ateneo di Cagliari.
Attivo per molti anni nel proprio studio professionale a Ragusa, con costante dedizione all'aggiornamento scientifico e partecipazione alle principali società italiane, europee ed americane del settore, Arezzo ha sempre affiancato alla medicina uno spiccato impegno civico: piccolo produttore di olio extravergine d'oliva DOP Monti Iblei e vicepresidente del relativo Consorzio di controllo, fondatore della sezione FAI di Ragusa e delegato provinciale per sei anni, nonché Cavaliere dell'Ordine di Malta. Nel 1989 l'ingresso nel Rotary Club di Ragusa, dove ha ricoperto incarichi di crescente vertice - presidente di club nel 2000-2001, governatore del Distretto 2110 Sicilia e Malta nel 2009-2010, istruttore e rappresentante presidenziale internazionale in Italia, Europa ed India - per poi essere eletto nel Consiglio di Amministrazione del Rotary International per il biennio 2018-2020 (contribuendo all'Institute di Catania e alla Conferenza Presidenziale di Venezia) e divenire nel 2022 il primo presidente della neonata Fondazione Rotary Italia.
Raggiunta la massima vetta globale nel giugno 2025 con l'elezione a Presidente del Rotary International per l'anno rotariano 2025-2026 e l'ingresso dal primo luglio nel CdA della Fondazione Rotary Internazionale, Arezzo testimonia una vita consacrata alla conoscenza, alla competenza, al volontariato e alla cooperazione internazionale, senza mai scindere il proprio profondo legame con la terra natìa.

 

È calato il sipario ieri sera a Ragusa Ibla sulla seconda edizione di "WE-CHEESE – Il Ragusano Dop e i formaggi iblei", l'evento promosso e organizzato dal Centro Commerciale Naturale "Antica Ibla" in collaborazione con il Comune di Ragusa, il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, la Camera di Commercio del Sud-Est, il Consorzio di Tutela del Ragusano Dop, il CoRFiLaC, il Diprosilac e ONAF. Quattro giornate interamente dedicate ai sapori più autentici della tradizione casearia ragusana, quest’anno coronata dal prestigioso riconoscimento di Ragusa come "Città del Formaggio 2026" da parte dell'ONAF, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio che per l’occasione ha promosso proprio a Ibla la seconda edizione della Bianca Notte, una lunga diretta televisiva con collegamenti tra diverse piazze d'Italia (tra cui Palermo, Capizzi, Vizzini, Novara di Sicilia e Poggioreale). Più che una semplice rassegna gastronomica, WE-CHEESE si è confermato come un percorso sensoriale ed esperienziale diffuso tra le vie del borgo barocco, i suoi splendidi palazzi e l’anima della sua gente. Ragusano Dop, Cosacavaddu, provola iblea, ricotta, mozzarella di bufala e vaccina, insieme ad altre eccellenze siciliane, sono stati i grandi protagonisti di un palinsesto ricco e articolato.

Tra gli ospiti il presidente di AFIDOP Antonio Auricchio, la nota cheese teller ed esperta di turismo caseario Maria Cristina Crucitti e, in collegamento, il prof. Vincenzo Russo della IULM di Milano intervenuto sul contributo delle neuroscienze sulla comunicazione dei prodotti alimentari. Spazio anche alla presentazione di libri con ospiti gli autori Francesco Lauricella e Anna Martano e l’editrice Daniela Tralongo; demo-cooking con gli chef ed i pasticceri dell’APCI presentati dalla food blogger Barbara Conti, menu a tema nei ristoranti aderenti alla kermesse, laboratori e giochi per bambini a cura delle aziende della rete “Fattorie educative iblee”. Un ricco appuntamento pensato per appassionati, turisti e famiglie che desideravano scoprire l'identità del territorio ibleo e che hanno potuto assistere ogni giorno alla preparazione in diretta dei formaggi nel Caseificio Live “Dal latte alla tavola” grazie al giovane gruppo di casari di Passione Latte e all'antico rituale della marchiatura a fuoco che certifica l'autenticità dei formaggi Dop. A completare la cornice dell'evento, la possibilità di dialogare direttamente con i produttori lungo il Viale dei Giardini e la mostra del carretto siciliano allestita in Via Orfanotrofio, regalando ad appassionati, famiglie e turisti un'immersione totale nell'identità del territorio ibleo.

«Si chiude WE CHEESE e lo facciamo con la soddisfazione di aver messo al centro il vero motore della nostra economia: la capacità di fare. È il valore che muove le imprese, i produttori, i ristoratori; che sta alla base delle eccellenze del territorio – ha dichiarato l’assessora comunale allo sviluppo economico Catia Pasta-. Questa manifestazione è stata molto più di un evento. È stata un’opportunità di crescita, di confronto e di promozione per il comparto lattiero-caseario e per tutta l’identità ragusana. Come Amministrazione crediamo nello sviluppo economico che parte dal basso, dalla qualità, dalla sostenibilità. WE CHEESE ha dimostrato che Ragusa sa fare rete, sa attrarre, sa raccontarsi. Ringrazio il Ccn Antica Ibla e tutti coloro i quali sono stati coinvolti nell’organizzazione a partire dagli Uffici comunali, gli espositori, i partecipanti ai talk, i ristorati, i visitatori e chi ha creduto in questo progetto che ha voluto unire enogastronomia, cultura e turismo. In questo anno speciale che vede Ragusa Città del Formaggio 2026 proseguiamo un percorso di valorizzazione delle nostre produzioni sui mercati nazionali e internazionali che guarda oltre quest’anno e oltre questo riconoscimento».

«WE CHEESE ha dimostrato come il Ragusano Dop e i formaggi degli Iblei possano diventare un autentico prodotto turistico -aggiunge il presidente del Centro Commerciale Naturale "Antica Ibla", Daniele La Rosa -. I giovani casari rappresentano un esempio concreto di restanza e resilienza: scelgono di investire nella propria terra, custodendo la tradizione e innovando. Dobbiamo continuare a costruire un'offerta turistica enogastronomica sempre più integrata, mettendo in rete produttori, strutture ricettive, ristorazione ed esperienze. Allo stesso tempo è fondamentale comunicarla in modo efficace attraverso fiere di settore, tour operator, portali web, operatori turistici e infopoint, affinché le eccellenze del nostro territorio diventino una delle principali motivazioni di viaggio verso Ragusa e gli Iblei».

In vista della XXXI edizione del "Premio Ragusani nel Mondo", in agenda sabato 25 luglio 2026 in Piazza Libertà a Ragusa, la manifestazione celebra Vito Zagarrio, figura di spicco capace di saldare ricerca accademica, regia e promozione culturale nel nome del territorio ibleo.
Nato a Firenze da madre della provincia di Ragusa e padre ragusano d'adozione, Zagarrio ha coltivato un legame mai interrotto con l'isola sin dalle estati dell'infanzia tra il capoluogo e Cava d'Aliga; da questa radice è nato nel 1991 il Costaiblea Film Festival, rassegna ideata per valorizzare il patrimonio cinematografico locale che ha fatto tappa a Scicli, Comiso, Ragusa e Marina di Ragusa, ospitando maestri come Scola, Amelio, Argento, Cavani, Garrone e Andò.
Al solido cammino accademico - culminato nei titoli di Master e PhD alla New York University e in docenze presso la stessa NYU, la California State University, lo IULM di Milano, l'Università di Firenze e Roma Tre, dove è stato vicedirettore di Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo e direttore del Centro Produzione Audiovisivi - Zagarrio ha sempre affiancato alla carriera universitaria quella di regista e produttore cinematografico, unendo studio, ricerca e attività creativa. Docente e membro del Comitato Scientifico del Centro Sperimentale di Cinematografia, ha fondato negli anni Ottanta la Cavadaliga srl per produrre opere fortemente radicate nel territorio.
La sua filmografia vanta regie televisive, campagne istituzionali, documentari antropologici tra cui Visioni iblee e lungometraggi come La donna della luna, Bonus Malus, Tre giorni d'anarchia, Le seduzioni e il recente Buio Controluce, a cui si aggiunge un'intensa produzione saggistica su autori internazionali del calibro di Kubrick, Coppola, Moretti, i fratelli Taviani e Argento.
Con lo sguardo già rivolto al futuro, tra una nuova edizione del festival a Marina di Ragusa, impegni editoriali e un nuovo set, la parabola di Zagarrio incarna perfettamente la filosofia del Premio, rendendo omaggio a un intellettuale che ha proiettato la propria terra d'origine su uno scenario globale avvalendosi del linguaggio universale della cultura e del cinema.

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