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Sabato, 06 Giugno 2026

La Festa degli Artisti Sicilia 2026 si prepara a vivere una nuova edizione ricca di contenuti, emozioni e contaminazioni artistiche, articolata in due momenti distinti: con inizio il 13 giugno a Ragusa, al Teatro Leader di via Asia, e il 10 e 11 luglio a Comiso, negli spazi della Pinacoteca comunale. Un percorso che unisce formazione, spettacolo, inclusione e valorizzazione dei talenti, confermando la manifestazione come uno degli appuntamenti culturali più attesi del territorio.

Il patron Maurizio Di Mauro sottolinea come anche quest’anno la Festa mantenga intatta la sua vocazione originaria: «Il nostro obiettivo è far emergere il talento creando un ambiente di serenità, confronto e condivisione, dove le arti dialogano senza competizione. Non stiamo costruendo classifiche, ma opportunità. Ogni partecipante avrà il suo spazio, il suo momento, la sua possibilità di crescere». Di Mauro anticipa inoltre che «le sorprese saranno numerose e verranno annunciate progressivamente, e chi ci segue sui nostri canali social potrà scoprirle in anteprima».

L’appuntamento di Ragusa sarà dedicato soprattutto alla formazione professionale. I doppiatori Perla Liberatori e Marco Altini guideranno la masterclass dal titolo “L’Arte del Doppiaggio, dal Testo al Microfono”, un percorso intensivo pensato per chi desidera avvicinarsi al mondo della voce e della recitazione. Le iscrizioni sono già aperte tramite WhatsApp al numero 338 8614800.

A Comiso, invece, la Festa si trasformerà in un vero viaggio nel tempo e nelle arti. Tra gli ospiti attesi figurano il concertista internazionale Samuel Vaccaro, oggi maestro di chitarra classica, e il maestro Dario Adamo, che si esibirà insieme a Vaccaro in una performance congiunta pensata per valorizzare il dialogo tra linguaggi artistici diversi. Sul palco anche il poeta Maurizio Damiano, con una selezione di letture.

Per la sezione teatrale, Aregolad’Arte – Progetti e Ricerca presenterà la commedia classica “Lisistrata – Potere alle Donne”, tratta dall’opera di Aristofane del 411 a.C., in una rielaborazione che unisce tradizione e attualità.

L’11 luglio si terrà inoltre il convegno di musicoterapia “Sentiero della mente” con Saro Ingegneri, aperto ad associazioni, operatori del settore disabilità e famiglie. Non mancheranno momenti di spettacolo puro, tra cui esibizioni canore, performance artistiche, pittura creativa, cabaret, corteo storico e una sfilata di abiti d’epoca dell’Ottocento. Sul palco anche Matteo Bellina, giovane artista catanese che, nonostante la disabilità, ogni anno porta un contributo di grande intensità.

Di Mauro ribadisce che «la Festa degli Artisti è un laboratorio vivo, un luogo dove le arti si incontrano e si sostengono a vicenda. Ogni edizione cresce, si arricchisce e si apre a nuove forme espressive. Il 2026 sarà un anno particolarmente speciale, e ciò che abbiamo in serbo sorprenderà il pubblico».

 

Il sipario del Teatro Duemila di Ragusa si è chiuso nel segno dell’emozione e dell’applauso. La stagione teatrale promossa dall’associazione culturale C&M, sotto la direzione artistica di Carlo Nobile, ha trovato la sua conclusione ideale con “Gente di facili costumi”, la celebre commedia di Nino Manfredi diretta da Luca Manfredi e interpretata da Flavio Insinna e Giulia Fiume.

Lo spettacolo, andato in scena mercoledì della scorsa settimana, ha registrato una grande partecipazione e conquistato il pubblico con la sua miscela di ironia, malinconia e umanità. La storia di Anna, detta “Principessa”, e di Ugo, intellettuale disilluso, si è trasformata in un intenso duetto di anime che si sfiorano e si scontrano, rivelando fragilità e verità universali.

La regia di Luca Manfredi ha saputo restituire la delicatezza del testo originale, mentre la prova attoriale di Flavio Insinna e Giulia Fiume ha ammaliato gli spettatori: lui, capace di passare dal sorriso alla malinconia con naturalezza; lei, intensa e luminosa nel dare voce a una donna che sogna riscatto e dignità. Un equilibrio perfetto che ha reso la rappresentazione un piccolo gioiello di teatro contemporaneo, capace di emozionare e far riflettere.

Con questo ultimo appuntamento, il Teatro Duemila chiude una stagione di grande qualità, confermandosi punto di riferimento per la cultura teatrale in Sicilia. Ma non è un addio: è un arrivederci.

La nuova stagione 2026-2027 è già pronta e promette altre emozioni. Sul palcoscenico ragusano arriveranno nomi di primo piano del panorama nazionale: Fioretta Mari, Nadia De Luca e Francesca Ferro con Tre donne alte di Edward Albee; Cesare Bocci e Vittoria Belvedere in Indovina chi viene a cena?; Rossella Brescia, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo con la brillante commedia Belle ripiene; e ancora Carlo Buccirosso con Qualcosa è andato storto, Vincenzo Pirrotta con Il commissario Montalbano, addirittura in prima nazionale; Giampiero Ingrassia e Paolo Triestino in Ciò che vide il maggiordomo, fino a Enrico Guarneri con Fiat Voluntas Dei.

Un cartellone ricco e variegato, che conferma la vocazione del Teatro Duemila a proporre spettacoli di alto livello, capaci di unire tradizione e innovazione, intrattenimento e riflessione.

Ragusa, ancora una volta, si prepara a recitare la sua parte — quella di una città che ama il teatro e lo vive come specchio della propria anima.

 

Domani, alle 11, nella prestigiosa sede del Circolo di conversazione di Ragusa Ibla, si terrà la conferenza stampa di presentazione dei festeggiamenti patronali in onore di San Giorgio martire. All’incontro saranno presenti il parroco, sacerdote Giuseppe Antoci, i componenti del comitato dei festeggiamenti e le autorità civili, per illustrare nel dettaglio il programma delle celebrazioni che animeranno la città nei prossimi giorni.

Tra le prime novità annunciate, domenica, alle 19, in piazza G. B. Marini, si svolgerà la prima edizione, in occasione della festa di San Giorgio martire, di “Arrusti e mancia”. L’evento, che prevede l’esibizione del gruppo Faciti Rota e della scuola Danzart, nasce come momento di convivialità e di comunità, un modo semplice e autentico per celebrare insieme l’avvio dei solenni festeggiamenti dedicati al patrono.

Sempre domenica, a partire dalle 18, all’auditorium San Vincenzo Ferreri sarà inaugurata la mostra “Caleidoscopio ibleo – La lancia, la luce e l’Oltre”, un percorso espositivo nel segno dei festeggiamenti patronali che accompagnerà i visitatori dal 25 al 31 maggio, con apertura quotidiana dalle 10 alle 21.

La festa di San Giorgio martire rappresenta uno dei momenti più identitari per la città di Ragusa. Le sue origini affondano nel Seicento, quando il culto del santo cavaliere si consolidò come simbolo di protezione e rinascita per la comunità. Dopo il terremoto del 1693, la ricostruzione della chiesa e la realizzazione del maestoso simulacro segnarono l’inizio di una tradizione che, nei secoli, ha unito fede, arte e partecipazione popolare. Ancora oggi, la festa è riconosciuta per la sua forza evocativa, per la devozione dei fedeli e per la capacità di coinvolgere l’intera città in un clima di profonda appartenenza.

La conferenza stampa di domani (a cui le testate giornalistiche sono invitate a partecipare) sarà l’occasione per presentare ufficialmente il programma completo e per condividere con la cittadinanza lo spirito che anima ogni anno i festeggiamenti dedicati al glorioso patrono San Giorgio.

 

Il primo weekend di Scenica Festival 2026 ha trasformato Vittoria in un grande teatro a cielo aperto tra spettacoli di circo contemporaneo, musica, teatro e teatro di figura diffusi tra piazze, chiostri, palazzi storici e teatri. La XVIII edizione del festival proseguirà fino al 31 maggio con anteprime nazionali, produzioni originali e ospiti internazionali.
Si riparte martedì 26 maggio alle 20.30 al Teatro Vittoria Colonna con il Santa Briganti Lab e “Che cos’è l’amor?”, regia di Peppe Macauda con 30 adolescenti in scena che frequentano il laboratorio annuale di teatro di Santa Briganti, liberamente tratto da "Like Alcestis" di Rosario Palazzolo.
Mercoledì 27 maggio spazio all’anteprima nazionale dei vincitori di Scenicall 2026: la Compagnia Lamerimè con “Capolinea”, spettacolo di circo contemporaneo tra trapezio aereo, marionette e maschere.
Dal 28 maggio il festival riprenderà ad animare diversi spazi della città. A Palazzo Giudice-Lanzon andrà in scena “William Shakespeare’s Half Time Job” del Teatro dell’Elce, esperienza per un solo spettatore alla volta. Al Teatrino montato in Piazza del Popolo in scena “Eden” del Théâtre Jaleo, cabaret visionario tra danza e marionette.
Arricchiscono il programma “Brigitte et le petit bal perdù” di Nadia Addis, alla Biblioteca Comunale il 29 e 30 maggio, spettacolo intimo, per soli 4 spettatori alla volta, dedicato alla lentezza e alla bellezza delle piccole cose. Al Granaio Culturale spazio a “Calzina” della Cie Fada, mentre a Sala delle Capriate debutta “Ricordati" di Novas”, spettacolo di nouvelle magie tra illusionismo e teatro visivo.
Al Wunder Casa Teatro arrivano “La vertigine del desiderio” di El Grito/Costantini e “Finzioni (studio)” di Oltrenotte, vincitore di Trampolino Vetrina 2025.
Sabato 30 maggio il Teatro Vittoria Colonna ospiterà “Il tenace soldatino di piombo” di teatrodelleapparizioni, premiato con l’Eolo Award 2015. Nella stessa giornata Traberproduktion presenterà “Heinz Baut”, performance urbana ipnotica della durata di quasi 4 ore nel corso della quale un acrobata costruirà una torre di pali intrecciati, mentre la Cie Fada porterà in scena “Miracle”, tragicommedia a bordo di un’Ape a tre ruote.
A chiudere la serata del 30 maggio sarà il concerto di Sour Girl, progetto palermitano tra dream pop ed elettronica.
Gran finale domenica 31 maggio alla Villa Comunale con il progetto “Raccordi”, tra laboratori, incontri e spettacoli. Attesi i Black Blues Brothers con “Let’s Twist Again”, reduci da tournée internazionali, i FusaiFusa con il loro mix di sonorità mediterranee ed elettroniche e, al Teatro Vittoria Colonna, Kepler-452 con “La zona blu”, lettura scenica nata dall’esperienza a bordo della Sea-Watch 5.
Tra le mostre in collaborazione col festival giovedì 28 maggio inaugura quella dedicata all’artista ivoriano Frédéric Bruly Bouabré.
Scenica è organizzata dall’associazione culturale Santa Briganti con la direzione artistica di Andrea Burrafato e il sostegno di Comune di Vittoria, Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Regione Sicilia, Ministero della Cultura e sponsor privati.

A trent’anni dalla scomparsa di Gesualdo Bufalino, Comiso torna ad abbracciare il suo scrittore più visionario con un mese di appuntamenti che intrecciano letteratura, musica, teatro e arte contemporanea. Dal 5 giugno al 5 luglio 2026 la città siciliana diventerà ancora una volta il cuore pulsante de “L’ingegnere di Babele”, il festival promosso dalla Fondazione Gesualdo Bufalino che, giunto alla sesta edizione, rende omaggio all’autore comisano interrogandosi sui linguaggi del presente e sulle infinite trasformazioni della parola. Un cartellone intenso e prestigioso, costruito nel segno della memoria e della sperimentazione, che porterà a Comiso ospiti di rilievo nazionale come Giovanni Caccamo, Fabio Troiano e Fabrizio Bosso, nel nome di uno degli intellettuali più raffinati del Novecento italiano.
«A trent’anni dalla scomparsa di Bufalino sentiamo ancora più forte la responsabilità di custodire e rilanciare il suo pensiero – sottolinea il presidente della Fondazione, Giovanni Digiacomo – “L’ingegnere di Babele” nasce proprio da questa esigenza: fare dialogare la sua opera con i linguaggi contemporanei, coinvolgendo artisti, musicisti, attori e intellettuali capaci di restituire l’attualità della sua visione. Bufalino continua a parlarci del presente, delle inquietudini dell’uomo e della necessità della cultura come strumento di libertà e conoscenza».
Mutuato dal titolo di un racconto dello stesso Bufalino, contenuto nella raccolta “L’uomo invaso”, il festival è promosso e organizzato dalla Fondazione Gesualdo Bufalino con il sostegno dell’Assemblea Regionale Siciliana, del Comune di Comiso, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, di Agriplast SpA di Vittoria e di SAC Aeroporto di Catania. L’edizione 2026 assume un significato ancora più profondo perché ricorre il trentesimo anniversario della tragica scomparsa di Bufalino, avvenuta il 14 giugno 1996. La Fondazione sceglie così di ricordare il grande autore siciliano proseguendo nel suo duplice percorso di divulgazione e rilettura dell’opera bufaliniana attraverso una programmazione ricca e trasversale.
Ad aprire il festival, venerdì 5 giugno alle ore 21 nel suggestivo Loggiato della sede della Fondazione, in piazza delle Erbe a Comiso, sarà lo spettacolo teatrale-musicale “R4cconti” di Giovanni Arezzo e Giorgia Faraone. Una lettura-concerto in cui la voce di Arezzo darà vita a quattro racconti brevi di Bufalino intrecciandosi con le musiche originali eseguite dal vivo da Faraone. Un allestimento minimale e moderno pensato per restituire intatta, nel tempo presente, la forza delle parole dello scrittore comisano. L’ingresso allo spettacolo sarà libero fino a esaurimento posti. Sabato 6 giugno, alle ore 19, la Galleria della Fondazione ospiterà l’inaugurazione della mostra “Quadri per un’esposizione… Qualcuno, per favore, me li dipinge? Giampiero Nanni per Gesualdo Bufalino”. Protagonista sarà Giampiero Nanni, artista italiano che vive tra Inghilterra e Francia e che ha raccolto la provocazione lanciata da Bufalino in una pagina del suo “Malpensante” del 1987: dipingere diciannove quadri dai titoli volutamente “bislacchi”. Le opere di Nanni diventano così le comparse di una commedia ideale i cui veri protagonisti sono proprio i titoli immaginati dallo scrittore. La mostra resterà aperta fino al 19 luglio dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 21 (lunedì chiuso).
Il festival si sposterà poi a Ragusa sabato 13 giugno alle ore 19.15, ospite di un altro importante festival, “A Tutto Volume”, al cortile del Centro Culturale Commerciale “Mimì Arezzo”, per l’evento “30 anni senza Bufalino”. Nell’occasione sarà presentata la nuova edizione del volume di Bufalino “Cur? Cui? Quis? Quomodo? Quid? Tre giorni a Taormina parlando di sé”, curata da Nunzio Zago e ripubblicata da Archilibri. A dialogare sui temi del libro saranno lo stesso Zago, direttore scientifico della Fondazione, e Giuseppe Traina, docente di Letteratura italiana all’Università di Catania e componente del comitato scientifico della Fondazione.
Domenica 14 giugno, nel giorno dell’anniversario della morte dello scrittore, il Loggiato della Fondazione ospiterà alle ore 21 un concerto per piano solo del pluripremiato Ruben Micieli, artista ormai di fama internazionale. Il musicista interpreterà composizioni di Frédéric Chopin e altri autori, e concluderà il concerto con una composizione scritta dallo stesso pianista, tra l’altro di origini comisane, per Bufalino. Anche in questo caso l’ingresso sarà libero fino a esaurimento posti. Tra gli appuntamenti più attesi della rassegna c’è certamente il concerto di Giovanni Caccamo, in programma venerdì 19 giugno alle ore 21 nel Loggiato della Fondazione. Il cantautore modicano si esibirà insieme alla Sicily Orchestra diretta dal maestro Luigi Sferrazza, accompagnando il pubblico in un percorso tra i suoi successi e un omaggio al suo mentore Franco Battiato. La prevendita è disponibile su https://oooh.events/evento/giovanni-caccamo-lalba-dentro-limbrunire-biglietti/.
Domenica 21 giugno il festival tornerà a dare spazio al teatro con il monologo “Il Dio bambino”, interpretato da Fabio Troiano per la regia di Giorgio Gallione. Scritto trent’anni fa da Giorgio Gaber e Sandro Luporini, il testo conserva intatta la sua attualità muovendosi tra tenerezza e cinismo, tra il desiderio di paternità e la difficoltà di diventare adulti. Troiano accompagnerà il pubblico in un viaggio emotivo segnato dalla poetica gaberiana fatta di domande scomode e profonda fragilità umana. Il 28 giugno, alle ore 21, il festival celebrerà invece una delle passioni musicali più amate da Bufalino, il jazz, con il concerto del Giovanni Digiacomo Quartet. Ospite speciale della serata sarà Fabrizio Bosso, tra i più importanti trombettisti della scena jazz internazionale. Sul palco, insieme a Giovanni Digiacomo al sassofono, ci saranno Gianluca Di Ienno al pianoforte, Carlo Bavetta al basso e Pasquale Fiore alla batteria.
Il festival proseguirà sabato 4 luglio con l’attore Gaetano Aronica che porterà in scena “Il miracolo del bis. Frammenti di un dialogo immaginario” con Gesualdo Bufalino. L’adattamento e la regia sono firmati da Andrea Traina. Ed entrambi chiuderanno la sesta edizione del festival, domenica 5 luglio alle ore 21, nella multisala del “Cinema Golden” di Vittoria con la proiezione in anteprima del docufilm “Sulle soglie della notte. Gesualdo Bufalino, fotogrammi di una vita immaginaria”. L’ingresso alla proiezione sarà libero. Con questa nuova edizione “L’ingegnere di Babele” conferma così la volontà della Fondazione Gesualdo Bufalino di mantenere viva la lezione dello scrittore di Comiso, facendo dialogare la sua opera con i linguaggi del presente e con le nuove forme della narrazione contemporanea. Informazioni sul sito www.fondazionebufalino.it e sui canali social. Tutti gli incontri sono ad accesso gratuito ad esclusione del concerto di Caccamo.

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