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Lunedì, 15 Dicembre 2025

Venerdì 26 dicembre 2025, alle ore 11.00, nella suggestiva cornice della Basilica di Santa Maria in Ara Coeli a Roma, torna il Concerto di Santo Stefano, ideato e diretto da Luigi Cinque, giunto alla sua ventottesima edizione. L’ingresso è gratuito.

Il titolo scelto per quest’anno, Le vie dei canti, evoca il celebre libro di Bruce Chatwin e introduce un’edizione che attraversa orizzonti sonori antichi e contemporanei, con un intreccio di voci, culture e linguaggi musicali che spaziano dal flamenco all’Iran, dalle montagne del Caucaso al canto popolare del Sud Mediterraneo, in dialogo con Monteverdi, Ligeti, John McLaughlin e lo stesso Luigi Cinque.

Il concerto è un’esperienza immersiva, potente e rituale, che nella Basilica si trasforma in un abbraccio sonoro collettivo. Un evento artistico, ma anche spirituale, che unisce celebrazione e riflessione, in un’atmosfera sospesa tra sacro e profano. Come scrisse all’epoca Ernesto Assante, si tratta di un laboratorio di world music unico nel suo genere, capace di fondere in modo originale tradizione e sperimentazione.

Quest’anno saranno protagonisti, tra gli altri: Greta Panettieri, Urna Chahar Tugchi, Carles Denia, Giovanna Famulari, Marco Colonna, Riccardo Tesi, Alireza Mortazavi, i Musicisti del Caucaso, il NUbras Ensemble, e un ensemble di maestri zampognari riuniti nell’Hypertext O’rchestra, che darà vita a una composizione in quadrifonia, pensata per trasformare lo spazio sacro in un’ideale piazza sonora.

“Il Concerto di Santo Stefano dichiara Luigi Cinque, ideatore del progetto sin dalla sua prima edizione - è diventato un tempo dell’ascolto condiviso. Ogni anno cerchiamo la forma viva di un canto collettivo che sia insieme memoria, viaggio e interrogazione in grado di aprire spazi di ascolto imprevisti per andare aldilà di un semplice concerto e farsi esperienza rituale unica e condivisibile”.

L’appuntamento è ormai un riferimento nella vita culturale della città, con un pubblico numeroso che sin dal mattino riempie la Basilica. Nel corso degli anni, sul sagrato e all’interno della chiesa si sono alternati grandi nomi del jazz, del rock, della musica colta e delle tradizioni popolari – da Paco Peña a Raiz, da Fabrizio Bosso a Jivan Gasparyan, da Petra Magoni ai Tenores di Bitti, da Danilo Rea a Youssou N’Dour, Alex Balanescu, Stefano Di Battista, Efren Lopez Kelly Toma passando per attori, poeti, giornalisti e artisti da tutto il mondo.

Il Concerto di Santo Stefano continua a essere un luogo di incontro e sperimentazione, un momento corale che raccoglie voci diverse in un unico grande racconto musicale, ogni anno nuovo, ogni anno necessario.

Fonte Uff. st.: Elisabetta Castiglioni

Il “Nasone” simbolo di Roma Capitale protagonista dell'edizione 2025
Roma, 11 novembre 2025
La Fondazione La Sponda ETS, in sinergia con l'Accademia Internazionale La Sponda, rilancia una delle iniziative culturali più longeve e rappresentative della Capitale: il Premio Internazionale “Fontane di Roma”, giunto alla sua 41ª edizione.


Il Premio e la sua Missione

Ideato e fortemente voluto da Benito Corradini, Presidente della Fondazione La Sponda ETS, il Premio nasce con una motivazione chiara e ambiziosa: “L'esaltazione dell'attività di chi opera con alto impegno, prestigio e professionalità per avvicinare, anche sul piano umano, personalità della Cultura, dell'Arte, della Fede, del Lavoro e della Salute in un'atmosfera di amicizia, per un discorso di apertura sociale e di civiltà”.
La Premiazione si terrà il prossimo 21 novembre 2025 presso l’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria (Sala Alessandrina) – Lungotevere in Sassia 3a, Roma, alle ore 16.00.


Conduzione e Responsabilità Istituzionale

La cerimonia di premiazione sarà condotta, insieme a Benito Corradini, dalla dott.ssa Daniela de Feo, responsabile istituzionale dell'evento, medico specialista in ginecologia e ostetricia, con oltre 35 anni di esperienza dedicati alla salute della donna e co-fondatrice del portale digitale indipendente 4womanhealth.com.


Un Ponte tra Culture, Comunità e Istituzioni

Il Premio si propone come strumento di dialogo tra Roma e il mondo, promuovendo l'incontro tra la comunità cittadina e le rappresentanze nazionali e internazionali presenti nel territorio, con l'obiettivo di rafforzare il ruolo della Capitale come crocevia di culture, popoli, mestieri e visioni condivise di sostenibilità.


La Giuria e le Personalità Premiate

La Giuria d'onore, presieduta da S.E. Mons. Prof. Gianfranco Girotti, ha selezionato le personalità di spicco, italiane e internazionali, che si sono distinte per eccellenza e impegno nei settori della cultura, sanità, arte, solidarietà, ambiente, lavoro,sport e innovazione sociale.

Quest'anno l'onorificenza sarà conferita a figure di straordinario rilievo, tra cui:

Carlo Bartoli, Presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, per il suo impegno nella difesa della libertà di stampa e della deontologia professionale.
Giornalisti e rappresentanti della Stampa Estera in Italia, giornalisti RAI e delle principali testate nazionali e internazionali, tra cui George Labrinopoulos, Fabrizio Silvestri, Lisa Bernardini, Davide Di Santo, Giuseppe Costigliola, Alessandro Poggiani, Fausto Trombetta, Fabio Nori e altri.

Tra le personalità di rilievo premiate Suor Maria Trigila, prima suora giornalista professionista nella storia, accreditata presso la Sala Stampa della Santa Sede. Un riconoscimento che Le viene conferito per il suo straordinario impegno nel campo dell’informazione, vissuto con spirito evangelico, professionalità e profonda fedeltà alla verità.
Imprenditori come Stefano Valore di Villanueva de Castellon, che rappresentano l'eccellenza nel mondo del business innovativo e sostenibile.

Artisti di fama internazionale come l’attrice Gaia Zucchi, la regista e fotografa Ginevra Barboni, la pittrice Cinzia Bevilacqua, la pianista Daniela Reboldi, le scrittrici Annamaria Farricelli e Carmela Mascio: figure che arricchiscono ogni giorno il panorama culturale contemporaneo.
Non mancheranno esponenti del Vaticano come S.E.R. Monsignor Rino Fisichella, professionisti e operatori del mondo della salute come Daniela de Feo, Pasquale Le Piane, Pierfranco Simone e l’Associazione onlus Il Quadrifoglio Rosa con il suo fondatore Giuseppe Imbornone. Professionisti e persone che ogni giorno si dedicano instancabilmente alla promozione e all’educazione alla salute.

Tra i premiati anche Ambasciatori e Diplomatici accreditati presso la Repubblica Italiana e Aziende che si distinguono per il loro impegno nel campo del “Made in Italy”, dell’etica e innovazione sociale.
Un riconoscimento speciale sarà il Premio alla Memoria, che verrà conferito al grande produttore e “capitano coraggioso” del cinema italiano Manolo Bolognini. Il premio nel centenario della sua nascita verrà ritirato dalla figlia Carlotta, in onore al suo straordinario contributo culturale.


Il Simbolo 2025: il "Nasone"

Il simbolo scelto per la 41ª edizione del Premio è il celebre "Nasone romano", la caratteristica fontanella pubblica in ghisa che da oltre centocinquant'anni rappresenta un'icona della vita quotidiana di Roma.
Il Nasone incarna perfettamente i valori fondamentali del Premio: l'accesso equo e universale all'acqua come diritto fondamentale, la sostenibilità urbana e la continuità tra tradizione e futuro. Questa fontanella, presente in ogni angolo della città, è simbolo del servizio pubblico per eccellenza, democratico e inclusivo, che disseta romani e visitatori senza distinzione alcuna.

Scegliere il Nasone significa celebrare l'acqua come bene comune, risorsa essenziale per la vita e patrimonio da tutelare per le generazioni future. Rappresenta inoltre il legame profondo tra Roma e il suo elemento vitale, in perfetta sintonia con lo spirito del Premio Fontane di Roma, che da 41 anni promuove valori di apertura sociale, sostenibilità ambientale e civiltà

 

Uff.St : Daniela De Feo Fondazione La Sponda ETS – Accademia Internazionale La Sponda

 

Un ferito in ospedale in codice rosso, tre salvati dalle macerie. L'edificio medievale in largo Corrado Ricci era in fase di restauro

Tra la folla di turisti che alzano i telefoni per scattare foto e immortalare la scena ai Fori Imperiali, l’attenzione resta tutta concentrata sulla sorte di un quinto operaio, ancora intrappolato all’interno della Torre dei Conti dopo il doppio crollo avvenuto questa mattina.

Il primo cedimento si è verificato intorno alle 11:15. Quattro operai sono rimasti coinvolti: tre sono riusciti a restare aggrappati alle impalcature, mentre un quarto è stato estratto dalle macerie e trasportato d’urgenza in ospedale in codice rosso.

Un secondo crollo si è poi verificato intorno alle 12:40, proprio mentre i Vigili del Fuoco stavano tentando di recuperare un altro lavoratore, rimasto bloccato all’interno della struttura. Le sue condizioni, inizialmente ignote, hanno trovato un filo di speranza solo nel pomeriggio, quando il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha riferito che “abbiamo segnali che sia ancora vivo”. Il prefetto ha spiegato che i soccorritori, durante il primo intervento, “sono riusciti a mettere delle protezioni, preservando così dall’ulteriore crollo”.

Sul posto sono impegnate numerose squadre dei Vigili del Fuoco, con l’ausilio delle unità Speleo e Usar (Urban Search and Rescue), oltre ad ambulanze, Polizia e Polizia di Roma Capitale.

A seguire da vicino le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza del sito anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, la presidente del Municipio I, Lorenza Bonaccorsi, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il prefetto Giannini e il sovrintendente capitolino ai beni culturali, Claudio Parisi Presicce.

La Torre dei Conti, uno dei monumenti medievali più imponenti della Capitale, era oggetto di un intervento di restauro e consolidamento finanziato con fondi del PNRR, nell’ambito del progetto “Caput Mundi”, per un importo di quasi sette milioni di euro.

La Torre dei Conti aveva già subito diversi crolli in passato, in particolare durante i terremoti del 1348 e del 1630. Le uniche notizie precise riguardano però un terzo crollo, quello 26 ottobre 1644, quando un sisma non particolarmente forte danneggiò la struttura medievale e le case contigue causando la morte di due persone. "Cadendo oppresse molte case contigue dove restarono morti doi uomini, e quattro muli, e andò a male molta robba", annotavano le cronache dell'epoca.

Solo nel 1690 la Torre dei Conti fu rafforzata da Papa Alessandro VIII che vi fece aggiungere i due robusti contrafforti di rinforzo tuttora esistenti.

 

 

 

Il 29 ottobre 2025, ore 10:30, a Roma nel corso di una cerimonia allestita nella suggestiva sede della Basilica di Santa Maria in Aracoeli, il Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Antonio Petti, ha consegnato a S. EM. Cardinale Vicario, Mons. Baldassare Reina, una pregiatissima miniatura quattrocentesca asportata negli anni ’80 da quel Convento Francescano, in origine chiamato “Convento di Santa Maria in Capitolio”. Presenti alla cerimonia il Dott. Giovanni Conzo, Procuratore Aggiunto di Roma e alte Autorità civili ed ecclesiastiche, a sottolineare il valore storico e spirituale del recupero.

La pagina miniata, rimpatriata in Italia nel mese di giugno scorso grazie all'incessante attività investigativa del Comando Carabinieri TPC, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, dopo decenni di assenza fa il suo solenne ritorno al luogo di provenienza quale inestimabile frammento della storia artistica e religiosa italiana.

L’opera artistica restituita costituisce un frammento di una pagina miniata attribuita a Fra Antonio da Monza - insigne maestro miniatore del tardo quattrocento attivo tra Milano e Roma sotto il pontificato di Alessandro VI Borgia e autore di opere oggi custodite all'Albertina di Vienna e al Kupferstichkabinet di Berlino, che per il suo stile ricevette influenze da parte di Bramante e Leonardo da Vinci oltre che dall'arte umbra del Pinturicchio - e raffigura la “Vergine col Bambino” (mm 256 x 256), un tempo parte integrante del foglio XCIIX (n. 98) del graduale R custodito nel Convento Francescano dell’Aracoeli a Roma. Il furto del bene librario, di notevole importanza storico-artistica e dal valore devozionale, fu denunciato alle Autorità di Polizia il 10 dicembre 1987, a seguito della scoperta di numerosi ammanchi di pagine miniate e corali avvenuti tra il 1981 e il 1986.

La miniatura in argomento fu ampiamente descritta, fotografata e studiata da Padre Bellarmino Bagati nella sua pubblicazione su “La Bibliofilia”, 1935 vol. 37 n. 4 (pp. 145-154) dal titolo “Nuove osservazioni su Fra Antonio da Monza”, studio che si è successivamente rivelato indispensabile per la puntuale individuazione dell’opera recuperata.

Le indagini condotte dai Carabinieri TPC e dirette dalla Procura di Roma, attraverso metodici controlli eseguiti dalla Sezione Elaborazione Dati del Comando TPC, hanno permesso di individuare la miniatura nel mercato antiquario internazionale. Nello specifico, l’opera - stimata per un valore di circa 250.000,00 (duecentocinquantamila) euro - era stata posta in vendita sul sito di un’asta londinese benché la pagina miniata fosse custodita materialmente nella sede svizzera della casa d’aste.

Grazie alla proficua collaborazione con la citata casa d’aste, che ha spontaneamente acconsentito alla riconsegna del preziosissimo manufatto, il bene è stato rimpatriato da Zurigo a cura dei militari dell’Ufficio di Cooperazione Internazionale del Comando TPC, con la collaborazione del Consolato d’Italia a Zurigo (Svizzera).

La riconsegna solenne alla Basilica di Santa Maria in Aracoeli non è solo un atto di giustizia per la comunità e per la storia dell'arte, ma rappresenta un'ulteriore, fondamentale vittoria nella battaglia globale contro il traffico illecito di beni culturali e per la custodia dell'identità nazionale. L'opera tornerà finalmente nel suo contesto originario, accolta nello storico complesso monastico dei Francescani, arricchendo nuovamente il patrimonio culturale italiano.

Fonte : Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale

 


«Don Giovanni è un'opera che amo e rispetto moltissimo, ma da cui sono anche spaventato: tiene insieme gli opposti, è profonda e leggera, è umana. Restituirne il senso profondo attraverso una regia è spaventoso ed entusiasmante al tempo stesso ». Sono le parole di Vasily Barkhatov, regista russo classe 1983, in grande ascesa internazionale, che per il suo debutto a Roma firma una nuova produzione del titolo mozartiano, in scena da domenica 20 luglio (ore 21) nella nuova cornice del Caracalla Festival del Teatro dell'Opera: la Basilica di Massenzio.

Per la prima volta nella sua ventennale carriera Barkhatov posa il suo sguardo innovativo e “incendiario” su uno degli archetipi della cultura occidentale, una delle opere più rappresentate. Del Don Giovanni di Mozart e Da Ponte punta ad esaltare quella che per lui è l'essenza della vicenda: la tragedia mista all'ironia. 

«Quando inizia a lavorare per me la cosa fondamentale è individuare l'aspetto umano della storia che mi tocca e mi consente di restituire e raccontare la vicenda secondo una precisa visione. Ecco perché la scelta di un interprete come Roberto Frontali, artista all'apice della sua carriera, maturo. Assisterete a un viaggio nella vita di Don Giovanni, dalla sua infanzia, attraverso l'età adulta, fino alla morte. Ripercorreremo i traumi vissuti e le tragedie della sua vita. Ma ci sarà anche molto umorismo . Il trauma, la tragedia, il viaggio lungo una vita – conclude Barkhatov – sono tutti elementi in cui ho trovato una profonda umanità e dunque il filo narrativo ».

Messo da parte l'eroe romantico maledetto, in questo Don Giovanni emerge piuttosto una storia di famiglia, il rapporto genitore-figlio che, dal punto di vista del regista, Mozart ha trasportato in quest'opera.

Sul podio alla direzione dell'Orchestra dell'Opera di Roma è impegnato Alessandro Cadario. Direttore cresciuto anche nelle ultime stagioni della Fondazione capitolina, affronta la partitura nella sua seconda versione, quella viennese del 1788. Ad interpretando il libertino maturo, impenitente e irredimibile fino alla morte, è chiamato Roberto Frontali, baritono al culmine della sua carriera, che affronta per la prima volta il ruolo di Don Giovanni. Grandi protagonisti nel resto del cast con Vito Priante come Leporello, Maria Grazia Schiavo nei panni di Donna Anna, Carmela Remigio in quelli di Donna Elvira, Eleonora Bellocci di Zerlina, Anthony León come Don Ottavio, Mihai Damian come Masetto e Gianluca Buratto come Commendatore. Il Coro del Teatro è diretto da Ciro Visco.

Il Don Giovanni di Mozart è l'ultimo titolo d'opera del Caracalla Festival 2025 “Tra sacro e umano”, ideato da Damiano Michieletto per il Teatro dell'Opera di Roma. È andato in scena una sola volta nelle stagioni estive dell'Opera di Roma, nel 2002 in Piazza del Popolo. Domenica 20 luglio arriva alla Basilica di Massenzio con le scene di Zinovy Margolin, studiate per interagire perfettamente con l'architettura romana, i costumi di Olga Shaishmelashvili e le luci di Alexander Sivaev.

Dopo la prima di domenica 20 luglio, Don Giovanni di Mozart torna in scena martedì 22, giovedì 24 e venerdì 25 luglio. Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21.00.

 

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