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"Sono onorato di porgere il saluto della Città Metropolitana di Reggio Calabria e dare il benvenuto al Ministro dell'Interno e alle tante autorità che hanno partecipato all'inaugurazione della nuova sede dell'Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati. Reggio Calabria vi accoglie con l'attenzione che si riserva alle più alte cariche dello stato, ma anche con grandi sentimenti di orgoglio. L'orgoglio di una città che ha visto nascere questa Agenzia, che ha combattuto quando c'era il timore che questa sede potesse essere chiusa e che le attività venissero trasferite, e con la gioia che oggi nasce dalla decisione dello Stato di un ulteriore investimento sul nostro territorio, che si consolida, si rinnova e si innova all'interno della nuova sede, nel cuore della città, moderna ed accogliente". E' quanto ha affermato il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà intervenendo quest'oggi nel corso della cerimonia di inaugurazione della nuova sede dell'Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati a Reggio Calabria.

"Siamo convinti che questo sia un ulteriore punto di ripartenza per l'Agenzia - ha aggiunto il primo Cittadino - che consente alle istituzioni territoriali di continuare a lavorare per trasformare il triste primato della città e della regione con il più alto numero di beni confiscati, in un'opportunità positiva, attraverso quell'attività di restituzione alla cittadinanza, alle associazioni, alle istituzioni, dei beni frutto di attività criminali. Questo è sempre stato il nostro grande obiettivo, questo il messaggio più importante che va dato alla comunità: non solo l'opera meritoria sul piano repressivo del sequestro e della confisca dei beni, ma anche la restituzione a nuova vita con le tante associazioni che operano sul nostro territorio nel campo sociale, culturale, dello sport e della solidarietà, facendo di questi immobili dei luoghi in cui viene prodotto il bene".

"Ringrazio il Direttore Prefetto Bruno Corda per il suo lavoro - ha concluso il sindaco - ringrazio tutto il personale che rivedo ogni volta con enorme piacere, avendo io stesso avuto l'onore di operare in passato all'interno degli uffici dell'Agenzia. In bocca al lupo a tutti loro per questo nuovo inizio, per il lavoro e le sfide che ancora hanno di fronte e per le quali troveranno sempre nelle istituzioni territoriali il più valido degli alleati".

Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, insieme all’assessore con delega al Lido Comunale Carmelo Romeo, ha incontrato ieri a Palazzo San Giorgio il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro ed i consiglieri comunali del partito Antonino Maiolino, Federico Milia e Roberto Vizzari. L’incontro è stato l’occasione per la trasmissione ufficiale al Comune di Reggio Calabria del Decreto attuativo del Ministero della Cultura, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, che prevede un finanziamento di 3 milioni di euro dettato dall’emendamento alla Legge di Bilancio 2023 firmato dal parlamentare reggino, divenuto parte sostanziale dei finanziamenti già previsti per la realizzazione del nuovo Lido comunale.

«Da palazzo San Giorgio lanciamo un messaggio positivo di grande collaborazione – ha spiegato Falcomatà – per il quale ringrazio il Deputato Francesco Cannizzaro. Il decreto di finanziamento che ci è stato consegnato costituisce una parte importante che si aggiunge alle quote già individuate ed ai lavori già in corso per la riqualificazione complessiva del nostro Lido comunale. Il primo progetto, da 1,5 milioni, è già andato in appalto ed i lavori sono già in corso, con l'abbattimento di alcune cabine e la rigenerazione di tutte le aree esterne. Altri 2,5 milioni arrivano invece dalla Soprintendenza, progetto per il quale è già in corso la conferenza dei servizi e che prevede la riqualificazione delle cabine. I tre milioni dell’emendamento Cannizzaro, che formalmente giungono oggi tramite il Decreto attuativo del Ministero della Cultura di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, risultano fondamentali per il completamento dell’opera. E' una buona notizia, nel concreto, ma soprattutto il segno di come le istituzioni siano in grado di unirsi e collaborare di fronte ad argomenti fondamentali per il futuro del nostro territorio».

«Il progetto in fase di ultimazione – ha concluso il primo cittadino – intende mantenere l’anima popolare che ha sempre caratterizzato il lido, una struttura storica per la nostra Città. Ma in una parte, quella centrale, le cabine verranno accorpate e nasceranno degli spazi ricettivi più grandi e confortevoli, da utilizzare anche fuori dal periodo estivo, che consentiranno nel tempo la destagionalizzazione dell’offerta turistica. Ed in questo contesto sarà naturalmente riqualificata anche la storica Torre Nervi, che tornerà ad essere una delle strutture di pregio più rappresentative del nostro fronte mare. Ci sono buone prospettive poiché abbiamo già ricevuto delle proposte sul successivo utilizzo del Lido, ma aspettiamo prima di completare i lavori».

«Ringrazio il Sindaco Falcomatà e la sua struttura per il garbo istituzionale con cui ci hanno accolti. L’incontro odierno – ha affermato l’On. Cannizzaro – è stata la dimostrazione tangibile di come si possa fare opposizione anche in termini concreti, lavorando per la Città, per il bene comune, pur restando diametralmente opposti nelle rispettive posizioni e convinzioni politiche. Insieme ai membri del Gruppo consiliare del mio partito, Maiolino, Milia e Vizzari, abbiamo simbolicamente voluto consegnare il decreto attuativo per sensibilizzare la Giunta comunale sull’importanza di questo atto e delle cifre che porta in dote, con l’obiettivo di far tornare il Lido comunale ai fasti d’un tempo, ridando il giusto valore sociale ad un bene fondamentale tanto per i cittadini di Reggio quanto in chiave turistica. Siamo costruttori di futuro. Ecco perché Forza Italia continuerà a fare opposizione politica a questa Amministrazione comunale, ma sempre con lo stesso fine: lavorare affinché il nostro territorio possa avere lo sviluppo che merita».

 

Inaugurata al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria la mostra “Castelli e Chiese di Calabria e Basilicata”. In esposizione le preziose miniature della Fondazione Carical, realizzate dal maestro Domenico Chiarella per la Calabria e dal maestro Franco Artese per la Basilicata. All’inaugurazione c’erano il presidente della Fondazione Carical, Giovanni Pensabene, il direttore del Museo Archeologico Nazionale, Fabrizio Sudano e l’assessore comunale Anna Briante.
Sono venti manufatti, riproduzioni fedeli di alcuni tra i più importanti monumenti del territorio calabrese e lucano: il Castello Aragonese di Reggio, la Cattolica e il Castello di Stilo, la Cattedrale di Gerace e le monumentali Certosa di Serra San Bruno e Chiesa rupestre di San Pietro in Barisano di Matera.
«Si tratta di una iniziativa meritevole – ha evidenziato l’assessore Briante – ho già fatto un giro nei castelli e nelle chiese e devo rilevare che Calabria e Basilicata sono accomunate da questi tesori del territorio. Da un lato castelli e fortificazioni che hanno segnato secoli di lotte e conquiste e, dall’altro le chiese che, secondo me, potrebbero essere rivalutate attraverso dei percorsi specifici».
E, a proposito della mostra: «Anche la visione coi droni non regala un'immagine così completa come queste miniature – ha aggiunto l’assessore - complimenti ai maestri che le hanno realizzate, alla Carical per l’iniziativa e al Museo che è protagonista di eventi preziosi. L’intreccio tra enti, istituzioni, scuole e museo deve essere costante per rendere palazzo Piacentini ancora più vivo».


Proseguono i lavori di manutenzione straordinaria e messa a norma della terrazza di Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria. L’attività contempla l’efficientamento energetico e degli impianti di climatizzazione dell’antico edificio. In queste ore, infatti, la ditta incaricata, attraverso l’utilizzo di una gru che ha reso necessaria la chiusura al transito della via adiacente al palazzo, sta provvedendo alla completa rimozione del corposo impianto di areazione sistemato in cima all’immobile di pregio. L’intervento, dunque, si è reso necessario per via delle condizioni ormai vetuste dell’impermeabilizzazione sia del terrazzo che della volta a padiglione che sovrasta l’aula consiliare e molti altri ambienti.

L’importo del progetto ammonta a circa 600 mila euro ed è seguito dal settore Edilizia, guidato dal dirigente, Giuseppe Mezzatesta, rup Loredana Brianti, con la progettazione e direzione lavori dell’architetto Umberto Sorrenti.

L’obiettivo, oltre a migliore radicalmente la qualità impiantistica energetica di Palazzo Alvaro, è quello di rendere fruibile il cosiddetto “Giardino d’inverno”, un ampio spazio, ad oggi mai utilizzato, che impreziosirà il livello più alto dell’edificio e che potrebbe rappresentare un ulteriore punto d’incontro per la cittadinanza in cui svolgere attività artistiche e culturali.

Nel complesso delle attività di cantiere sono previste, altresì, la realizzazione di un massetto in aderenza, la posa in opera di barriera a vapore e di uno strato isolante, la realizzazione del massetto cementizio desolidarizzato previa stesura di uno strato separatore orizzontale, la stesura di impermeabilizzante, la posa in opera della pavimentazione del terrazzo di tipo galleggiante, costituita da lastroni in cemento vibrocompresso con finitura in ciottoli montati a secco così da consentire, anche in futuro, che gli eventuali interventi manutentivi sul manto impermeabilizzante possano avvenire smontando e rimontando la pavimentazione senza distruggerla.

Il teatro Manfroce di Palmi si è immerso in "Un sogno ad Istanbul". La rassegna Synergia 48, organizzata dell’associazione culturale Nicola Antonio Manfroce e finanziata con l’avviso pubblico Promozione Eventi Culturali 2022 della Regione Calabria, ha proposto al pubblico un viaggio dentro l'amore che salva e dentro la guerra che ha insanguinato i Balcani dove, nonostante tutto, nevica ancora. Sul palcoscenico Maddalena Crippa, Maximilian Nisi, Mario Incudine, Adriano Giraldi spaziano dalla vibrante interpretazione, alla narrazione, alla voce fuori campo, al canto e alla danza. Così dimensioni private, collettive, corali ed epiche si intrecciano in questa «ballata per tre uomini e una donna», sottolinea Maddalena Crippa, che anche a Palmi, ultima tappa ma solo di questa stagione, ha inanellato un grande successo. Diretto da Alessio Pizzech "Un sogno ad Istanbul" è ispirato al best seller di Paolo Rumiz “La cotogna di Istanbul”, con testo teatrale di Alberto Bassetti.

I saluti del presidente dell'associazione Amici della musica Manfroce, Antonio Gargano, e del magistrato anche promotore del Festival Nazionale di Diritto e Letteratura a Palmi, Antonio Salvati, hanno preceduto l'inizio del viaggio.

Max è un ingegnere austriaco inviato a Sarajevo nel 1997. Maša è una donna che da subito si mostra piena di bellezza e carisma straordinari. Pur avendo conosciuto l'inferno della guerra fratricida, non ha dimenticato il paradiso che era quella stessa terra ferita. «Quelle strade chiuse dalla guerra, oggi sono strade percorribili e vivibili. Del dolore resta il ricordo. Un sollievo da un male terribile e scampato, almeno per alcuni. Non tutto finisce con la morte», dice. Lei ha due figlie. È vedova e divorziata. Con il suo racconto, affascinante e pregno di suggestioni, della distruzione e della rinascita della sua Sarajevo incanta Max. «Lei racchiude la vita in un giro di stelle che si librano nel cielo, leggere». Un legame scandito dal distacco e poi dal ritorno segnato dalla malattia di Maša. Circostanza che non impedirà al loro amore di germogliare e alla passione di esplodere in infinite primavere, intense e gioiose. Una trasposizione teatrale cangiante che si nutre di forti simbologie. Dai capelli rossi lunghi e fluenti, poi divorati dalla malattia di Maša, alla terra, elemento naturale che attraverso il suo tocco e la sua gestualità parla, racconta, testimonia. E la storia incede su un'alternanza fatta di parole narrate e intonate, di ritmi antichi e atmosfere rievocate, di suggestioni e speranze che vibrano in canti struggenti e in danze vivaci.

«Non è una commedia con musiche, non è un musical, non è uno spettacolo teatrale tradizionale. È una ballata assolutamente originale plasmata da "La Cotogna di Istanbul" di Paolo Rumiz, un poema in endecasillabi molto corposo. Ci sono, dunque, i dialoghi e c'è anche il racconto epico che la musica dilata. Una storia privata - spiega l'attrice Maddalena Crippa - ma anche corale perchè richiama la guerra nei Balcani. Maša è una donna straordinaria che incarna la femminilità che l'Occidente sta smarrendo, assorbito come è dal rincorrere la dimensione maschile. È una donna che desidera la maternità, conosce la cura, la dolcezza e la bellezza che in essa risiedono. Conosce la nostalgia di un mondo passato, in cui lei musulmana bosniaca poteva sposare un serbo ortodosso. Conosce l'identità profonda del suo popolo e, attraverso gesti come il lavaggio delle mani oppure la preparazione del caffè, rituali pregni di significato, la incarna, la custodisce e la tramanda. Dunque forza e dolcezza convivono in lei», spiega ancora l'attrice Maddalena Crippa.

«Una ballata, che è un inno alla musicalità - spiega l'attore Maximilian Nisi  - i piani del racconto sono molteplici e intrecciati. C'è il piano di un amore travolgente nonostante il tempo che fugge e i distacchi. C'è una guerra che mette a nudo quanto l'Europa sia fragile, avendo consentito che il peggio avvenisse e seminasse disgregazione frammentazione. C'è una vita che va oltre la morte e che reclama e trova spazio nella narrazione intrisa di struggente speranza di Maša e nel viaggio che Max, ingegnere austriaco e figlio di un nazista, compie innanzitutto dentro sé stesso. Un viaggio attraverso il quale raggiunge, passando da una Sarajevo ferita dalla guerra, una parte di sé stesso alla quale altrimenti mai sarebbe arrivato. Un'autentica epifania per lui. Un'esperienza sul palcoscenico molto particolare, molto poco consueta nel teatro contemporaneo». Legano questi piani del racconto la musicalità e la tradizione che culminano nella Canzone che salda per sempre, al momento del distacco, Max e Maša. «La canzone "La Cotogna di Istanbul" celebra il frutto, emblema della terra e delle origini», conclude l'attore Maximilian Nisi.

La canzone è, dunque, la chiave di volta della narrazione perchè «spalanca le porte sigillate del destino e apre le porte nere della notte».

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