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Martedì, 18 Agosto 2026

Tiziano protagonista dell'Estate Tizianesca 2026: oltre 35 eventi per celebrare il Maestro nel 450° anniversario della sua morte

Tiziano continua a rappresentare una fonte inesauribile di meraviglia, ricerca e conoscenza. Maestro indiscusso del Rinascimento, resta il simbolo del Cadore, sua terra d'origine, e una figura imprescindibile per comprendere lo straordinario sviluppo dell'arte nella Serenissima e in Europa. A custodirne e valorizzarne l'eredità è la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, che da anni promuove studi, restauri, pubblicazioni e iniziative culturali dedicate al grande pittore, consolidando il legame tra la sua opera e un territorio di straordinario valore storico, artistico e paesaggistico.

Attraverso un autorevole comitato scientifico internazionale, una biblioteca specialistica e un'intensa attività di ricerca, la Fondazione si pone l'obiettivo di favorire una conoscenza sempre più approfondita dell'artista e, al tempo stesso, di valorizzare il patrimonio culturale del Cadore e del Veneto, promuovendo un modello di turismo sostenibile, consapevole e strettamente connesso all'identità dei luoghi.

Tra le iniziative più significative spicca l'Estate Tizianesca, manifestazione che da oltre vent'anni anima i mesi estivi con un ricco calendario di conferenze, incontri, concerti e visite guidate nei luoghi che raccontano la vita e l'opera del Maestro. Dallo scorso anno il progetto ha ampliato i propri confini, coinvolgendo anche altre località del Veneto legate ad alcuni dei più grandi protagonisti dell'arte italiana, in un ideale dialogo con Tiziano. Da Giorgione a Veronese, da Tintoretto a Palladio fino a Canova, il percorso si sviluppa dalle montagne bellunesi alle Prealpi venete, dalla terraferma veneziana alle colline trevigiane, arrivando fino ai Colli Euganei.

L'edizione 2026, la ventiduesima della rassegna, propone fino al 26 settembre oltre 35 appuntamenti aperti al pubblico e assume un valore ancora più significativo perché si inserisce nelle celebrazioni per il 450° anniversario della morte di Tiziano, raccolte sotto il titolo "Titianus Cadorinus 1576-2026", promosse a Pieve di Cadore. Momento culminante delle celebrazioni sarà la grande mostra curata da Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa, in programma dal 18 luglio al 18 ottobre 2026 presso il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, che concluderà il progetto espositivo dedicato a "Tiziano e il Paesaggio", avviato all'inizio dell'anno.

L'Estate Tizianesca è promossa dal Centro Studi Tiziano e Cadore in collaborazione con il Comune di Pieve di Cadore e la Magnifica Comunità di Cadore. L'iniziativa è realizzata con il contributo della Camera di Commercio Treviso-Belluno Dolomiti, la collaborazione di Confindustria Belluno Dolomiti, il patrocinio della Fondazione Dolomiti UNESCO e la partnership della Regione del Veneto attraverso Reteventi, della Provincia di Belluno, del progetto Terre Natie – Tiziano, Canova & Giorgione e della Dolomiti Symphonia Orchestra. A sostenere la manifestazione contribuiscono inoltre BIM-Comuni del Piave, Cortina Banca-Credito Cooperativo Italiano e Villaggio Globale International.

La rassegna accompagna idealmente le celebrazioni dedicate al grande artista, trasformandosi in un ponte culturale che, partendo dal paese natale di Tiziano, si estende all'intero territorio veneto per poi ritornare simbolicamente alle sue origini. Un progetto che pone al centro il dialogo tra arte, paesaggio, storia e comunità locali, valorizzando i piccoli centri e le aree montane attraverso un'offerta culturale di qualità e una proposta turistica attenta alla sostenibilità.

Il programma, curato dalla presidente della Fondazione Maria Giovanna Coletti, si articola in diversi percorsi tematici, tra cui "Sguardi su Tiziano e Dintorni", "Mattinate alla Casa dell'Oratore", "Promenade in Villa tra Arte e Natura" e una ricca stagione di concerti. La manifestazione ha preso il via il 19 giugno a Treviso con l'incontro dedicato alle Annunciazioni di Tiziano, dal titolo "Due Annunciazioni, un maestro: Tiziano tra Treviso e Venezia", tenuto dalla storica dell'arte Maria Agnese Chiari Moretto Wiel, tra le maggiori studiose del Cinquecento veneziano e docente di Storia dell'arte veneta presso la sede veneziana della Wake Forest University, insieme a Paolo Barbisan.

L'edizione 2026 comprende complessivamente 22 conferenze e conversazioni sull'arte, occasione per approfondire gli studi più recenti e presentare nuove ricerche dedicate a opere, artisti, periodi storici e siti culturali. Saranno coinvolti 20 studiosi, affiancati da sei "Virgilio", proprietari o profondi conoscitori di ville e dimore storiche che accompagneranno il pubblico alla scoperta di luoghi normalmente poco accessibili. Completano il programma otto concerti e un itinerario che interessa 20 città e località del Veneto, da Pieve di Cadore a Vigo, Vinigo, Tai, San Vito e Nebbiù di Cadore, passando per Belluno, Cortina d'Ampezzo, Feltre, Lentiai, Modolo, Vittorio Veneto, Agordo e Candide-Comelico Superiore, fino a Treviso, Castelfranco Veneto, Possagno, Susegana, Mira e Galzignano Terme.

Saranno invece 25 i siti culturali protagonisti della manifestazione, tra chiese, musei, teatri e ville storiche che ospiteranno incontri, visite ed eventi. Tra questi figurano la Chiesa di San Giovanni Battista di Vinigo di Cadore, il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto, la chiesa di Santa Maria Assunta di Lentiai, il Museo Gypsoteca Canova di Possagno, il Museo Diocesano di Feltre e Villa Crotta de' Manzoni ad Agordo, luoghi simbolo di un patrimonio artistico diffuso che l'Estate Tizianesca continua a raccontare e valorizzare, confermandosi come uno dei principali appuntamenti culturali dedicati al grande Maestro del Rinascimento.

 

Con “Holly in Love” Marcello Nitti rende omaggio al cinema e alla fotografia analogica: a Martina Franca la sua sesta mostra consecutiva

La fotografia analogica torna protagonista a Martina Franca con “Holly in Love”, la nuova esposizione del fotografo tarantino Marcello Nitti, che inaugura il suo sesto progetto espositivo consecutivo. Un traguardo importante nel percorso artistico dell'autore, da anni impegnato nella valorizzazione della fotografia su pellicola, attraverso un linguaggio capace di coniugare ricerca tecnica, sensibilità estetica e suggestioni cinematografiche.

L'inaugurazione della mostra è in programma domenica 19 luglio, con un vernissage che si terrà nello spazio espositivo all'aperto di Vico IV Agesilao Milano 7, nel cuore di Martina Franca. L'esposizione resterà poi aperta al pubblico dal 20 luglio al 2 agosto, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi in un percorso artistico che celebra il fascino senza tempo della fotografia analogica.

Con “Holly in Love”, Marcello Nitti propone un progetto nato dall'incontro tra due passioni che da sempre alimentano la sua ricerca creativa: il cinema e la musica. L'ispirazione principale arriva da uno dei grandi classici della storia del cinema, "Colazione da Tiffany", il celebre film del 1961 tratto dall'omonimo racconto di Truman Capote. Un'opera entrata nell'immaginario collettivo grazie soprattutto all'indimenticabile interpretazione di Audrey Hepburn, considerata – come evidenziato dallo scrittore Sam Wasson – l'emblema della nascita dell'icona della donna moderna.

Le atmosfere raffinate e malinconiche del film, unite alle emozioni suscitate dalla celebre colonna sonora composta da Henry Mancini, hanno rappresentato il punto di partenza per la realizzazione di una serie composta da dieci fotografie, nelle quali Nitti traduce in immagini il proprio universo creativo. Il risultato è una raccolta di scatti che dialogano con il linguaggio cinematografico, evocando eleganza, poesia e capacità narrativa attraverso la forza espressiva della fotografia.

L'intero progetto è stato realizzato esclusivamente con tecniche analogiche, scelta che conferma la volontà dell'autore di preservare il valore artigianale della fotografia tradizionale. Per gli scatti è stata utilizzata una Hasselblad 500 C/M, storica macchina fotografica di medio formato, insieme a pellicole Kodak, nello specifico sette diapositive Ektachrome E-100 e tre negativi TMAX 400, strumenti che conferiscono alle immagini una particolare profondità cromatica e una resa visiva fedele alla poetica dell'autore.

La realizzazione dell'esposizione è stata possibile anche grazie alla collaborazione di alcune eccellenze del territorio pugliese. Lo sviluppo delle diapositive è stato affidato al laboratorio Clementino di Martina Franca, mentre la stampa e l'allestimento sono stati curati da Printme di Taranto. La scansione dei materiali fotografici è stata invece realizzata dal laboratorio DGTales, anch'esso con sede a Martina Franca.

Grande attenzione è stata riservata anche alla qualità dell'allestimento. Le fotografie sono stampate su carta Fine Art Canson, materiale particolarmente apprezzato per la sua capacità di valorizzare dettagli e tonalità, e sono esposte all'interno di eleganti cornici in legno di tiglio con vetro antiriflesso al 95%, studiato per garantire una visione ottimale delle opere.

A completare il percorso espositivo sono le poesie dell'autrice Barbara Gortan, inserite accanto alle immagini per creare un dialogo tra fotografia e parola. L'intento è quello di offrire al pubblico un'esperienza immersiva nella quale immagini e testi si intrecciano, arricchendo il racconto emotivo costruito dall'artista.

Il vernissage sarà aperto dall'intervento del professor Piero Marinò, esperto d'arte, che accompagnerà i visitatori in una conversazione dedicata ai rapporti tra musica, cinema e fotografia. Un momento di approfondimento pensato per raccontare il percorso creativo di Marcello Nitti e mettere in luce la costante ricerca che caratterizza il suo lavoro artistico.

La mostra si distingue anche per la scelta di essere allestita interamente all'aperto, valorizzando la luce naturale come elemento integrante dell'esposizione. Una soluzione che permette alle opere di dialogare con l'ambiente circostante e di offrire ai visitatori una fruizione diversa, in cui la luce diventa parte stessa dell'esperienza visiva.

L'esposizione sarà visitabile dal 20 luglio al 2 agosto 2026, tutti i giorni dalle ore 17 alle 20, presso lo spazio di Vico IV Agesilao Milano 7 a Martina Franca.

Con “Holly in Love”, Marcello Nitti invita appassionati di fotografia, professionisti del settore e semplici curiosi a scoprire un nuovo capitolo della sua produzione artistica, un progetto che rende omaggio al grande cinema, alla musica e alla fotografia analogica, riaffermando il valore di una tecnica che continua ancora oggi a emozionare e raccontare storie attraverso la magia della pellicola.

A partire dal 24 giugno si rinnova il percorso espositivo della mostra GAM 100. Un secolo di Galleria Comunale 1925-2025, in corso fino all’11 ottobre 2026 alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi. L’allestimento si arricchisce di una nuova selezione di venticinque dipinti e sculture, che in parte vanno a sostituire i lavori già esposti e in parte costituiscono vere e proprie aggiunte, nell’ottica di far scoprire la ricchezza dei depositi del museo aprendo nuove prospettive su una storia complessa e affascinante. Alle opere già esposte – di artisti come Balla, Casorati e Sironi – si affiancano così altri grandi nomi della storia dell’arte, quali De Nittis, Mafai e Severini, e figure meno note ma centrali per l’evoluzione della collezione.

Attraverso oltre 120 opere, la mostra ripercorre le tappe principali che hanno scandito la storia della Galleria capitolina e della sua collezione, profondamente legata alle politiche culturali dell’amministrazione comunale grazie a una lungimirante attività di acquisizioni che dalla fine del XIX secolo continua fino ai giorni nostri. Curata da Ilaria Miarelli Mariani e Arianna Angelelli con Paola Lagonigro, Ilaria Arcangeli, Antonio Ferrara e Vanda Lisanti, l’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

La prima sezione, dedicata alle prime acquisizioni, alla nascita delle avanguardie e al ruolo delle Quadriennali, si arricchisce di alcuni dipinti entrati nelle collezioni comunali tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, come quelli di Giuseppe De Nittis (Paesaggio invernale, 1867-74), Alessandro Pigna (Frigidarium, 1882) e Augusto Bompiani (Figura pompeiana, 1901). Trovano spazio anche lavori acquisiti in occasione delle Biennali romane – come L’angelo dei crisantemi di Giuseppe Carosi (1921) – e delle Quadriennali, tra cui la scultura Ragazzo che si tuffa di Lorenzo Lorenzetti (1930-31) proveniente dalla prima Quadriennale, Giovani in riva al mare di Franco Gentilini (1934) e L’angelo rapitore di Gino Severini (1933-35), entrambe esposte nell’edizione del 1935. Nella stessa sezione si potranno inoltre scoprire opere poco note, come quattro ceramiche dipinte di Nandù, in dialogo con i capolavori del Secondo Futurismo.

La seconda sezione racconta il periodo che va dalla soppressione della Galleria nel 1938 fino alla sua riapertura all’interno della nuova sede del Museo di Roma a Palazzo Braschi. Qui il pubblico troverà alcune opere degli anni Trenta che mostrano orientamenti artistici differenti, dalla Demolizione di via Giulia di Mario Mafai (1936) ai dipinti di Umberto Bottazzi (Scena di vita romana / Fontana delle tartarughe, 1930) e Nino Caffè (Famiglia del circo, 1938-39). Oltre alla scultura Madonna di Ada Salvadori (1955), il nuovo allestimento darà l’opportunità di vedere due opere mai esposte alla Galleria d’Arte Moderna: il paesaggio Agitazione (1916) di Onorato Carlandi e l’encausto Cantiere con figure (1925-1940) di Maria Immacolata Zaffuto.

Incentrata sul periodo che va dalla riapertura della Galleria nel 1963 a Palazzo delle Esposizioni fino ai nostri giorni, la terza sezione accoglierà testimonianze di diversi momenti del Novecento: dai paesaggi di Pompeo Fabri (Villa Borghese, 1915, e Sul Monte Parioli, 1919), tra i fondatori a inizio secolo dei XXV della Campagna Romana, a Marina di Pippo Rizzo (1930-34), fino a superare la metà del secolo con la scultura Acrobate di Nicola Rubino (1950-57) e i dipinti astratti di Luigi Montanarini (Pittura astratta, 1955-57) e Primo Conti (La donna del mare, 1969). In questo spazio sarà inoltre possibile scoprire il poco noto movimento dei “tavolettisti”, rappresentato dai dipinti di Maria Cortini Viviani (Domenica, 1960-63) e Arrigo Taggi (Villa Borghese, 1955-60).

Tornano invece a essere conservate nei depositi le opere di Giulio Aristide Sartorio (Veduta di ninfa, 1890), Onorato Carlandi (Monte Mario, 1900-02), Adolfo De Carolis (Donna con fiori, 1910), Pompeo Fabri (Terme di Caracalla, 1916), Ferruccio Ferrazzi (Frammento di composizione, 1920), Carlo Socrate (Il tacchino, 1923), Gino Severini (Composizione, 1933), Emanuele Cavalli (Bagnante, 1933-34), Giorgio de Chirico (Combattimento di gladiatori, 1933-34), Carlo Carrà (Partita di calcio, 1934), Luigi Trifoglio (Natura morta, 1934-35), Manzù (Ritratto di Ada De Micheli, 1940), Nicola Rubino (Nudo di donna, 1950-58), Marcello Avenali (Periferia, 1951) e Emilio Greco (Sibilla, 1951).

Nuove opere

I Sezione - La nascita della Galleria. Le prime acquisizioni, le avanguardie e il ruolo delle Quadriennali
1. Giuseppe De Nittis, Paesaggio invernale, 1867-74
2. Alessandro Pigna, Frigidarium, 1882
3. Augusto Bompiani, Figura pompeiana, 1901
4. Giuseppe Carosi, L’angelo dei crisantemi, 1921
5. Nandù (manifattura Feruccio Palazzi), Regata di canoe, 1924-37
6. Nandù (manifattura Feruccio Palazzi), Rocciatore, 1924-37
7. Nandù (manifattura Feruccio Palazzi), Sidecar, 1924-37
8. Nandù (manifattura Feruccio Palazzi), Automobile, 1924-37
9. Lorenzo Lorenzetti, Ragazzo che si tuffa, 1930-31
10. Franco Gentilini, Giovani in riva al mare, 1934
11. Gino Severini, L’angelo rapitore, 1933-35

II Sezione - Dalla ricerca di una nuova sede alla rinascita negli anni Cinquanta
12. Onorato Carlandi, Agitazione, 1916
13. Umberto Bottazzi, Scena di vita romana / Fontana delle tartarughe, 1930
14. Mario Mafai, Demolizione di via Giulia, 1936
15. Nino Caffè, Famiglia del circo, 1938-39
16. Maria Immacolata Zaffuto, Cantiere con figure, 1925-40
17. Ada Salvadori, Madonna, 1955

III Sezione - Verso la nuova Galleria d’Arte moderna. Una collezione in continua crescita
18. Pompeo Fabri, Villa Borghese, 1915
19. Pompeo Fabri, Sul Monte Parioli, 1919
20. Pippo Rizzo, Marina, 1930-34
21. Nicola Rubino, Acrobate, 1950-57
22. Luigi Montanarini, Pittura astratta, 1955-57
23. Arrigo Taggi, Villa Borghese, 1955-60
24. Maria Cortini Viviani, Domenica, 1960-63
25. Primo Conti, La donna del mare, 1969


Opere che tornano nei depositi
1. Giulio Aristide Sartorio, Veduta di ninfa, 1890
2. Onorato Carlandi, Monte Mario, 1900-1902
3. Adolfo De Carolis, Donna con fiori, 1910
4. Pompeo Fabri, Terme di Caracalla, 1916
5. Ferruccio Ferrazzi, Frammento di composizione, 1920
6. Carlo Socrate, Il tacchino, 1923
7. Gino Severini, Composizione, 1933
8. Emanuele Cavalli, Bagnante, 1933-34
9. Giorgio de Chirico, Combattimento di gladiatori, 1933-34
10. Carlo Carrà, Partita di calcio, 1934
11. Luigi Trifoglio, Natura morta, 1934-35
12. Manzù, Ritratto di Ada De Micheli, 1940
13. Nicola Rubino, Nudo di donna, 1950-58
14. Marcello Avenali, Periferia, 1951
15. Emilio Greco, Sibilla, 1951

Uff.st. Zètema Progetto Cultura

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