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Domenica, 08 Febbraio 2026

Martedì 21 ottobre alle ore 17 all’Antico Teatro di Palazzo Paolo V in Corso Garibaldi 145 a Benevento si svolgerà l’incontro con l’autore del libro “Storie insolite di uomini, luoghi e oggetti dei musei di Napoli” Giovanni Liccardo presentato dalla dirigente scolastica Maria Buonaguro.

Il valore fondamentale di un museo risiede nella sua funzione di conservare le testimonianze materiali del passato, salvando oggetti destinati alla distruzione e all'oblio. I musei sono custodi e artefici della costruzione e comunicazione della memoria collettiva attraverso il patrimonio materiale. Inoltre, i musei, in linea con la definizione dell'ICOM, sono istituzioni senza scopo di lucro al servizio della società che promuovono ricerca, acquisizione, conservazione, comunicazione ed esposizione di testimonianze materiali e immateriali per studio, educazione e diletto, generando integrazione, dialogo e coesione sociale.

Il libro di Giovanni Liccardo, Storie insolite di uomini, luoghi e oggetti dei Musei di Napoli, edito per i tipi di Cuzzolin editore, adotta questa prospettiva, concentrandosi non sulla descrizione dettagliata di ogni sala, ma sul racconto di storie di persone, luoghi e oggetti insoliti custoditi nei musei di Napoli, dopo una contestualizzazione storica e tipologica. Il libro si presenta martedì 21 ottobre nella prestigiosa sala dell’Antico Teatro di Palazzo Paolo V, Benevento; relatrice sarà la prof.ssa Maria Buonaguro, mentre i saluti saranno proposti da Maria Felicia Crisci, presidente del comitato di Benevento della Società Dante Alighieri (e promotrice dell’evento), e dalla dott.ssa Antonella Tartaglia Polcini, assessore alla cultura del Comune di Benevento. Il volume di Liccardo non è una guida descrittiva né una semplice presentazione di luoghi espositivi, piuttosto la valorizzazione della memoria storica dei musei di Napoli, delle loro raccolte e dei personaggi che li hanno plasmati, distinguendo la memoria (emotiva, partecipativa, di continuità) dalla storia (scientifica, critica, di distacco). Di conseguenza intende sottolineare il valore della memoria delle loro trame e delle loro raccolte; memoria che è cosa diversa dalla storia, un’opposizione che bisogna capire bene, perché questa è scientifica e quella è emotiva, questa è critica e quella partecipativa, questa propone distacco dal passato e quella la continuità di un presente senza limiti in cui anche ciò che si è svolto tanto tempo fa è ancora qui.

Dunque, il libro di Liccardo vuole fornire un quadro dei musei della città come centri di conoscenza, informazioni, riflessioni e produzione culturale radicati nel territorio urbano; presentarli, in altre parole, con una prospettiva nuova e originale, ovvero nel loro forte connotato educativo e propositivo nei confronti della vita culturale passata, presente e futura di Napoli. Se l’intento di ricordare la storia della città per tramandarla ai posteri è sempre esistito, si scoprono le ragioni per le quali alcune opere d’arte erano collocate un tempo nei luoghi pubblici; si raccontano avvenimenti storici specifici da angolazioni originali; si riconoscono manufatti straordinari conservati e opere di varia natura e tipologia che hanno caratterizzato l’identità, la storia e le tradizioni della città.

Certo, i musei di Napoli sono una tipologia molto complessa, soprattutto per le finalità, le collezioni, gli esiti formali e il rapporto con la città. Eppure, paradossalmente è in questa differenza il loro forte legame con Napoli e il territorio in cui essi stessi s’innestano ed esplicano le loro attività: appunto per tale ragione, le caratteristiche proprie di ciascun museo napoletano non solo non sono esportabili, ma sono anche originali e uniche.

Giovanni Liccardo, dirigente scolastico, è autore di numerose opere, tra le quali Vita quotidiana a Napoli prima del medioevo (Tempolungo, 1999 - Premio letterario “Campanile d’argento. Città di Cimitile” 2000), Introduzione allo studio dell’archeologia cristiana. Storia, metodo, tecnica (Edizioni San Paolo, 2004), Architettura e liturgia nella Chiesa antica (Edizioni Skira, 2005). Tra i più recenti: Alla scoperta di Napoli archeologica (2021), La storia di Napoli in 1001 luoghi (2022) e Alla scoperta dei segreti perduti di Napoli (2023).

Sono iniziate le iscrizioni ai corsi di studio di Baccalaureato/Laurea triennale e Licenza/Laurea magistrale in Scienze Religiose presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Giuseppe Moscati” di Benevento per l’Anno Accademico 2025-2026 che rimarranno aperte fino a novembre 2025. Con il conseguimento del titolo di studio si può diventare docente nelle scuole italiane e il 75% dei laureati trova lavoro a un anno dalla laurea. Le lezioni universitarie inizieranno nel mese di ottobre 2024 e si terranno dal martedì al venerdì in orario pomeridiano con possibilità di frequenza flessibile con modalità mista sia in presenza sia on line da remoto. Le iscrizioni, aperte a tutti senza limiti di età, si effettuano previo appuntamento, telefonando al numero 0824/312246, contattando tramite Whatsapp il cellulare 328/1835632 o tramite mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Per ulteriori informazioni visitare il sito internet o recarsi presso la sede in Viale Atlantici 69 all’interno della struttura del Seminario Arcivescovile di Benevento. I punti di forza sono costituiti dalla flessibilità dei percorsi formativi, la didattica all’avanguardia e di qualità, la centralità dello studente, le concrete possibilità di inserimento lavorativo nelle scuole, i costi contenuti e rateizzabili.

L’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento è un’istituzione ecclesiastica, eretta dalla Congregazione per l’Educazione cattolica, che si propone per la formazione accademica finalizzata all’insegnamento della religione e l’assunzione dei ministeri ecclesiali. L’ente è collegato alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale e rilascia i titoli abilitanti l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado ai sensi delle intese concordatarie con lo Stato Italiano. Secondo la riforma CEI (Conferenza Episcopale Italiana), con approvazione CEC del 26 maggio 2007 e in attuazione di quanto disposto alla revisione dell’Intesa CEI-MIUR del 28/06/2012, propone il nuovo ordinamento degli studi strutturato in un Triennio istituzionale e un Biennio di specializzazione pedagogico-didattico. L’Istituto, inoltre, in collaborazione con gli uffici diocesani preposti, propone annualmente corsi riconosciuti ai fini dell’aggiornamento in servizio per l’insegnamento della religione cattolica in Italia. Fare teologia a Benevento è un paradigma di quello che significa affondare le radici nel sapere teologico e, allo stesso tempo, appassionarsi dell’uomo, entrando in contatto con l’esperienza di un sapere assoluto. Ogni uomo, infatti, ha bisogno di costruire un dialogo tra sé e l’universale: ognuno è allo stesso tempo pratico e speculativo, così come ci insegna l’antica filosofia della tradizione classica che ha originato i concetti intellettivi della dualità come lo spazio-tempo e lo spirito-materia. Il discorso teologico non è mai lontano dal discorso sull’uomo: la vita, la relazione, la ragione, la volontà, gli affetti, ogni aspetto di noi ha a che vedere con una domanda intima e universale, che riguarda l’assoluto. L’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento è una cerniera, un punto di connessione fra il sapere spirituale e il mondo. Studiare l’essenzialità dei trattati teologici permette di avere una chiave di lettura per ricomporre la profonda frammentarietà dell’uomo contemporaneo, integrando il senso di eterno nella propria vita, rispondendo al bisogno ultimo di restituire la speranza come orizzonte di sintesi delle fatiche e delle paure dell’uomo. Iscriversi all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento apre importanti e fattive prospettive di possibilità lavorativa grazie al riconoscimento dei titoli. Infatti, in base alla legislazione vigente in Italia, a seguito dell'ultimo Accordo di revisione del Concordato di Febbraio 2019, i titoli accademici di Baccalaureato e di Licenza di Teologia e di Scienze Religiose sono riconosciuti dallo Stato Italiano. L'insegnamento della religione cattolica è oggi normato dal DPR 20 agosto 2012, n. 175. Sono annoverati fra i titoli accademici abilitanti il Baccalaureato e licenza in Teologia nelle sue varie specializzazioni, Laurea magistrale in Scienze Religiose. Il Segretario Generale Avvocato Professor Paolo Palumbo e il Direttore Professor Giovanni Tagliaferro fanno sapere che: “A partire dall’Anno Accademico 2006-2007 l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento è collegato alla Pontificia Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale di Napoli ed ha intrapreso il cammino di revisione dei propri statuti e dei piani di studio secondo le direttive emanate dalla Conferenza Episcopale Italiana per la conformazione degli studi di teologia ai parametri accademici europei previsti dal processo di Bologna. L’opera di riordino si è conclusa il 28 Novembre 2007 con il decreto 1404/2007 della Congregazione per l’Educazione Cattolica che ha accademicamente eretto l’ISSR di Benevento abilitandolo a rilasciare i nuovi gradi accademici di Laurea in Scienze Religiose, che è equivalente alla laurea dell’ordinamento Statale – dopo un triennio di studi, e di Laurea Magistrale in Scienze Religiose, che è equivalente alla laurea specialistica dell’ordinamento Statale – dopo un quinquennio di studi. L’istituto rilascia titoli validi in tutta la Comunità Europea, conformemente ai parametri accademici europei previsti dal “processo di Bologna” e dal DPR 63/2019”. Lo studio all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento rappresenta perciò una fondamentale e importante occasione di crescita umana in ambito collettivo che segue un percorso di continua condivisione e interscambio relazionale-culturale. L’offerta di approfondimento formativo delle materie nei vari corsi, che spaziano dalla filosofia, alla psicologia, alla bioetica fino al diritto, è altamente qualificata con docenti di elevato spessore e competenze professionali che riescono a trasmettere il loro insegnamento in modo efficace e comprensivo a tutti gli studenti. Consiglio vivamente di intraprendere questo cammino perché non solo offre la possibilità di un miglioramento scolastico, ma è anche in grado di sviluppare e potenziare fondamentali valori umani come l’amicizia, la collaborazione e l’aiuto fra studenti, la solidarietà. Tutte queste caratteristiche rappresentano inoltre elementi importanti che accrescono le competenze richieste in ambito professionale e lavorativo come soft skills: questo percorso di studi è perciò di duplice importanza perché rappresenta un approfondimento di conoscenza umana oltre che di sapere culturale. Una interessante opportunità è offerta anche dal fatto che è possibile seguire le lezioni sia in presenza sia on line collegandosi da remoto: questa modalità agevola soprattutto l’iscrizione di chi abita lontano dalla sede e fatica a raggiungerla fisicamente. Sono inoltre molto utili le modalità social con cui vengono trasmessi i materiali di studio e la condivisione di notizie fra studenti e docenti sempre aggiornate sui canali on line.

Un gruppo di studenti ed ex studenti dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “G. Moscati” di Benevento” è andato in visita a Scanno e alle meravigliose Gole del Sagittario il 9, 10 e 11 maggio scorso. Il Professor Giovanni Liccardo fa sapere che: “La prima tappa è stata la visita a Civitella Alfedena, un paesino lindo e appartato che conserva tra le strette viuzze dell’intatto centro storico alcuni palazzetti del ‘600 e del ‘700, una torre trecentesca e la seicentesca chiesa di San Nicola. Grazie alle numerose strutture ricettive, alle botteghe di prodotti tipici, ai musei ed alle aree faunistiche nei dintorni, Civitella rappresenta uno dei migliori esempi di integrazione tra un’area protetta e l’economia locale. Nella parte alta del paese sorge l’area faunistica della Lince, mentre sulla collina di fronte al paese si trova il Centro visite del Parco, con il Museo e l’area faunistica del Lupo. Il museo è situato in una ex stalla nei pressi del centro di visita del Parco Nazionale d'Abruzzo, raccoglie una vasta documentazione sul lupo appenninico e sulle sue abitudini di vita. Sono esposti uno scheletro ricostruito, un lupo imbalsamato e il diorama di una tana con finti lupi: dal belvedere si vedono i lupi veri, raccolti in un branco di una dozzina di esemplari.

A Scanno sono stati ospitati nel sempre accogliente Albergo Seggiovia, dove il sorriso di Matteo ha sostituito quello del conosciutissimo e solare Emanuele, il vecchio proprietario; accompagnati dal prof. Giovanni Liccardo, che da antico frequentatore del borgo ha fatto loro da guida, e dal prof. Giovanni Tagliaferro, Direttore dell’Istituto, il gruppo ha potuto apprezzare le bellezze straordinarie del territorio, il fascino unico delle viuzze strette del paese e il romantico incanto del lago. Per le stradine circondate da palazzi signorili, portali decorati e antichi archi di Scanno, gli studenti hanno visitato i luoghi tipici del borgo e sono stati incuriositi, in particolare, dalle scalinate d’ingresso ai palazzi (le “cemmause”). Hanno percorso più volte la Ciambella, per niente infastiditi da una leggera pioggerella; con il prezioso supporto del parroco, don Luigi Ferrari, hanno visitato la chiesa più importante del paese (Santa Maria della Valle), apprezzando all’esterno l’elegante stile romanico abruzzese e al suo interno le tracce di affreschi medievali, il presbiterio e il coro ligneo. Sono stati a Piazza San Rocco e in altri luoghi tipici di Scanno, ma hanno anche conosciuto diverse botteghe di artigiani, come il profumatissimo biscottificio artigianale di Liliana Di Rosati; qui il generoso proprietario “maestro di prelibatezze” ha fatto gustare loro la dolce fragranza dei biscotti, presentati nelle diverse forme e varietà e realizzati con materie prime naturali e genuine. Il gruppo ha fatto poi visita alla storica oreficeria Di Rienzo: accolti con calore dal Signor Di Rienzo e dalla squisita gentilezza della Signora Lucia, hanno ammirato l’angolo museale e i numerosi luccicanti gioielli, rimanendo intrigati soprattutto dalla “Presentosa” (un gioiello di fidanzamento che la donna indossava per annunciare che si era fidanzata). Con dispiacere, non hanno potuto visitare il Museo della Lana, né incontrare qualcuno dell’amministrazione cittadina con cui avrebbero gradito avere un confronto; di contro, hanno avuto un proficuo scambio di idee con il Sig. Eustachio Gentile, ex sindaco di Scanno ed editor di un seguitissimo sito online (La Piazza di Scanno), tenace custode delle tradizioni del borgo, che li ha accolti nell’Auditorium delle Anime Sante. Fuori dal paese, alcuni hanno percorso l’affascinante “sentiero del Cuore”, che li ha portati in cima alla montagna da dove hanno goduto di un panorama spettacolare sul lago e sulla valle; altri, hanno preferito passeggiare lungo le rive del lago e avventurarsi sui pedalò facendosi cullare dalle lievissime onde del lago. Il Lago di Scanno è il più grande lago naturale d’Abruzzo e si è formato a causa di una frana staccatasi dal Monte Genzana che ha bloccato il corso del fiume Tasso; immerso in un paesaggio naturale unico tra le cime dei Monti Marsicani, è ricco di fauna e di flora. Gli studenti hanno visitato anche la bella Anversa degli Abruzzi. L’antico borgo medievale è individuato da una cinta esterna di case, costruite di solito sopra dirupi su cui emergono i ruderi del Castello Normanno o dei conti di Sangro, edificato dai Normanni nel XII secolo, con lo scopo di controllare uno degli accessi meridionali alla Valle Peligna. Fortemente danneggiato dal terremoto del 1706, sono tuttora visibili i ruderi del puntone della torre trecentesca, un basso ambiente di collegamento tra la torre e il complesso abitativo e l'arco ribassato posto all'ingresso del palazzo, databile ai primi del Cinquecento. Qui Gabriele d'Annunzio nel 1904 ambientò la tragedia "La fiaccola sotto il moggio". Di notevole rilevanza sono anche le Case dei Lombardi, edifici a schiera opera di maestranze settentrionali attive nella regione tra la seconda metà del 1400 e la fine del 1600, esempio tipico di singole strutture fortificate, inserite nella cerchia muraria, che mettevano anche in evidenza il prestigio della famiglia che le possedeva. Da qui è partita l’escursione forse più emozionante del viaggio all’Oasi WWF delle Gole del Sagittario; ha accolto il gruppo l’appassionata direttrice, dott.ssa Sefora Inzaghi, che li ha condotti per mano nei sentieri affascinanti che percorrono la valle. Le Gole del Sagittario sono davvero un paradiso naturale; estese su un’area di circa 450 ettari e circondate da alte pareti rocciose, le gole si sono formate grazie all’azione erosiva delle acque del fiume Sagittario; i numerosi sentieri permettono di scoprire panorami mozzafiato e scorci straordinari. Quest’ambiente incontaminato e selvaggio vede la presenza anche di diverse specie animali come lupi e orsi marsicani. Eppure, lo scopo del viaggio non era solo quello di ammirare posti e luoghi di incomparabile bellezza naturale, ma anche quello di cementare il gruppo e incontrare persone; tutti sanno, infatti, che l’incontro con l’altro è un tema speciale perché permette di riflettere su di una dimensione che va ben oltre le singole entità “io” e “tu”, oltre la semplice somma di queste due parti: incontrare l’altro significa essere partecipi di una dimensione terza, quella intersoggettiva. Entrare in questo “luogo dell’incontro” significa innanzitutto riconoscere l’alterità dell’altro: quando ci si propone la conoscenza, la relazione con l’estraneità, l’estraneo diventa una risorsa per lo sviluppo della relazione sociale e senza diversità da conoscere imploderemmo in noi stessi. E questo traguardo il gruppo lo ha raggiunto alla grande, promettendo anzi di partecipare alla prossima avventura, al prossimo viaggio dell’Istituto: forse nelle Marche (Pesaro, Urbino e Grotte di Frasassi), forse in Puglia (Bari, Otranto, Lecce, Trani) chissà!”.

 

Nell’anno liturgico corrente, presso la Chiesa Santa Maria di Costantinopoli a Benevento, si è tenuta la Santa Messa per l'Ammissione al percorso come candidati al Diaconato Permanente. I neo ammessi, dopo un percorso di studi di due anni, sono stati: Mauro Caccese e Carlo Cavallo (già Accolito). La Santa Messa dedicata è stata presieduta dall'Arcivescovo Sua Eccellenza Reverendissimo Felice Accrocca insieme al clero della Diocesi di Benevento. Mauro Caccese, della parrocchia Santissima Addolorata, è stato accompagnato dal suo parroco Don Gaetan Kilumba Papa e dal diacono della parrocchia Addolorata Aristide Ingordigia che ha guidato il rito, Carlo Cavallo, appartenente alla Basilica Madonna delle Grazie, è stato accompagnato dai sacerdoti dell'Ordine dei frati Minori padre Lino e Padre Davide, partecipante anche Don Pompilio Cristino, parroco della parrocchia Santa Maria di Costantinopoli. Erano presenti alla celebrazione il Priore dell'ospedale Fatebenefratelli fra Lorenzo Gamos, la comunità delle suore che opera all'interno del Fatebenefratelli, le suore Francescane di Ognissanti, la comunità delle suore Carmelitane e la comunità delle suore del Preziosissimo Sangue. È stata una bellissima celebrazione con un'omelia da parte dell'Arcivescovo molto sentita che ha messo in risalto l'importanza della figura del diacono all'interno della Chiesa. I canti sono stati curati dalla corale del coro di Santa Maria di Costantinopoli diretto dal maestro Antonella Micco. È stata una celebrazione molto sentita e molto bella, così come riferito da tutte le persone presenti che hanno partecipato alla santa messa e, successivamente, hanno preso parte al buffet che si è tenuto all'interno del campetto della chiesa Santa Maria di Costantinopoli in cui i neo ammessi hanno invitato tutte le persone che hanno partecipato alla santa messa per festeggiare insieme il lieto evento come se fosse un'Agape fraterna.

Mauro Caccese, futuro diacono e studente dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Giuseppe Moscati” di Benevento, fa sapere che: “È stato un evento molto significativo che non deve passare inosservato perché questo è motivo di Evangelizzazione e di Missione della stessa Chiesa nel mondo. Questa giornata ha rappresentato un importante momento di unione e di condivisione fraterna collettiva nel Signore per intraprendere il primo passo ufficiale e formale nella strada verso il diaconato. La scelta di intraprendere questo percorso di fede è nata e si è sviluppata nel tempo: da sempre ho sentito questa vocazione che era in me ancora in fase germinale e è maturata quando ho conosciuto la mia amata moglie Maria: infatti la mia prima vocazione era al matrimonio, poi quando ho conosciuto Maria il tutto si è evoluto. Grazie a lei infatti sono stato pienamente affiancato e sostenuto in questa importante scelta di vita condivisa che abbiamo intrapreso insieme in quanto anche Maria ha studiato, proprio come me, teologia all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Benevento che è stato per noi fondamentale nel guidarci e nell’approfondire questo cammino di fede. La teologia, proprio come ci hanno insegnato i nostri docenti, non è solo un apprendimento di studio, ma è anche la formazione dell’essere umano inteso nella sua totalità in comunione con Dio che ci ha creati con l’amore che noi stessi dobbiamo portare e diffondere nel mondo aiutando il prossimo. Ho potuto mettere in pratica questo spirito fraterno di solidarietà e di condivisione grazie alla professione di infermiere che svolgo all’Ospedale Sacro Cuore di Gesù - Fatebenefratelli di Benevento che mi ha dato la possibilità di rendermi sempre di più uno strumento operoso nelle mani del Signore per aiutare gli ammalati. Il mio riferimento di vita, a cui devo molto nella realizzazione di tutte queste scelte di vita, è il medico beneventano San Giuseppe Moscati a cui mi sono sempre ispirato nel portare avanti la mia missione di aiuto collettivo e condiviso. In particolare, oltre alle sue doti umani e professionali, ci tengo a ricordare anche l’elemento di positiva economia sociale che caratterizzava questo fondatore della scienza medica. Infatti lui, sopra il suo tavolo nello studio medico in cui riceveva i pazienti, era solito posizionare un cappello rivolto verso l’alto, come se fosse un contenitore, indicando sopra la seguente dicitura “Chi può lasci. Chi non può prenda”. Ritengo che questo sia un gesto di umanità e benevolenza di profonda carità e vicendevole scambio sociale nel raggiungimento del fine comune che caratterizza tutti noi: chi può aiutare, aiuti, chi ha bisogno si faccia aiutare, sempre nel principio guida dell’interesse reciproco verso il benessere e l’amore condiviso per cui Dio ci ha creato”.


Il Comitato provinciale UNPLI di Benevento, nella sua azione mirata allo sviluppo del territorio attraverso la promozione di tutte le sue risorse, tra cui quelle culturali, storiche, paesaggistiche, organizza il convegno “Homo Viator – Il Giubileo e i Cammini” giovedì 20 marzo 2025 presso il Salone Biblioteca Arcivescovile “F. Pacca” alle ore 16 con la partecipazione del Professore Giovanni Liccardo, moderatore dell’iniziativa. Dopo i Saluti Istituzionali dei rappresentanti degli enti territoriali, presenteranno l’approfondimento tematico che intende tracciare le linee guida a un percorso di collaborazione in rete per la progettazione di itinerari religiosi, culturali, storico-archeologici e naturalistici, possibilmente connessi a Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa. Per l’occasione sarà presentata la nuova normativa regionale sugli Eco-Musei e gli Albi Regionali e Statali dei Cammini e saranno illustrati i cammini devozionali attivi sul nostro territorio: Cammino di San Nicola nel Sannio, il Cammino di San Bartolomeo, il Cammino dell’Angelo Michele in Campania, nella prospettiva di una significativa valorizzazione delle “Antiquae Viae” (sannite, romane e medievali) e dei percorsi della memoria, del culto, del patrimonio antropologico del Sannio. L’incontro è promosso nell’ottica di una condivisione di “Buone Pratiche” promosse dagli esperti relatori per la diffusione della cultura dei Cammini e per promuovere le linee guida che consentano agli operatori coinvolti di comprendere l’iter di progettazione per il recupero dei fondi a sostegno delle attività per la valorizzazione dell’economia delle aree interne a rischio di spopolamento.

Questi sono i relatori presenti al tavolo di lavoro e il loro relativo contributo: PROF. Don MARIO IADANZA Direttore della Biblioteca Capitolare e del Museo Diocesano di Benevento: Pellegrini e Pellegrinaggi; Dott. FELICE PASTORE Vice Direttore Nazionale Gruppi Archeologici d’Italia Direttore del Coordinamento tecnico ATS “Principati e Terre dei Longobardi del Sud- Intesa per gli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa in Campania: L'Eredità Culturale dei Longobardi del Sud ; Dott. NINO CAPOBIANCO Presidente della Proloco di Fragneto Monforte: il Cammino di San Nicola nel Sannio; ING. LUIGI SORRENTINO Direttore Regionale Campania dei Gruppi Archeologici d’Italia: L’Educazione al Patrimonio nelle Scuole; Prof. DOMENICO CAIAZZA Presidente Centro Studi sul Medioevo di Terra di Lavoro - Intesa per gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa in Campania: I Cammini  Religiosi e Culturali; PETRONILLA LIUCCI, Ote Campania, - Direttrice Nazionale del tavolo di coordinamento e di lavoro del settore Terme e Benessere Termale per l’Osservatorio Italiano Nazionale  no profit (OINP) APS-ETS  delegato ai progetti USACLI provinciale di Benevento “Salus per Aquam”  Benessere e Sport. Per i saluti finali il Sindaco di Apollosa Danilo Parente, di Montesarchio Morena Cecere e l’Assessore alla cultura del Comune di Bonea Rita Malfi chiuderanno il tavolo di lavoro con la loro testimonianza di promotori del Cammino di San Nicola nel Sannio. Il pomeriggio di studio, aperto al pubblico, avrà inizio dopo i saluti di benvenuto dell’Arcivescovo di Benevento Monsignor Felice Accrocca. L’evento è aperto al pubblico, partecipano gli Operatori Culturali, le Pro Loco, le Associazioni, degli Operatori del Turismo e tutti i Comuni  interessati  allo sviluppo delle iniziative  di sviluppo delle aree interne attraverso lo sport e il turismo lento , per la promozione del Cammino di San Nicola nel Sannio, del Cammino dell’Arcangelo, del Cammino di San Bartolomeo nel Sannio, principali attori coinvolti  per la riqualificazione dei borghi sanniti. Il Comitato provinciale UNPLI di Benevento organizza l’evento in collaborazione con il Centro studi Arti e Tradizioni popolari "La Takkarata/Samnites"; Cammino di San Nicola nel Sannio; il Centro Studi sul Medioevo di Terra di Lavoro-Intesa per gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa in Campania; l’ATS Principati e Terre dei Longobardi del Sud; (ATS dei Comuni di Salerno- Benevento- Capua); i Gruppi Archeologici d’Italia; l’Osservatorio Nazionale No profit dello Sport e del Terzo Settore (OINP APS-ETS); l’USACLI Provinciale di Benevento, in cooperazione con l’Arcivescovato di Benevento, la Fondazione Bonazzi ETS.

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