
Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis si reca a Parigi per partecipare al Vertice Spaziale Internazionale, in programma questo fine settimana su iniziativa del presidente francese Emmanuel Macron e co-organizzato dalla Germania. Un appuntamento che, al di là dei temi tecnologici e scientifici, assume per Atene una significativa valenza politica e diplomatica. Mitsotakis avrà infatti anche un incontro bilaterale con Macron e parteciperà alla cena che il presidente francese offrirà all'Eliseo in onore dei leader presenti.
Il vertice, al quale prendono parte rappresentanti di circa 120 Paesi, si svolge in una fase nella quale l'Europa è impegnata a rafforzare la propria autonomia nel settore delle infrastrutture tecnologiche strategiche e a definire le regole della nuova competizione nello spazio. Per la Grecia, la partecipazione del primo ministro si inserisce nel più ampio disegno di Atene volto a rafforzare la propria presenza internazionale nei settori della difesa e della tecnologia.
Proprio sul fronte tecnologico e strategico, secondo quanto riferito da in.gr, Mitsotakis dovrebbe inoltre annunciare la partecipazione dello scienziato greco Dr. Andrianos Golemis a una prossima missione diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale. Lo spazio è ormai considerato un settore di crescente competizione strategica, con conseguenze che vanno ben oltre la ricerca scientifica e che riguardano direttamente la difesa, la sicurezza, le comunicazioni e l'autonomia tecnologica degli Stati.
La visita di Mitsotakis a Parigi si inserisce inoltre in una più ampia agenda di contatti diplomatici che ha visto il premier greco impegnato in Egitto, quindi nella capitale francese e successivamente a Kastellorizo. Al centro dei colloqui con Macron c'è soprattutto il dossier energetico, e in particolare il progetto del cavo di interconnessione elettrica tra Grecia, Cipro e Israele, una questione che negli ultimi mesi è diventata anche uno dei principali punti di attrito con la Turchia.
Il via libera francese al Great Sea Interconnector
I colloqui ai massimi livelli all'Eliseo tra Mitsotakis e Macron hanno delineato una traiettoria per la ripresa, sul piano operativo, del progetto di interconnessione elettrica Grecia-Cipro.
Si tratta del Great Sea Interconnector (GSI), un'infrastruttura alla quale Parigi sta rafforzando la propria partecipazione attraverso il gruppo di investimenti francese Meridiam, che ha assunto una posizione maggioritaria, mentre la francese Nexans conserva il proprio ruolo nella componente tecnica del progetto.
Per Atene e Nicosia il GSI presenta una duplice valenza, energetica e geopolitica, ed è considerato strategico anche nell'ambito della più ampia architettura energetica europea. Il progetto dispone di un finanziamento superiore ai 600 milioni di euro. Proprio per la sua collocazione e per il tracciato previsto, tuttavia, il cavo rappresenta insieme ai parchi marini uno dei principali terreni di tensione nei rapporti tra Grecia e Turchia.
Dopo il nuovo sostegno politico espresso da Macron, i prossimi passi per lo sviluppo del progetto tornano dunque nelle mani della parte francese, secondo il piano originario. Le informazioni che arrivano da Parigi indicano un sostegno congiunto alla transizione del GSI verso la nuova fase operativa.
La posizione francese sembra aver soddisfatto Atene, che ha avuto modo di presentare le proprie argomentazioni in vista di una fase destinata ad assumere un'importanza geopolitica ancora maggiore. Tra i passaggi considerati decisivi figura infatti il completamento delle ricerche nell'area marittima a sud di Kasos.
“Una questione di pochissimi mesi”
Ad Atene si ritiene che la ripresa delle procedure per la posa dei cavi, con il rafforzamento del ruolo francese, possa diventare una realtà nel giro di “pochissimi mesi”.
Lo stesso Mitsotakis, domenica, parlando da Salonicco, aveva confermato l'esistenza dei contatti con Parigi: «Siamo anche in consultazione con la parte francese affinché possiamo ovviamente gestire tutte le possibilità».
Il messaggio che Atene sta trasmettendo ai propri interlocutori, anche a livello dell'Eliseo, è chiaro: secondo la posizione greca, la Turchia non dispone di una legittimità per impedire la realizzazione del progetto.
L'intesa tra Atene e Parigi, del resto, non sarebbe nata soltanto nelle ultime ore in occasione della visita del premier greco per il vertice internazionale ospitato al Grand Palais sull'Avenue des Champs-Élysées. I colloqui sarebbero stati preceduti da una discussione ai massimi livelli già all'inizio di agosto, quando, secondo le informazioni disponibili, sarebbe stata sostanzialmente definita in territorio francese la nuova impostazione del progetto.
Anche da Nicosia arrivano segnali positivi. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha espresso la valutazione che la fase di avvio del progetto sia ormai “molto vicina”, parlando di «sviluppi sostanziali». Christodoulides ha inoltre rivelato che, mentre Mitsotakis e Macron discutevano a porte chiuse all'Eliseo, il suo ufficio diplomatico era impegnato in contatti con l'ambasciata francese.
Il fastidio di Ankara
La discussione politica sul GSI a Parigi è arrivata a distanza di appena un giorno dai colloqui di Mitsotakis a El Alamein con Christodoulides e con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Anche in quell'occasione l'energia e i progetti di interconnessione elettrica erano stati al centro dell'agenda, compreso il progetto del cavo Grecia-Egitto, il Gregy, in parte collegato alla Zona economica esclusiva greco-egiziana.
Mitsotakis ha quindi aggiornato Macron sugli incontri in Egitto e, più in generale, sull'importanza della cooperazione trilaterale tra Grecia, Cipro ed Egitto nel settore energetico.
Con il sostegno politico francese al GSI, accompagnato dal know-how e dagli interessi di investimento di Parigi, il dossier sembra ora avviarsi verso una nuova fase. Restano da definire i prossimi passaggi formali e operativi: annunci, aggiornamenti e soprattutto un calendario preciso per la ripresa delle attività.
La prospettiva, tuttavia, non viene osservata soltanto ad Atene e Nicosia. Secondo i resoconti provenienti dalla Turchia, le prime reazioni di Ankara confermerebbero il fastidio turco per il modo in cui la Grecia sta gestendo il progetto.
Nel frattempo, non sembrano ancora esserci le condizioni per un incontro bilaterale tra Mitsotakis e Recep Tayyip Erdogan a New York alla fine del mese, anche se sono in corso discussioni sulla possibilità di organizzare un incontro tra Macron e il presidente turco.
Mediterraneo orientale, Medio Oriente e Hormuz
Oltre al Great Sea Interconnector, Mitsotakis e Macron hanno affrontato gli sviluppi nel Mediterraneo orientale, in Medio Oriente e in Iran. Il premier greco ha richiamato in particolare l'attenzione sulle conseguenze della crisi in corso nello Stretto di Hormuz e sul suo impatto sui costi dell'energia.
Per Atene, di fronte all'aumento delle pressioni sul mercato energetico, è necessario che l'Unione Europea assuma iniziative comuni. La questione dovrebbe quindi essere affrontata anche a livello europeo in occasione del prossimo Consiglio europeo, in programma il 15 e 16 ottobre a Bruxelles.
La Grecia si prepara a sostenere in quella sede la necessità di decisioni condivise e di una risposta comune dell'Unione alle conseguenze della crisi energetica.
La missione di Mitsotakis a Parigi assume così un significato che va ben oltre il vertice dedicato allo spazio. Accanto alla cooperazione tecnologica e scientifica, il confronto con Macron mette infatti sul tavolo uno dei dossier energetici più sensibili del Mediterraneo orientale. Il possibile rilancio del GSI, con un ruolo francese rafforzato, potrebbe rappresentare per Atene e Nicosia un passaggio decisivo, ma anche riaprire un capitolo di confronto con Ankara, che continua a guardare con particolare attenzione alle iniziative greche e cipriote nel Mediterraneo orientale.




































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