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Il Tar Lazio ha pubblicato il 17 gennaio 2024  la prima sentenza definitiva di un  ricorso individuale avverso i Tolc di Medicina, presentato dallo studio legale Leone-Fell & C. accogliendo tutte le censure presentate e provvedendo ad  annullare il bando e la graduatoria di merito per l’accesso alla Facoltà di Medicina.

Come Comitato #iononhhoimbrogliato siamo, ovviamente, felici per  questa prima vittoria e che il giudice abbia accolto le tesi dello studio legale Leone&Fell che ci rappresenta e difende.
Siamo oltre 3500 ricorrenti che hanno avuto finalmente il riconoscimento dell’ irregolarità del bando e dell’equalizzatore segnalati già a settembre. In un paese normale non si sarebbe dovuto far immatricolare nessuno e far ripetere il test. Tutti a casa!

Ora tardivamente a gennaio si riconosce il danno patito ma non la sua riparazione e ristoro.
Quello che ci lascia fortemente insoddisfatti  è la parte finale della sentenza che non applica il risarcimento per il danno subito.  Il giudice, infatti, ha interpretato il diritto amministrativo con una terza via. Le due strade plausibili della procedura a seguito dell’accoglimento del ricorso sono, infatti, o la ripetizione della prova per tutti i candidati o l’immatricolazione in sovrannumero per i ricorrenti.

Siamo in attesa delle sentenze dei due ricorsi collettivi discussi il 10 gennaio e auspichiamo fortemente che il Tar del Lazio, dopo la prima sentenza favorevole con la quale ha annullato bando e graduatoria e decretato l’illegittimità di tutta la procedura,  applichi anche gli effetti  riconoscendo ai ricorrenti l’immatricolazione in sovrannumero. Siamo pronti a continuare la nostra battaglia attraverso ulteriori manifestazioni e non ci fermeremo fino al Consiglio di Stato attraverso lo studio legale Leone&Fell per appellarsi contro questa sentenza “anomala”.

Fonte Uff.St Rosella Presciuttini

 

 

 

 

Con un tour nelle scuole elementari e medie di Veneto, Lombardia e Toscana si conclude il percorso tra i banchi di scuola della campagna educazionale “La SMAgliante Ada”, che in questi tre anni ha visto Ada, la cagnolina protagonista delle avventure della trilogia di fumetti, raccontare ai coetanei di tutta Italia l’esperienza quotidiana del vivere con la SMA, l’atrofia muscolare spinale.  

Oltre 350 i bambini degli ultimi anni della scuola primaria e dei primi anni della scuola secondaria di primo grado coinvolti in un percorso educativo che ha affrontato i temi della disabilità e dell’inclusione sociale, attraverso il linguaggio inedito del fumetto. Tante le iniziative messe in campo: dai workshop, ai contest nazionali dedicati ai temi del bullismo e dello sport, fino all’esperienza di Wheelchairs Football, il calcio giocato su sedia a rotelle, che questa estate ha visto i ragazzi con SMA sfidarsi in un minitorneo di calcio ospitato da F.C. Juventus presso la scuola internazionale Wins - World international school di Torino.

“Con Ada abbiamo avuto la possibilità di essere al fianco di tanti bambini e insegnanti facendo sperimentare loro una visione positiva della disabilità – afferma Anita Pallara, Presidente Famiglie SMA, che continua – Parlare di atrofia muscolare spinale richiede la capacità di trasferire con delicatezza e competenza cosa significa vivere con questa patologia neuromuscolare. Ed è proprio grazie al linguaggio universale del fumetto che abbiamo potuto affrontare temi importanti che riguardano la vita di ciascuno di noi, con l’entusiasmo e la schiettezza di chi ha tanta voglia di conoscere il mondo, come Ada e i suoi amici. Un viaggio entusiasmante!”

Temi complessi, affrontati unendo competenze multidisciplinari di psicologi, educatori, clinici e ricercatori, al fianco di un team creativo, capaci di tradurre in modo semplice e innovativo anche l’importanza della ricerca scientifica e di una presa in carico mirata per garantire ad ogni bambino e bambina la possibilità di vivere appieno i suoi progetti di vita, insieme ai coetanei.

“Siamo particolarmente grati e affezionati a questo progetto – dichiara Alberto Fontana, Presidente dei Centri Clinici NeMO, che continua – Ada ha permesso di portare fuori dai nostri reparti clinici il valore della conoscenza scientifica, fondamentale per entrare in relazione con l’altro e riconoscerlo nelle sue risorse e nei suoi limiti. Formare i ragazzi a comprendere cosa significa vivere con una malattia neuromuscolare vuol dire educare ad andare oltre la paura di ciò che non si conosce e contribuire a rendere una generazione più forte, capace di accogliere l’altro senza pregiudizio”.

Grazie a questa apertura, le domande semplici e profonde legate alla vita con la SMA, ai suoi risvolti emotivi, sociali e quotidiani, allo sport, ai viaggi e alle passioni, fino agli aspetti più clinici e scientifici, hanno trovato accoglienza e risposte nei laboratori didattici da parte di chi convive con la patologia: “È brutto vivere con la SMA? Sei mai stata presa in giro per la carrozzina? Ci sono delle cure per guarire?” Domande che, grazie al fumetto e al confronto, hanno colto l’interesse dei ragazzi sulla realtà, per conoscerla di più, per farsi incuriosire e per destrutturare pregiudizi o credenze.

“Ada ha aperto ai ragazzi la possibilità di conoscere attivamente e in modo divertente il profondo significato dell’unicità – commenta Simona Spinoglio, educatrice e psicologa dell’Associazione Famiglie SMA – Lo ha fatto prima raccontandosi attraverso la propria vita e poi stimolandoli nel far emergere le loro particolarità. La narrazione si è sviluppata includendo la SMA tra le caratteristiche più evidenti e immediate della protagonista, ma non per questo l’unica ad essere importante. Rendendo la malattia nominabile e narrabile anche con leggerezza e includendo la disabilità tra le possibili particolarità di cui si può essere testimoni, siamo riusciti a creare con i ragazzi un dialogo aperto al confronto, all’approfondimento e all’esplorazione.”

Tre anni che raccontano un affascinante percorso di crescita: dalla scuola elementare alla conoscenza di nuovi amici nella scuola media; dalla paura di non essere accolti, alla scoperta delle risorse personali, al valore dell’amicizia e dei sogni per il futuro, fino al desiderio di indipendenza e autodeterminazione tipico dell’adolescenza. Passaggi di crescita che la trilogia di fumetti sulle avventure di Ada ha accompagnato e che si traducono nei numeri del progetto.

Oltre 16 mila copie dei tre volumi a fumetti distribuiti gratuitamente nelle scuole italiane e la traduzione del primo volume in 12 lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo, polacco, macedone, arabo, cinese, taiwanese, russo, serbo e ungherese), a cui si uniscono 3 importanti riconoscimenti: il Premio OMaR per la comunicazione sulle malattie e i tumori rari; il Life Science Excellence Awards come miglior progetto di comunicazione dell’anno; il CEO for Life Awards, premio assegnato per aver stabilito nuovi standard di eccellenza volti a un futuro migliore e più sostenibile.

La campagna educazionale “La SMAgliante Ada” è nata nel 2020 dalla visione e dall’impegno dell’Associazione Famiglie SMA, dei Centri Clinici NeMO - specializzati nella cura e nella ricerca sulle malattie neuromuscolari - in collaborazione con NEMOLAB, il primo hub dedicato esclusivamente alla ricerca tecnologica su queste patologie, con il contributo educazionale non condizionato di Roche Italia. Una sinergia che ha avuto l’obiettivo di educare al valore della disabilità come risorsa, all’inclusione come opportunità e alla conoscenza scientifica per comprendere gli altri e sperimentare cosa significhi costruire una società inclusiva.

“Roche è orgogliosa di essere a fianco di Famiglie SMA e dei Centri Clinici NeMO in questa lunga avventura con “La SMAgliante Ada” – ha commentato Amelia Parente, Rare Disease, Governament Affairs & Transormation Head di Roche Italia – Da tre anni Ada accompagna bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, gli insegnanti e le loro famiglie e tutti noi nel comprendere il valore dell’inclusione sociale attraverso il linguaggio del fumetto, ancora una volta al centro del laboratorio didattico svolto nelle tre scuole che ha messo insieme disabilità e sport e da cui è chiaramente emersa l’attitudine dei più piccoli ad esprimersi liberamente e con leggerezza, dimostrando che per loro la normalità è un concetto relativo. Ringrazio, a nome di Roche, i partner e le scuole che hanno ospitato il laboratorio, e soprattutto “La SMAgliante Ada” per rappresentare il linguaggio del cambiamento che vogliamo veder avvenire nel mondo”.

 Fonte centro clinico NEMO

il 25 ottobre appuntamento davanti al Tar del Lazio. Invito per la stampa 

Il 25 ottobre alle ore 9.15  al Tar del Lazio, in via Flaminia 189 a Roma, si decideranno le sorti dei ricorrenti avverso il Tolc Med 2023 patrocinati dallo  Studio Leone&Fell che dopo aver denunciato pubblicamente le irregolarità della nuova modalità d'accesso a Medicina ha depositato un ricorso collettivo al Tar del Lazio.
Il ricorso depositato racconta, prove alla mano, tutto ciò che non ha funzionato ai Tolc di Medicina.  Il fatto più scandaloso è di sicuro la ripetizione dei quiz tra aprile e luglio che ha portato alla creazione, da parte dei candidati e delle scuole di preparazione, di una vera e propria banca dati contenente centinaia e centinaia di quiz poi diffusi e venduti  nel web ad uso di chi non ha avuto nessuno scrupolo a utilizzarli fraudolentemente. Non c'è stata parità di trattamento e la graduatoria che ne è conseguita è di certo illegittima perché viziata da risultati conseguiti senza merito e onestà.

Un altro tasto dolente evidenziato nei ricorsi è il mancato accesso agli atti. Al termine delle prove i candidati non hanno potuto neanche visionare i propri elaborati e verificare la correttezza delle risposte date e i parametri utilizzati dall'amministrazione per la determinazione del punteggio equalizzato. Addirittura sono gli stessi presidi di medicina a comunicare al ministero che ci sono stati problemi con la formula dell’equalizzatore in quanto le domande non sono state poste allo stesso numero di persone e, pertanto, il coefficiente di equalizzazione ha falsato la graduatoria. Il Comitato #iononhoimbrogliato formato da genitori, ragazzi e ragazze aspiranti medici è nato per sostenere questa battaglia di giustizia per il danno oggettivo che questi ragazzi hanno subito. 

Molti ragazzi e ragazze sarebbero già iscritti a medicina se non ci fossero stati tutti questi imbrogli e se il metodo del punteggio equalizzato fosse stato applicato in maniera chiara ovvero distribuendo lo stesso numero di domande allo stesso numero di persone. Il Test di medicina  è una selezione pubblica e perciò deve rispettare la legge sempre e comunque.
Pertanto il Comitato invita tutti a sostenere questa battaglia il 25 ottobre davanti al Tar in una mobilitazione che dia sostegno e forza a questi ragazzi e ragazze che vedono calpestati sogni e speranze da chi furbescamente ha ritenuto di prendere delle scorciatoie.
Il 25 ottobre si gioca una partita importante che sarà la prova che in Italia la Giustizia esiste.

fonte  Comitato #iononhoimbroigliato

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